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Mamma ed io
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Mamma ed io

rapporto incestuoso mamma figlio

Anna Bolerani
11 mesi fa · 4.189 parole · 19 min
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Cuore di mamma

Nascosto nel balconcino della veranda dove affaccia la finestra della camera da letto dei miei genitori oltre al il balcone della mia stanza, da uno spiraglio socchiuso della loro finestra, vidi mio padre inginocchiato sul tappeto persiano mentre sua lingua scivola lungo le pieghe umide di mia madre. Lei si morse il labbro inferiore, le dita affondate nei capelli di lui. Un gemito le sfuggi quando lui trovò il punto giusto - quel suono basso e roco che conosco bene dalle sere in cui credono che dormo. Mia mamma è una bellissima donna di 48 anni, Un fisico sinuoso e morbido che mette il risalto il suo bellissimo culo, un culo che sogno ogni notte di poter possedere invidiando mio padre quando la scopa. "Sei tutta bagnata." le disse mio padre. "Si amore ho una voglia pazzesca del tuo cazzo. Sbattimelo dentro , lo voglio nel culo." A quelle parole non resistetti, me lo mi tolsi fuori dal pigiama e iniziai a masturbarmi, come sempre, cercando di non perdere nessun contatto da quella visione celestiale che era il culo di mia madre e che a breve sarebbe stato violato dal cazzo di mio padre. Mio padre posizionò mia madre a pecorelle sul letto e lei afferro le lenzuola fra i denti quando lui iniziò a penetrarla nel culo lentamente con il suo possente cazzo di oltre 20 cm. Mia madre urlò di dolore e piacere mentre mio padre la sculeggiava violentemente sul suo magnifico culo che rimbalzava sotto i suoi colpi.Stavo venendo quando improvvisamente mia madre si girò verso la finestra e mi fissò direttamente negli occhi. Aveva visto tutto. Il mio cuore si fermò mentre il mio sperma schizzava sul vetro. Lei non disse nulla, ma un sorriso lento e stranamente orgoglioso le attraversò le labbra gonfie prima che mio padre le afferrasse la nuca per riportarla verso il suo cazzo.Mi ritrassi nell'ombra, il respiro mozzato, ancora tremante per l'orgasmo e la paura. Attraverso lo spiraglio, vidi mia madre voltarsi di nuovo verso di me mentre mio padre la sodomizzava con vigore crescente. Questa volta mi rivolse un cenno impercettibile del capo, gli occhi che brillavano nel buio come stelle complice di un segreto troppo grande per essere detto ad alta voce.Il giorno dopo, la colazione fu un silenzio teso. Mia madre versò il caffè con le sue solite mani eleganti, ma quando i miei occhi incrociarono i suoi, un fremito elettrico mi attraversò la schiena. Si passò la lingua sul labbro superiore, lentamente, mentre mio padre leggeva il giornale ignaro. "Hai dormito bene, tesoro?" mi chiese con voce calda e carnosa. Il sottinteso mi fece sudare freddo sotto il pigiama.Nel pomeriggio, mio padre uscì per lavoro. Sentii il ticchettio dei tacchi di lei sul pavimento di marmo fermarsi davanti alla mia porta. Aprrii senza fiato. Lei indossava solo una camicia da notte di seta trasparente che lasciava intravedere le curve piene dei suoi fianchi. "Abbiamo bisogno di parlare di ieri sera," sussurrò, entrando mentre un profumo di gardenia e desiderio invadeva la stanza. Le sue dita sfiorarono il vetro appannato della finestra dove si era essiccato il mio seme.Si sedette sul bordo del mio letto, le cosce nude che sussultarono sotto la stoffa sottile quando incrociò le gambe. "Mi hai visto," continuò, fissandomi con quegli occhi che sapevano tutto. "E tu... mi hai guardata. Ti è piaciuto?" La mia gola si chiuse. Annuii muto, sentendo il calore salirmi dal petto al collo. Lei sorrise, quel sorriso lento e carnale che mi aveva trafitto nel buio. "Lo so," disse piano. "Ti ho sentito respirare più veloce. Ti ho visto tremare."Si alzò, avvicinandosi fino a sentire il suo calore contro il mio pigiama. Una mano si posò sulla mia guancia, il pollice sfiorò l'angolo delle mie labbra. "Hai toccato te stesso mentre guardavi tuo padre entrarmi?" Il suo alito caldo odorava di zucchero e caffè. Quando abbassai lo sguardo verso il collo del pigiama, lei afferrò il polso della mia mano tremante e lo portò verso il suo fianco. Attraverso la seta sentii la curva calda del suo fianco, poi scivolare più giù, fino alla pienezza del sedere che avevo sognato così tante notti. Solida, viva, palpitante sotto le mie dita. Mi lasciò accarezzare quella curva perfetta mentre sussurrava: "Dimmi quanto lo volevi.""T-tanto," riuscii a balbettare. La mia mano tremava contro la sua carne mentre le dita di lei scivolavano sotto l'elastico del mio pigiama. "Ogni notte. Quando li sentivo... quando tu..." Un gemito mi soffocò la gola quando le sue unghie graffiarono leggermente l'addome, poi affondarono nei peli pubici. La sua espressione era feroce, affamata. "Mostrami," ordinò, tirando giù il pigiama con gesto brusco. Rimasi nudo davanti a lei, il mio cazzo ancora semiduro dopo la notte, mentre lei osservava ogni dettaglio con occhi che bruciavano come brace.Le sue dita si avvolsero attorno alla mia asta mentre lei si inginocchiava sul tappeto della mia stanza. Il fruscio della seta contro le mie ginocchia scosse mi fece trasalire. "Così giovane," mormorò, soffiando aria calda sul glande umido. "Così simile a lui." La sua lingua schizzò fuori come un serpente, leccando una goccia di precum dalla fessura. Il calore improvviso mi fece contorcere. "Ma tu... guardavi me, vero?" La sua bocca si chiuse sulla punta, succhiando con una pressione umida che mi fece urlare. Le mie mani si aggrapparono ai suoi capelli come aveva fatto mio padre, sentendo le sue trecce sciogliersi sotto le mie dita tremanti.Lei alzò gli occhi verso di me mentre scendeva, prendendo dentro di sé metà della mia lunghezza con un gemito roco. Le sue labbra strette intorno alla base mi fecero vedere stelle. Attraverso la camicia trasparente, vedevo i suoi capezzoli indurirsi contro la stoffa mentre mi pompava con la gola. "Senti come mi fa bagnare," ansimò, staccandosi per un istante con un filo di saliva che ci univa. Mi guidò la mano sotto la seta, costringendomi a palpare la sua figa inzuppata. Le dita affondarono in quel caldo bollente mentre lei gemeva contro il mio ventre."Era questo che volevi?" sussurrò, riprendendo a succhiare con voracità. Le mie anche scattarono in avanti senza controllo. "Ogni volta che spiavi... sognavi di essere tuo padre? Di sfondarmi qui?" Le sue unghie mi graffiarono le cosce mentre mi spingeva più a fondo, fino a che il mio cazzo non le sollevava la gola. Il sapore salato del mio precum le macchiava il mento.Attraverso il tessuto trasparente, vidi la sua mano scivolare tra le sue gambe. Le dita affondarono nella figa mentre lei grugniva intorno alla mia asta, le vibrazioni che mi facevano tremare le ginocchia. "Ti eccita vedermi così?" ansimò, staccandosi per mostrarmi le labbra lucide. "Sporca di te mentre mi tocco?" Un fiotto di piacere mi attraversò quando vide il mio sguardo fisso sulle sue dita affondate nelle pieghe bagnate.Senza preavviso, mi spinse sul letto. La camicia da notte si sollevò mentre si montava sopra di me, la figa calda che strusciò contro il mio cazzo ancora indurito. "Adesso guardami," ordinò, afferrando le mie mani per posizionarle sul suo culo. La carne era più solida di quanto immaginassi, viva e palpitante sotto i polpastrelli. "Senti come ti voglio." Abbassò i fianchi, prendendomi dentro di sé con un gemito lungo e roco che mi fece girare la testa. La stretta bollente mi avvolse mentre lei rotava i fianchi, i capezzoli duri che sfioravano il mio petto attraverso la seta.Il suo ritmo era lento, torturante. Ogni scivolata verso il basso mi faceva perdere il respiro, ogni risalita un sospiro soffocato. "Così..." ansimò, inclinandosi per baciarmi con una bocca che sapeva ancora di sperma e caffè. Le sue dita si intrecciarono alle mie, guidandole lungo la curva del suo sedere fino al buco stretto che mio padre aveva violato la notte prima. "Qui. Toccalo." Il muscolo contrattile si rilassò sotto la mia pressione, umido e accogliente. "L'hai visto come mi prendeva lì... vero? Sognavi di fare lo stesso?"Un gemito mi sfuggì quando il suo dito medio mi penetrò l'ano senza preavviso, mentre lei continuava ad alzarsi e abbassarsi sul mio cazzo. La doppia invasione mi paralizzò. "S-sì," balbettai, gli occhi fissi sulla sua bocca socchiusa. "Ogni volta che... urlavi..."Lei rideva basso, una vibrazione che mi attraversava i genitali. "Urlavo per te," mormorò, accelerando il ritmo. Le sue mani mi afferrarono i fianchi, le unghie che scavavano nella carne mentre mi spingeva più in alto, più forte. La camicia di seta salì, scoprendo il ventre sudato e le curve dei seni che oscillavano a ogni movimento. "Adesso vieni. Vieni mentre guardi dove tuo padre mi ha riempita ieri."Un brivido mi percorse la schiena quando il suo dito nell'ano mi stimolò più profondamente, in perfetto sincrono con le sue contrazioni interne. Il profumo di gardenia si mescolava all'odore acre del sesso e al mio

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