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la storia di Clara
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Racconto48 min di lettura

la storia di Clara

Clara è una donna di quarant'anni, una moglie devota e ideale, ma troppo fragile per affrontare la vita...

metzenbaum
1 anno fa · 1.1k letture · 0

Clara parlava e Claudio continuò a toccarla, e poi la spogliò, abbassandole i pantaloncini insieme alle mutandine, sfilandoglieli dai piedi nudi, e subito dopo le tolse la maglia e il reggiseno, lasciandola nuda.

"Stai tranquilla, ok?" chiese Andrea, preoccupato per quella che aveva cominciato a sospettare essere agitazione. Clara annuì, anche se nessuno poteva vederla. "Sì… tranquillo… sto solo… respirando…"

Clara sentiva il microfono vibrare leggermente tra le mani mentre Claudio si muoveva più vicino. La sua presenza era intensa, quasi dominante, e ogni gesto di lui amplificava la tensione e la vulnerabilità di Clara. Sentiva le sue mani dappertutto, sulla pelle e dentro di lei, incapace di reagire.

E allora Claudio non si fermò, la prese per mano e di nuovo la portò nella camera da letto, la fece sedere e poi la costrinse a stendersi. Nonostante cercasse di parlare normalmente con Andrea, il corpo di Clara reagiva in ogni fibra. Tremava, il cuore accelerava, il respiro corto tradiva ogni emozione. L’intreccio tra realtà e desiderio era totale: la voce rassicurante di Andrea al telefono contro la presenza di Claudio nella stanza la lasciava sospesa, incapace di pensare chiaramente.

Claudio le aprì le cosce e ancora una volta cominciò a baciarla e a leccarla, finendo la sua corsa proprio tra le grandi labbra della figa di Clara, che di nuovo dovette trattenere il fiato per non gridare di piacere.

Ogni parola che pronunciava, ogni sguardo scambiato con Claudio, aumentava la frenesia e la tensione interna. Il contrasto tra parlare con Andrea e sentire Claudio vicino la rendeva vulnerabile, confusa e sopraffatta dalle emozioni.

Ma Claudio la costrinse anche ad andare oltre. Si staccò e la fece alzare, la girò mettendola alla pecorina e senza aspettare oltre glielo infilò dentro.

Clara continuava a parlare al telefono, mentre il cuore e la mente erano completamente assorbiti dalla presenza di Claudio dentro di lei, che la scopava con decisione. Tremava, il respiro affannoso, e ogni gesto di Claudio la faceva fremere, intensificando il conflitto tra realtà e desiderio.

Quando la tensione raggiunge il culmine, Clara resta sospesa tra eccitazione, desiderio e senso di colpa, con il corpo e la mente in tumulto. La voce di Andrea al telefono continua a riempirle la testa di un contrasto tra realtà e passione, lasciando Clara completamente sopraffatta, tremante e immersa nelle emozioni.

Clara tenne duro ancora per qualche minuto, cercò di controllarsi ma senza riuscirci, ma finalmente Andrea la salutò e chiuse la comunicazione, e allora Clara esplose, lasciandosi andare ad un orgasmo vulcanico e convulso che galvanizzò ancora di più Claudio che intensificò ancora di più i suoi movimenti.

Quel sesso disperato durò per quasi un’ora, tra pause e riprese. Le sborrò dentro senza riuscire a trattenersi mentre lei era sopra di lui, e lo cavalcava lentamente, e quando la fece smontare se la tirò addosso facendole capire che cosa doveva fare, pulirlo con la lingua. E Clara non si fece pregare, si accomodò con la testa sull’addome tonico di lui e glielo prese in bocca, sferzata dal sapore acre dei suoi umori mescolati allo sperma ancora fresco.

E mentre Clara succhiava e leccava lui la penetrava con le dita, e guardandola dritta negli occhi arrivò con le dita all’ano di lei, vedendola chiudere gli occhi.

Successe tutto improvvisamente, lui le entrò nell’ano con un dito e lo fece. Se la tirò sopra, facendola mettere a cavalcioni, usò i fluidi viscosi che le uscivano dalla figa per lubrificarle l’ano e poi passandoseli anche sulla cappella e poi glielo puntò al buco del culo. Clara non riuscì a dire un “a” che già le stava entrando dentro.

Gridò di dolore mentre lui la inculava, entrandole dentro millimetro dopo millimetro e dilatandola in modo innaturale. Sentì dolore, forte, ma strinse i denti e non mostrò cedimenti e quando lui si fermò riaprì gli occhi e riuscì anche a piegare le labbra come se fosse un sorriso. Erano anni che non lo faceva più, e il dolore era intenso.

Claudio non infierì e si mosse lentamente, aiutandola a fare su e giù con il sedere per tenere il ritmo, e quasi volesse abbreviarle il dolore le sborrò dentro velocemente, grugnendo e ringhiando per il piacere intenso di sentirselo stretto da quei muscoli praticamente vergini.

Dopo, quando tutto è finito

Clara rimase sdraiata sul letto, il corpo ancora tremante, il cuore che batteva all’impazzata. Il dolore al culo era forte, pulsante, ma lo tenne sotto controllo. Ogni respiro era affannoso, il petto che si sollevava e abbassava velocemente, le mani poggiate sulle lenzuola come se cercassero un appiglio.

Claudio si era già rivestito senza una parola, lasciandola sola, nuda e vulnerabile. Clara sentì un brivido correre lungo la schiena. Non c’era rabbia, non c’era rancore nel vederlo andare via, ancora una volta, dopo averla usata: solo un senso travolgente di shock, confusione e turbamento. Ogni fibra del suo corpo percepiva ancora la presenza di lui, come un’eco che rimbalzava nella stanza silenziosa.

Si sentiva usata e sopraffatta, ma allo stesso tempo intrappolata in un vortice di emozioni contrastanti. Il pensiero di ciò che era appena successo la faceva tremare, il battito del cuore accelerato, eppure non riusciva a distogliere lo sguardo dal punto in cui Claudio aveva lasciato la stanza per andarsene, come se fosse a casa sua.

Rimase lì, immobile, con il silenzio della stanza che sembrava amplificare ogni ricordo di lui, ogni sguardo, ogni gesto. Il cuore continuava a martellare, e il respiro affannoso le ricordava quanto fosse stata sopraffatta, quanto fosse vulnerabile, quanto la presenza di Claudio dentro di lei avesse lasciato un segno indelebile.

Per un lungo istante, Clara rimase sospesa tra emozione e consapevolezza, il corpo ancora acceso e dolorante, la mente che faticava a tornare alla realtà, mentre il mondo intorno a lei sembrava essersi fermato.

Reazione psicologica di Clara

Il silenzio della stanza era opprimente, eppure carico della presenza di Claudio, anche se ormai era uscito. Le parole che lui aveva pronunciato rimbalzavano nella sua mente, insistenti e inesorabili.

“Domani mattina, alle nove, torno. Torno e ti scopo, e ti sborro dentro. Preparati bene, lo facciamo ancora nel culo. Poi me ne vado.”

Ogni frase, ogni tono, ogni promessa lasciava un’eco che le faceva accelerare il cuore e paralizzava allo stesso tempo la sua volontà. Lui la usava, la abusava, la umiliava. E lei cedeva, e si concedeva.

Il pensiero di Claudio che sarebbe tornato il giorno successivo la fece sussultare. Una parte di lei voleva dimenticare, ricacciare indietro tutto, cercare di ritrovare il controllo e la razionalità. Ma un’altra parte, più nascosta, sentiva un brivido lungo la schiena al pensiero del suo ritorno, un’anticipazione che la lasciava paralizzata e nello stesso tempo desiderosa. Ogni fibra del suo corpo sembrava ancora all’erta, pronta a reagire a ogni gesto, a ogni parola, a ogni sguardo futuro.

Clara si sollevò leggermente, le mani tra i capelli, cercando di organizzare i pensieri. Si sentiva come se fosse sospesa tra due mondi: quello reale, con Andrea, con la vita di sempre, e quello segreto, fatto di desiderio, pericolo e frenesia. La confusione era totale. Sapeva di aver lasciato che accadesse qualcosa che non avrebbe mai potuto confessare, eppure il senso di eccitazione e vulnerabilità era così intenso da farle dimenticare momentaneamente la prudenza e la razionalità.

Si rannicchiò sul letto, abbracciando se stessa, cercando un contatto con il proprio corpo per ritrovare un briciolo di sicurezza. Il respiro si calmava a tratti, ma ogni pensiero su Claudio riportava la mente a correre, il cuore a battere forte, le mani a tremare. Sentiva il peso della colpa e della vergogna, ma anche la consapevolezza di un’emozione intensa che non riusciva a negare.

Dopo Claudio: sospensione, tensione e attesa

Le parole di Claudio continuavano a girarle nella testa. "Torno domani mattina… e lo facciamo ancora nel culo… preparati bene." Ogni frase era un nodo nella sua gola, un brivido che le percorreva la schiena e le faceva tremare le mani. Il senso di vulnerabilità si mescolava all’eccitazione, e Clara sentiva il corpo ancora scosso da una frenesia difficile da controllare.

Si accovacciò sul letto, le mani strette tra i capelli, cercando di calmare il respiro, ma ogni pensiero su Claudio la faceva rabbrividire e il cuore battere più forte. Il senso di colpa si mescolava all’anticipazione: da un lato la realtà con Andrea, dall’altro il ricordo della presenza e della tensione di Claudio.

E di nuovo sentì quel calore nella pancia, nell’utero. Le mani scivolarono giù, in un gesto automatico e istintivo, e le dita si richiusero sul suo sesso ancora gonfio e pulsante. Le dita si mossero velocemente disegnando dei piccoli cerchi attorno al centro di piacere, e l’ondata calda la travolse scatenando un inferno di sensazioni e di brividi. E l’orgasmo arrivò, frenetico e inarrestabile, e dopo ne arrivò un altro che le fece mancare il fiato nei polmoni, lasciandola ansimante.

Dopo Claudio: turbamento e pensieri su Andrea

Ogni fibra del suo corpo ricordava la presenza di Claudio, il calore, il respiro vicino, la frenesia e il controllo, ma la mente si spostò subito su Andrea. Su suo marito, sulla vita che avevano costruito insieme, sulla fiducia e sull’amore che lui le aveva sempre dimostrato. Un dolore sottile le serpeggiava dentro: stava tradendo qualcuno che amava, qualcuno che non le aveva mai fatto mancare nulla, qualcuno che l’aveva amata incondizionatamente. Il pensiero la colpì come un lampo, e per un attimo il cuore le si serrò.

Prima di andare avanti…

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