LA VERGOGNA ED IL PIACERE
Il silenzio della stanza, in cui si era rintanato da ormai alcune ore, fu spezzato dal suono acuto del suo cellulare. Edgar trasalì come fosse stato destato bruscamente dal sonno, pigiò a caso sul touch e rispose con voce flebile, dall'altro lato una voce femminile tristemente nota disse... "Vestiti, hai dieci minuti per portare il culo all'indirizzo che ti arriverà tra poco per messaggio! Vedi di non farmi aspettare." La conversazione fu così troncata senza diritto di replica alcuna, era chiaro ormai che quel rapporto di sadica ubbidienza lo stava imprigionando senza scampo. Si lavò rapidamente il viso cercando di riconnettere tutti i cinque sensi, nel mentre il cellulare emise il classico suono della notifica, era arrivato l'indirizzo dell'appuntamento. Per sua fortuna il posto non era molto lontano e ci sarebbe arrivato in cinque minuti di cammino, prese le sue cose al volo e si avviò verso l'incontro con la sua aguzzina. Davanti a lui si stagliava un grosso cancello di quello che pareva un cantiere edile abbandonato da tempo. L'uomo si addentrò timidamente a piccoli passi evitando grossi secchi di vernice e travi palesemente arrugginite, all'improvviso la voce di Key riecheggiò... "Fermati lì, davanti a quel tavolo da lavoro!" Il dottore si arrestò e voltandosi la vide arrivare a passi decisi verso di lui... "Perché mi hai portato qui?" Ribatté lui non curandosi del tono di sfida usato. La donna alzò un sopracciglio incredula rispondendo... "Come cazzo osi stupido verme? Questo è il modo di rivolgerti alla tua padrona?" Edgar prese coraggio e rincarò la dose..."Basta con questa puttanata! Ora vado dalla polizia e denuncio tutto! Hai capito? Questa storia finisce qui..." Key rise sommessamente a quelle parole, fece altri due passi in avanti ed estraendo il cellulare digitò un numero in rubrica mettendo il vivavoce..."Pronto José? Si... siamo qui, avevi ragione non vuole collaborare, procedi come da piani. Pubblica il video su internet." Il dottore a quel punto urlò di non farlo e supplicò la donna di interrompere la cosa perché avrebbe collaborato. Con un gesto del pollice sul cellulare pose fine alla conversazione con il suo amante e guardando fieramente Edgar gli ordinò..."Molto bene dottorino, da adesso in poi, qualsiasi cosa ti dirò tu la farai senza fiatare, e ti rivolgerai a me chiamandomi padrona... ci siamo spiegati?" Lui abbassò lo sguardo e balbettando rispose..."Sì padrona!" ,"Molto bene schiavetto, adesso giochiamo un pò!" Key era fasciata in un completo di latex nero con un corpetto sapientemente allacciato ai lati, era rimasto ben poco all'immaginazione, il suo seno prosperoso strabordava ed i lunghi capelli erano sciolti e mossi sulle spalle. Degli stivali altissimi le arrivavano fin sopra le ginocchia e nella mano destra una sorta di strana cintura attirò l'attenzione del dottore."Sposta quei cartoni sul tavolo, muoviti!" Furono queste le parole della donna, e lui eseguì stavolta senza esitare... "Bravo, adesso voltati e porgimi le mani dietro la schiena!" Edgar obbedì quand'ecco che si ritrovò ammanettato e inerme. Con una mano la donna spinse la testa di lui violentemente sul tavolo in modo da tenere il busto in posizione orizzontale ad esso, mentre le terga in verticale davanti a lei... "Molto bene dottorino, sei pronto per l'intervento?" La voce melliflua di Key lo fece inorridire al presentimento di quello che stava per succedere. La donna gli sfilò rapidamente i calzoni e una sensazione di lattice freddo misto a quello che doveva essere del lubrificante toccò la pelle di lui. Edgar supplicò..."No, ti prego padrona non lo fare, ti scongiuro..." e lei disse... "Si verme, voglio sentirti implorare! Sarà più divertente." A quel punto Key impugnò il suo membro fittizio e con un movimento pelvico lo fece scivolare all'interno dell'ano dell'uomo terrorizzato. Il naturale irrigidimento di lui rese la cosa molto più dolorosa di quanto potesse anche solo immaginare, fu così che la donna afferrò il pene di Edgar e avvicinandosi alle sue orecchie sussurrò..."Lasciati andare, non senti come il tuo culetto caldo lo voglia tutto dentro di sé? Lo so che lo vuoi, devi solo lasciarti andare... " Nel farlo le rotazioni del suo polso lo stavano sapientemente masturbando... "Lo vedi? E' inutile mentire a te stesso, stai già gocciolando dal desiderio!" Effettivamente i suoi muscoli si erano rilassati e quelle che prima sembravano frustate erano diventati colpi cadenzati di piacere. Edgar ad un tratto mugolò e rimase ansimando prossimo all'orgasmo. Key era finalmente compiaciuta, stava riuscendo a trasformare un distinto dottore in qualcosa di molto simile ad una nullità in suo potere. La donna tuonò così..."Guarda come ti piace, sei la mia cagnetta, dottorino... voglio che lo dica!" L'uomo in estasi rispose... "Si padrona, sono la tua cagnetta! Non conto un cazzo, sei solo tu la mia padrona!" Nel sentire queste parole lei affondò ancora più in profondità lo stantuffare dei suoi colpi, mentre con l'altra mano ormai il membro era gonfio e pronto ad esplodergli tra le dita... "Adesso voglio che tu venga cagna! Avanti, vieni per la tua padrona!" E con queste parole Key assestò ancora poche seghettate prima di assistere all'incontrollato orgasmo di lui, che a bocca spalancata cacciò un urlo di piacere mentre il suo pene inondava il tavolo. La donna estrasse solo allora il pesante dildo di gomma che lo stava penetrando facilmente, liberò il suo prigioniero e guardandolo dritto negli occhi disse..."Hai visto che mi devi dare retta? Se tu ti comporterai sempre così io e te andremo molto d'accordo!" Edgar, visibilmente scosso, annuì mentre si ricomponeva gli abiti dicendo... "Sì padrona, farò tutto quello che mi ordinerà!"I due per la prima volta si avviarono insieme verso il mondo esterno, il dottore e la sua assistente per la società, uno schiavo e la sua padrona nella vita privata. Un ruolo che forse Edgar cominciava anche a gradire, nessun pensiero, nessuna scelta, solo cieca obbedienza ad una donna per cui stava perdendo la testa.
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ANNUNCIO RIVOLTO A SOLE DONNE DI QUALSIASI ETA' E FORMA SCRIVIMI [email protected] Sono un' uomo di 58 anni MOLTO DISINIBITO. AMO LE DONNE DISINIBITE che come me non si vergognano di essere se stesse. Hai voglia di farti leccare ovunque partendo dai tuoi piedini e pian piano sentire la mia lingua che sale fino... Se sei di GROSSETO non VERGOGNARTI a contattarmi.. . GARANTISCO EDUCAZIONE E RISERVATEZZA. NO PERDITEMPO . SCRIVIMI ALLA MIA EMAIL: [email protected]
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