Vai al contenuto
Erotika
La schiava e il conte P. 2
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto15 min di lettura

La schiava e il conte P. 2

GIULIA E DIVENTATA LA SCHIAVA DEL CONTE

Anna Bolerani
8 mesi fa · 864 letture · 1

ti scopo," ringhiò Marco, afferrandole i capelli e tirandoglieli all'indietro fino a farle scoprire la gola. "Dimmelo mentre senti il mio cazzo dove c'era quello del tuo padrone.""Prima gli passerò le dita lungo la coscia sotto le coperte," sussurrò Giulia con voce roca, le pupille dilatate mentre immaginava la scena. "Sentirà solo il peso del materasso che cede quando mi inginocchierò accanto al letto, il profumo del caffè che si mescola all'odore del suo sudore vecchio." Le dita le scivolarono lungo la propria gola mentre descriveva ogni dettaglio con precisione chirurgica. "Quando il mio respiro gli sfiorerà l'inguine, il suo cazzo si sveglierà prima di lui—duro come un bastone di ebano contro la mia guancia, poi abbasserò le lenzuola appena quel tanto da intravedere la sua erezione già dura sotto il pigiama di seta," continuò Giulia con voce strozzata dalle spinte di Marco, le dita che si serravano attorno alle lenzuola spiegazzate. "Lo sveglierà il rumore del mio respiro affannoso mentre mi lecco le labbra prima di affondare—lentamente, molto lentamente—sulla punta del suo cazzo." Un brivido le attraversò la schiena mentre descriveva la scena, il corpo che si contraeva intorno al pene di Marco come se stesse già succhiando quello del conte. "Aspetterò che sia completamente sveglio prima di ingoiarlo tutto, fino a sentire le sue palle schiaffeggiarmi il mento. "Marco la rovesciò sul letto con violenza, le ginocchia che affondarono nel materasso mentre le mani le serravano le caviglie come manette. "Fallo vedere," ringhiò, il respiro affannoso che gli usciva a scatti. "Mostrami come gli succhierai il cazzo." Giulia obbedì con un ghigno, le labbra che si allargarono in una smorfia oscena mentre la lingua si protendeva in una leccata lenta e teatrale. Marco la penetrò di nuovo con un colpo brutale, il sesso che schioccava umido contro le cosce di Giulia mentre lei continuava la pantomima, le dita che si affondavano nelle proprie labbra per simulare la profondità della fellatio.Il conte si svegliò alle 16:57 con un sussulto, il respiro affannoso mentre le dita ossute afferravano le lenzuola di seta. La luce dorata del tramonto filtrava attraverso le pesanti tende, illuminando il letto a baldacchino con una foschia dorata. Giulia era già in piedi accanto alla finestra, il vassoio del caffè fumante tra le mani. Il vestito di pizzo nero le aderiva al corpo come una seconda pelle, i segni violacei delle dita di Marco ancora visibili sul collo. Il conte sollevò le palpebre pesanti, il respiro ancora sporco di sonno mentre gli occhi annebbiati si posarono su Giulia. "Puntuale come un orologio svizzero," borbottò con voce roca, le dita ossute che si strinsero attorno al bicchiere d'acqua sul comodino. Giulia avanzò con passi felini, il vassoio che tremava leggermente tra le sue mani mentre il profumo del caffè si mescolava all'odore di medicine e pelle vecchia nella stanza. "Buon pomeriggio, padrone," sussurrò, inchinandosi appena sufficiente per far scivolare in avanti la scollatura del vestito."Posso fare qualcosa per te, padrone?" chiese Giulia, il vassoio del caffè che tremava appena tra le sue mani mentre si inchinava verso il letto. La scollatura del vestito di pizzo nero si aprì come una bocca oscena, rivelando i segni violacei lasciati da Marco sulle clavicole. Il conte sorrise con le labbra sottili, il suo sguardo che le strisciò lungo il corpo come un ragno su una tela bagnata. "Siediti qui," ordinò, indicando il bordo del letto con un dito nodoso, l'unghia giallastra che luccicò nella luce dorata del tramonto. "Prima il caffè... poi tu."Il conte sorseggiò il caffè con lentezza cerimoniale, gli occhi che non lasciavano Giulia per un secondo mentre lei sedeva rigida sul bordo del letto. Le dita nodose le sfiorarono la coscia attraverso la seta nera, facendole rabbrividire. "Hai ancora il mio seme dentro?" chiese all'improvviso, la voce un raschio secco che le scivolò sotto la pelle come un coltello. Giulia annuì, le labbra che si inumidirono al ricordo. "E quello di tuo marito, immagino." Non era una domanda.Il conte posò la tazza con un tintinnio preciso sul comodino, le dita che si allungarono verso la cintura della vestaglia di seta con movimenti da ragno ubriaco. "Mostrami," ordinò, la voce un filo più acuta del solito. Giulia obbedì, alzandosi e girandosi lentamente, le mani che sollevavano l'orlo della gonna mentre si piegava in avanti, offrendo al conte la vista delle natiche ancora leggermente arrossate. "Magnifico," sibilò il vecchio, un filo di bava che gli colava dall'angolo della bocca mentre una mano tremante si allungava per tastare l'umidità che le colava lungo le cosce."Non mi dà fastidio che tuo marito ti scopi, anzi mi fa piacere," sibilò il conte mentre una mano nodosa scivolava lungo la schiena di Giulia come un ragno su un filo di seta. "Dovete essere una coppia felice—solo così potrete soddisfare anche me." Le sue labbre sottili si incurvarono in un ghigno mentre osservava i segni violacei lasciati da Marco sul collo di Giulia, le unghie giallastre che seguivano il contorno dei lividi con precisione morbosa. "Qualche volta voglio assistere mentre lui ti scopa... magari proprio ora.""Ora no, padrone," ansimò Giulia mentre un rivolo di sperma le colava lungo la coscia destra, lucido e indecente sotto la luce del tramonto che filtrava dalle tende. "Abbiamo appena finito e sono ancora piena di lui." Si passò una mano tremante tra le cosce, poi mostrò al conte le dita bagnate di quel liquido viscoso che ancora le sgocciolava dall'ano leggermente dilatato. "Non lo vedi come mi cola fuori dal culo? Il tuo seme si mescola col suo.""D'accordo, avremo tanto tempo per farlo," sussurrò il conte con voce rauca, le dita ossute che affondavano nei capelli di Giulia mentre la costringeva a inginocchiarsi sul tappeto persiano ai piedi del letto. La luce del tramonto proiettava ombre lunghe sulle pareti della stanza, trasformando il vecchio in una silhouette deforme che si allungava verso di lei come un mostro da fiaba. ""Ora dedicati al mio uccello, e fallo con amorevole attenzione," sussurrò il conte, le dita nodose che le intrecciarono i capelli in una presa dolorosa mentre la guidava verso il suo panno di seta spiegazzato. Giulia si trovò faccia a faccia con quella protuberanza innaturale che sembrava appartenere a un corpo più giovale, la pelle troppo liscia e tesa sull'erezione che pulsava sotto il tessuto.La bocca di Giulia si avvicinò alla protuberanza sotto la seta con la lentezza calcolata di un predatore che sa di avere la preda in trappola. Le labbra si inumidirono in un gesto istintivo mentre le dita del conte le affondavano nei capelli, guidandola con una pressione che non ammetteva rifiuti. Quando finalmente il tessuto scivolò via, rivelando quel membro turgido e venoso, un brivido le corse lungo la schiena, era attratta da quel membro come non lo era mai stata da quella del marito. La punta era già lucida di precum, una goccia tremula che rifletteva la luce del tramonto come una perla malata.Giulia avvertì il primo contatto delle labbra sulla punta del membro del conte come una scossa elettrica. La pelle era stranamente liscia, quasi artificiale, ma pulsante di calore e vita sotto la sua lingua. Quando affondò le labbra fino a metà della lunghezza, sentì le vene pulsare contro il palato, il sapore salato del precum che si mescolava al metallico della sua stessa saliva. Il conte emise un sibilo strozzato, le dita nodose che le si serrarono nei capelli con una pressione quasi dolorosa, guidando il ritmo con movimenti a scatti come se il suo corpo non riuscisse a trattenere l'eccitazione.Le labbra di Giulia si strinsero attorno alla base del membro del conte con un movimento a ventosa, le guance incavate mentre la lingua raspava lungo la vena pulsante sul lato inferiore. Un sibilo strozzato le sfuggì dal naso quando le dita nodose del vecchio le affondarono nei capelli con rinnovata forza, guidandola in un ritmo sempre più veloce. La saliva le colava abbondante dagli angoli della bocca tesa, mescolandosi al precum che continuava a sgorgare dalla punta violacea, creando una pozza lucida sul pube pallido del conte.Giulia affondò ancora più a fondo, sentendo la punta del pene del conte premere contro il palato molle, una pressione che le fece lacrimare gli occhi mentre la gola si contraeva in un riflesso involontario. Con un movimento fluido, prese la mano nodosa del vecchio e la guidò tra le sue cosce, facendo scivolare quelle dita ossute lungo il caldo fradicio che le colava ancora dalle viscere. "Sentila, padrone," sussurrò con voce roca, interrompendo per un attimo la suzione, "così bagnata per te mentre ti succhio." Le dita del conte affondarono nella sua carne con una precisione crudele, trovando subito il nodulo sensibile e strofinandolo con movimenti circolari che la fecero contorcere, mentre la bocca riprendeva il suo lavoro con rinnovato fervore. Il respiro del conte si fece un rantolo strozzato, le vene del collo che si tendevano come corde di violino mentre il corpo si irrigidiva nell'orgasmo incombente. Giulia sentì il membro pulsare violentemente tra le labbra, il sapore metallico del precum che diventava più intenso. Con un movimento repentino, afferrò il polso nodoso del vecchio e gli spinse la mano dentro la sua fica bagnata, le dita ossute che affondarono nella carne calda con una precisione crudele. "Fammi venire con te, padrone," ansimò contro la sua erezione, la voce roca di desiderio e sudditanza. Il conte emise un rantolo animalesco quando l'orgasmo lo colse, il corpo si irrigidì come un arco teso prima di rilasciarsi in una serie di spasmi convulsi. Giulia sentì il membro pulsare violentemente tra le labbra, il sapore salmastro dello sperma che le riempiva la bocca in getti caldi e spessi. Le vene del pene si gonfiarono sotto la sua lingua

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 3 senza votare
Pagina 2 di 3 · 0%

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista