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Le prove teatrali
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Racconto13 min di lettura

Le prove teatrali

Un nuovo regista rivoluziona la nostra compagnia teatrale... e spinse mia moglie tra le braccia di un altro uomo!

Louys90
10 mesi fa · 729 letture · 1

Dopo cinque anni, il mio matrimonio con Jeanette andava a gonfie vele. Ci eravamo conosciuti grazie alla comune passione per il teatro amatoriale, e anche dopo le nozze avevamo continuato a bazzicare sui palcoscenici della nostra città, in una compagnia teatrale non molto grande ma abbastanza nota nell’ambiente. Mettevamo in scena soprattutto repertorio teatrale del Novecento, commedie di Pirandello e robe simili. Mia moglie era sicuramente più portata di me, sicché mentre io rimanevo fisso su ruoli molto minori, lei piano piano conquistava il ruolo di primadonna della compagnia.

Le cose cambiarono con il nuovo regista della compagnia. Il nuovo arrivato, il signor Polidori, era un uomo di mezza età pieno di idee rivoluzionarie. Fin dalla prima riunione con lui capimmo che voleva stravolgere il solito palinsesto della compagnia e tentare qualcosa di più interessante, di più… ardito.

“Il pubblico vuole qualcosa di fresco, qualcosa che non gli faccia rimpiangere la televisione o il cinema!” ci disse infervorato. Poi passò a spiegarci cosa aveva in mente: uno spettacolo in cui la scena clou sarebbe stato un amplesso, ovviamente simulato, sul palco.

Se la protagonista dello spettacolo fosse stata una qualsiasi altra donna, non avrei fatto una piega. Peccato che Polidori mise subito in chiaro: “La protagonista sarà la signora M.” Ossia mia moglie.

Prima di proseguire, lasciate che vi descriva Jeanette. E’ una trentenne dal viso giovanile perennemente illuminato da un sorriso, tanto che le si potrebbero dare cinque o forse anche dieci anni in meno. Ha i capelli castani e adorabili occhi verdi dal taglio leggermente a mandorla. Il suo seno è piccolo, ma in compenso ha delle gambe che mi fanno impazzire e un culo che sembra modellato da Dio, tanto è perfetto.

Ma torniamo allo spettacolo. Jeanette non accettò subito, ma si fece dare il copione per poterlo leggere con calma a casa la sera stessa e giudicare ciò che le veniva richiesto.

Dopo cena ci sedemmo sul divano e leggemmo avidamente ogni pagina. In molte scene alla protagonista veniva richiesto di indossare solo biancheria intima, ma verso la fine dello spettacolo veniva coinvolta in una scena d'amore con l'attore principale, in cui sarebbe rimasta dapprima in topless e poi, dopo qualche palpeggiamento ed effusione, si sarebbe tolta anche le mutandine per infilarsi sotto le coperte e fare l’amore (nella finzione, ovviamente).

“Non so, Jeanette, mi sembra… troppo” ammisi.

Una parte di me era intrigata, forse persino eccitata all’idea che la mia adorabile consorte si mostrasse agli altri attori della compagnia, alcuni dei quali erano miei cari amici. Avrebbe sbattuto in faccia quel bendidio di cui solo io potevo godere, sarei stato l’uomo più invidiato della compagnia teatrale. Ma allo stesso tempo provavo una sana e naturale gelosia.

Mia moglie non disse nulla, ma sospirò. La conoscevo abbastanza bene da sapere cosa stava pensando: voleva partecipare, ma se la cosa mi avesse ferito si sarebbe astenuta. Ma nemmeno io volevo che rinunciasse a qualcosa a cui teneva tanto, quindi le presi una mano tra le mie e le dissi: “Non c’è nessun problema, tesoro. Lo spettacolo mi sembra di buon livello e si tratta di nudi artistici, non certo pornografici.”

Il volto di lei si illuminò. “Grazie, amore!” esclamò e mi saltò addosso per abbracciarmi.

Più tardi, quella notte, facemmo sesso. Io mi sentivo più arrapato che mai, mentre montavo Jeanette immaginandola nuda tra i nostri colleghi attori. Credo che anche lei lo trovasse eccitante perché era molto bagnata quando la penetrai, ma, sfortunatamente, l'eccitazione era così forte per me e venni dopo solo un paio di minuti. Feci venire Jeanette usando le dita e la lingua sul suo clitoride e sulla sua fica, una circostanza di cui lei non si lamentò di certo perché, dovete sapere, a entrambi piace tantissimo il cunnilinguus. Ovviamente a lei piace riceverlo e a me farlo: potrei passare ore a leccarle la fica e succhiarle il clitoride. Jeanette lo sa e per questo tiene spesso il suo pube rasato.

Nelle settimane successive facemmo molte prove e trovai, devo ammetterlo, era un po’ strano vedere mia moglie tra le braccia di un altro uomo, in questo caso l'attore protagonista, Kevin, un ragazzone alto e massiccio con il quale spesso andavo allo stadio (altra mia grande passione è il calcio).

Ovviamente fu tutto molto graduale. Dapprima provammo solo le scene in cui Jeanette e Kevin interagiscono normalmente e dialogano, poi quelle dei palpeggiamenti. Avendo una piccola parte molto secondaria nello spettacolo e dando una mano per il resto del tempo dietro le quinte o come tuttofare, avevo un sacco di tempo per osservare quelle prove. Vidi così Kevin palpeggiare più e più volte i seni della mia dolce metà, seppur fosse ancora vestita, e in un’occasione lo vidi far scorrere le mani sul sedere di lei, sollevarle la minigonna sul retro e infilare brevemente le dita nell’orlo delle mutandine. Fu un attimo, ma Jeanette non fece obiezioni.

Da allora, cominciai a chiedermi con sempre maggiore insistenza fin dove si sarebbe spinta la mia donna. Ma non affrontai mai l’argomento, anche perché ogni sera, quando tornavamo a casa dalla sala dove avevamo fatto le prove, andavamo direttamente in camera da letto e passavo l'ora successiva circa con la faccia tra le cosce di Jeanette, mentre le mordicchiavo e le succhiavo le labbra succose della fica. Molto spesso non riuscivo nemmeno a scoparla: Jeanette aveva diversi orgasmi mentre io la facevo godere con la mia bocca, quindi quando smettevo era troppo stanca per essere penetrata e dovevo limitarmi a godere della sua mano. Ma non mi dispiaceva.

Alla fine arrivò il momento della prova generale completa, che nel caso di Jeanette significava la prova senza vestiti, visto che aveva trascorso gran parte del giorno e della sera completamente nuda. Il regista insistette perché la prima scena da provare fosse quella in cui Jeanette si spoglia nel letto e si accoppia (per finta) con il suo amante Kevin.

Mia moglie salì sul palco indossando un ampio abito lungo fino a metà coscia. Tutti gli occhi erano puntati su di lei, ed erano davvero tanti, perché era presente l’intero cast sia di attori sia di tecnici, nonostante una buona metà di costoro non avesse motivo di essere lì. Intendo, nessun motivo a parte vedere mia moglie nuda. 

Quando arrivò il momento di togliersi l’abito, Jeanette se ne liberò senza la minima esitazione. Il cuore cominciò a battermi fortissimo mentre realizzavo che adesso era completamente nuda davanti a tutti i nostri amici, con la figa rasata esposta alla vista di chiunque. Anzi, ebbi l’impressione che si stesse godendo gli sguardi degli uomini e non avesse fretta di coprirsi. Alla fine, però, salì sul letto e le prove iniziarono. La scena d'amore in camera da letto con Kevin prevedeva che questi salisse sopra la mia dolce mogliettina, ci limonasse un po’ e la sovrastasse per poi dar vita a un finto amplesso. Il tutto senza lenzuola che coprissero la coppia, per precisa volontà del regista. Doveva durare solo un paio di minuti nello spettacolo, ma quel giorno ci vollero ore per provarla perché Polidori voleva che fosse perfetta, che apparisse la più realistica possibile per gli spettatori.

Io assistevo alle prove letteralmente ipnotizzato e diverse volte dovetti aggiustarmi i pantaloni, soprattutto quando Kevin era sopra Jeanette e mimava il rapporto sessuale. Anche lui recitava completamente nudo, ma almeno nelle prime sei o sette simulazioni si guardò bene dal far strusciare le proprie parti intime contro quelle di mia moglie. Tuttavia notai, e non fui certo l’unico, che Kevin sfoggiava una parziale erezione ogni volta che smontava da Jeanette. Non potevo dargli torto, in una situazione del genere neanch’io avrei saputo controllarmi.

All’ottava o nona prova, Jeanette alzò le gambe per avvolgerle intorno alla vita di Kevin. Non era previsto nella sceneggiatura né l’aveva suggerito Polidori: evidentemente mia moglie aveva ritenuto che fosse il modo migliore per far sembrare credibile quanto stavano fingendo di fare.

A una certa, il regista ordinò una pausa caffè mentre Kevin giaceva tra le cosce divaricate di Jacqui, con i glutei che si alzavano e abbassavano dolcemente. Quel giorno era mio dovere preparare il caffè e fu una sensazione a dir poco strana passare tazze fumanti mentre mia moglie era a letto con un altro uomo.

Mentre portavo alla coppia protagonista il loro caffè, notai che avevano tirato le coperte su di sé coprendosi fino alla vita, un’altra cosa non prevista dalla sceneggiatura. Sulle prime non diedi peso alla cosa, ma dopo qualche secondo notai che il corpo di Kevin si muoveva ancora su e giù nella simulazione del sesso, forse più di prima. 

Prima di andare avanti…

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