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Iniziato dei miei genitori
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Iniziato dei miei genitori

Marco diventa il giocattolo sessuale dei suoi genirori

Anna Bolerani
10 mesi fa · 9.039 parole · 40 min
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La madre interruppe il marito con un bacio profondo, le mani che si aggrapparono ai suoi capelli mentre lo spingeva contro il lavandino accanto a Marco. "Quando sarà finito," riprese lei staccandosi con uno schiocco umido, "gli mostrerai come si fa davvero." Il sorriso che rivolse a Marco era quello di una predatrice—e lui si rese conto all'improvviso che questa era sempre stata l'intenzione. Non un incidente. Non un momento di follia. Una trappola perfetta.

Il padre emise un suono gutturale, le mani che afferrarono i fianchi della moglie mentre la spingeva verso Marco. "Toccala," ringhiò, la voce roca di desiderio. "Se vuoi vedere cos'ha tra le gambe sabato, devi sapere come si sente adesso." Marco tremò quando sua madre prese la sua mano tremante e la guidò tra le proprie cosce—l'umidità calda che gli avvolse le dita lo fece trasalire. "Così bagnata..." sussurrò, incapace di trattenersi mentre le dita affondavano nella carne morbida.

La madre gemette, la testa che ricadde all'indietro contro la spalla del marito mentre Marco esplorava con movimenti incerti. "Più forte," lo incitò lei, la voce rotta quando le sue dita inesperte sfiorarono il clitoride gonfio. Il padre osservava con occhi ardenti, una mano intrecciata nei capelli della moglie mentre l'altra guidava quella di Marco più in profondità. "Ecco così, figliolo," ansimò, il respiro che si fece più affannoso quando Marco trovò il ritmo—imparando velocemente sotto le loro istruzioni sporche.

Il bagno era pieno del suono dei loro respiri sincronizzati, dell'acqua che stillava ancora dal corpo della madre e del rumore umido delle dita di Marco che affondavano ripetutamente dentro di lei. Lei si inarcò contro di lui con un grido soffocato, i denti che affondarono nel labbro quando Marco scoprì per caso quel punto interno che la fece sobbalzare. "Dio santo, l'ha trovato subito," ringhiò il padre, la mano che strinse più forte i capelli della moglie mentre la spingeva avanti e indietro sulle dita del figlio. "Non è divertente come il mio cazzo, eh troia?"

La madre rispose con un gemito lungo e tremulo, le ginocchia che cedettero leggermente quando Marco accelerò il ritmo, guidato dall'istinto più che dall'esperienza. Il suo polso faceva male per lo sforzo insolito, ma la vista di sua madre che si scioglieva contro di lui lo spingeva a continuare. "Così... così bravo," ansimò lei, una mano che gli afferrò i capelli per tirargli la testa all'indietro, obbligandolo a guardarla negli occhi mentre le sue dita la riempivano. "Ti piace sentire quanto è stretta tua madre? Aspetta di vederla quando Luca la sfonderà..."

Marco sentì il sangue pulsargli nelle orecchie, il cazzo che si indurì di nuovo nonostante l'orgasmo precedente. Il padre osservava con un ghigno selvaggio, le dita che stringevano il collo della moglie mentre le sussurrava qualcosa che Marco non riusciva a sentire. Poi, con un movimento improvviso, l'uomo spinse la moglie in avanti, facendola sbattere contro il petto nudo di Marco. "Ora andiamo a letto," ringhiò contro l'orecchio di lei, la voce che gocciolava malizia. "Avrai tanto tempo per conoscere a fondo tua madre stanotte." Le parole erano chiaramente rivolte a Marco, anche se il padre guardava solo la moglie—una promessa velata che fece rabbrividire il ragazzo.

La madre annuì con un sorriso carnale, le dita che scivolarono lungo il torace sudato di Marco mentre si raddrizzava. "Sì, piccolo porco," sussurrò contro la sua bocca, l'alito caldo che gli sfiorò le labbra tremanti. "Stanotte ti insegnerò tutto quello che tuo padre mi ha fatto imparare." Il tono era quello di un'insegnante paziente, ma gli occhi—neri e dilatati—erano quelli di una predatrice che aveva finalmente catturato la preda. Marco sentì le gambe cedere leggermente quando lei gli afferrò il polso e lo trascinò verso la porta, il padre che seguiva da vicino con passi pesanti.

Il letto matrimoniale era ancora disfatto, le lenzuola impregnate dell'odore muschiato del loro amplesso precedente. La madre si lasciò cadere al centro con grazia studiata, il corpo che affondò nel materasso mentre allargava le cosce in un invito osceno. "Vieni qui," ordinò al figlio, la voce che si era fatta improvvisamente autoritaria mentre il padre si sistemava dietro di lei, le mani che le palpeggiavano i seni con un possesso brutale. Marco avanzò a passi incerti, il cazzo già di nuovo eretto e pulsante tra le cosce—l'odore dei genitori che si mescolava nell'aria gli faceva girare la testa.

"Così eccitato per tua madre," borbottò il padre contro la nuca della moglie, le dita che le pizzicavano i capezzoli mentre osservava il figlio con uno sguardo che era metà sfida e metà approvazione. La madre annuì, la schiena che si inarcò contro il petto del marito mentre allungava una mano verso Marco, le dita che gli strisciarono lungo l'addome sudato prima di afferrare l'erezione con un movimento sicuro. "Sai perché è così duro?" sussurrò al marito, la voce che gocciolava malizia mentre massaggiava la base del cazzo di Marco con il pollice. "Perché ha origliato ogni volta che lo prendevi nel culo." Rispose lui con una risata gutturale, le mani che affondarono nei fianchi della moglie per sollevarla leggermente, esponendola completamente al figlio. "Allora sa già quanto ti piace essere stretta," ringhiò contro la sua spalla, i denti che le affondarono nella pelle. "Mostragli."

Marco tremò quando la madre gli guidò la mano tra le cosce, l'umidità calda che avvolse le sue dita mentre lei gli insegnava il movimento—su e giù, con quella pressione precisa che la faceva gemere ogni volta che sfiorava quel punto. "Più forte," ansimò lei, i capelli che le ricadevano sul viso mentre il marito le mordeva il collo, lasciando segni rossi sulla pelle. Marco obbedì, le dita che affondavano più profondamente, scoprendo il ritmo che la faceva contorcersi contro di lui con gemiti rotti. "Dio, sì, proprio così," gridò quando le dita di Marco trovarono quel punto interno che la fece sobbalzare violentemente, le unghie che gli affondarono nel polso mentre l'orgasmo la travolse.

Il padre osservava con gli occhi scuriti dal desiderio, una mano intrecciata nei capelli della moglie mentre l'altra guidava quella di Marco, accelerando il ritmo con crudeltà calcolata. "Adesso leccala," ordinò all'improvviso, spingendo Marco verso il basso con una mano sulla nuca. "Voglio che assaggi tua madre prima che Luca la riempia sabato." Marco non esitò, si posizionò in ginocchio sul letto fra le sue gambe ed affossò la testa fra le sue cosce. In questa posizione i suoi glutei erano in bella vista del padre che disse: "Sai che hai anche tu un bel culetto?" e iniziò ad accarezzarlo con il palmo aperto. Marco trasalì, ma non si fermò, troppo preso dal gusto salato-muschiato che invadeva le sue papille mentre sua madre gli premeva il viso più forte contro di sé.

Prima che potesse reagire, sentì il dito del padre bagnarsi di saliva e premere contro il suo sfintere. "Respira," gli sussurrò l'uomo, la voce roca mentre spingeva dentro la prima falange con una lentezza che fece urlare Marco contro la pelle bagnata della madre. Lui cercò di divincolarsi, ma il padre gli bloccò i fianchi con una presa ferrea, il dito che affondava più profondamente con un movimento a uncino che lo fece trasalire. "Così stretto," commentò il padre con un ghigno, la punta delle dita che cercava quel punto interno mentre Marco gemeva, incapace di decidere se stava soffrendo o godendo. La madre osservava la scena con gli occhi socchiusi, una mano che accarezzava i capelli del figlio mentre l'altra si strusciava tra le proprie cosce. "Gli piace," sussurrò al marito, le labbra che si incurvarono in un sorriso carnale quando Marco si inarcò all'indietro contro il dito del padre con un suono roco.

Era esattamente come l'aveva immaginato quella notte dietro la porta—il dolore che si mescolava al piacere mentre il corpo gli si apriva contro la volontà. Solo che ora il padre non lo sodomizzava per punizione, ma per insegnamento. "Più forte," ansimò Marco senza volerlo, le parole che gli sfuggirono mentre il padre gli aggiunse un secondo dito con un movimento brutale che lo fece urlare contro il ventre della madre. Lei rise sommessamente, le mani che si strinsero attorno al cazzo del figlio mentre seguiva ogni spasmo sul suo volto. "Lo sapevo che ti sarebbe piaciuto," sussurrò contro la sua tempia, i denti che gli pizzicarono l'orecchio mentre il padre accelerava il ritmo dietro di lui.

"Scopalo," ordinò la madre improvvisamente, la voce che si fece aspra mentre afferrava i glutei di Marco e li allargava con le mani per facilitare l'azione del marito. Marco trasalì quando sentì la punta del cazzo del padre premere contro di lui, enorme e bollente anche attraverso il condom che aveva indossato con un ghigno poco prima. "Vedrai che gli piacerà," promise la madre al marito mentre guidava la mano di Marco tra le proprie cosce di nuovo, costringendolo a massaggiarla mentre il padre lo penetrava lentamente. Marco sentì ogni centimetro scivolare dentro, il dolore che si trasformava in una pressione insopportabile quando il padre finalmente si fermò, completamente sepolto in lui.

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