Dopo che per mesi mi ero divertita tantissimo con l'anziano bidello, ero ancora più propensa a farlo con i “vecchi” che mi eccitavano da morire. I due anni seguenti furono anni in cui ero una accanita cacciatrice di "cazzi maturi" e infatti, qualche tempo dopo, decisi di “farmi” anche il vecchio meccanico che mi riparava il motorino e che mi eccitava da morire.
Oramai da anni, dall’età di 16 anni, quasi ogni giorno venivo inculata e facevo almeno un pompino con ingoio all'anziano bidello del liceo, al "mio orso". Addirittura, un giorno arrivai a fargli 3 pompe - dico TRE pompe - nell'arco di una giornata e feci praticamente indigestione di sborra.
Era un periodo in cui spesso mi recavo dal meccanico per il mio motorino, il mio amato "SI", vero compagno della mia giovinezza.
Il meccanico, che si chiamava D, era un uomo che, ad occhio e croce, aveva superato la settantina. In officina mi guardava insistentemente e con aria da gran porco. Io, ragazzetta di 18 anni ancora vergine ma già avvezza al sesso più laido e proibito, sicuramente lo eccitavo, almeno a giudicare dagli sguardi che mi lanciava e nonostante non immaginasse quanto già fossi troia e viziosa. In ogni caso, lusingata, stavo al suo gioco, mi eccitavo tanto al pensiero di eccitarlo e, sempre più spesso, mi ritrovavo a masturbarmi al pensiero di fare porcate con lui, uomo dall'aria da vecchio saggio, ma marpione, furbo e sicuro di sé, sguardo da porcone con le mani tipiche del lavoratore, callose e ringrinzite, capelli completamente bianchi, un uomo che mi attirava ancora di più proprio per questo. Avevo voglia di lui, ero decisissima a fare porcate con quel vecchio puttaniere. Che bello scopare con il nonnino, pensavo.
Fu così che cominciai con prudenza a chiedere in giro notizie sul suo conto e venni a scoprire, come giù immaginavo e speravo, che era stato un vero e proprio puttaniere, uno che aveva sempre amato la fica e che aveva cornificato tantissimo la defunta moglie e che, cosa questa che mi fece raddrizzare le antenne, avesse ancora un debole per le ragazze giovani. Un appassionato di sesso, insomma, come mi confermò anche una mia amica (forse ancora più porca di me) che mi aveva confidato di avergli fatto, tempo addietro, una sega per poi farsi sborrare in bocca, insomma, un gran porco!
Divenni ben presto ossessionata da lui. Lo desideravo tantissimo, avrei tanto voluto fargli un pompino, dargli il culo, farmi leccare la passera e le tette da lui, da quel vecchio porco. Curiosa e indisponente, passavo spesso davanti alla sua piccola officina notando che lui si accorgeva di qualcosa, sembrava consapevole di essere entrato nelle mie grazie, di interessarmi, anche se credo che non sperasse minimamente di riuscire a scoparmi, molto probabilmente non sospettava affatto i miei desideri proibiti nei suoi confronti. Sicuramente, ignorava che pensavo continuamente a lui masturbandomi fantasticando tanto.
Un pomeriggio mi recai in officina per far sistemare il mio "SI", e gli chiesi a che ora potessi tornare a riprendere il motorino. Lui rispose che, se avessi aspettato, mi avrebbe servita subito e così feci. Mentre lui armeggiava con il motorino, io andavo avanti e indietro nervosamente ed in imbarazzo, lanciando occhiate ora al vecchio mentre lavorava, ora fuori dal garage. Mi ero fatta crescere i capelli, ora lunghissimi, indossavo un paio di jeans, magliettina cortissima che mi lasciava scoperta buona parte della pancia e scarpe da tennis. Il culo, ben formato e sodo, mi svettava sotto i pantaloni, ne ero consapevole e notai che lui me lo guardava con una certa insistenza e con un'aria che non lasciava dubbi sui suoi desideri. Le tette sode e dure, senza reggiseno, ballavano in maniera invitante. Subito lanciai un’occhiata fugace alla sua patta, ma indossando pantaloni larghi da lavoro, non potei capire se si stesse eccitando, né tantomeno come ce l’avesse.
Improvvisamente, spezzando il silenzio che si era creato, mi chiese quanti anni avessi, ed io prontamente risposi di averne 18, di essermi diplomata e di vivere con i miei genitori. Lui mi disse di essere vedovo e di avere 74 anni. Mi chiese poi se avessi un ragazzo e, alla mia risposta negativa, si dimostrò incredulo chiedendomene il motivo. Maliziosamente, risposi che per il momento non avevo intenzione di avere storie fisse e durature, ma che intendevo solo “divertirmi” con i maschi. Come speravo, questa cosa dovette far scattare qualcosa in lui, perchè divenne più intraprendente e sfacciato. Infatti mi disse che trovava alquanto strano che non avessi un ragazzo in quanto ero veramente carina e ispiravo sesso! Mi salì il sangue in testa, sentivo le tempie battermi dall'emozione e fui colta immediatamente da una forte eccitazione. Gli chiesi perchè mai ispirassi sesso. Lasciando cadere ogni minimo segno di riservatezza, decise di giocare a carte scoperte e mi rispose in maniera diretta che avevo una faccia da vera troietta, un culo da sogno e due tette da brividi, oltre al fatto che il colore e la delicatezza della mia pelle lo eccitavano tantissimo. Ormai senza più ritegno, aggiunse infine che sarebbe stato disposto addirittura a pagare per fare sesso con me.
Fui colta da una forte soggezione e, abbassando lo sguardo, lasciai cadere la cosa, non risposi e mi limitai ad un timido sorriso ed un imbarazzato silenzio, anche se mi sentii bagnare la fichetta tra le cosce. Attesi che terminasse la riparazione e feci per andarmene, nonostante avessi una voglia matta di lui, mi sarei voluta inginocchiare li in quel momento a spompinarlo. Il vecchio porco dovette intuire questo mio desiderio, infatti rifiutò il pagamento per la riparazione e si affrettò invece a scrivermi su un foglietto il suo numero di telefono, dicendomi di pensarci su e che, qualora avessi cambiato idea, non dovevo far altro che telefonargli. Sempre in silenzio, andai via custodendo gelosamente il suo numero telefonico, quasi senza salutarlo.
Una volta a casa, pensai di essere stata una stupida a non aver accettato le avances del vecchio, corsi in bagno e, eccitatissima, mi masturbai al pensiero di quello che sarebbe potuto accadere con quel vecchio puttaniere estremamente eccitante. Per giorni non feci altro che pensare a lui, con le dita in fica immaginavo cose inenarrabili, sporche, proibite fino a che un mattino che ero sola in casa, non resistendo più al desiderio, gli telefonai in officina.
Mi rispose e mi chiese cosa volessi! Rimasi sorpresa e gli feci notare che era stato proprio lui a darmi il suo numero di telefono da usare qualora avessi cambiato idea e quindi gli chiesi cosa ci fosse da capire, cosa potessi mai volere da lui! Scoppiò in una fragorosa risata apostrofandomi con - “lo sapevo, sei una grande troietta”. Mi disse che, se lo desideravo, potevo raggiungerlo in officina nel primo pomeriggio e senza aggiungere altro, riattaccò.
Mi sentivo in trappola, avevo la scelta se farlo o meno, ero consapevole di essere nelle mani di quel vecchio porco, furbo e pervertito; mi incuteva timore e soggezione, ma ovviamente ero intenzionata a raggiungerlo eccome, avevo tanta voglia di lui.
E così, verso le 14, decisa a dargli il culo, essendomi informata circa il sesso anale, feci un clistere per liberarmi l’intestino per bene, una veloce doccia, mi vestii con minigonna di jeans, shirt corta nera e scarpe da ginnastica, senza reggiseno, emozionatissima e intenzionata a fare grandi porcate con D. Uscendo di casa, dissi "Ciao mamma, vado da Laura". Mia madre si raccomandò di non fare tardi ed io la rassicurai dicendole di non preoccuparsi.
