Vai al contenuto
Erotika
La schiava e il conte P. 2
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto15 min di lettura

La schiava e il conte P. 2

GIULIA E DIVENTATA LA SCHIAVA DEL CONTE

Anna Bolerani
8 mesi fa · 864 letture · 1

"Mi ha fatto inginocchiare sul tappeto rosso della sua stanza," sussurrò Giulia con voce roca, le dita che tracciavano un percorso invisibile lungo la coscia di Marco. "Prima mi ha fatto spogliare lentamente, ogni bottone della blusa che scivolava via come un peccato confessato." Le sue pupille si dilatarono nel ricordo, la lingua che sfiorò il labbro superiore con un movimento felino. "Poi mi ha ordinato di girare e piegarmi in avanti, offrendogli il culo ancora dolorante per quello che hai fatto ieri." Il respiro di Marco si fece più affannoso mentre Giulia descriveva la lingua ruvida del conte che le raspava l'ano, alternando colpi rapidi a lunghe leccate che la facevano contorcere.Marco la sbatté contro il muro della stanza con un colpo secco che fece vibrare i quadri, le dita che le affondavano nelle carni ancora segnate dalle unghie del conte. "Sei tutta sporca di lui," sibilò contro il suo collo, il fiato caldo che le fece rabbrividire la pelle mentre una mano le serrava la gola con possessività brutale. L'altra le strappò via le mutandine di pizzo nero—un regalo del padrone—con un gesto che fece scivolare la stoffa come una seconda pelle.Marco le affondò le dita nei fianchi con una forza che le lasciò subito lividi violacei sopra le impronte già lasciate dal conte. "Sei sua, ma sei ancora mia moglie," sibilò contro il suo collo mentre la lingua gli sfiorava il lobo dell'orecchio in un morso umido. Giulia sentì la mano di lui scivolarle tra le cosce con una familiarità brutale, le dita che conoscevano ogni piega del suo corpo come un ladro conosce la casa che sta per saccheggiare. "Dimmi dove ti ha toccato quel vecchio," sibilò contro il suo collo, la voce un misto di rabbia ed eccitazione che gli faceva tremare le labbra. Le dita di Marco le esplorarono con una familiarità crudele, trovando subito il punto ancora umido del seme del conte che le colava lungo le cosce. "Qui? Ti ha riempita qui?" La domanda era un coltello girato nella piaga, mentre un dito le penetrava con forza, mescolando il suo liquido a quello del padrone.Marco le afferrò i fianchi con le dita che affondavano nella carne morbida, lasciando segni rossastri che si sarebbero trasformati in lividi violacei entro la mattina. "Ti piace essere sporca del suo seme, eh?" sibilò contro la sua nuca, il respiro rovente che le fece rizzare i peli sulla schiena mentre una mano le sollevava la gonna di pizzo. Giulia sentì il corpo del marito premuto contro di lei, l'erezione che pulsava attraverso i pantaloni di lino, dura come un'arma."Si, amore... mi eccita sentirmi ancora il suo seme dentro mentre tu mi parli," ansimò Giulia, le dita che affondarono nei capelli di Marco tirandogli la testa all'indietro con violenza. "Ora scopami... voglio sentirti scivolare dentro mentre sono ancora piena di lui." Le sue labbra si incurvarono in un ghigno provocatorio, la lingua che sfiorò il labbro superiore lasciando una scia umida. "Trattami come la troia che sono diventata... proprio come fa il conte.""Come ha fatto lui?" ripeté Marco con voce strozzata, le dita che si contorcevano nell'aria come se già immaginassero di affondare nella carne di Giulia. "Vuoi davvero che ti sfondi il culo come quel vecchio?" La domanda gli uscì con un tono incredulo, ma le pupille già dilatate tradirono l'eccitazione che lo stava divorando. Giulia rispose solo con un movimento fluido, girandosi e piegandosi in avanti sul bordo del letto, offrendogli le natiche ancora arrossate e leggermente dilatate dallo stupro del conte. Un rivolo di seme gli colava lungo la coscia destra, lucido e indecente alla luce fioca della stanza. "Spaccami il culo anche tu," disse Giulia con voce strozzata, le dita che si aggrappavano alle lenzuola mentre offriva a Marco le natiche ancora dilatate dal membro del conte. Un rivolo di seme colava lungo la sua coscia, lucido come una perla di sudore sotto la luce fioca della stanza. "Fammi sentire che sono ancora tua... anche se sono piena di lui."

"Quando lo rifarai nuovamente col conte?" chiese marco mentre la scopava, il racconto lo eccitava sempre di più. "Alle diciassette, quando entrerò nella sua stanza col caffè..." Giulia si passò la lingua sulle labbra con un gesto teatrale, le dita che giocherellavano con l'orlo del vestito di seta nero .Marco le affondò dentro con un colpo brutale che fece vibrare il letto a baldacchino, il cazzo che si conficcava nel buco del culo ancora dilatato e umido del seme del conte. "Così ti piace, troia? Essere riempita da due uomini nello stesso giorno?" sibilò contro la sua schiena, le dita che le serravano i fianchi con una forza tale da lasciare lividi sopra quelli già violacei lasciati dal padrone. Giulia rispose con un gemito strozzato, il corpo che si arcuava incontro a ogni spinta mentre sentiva il pene di Marco mescolarsi al liquido già depositato dentro di lei, creando una sensazione viscida e perversa che le faceva contrarre le viscere in spasmi involontari.Marco le affondò dentro con colpi sincopati, il sudore che gli colava lungo la schiena mentre la voce di Giulia descriveva ogni dettaglio del prossimo incontro con il conte. "E poi?" sbuffò, le dita che le affondarono nei fianchi come uncini, lasciando segni a mezzaluna sulla pelle già violacea. "Cosa farà quel vecchio quando si sveglierà con il suo cazzo nella tua gola?""E poi..." ansimò Giulia tra una spinta e l'altra, il corpo che ondeggiava come una barca in tempesta sotto le spinte di Marco, "quando il padrone aprirà gli occhi... troverà la mia gola che lo ingoia fino alle palle." Le parole le uscirono frammentate, ogni sillaba sincronizzata con il movimento dei fianchi di Marco che le martellava il retto già devastato. "Mi prenderà per i capelli... così..." afferrò con forza la chioma di Marco e gli tirò la testa all'indietro, facendogli emettere un gemito animale, "...e inizierà a pompare dentro la mia bocca come se fossi un buco da riempire."Marco le affondava dentro con colpi sempre più profondi, il suo pene che scivolava nel passaggio già lubrificato dal seme del conte, mescolando i fluidi in una sinfonia umida e sporca. "Continua," sibilò contro la sua nuca, i denti che le mordicchiavano la spalla mentre le mani le serravano i fianchi con forza quasi brutale. "Dimmi come gli succhierai il cazzo."Marco la penetrò con colpi così violenti che le assi del letto scricchiolavano in un ritmo sincopato. Giulia sentiva il suo pene mescolarsi al seme già freddo del conte dentro di lei, una sensazione viscida che la faceva contorcere tra il disgusto e un piacere perverso. "Dimmelo mentre

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Pagina 1 di 3 · 0%

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista