Andrea ascolta quelle parole e non può non comprendere quale sia stato l’evento traumatico che l’ha indotta a quella particolare decisione.
«Purtroppo, non sono riuscito a sapere dalla signora Helen cosa sia successo a quella festa. Mi ero subito reso conto che doveva esserci stato qualcosa che ha modificato il tuo far sesso con me. Non avevo intuito quanto negativa potesse esser stata quell’esperienza, ma è evidente che ti ha segnato marcatamente.
Ho commesso un grande errore ed ora mi è chiaro che ha avuto un effetto a cascata su di te, trascinando via anche quel che di bello vi era stato.
Vorrei però capire esattamente, anche se non in maniera dettagliata, cosa è cambiato da quella sera».
Silvia ora lo fissa negli occhi e gli parla con un tono serio e deciso.
«Fino a quel momento, godere fra le tue braccia mi aveva eccitato e fatto divertire moltissimo, soprattutto nello scorgere gli occhi del mio uomo, carichi di libidine nell’ammirare quanto fosse troia la sua donna. Invece, in quella maledetta sera ad Amsterdam, mi son sentita usata e trattata come una cosa da poter buttar via appena concluso l'amplesso. Non ho trovato niente di erotico in ciò che ho fatto quella sera, ma solo disgusto e paura. Mi sono mancati i suoi occhi, mi è mancato il piacere di esibirmi per lui e questa è stata la cosa che mi ha indotto a riflettere su quello che stavo facendo e su quello che effettivamente ero in quel dato momento, soprattutto, su come veniva usato il mio corpo.
Lo schifo, il disprezzo che me ne è derivato da quell’esperienza, mi hanno indotto a riflettere, a decidere che, sentirmi viva, felice e desiderata fra le braccia di Luca, era la cosa che volevo di più al mondo. Non più tardi di sabato scorso, gli ho dimostrato che posso renderlo felice godendo fra le braccia di due sconosciuti, senza bisogno di vederlo umiliato, come succede quando siamo insieme noi tre. Sono stanca, voglio solo vivere la mia vita insieme a lui, giocando con la trasgressione solo quando entrambi ne sentiamo realmente bisogno e non perché altre persone ce lo impongono. Capisco che questo delude ogni tua aspettativa, ma preferiamo proseguire il nostro cammino in questo modo».
Andrea la guarda e si rende conto della determinazione che Silvia mette nell'esprimere quel suo concetto, quindi le assicura che, a partire da quel momento, sono liberi di vivere la loro vita come meglio credono, anche se, dentro di sé, è rammaricato per la perdita di una persona meravigliosa come lei. Quando ritornano al parcheggio, Silvia scende e con passo deciso sale sulla sua auto e se ne va. E' in quel momento che Andrea si rende conto che ha perso, non una schiava o una femmina con un uomo sottomesso, niente di tutto questo, bensì la donna che ama.
Il giorno successivo, Silvia chiama Giovanni e gli dice che è interessata ad ottenere quello sconto che le era stato proposto. Lui, molto soddisfatto, la invita a raggiungerlo a casa sua la sera stessa.
Quando ne parla con Luca, gli espone chiaramente il fatto che l’uomo vorrà delle prestazioni sessuali in cambio dello sconto promesso sull'acquisto dell'immobile. Egli le chiede se può essere presente, perché, in fondo, vederla nuovamente far la puttana con un altro sconosciuto, è una cosa che lo eccita tantissimo. All’ora concordata, entrambi si presentano alla porta di Giovanni, che, ovviamente, rimane doppiamente sbalordito nel vedere sia la presenza di Luca che il look di Silvia.
Infatti, lei, consapevole del ruolo di troia che dovrà recitare, indossa una mini gonna molto corta, che lascia scoperte le sue splendide cosce lisce e ben tornite. Indossa dei sandali con tacco 12 e sopra un top bianco, che copre il seno lasciato libero, i cui capezzoli duri premono contro la stoffa, quasi a volerla bucare. Egli solo per un attimo resta sorpreso, ma è lei a chiarire subito quali siano le regole del gioco.
«Mi hai chiesto di venire a letto con te per avere lo sconto e questo, come vedi, io lo accetto, ma poiché l’appartamento sarà anche suo, voglio che lui sia presente, per due semplici motivi: voglio vedere i suoi occhi mentre faccio la puttana con te, perché questo mi eccita di più, e poi, perché così mi sento più tranquilla, in quanto ancora non ti conosco. Naturalmente lui, se tu non vuoi, sarà solo uno spettatore silenzioso e discreto».
Giovanni impiega appena un secondo per realizzare che sta sul punto di scopare quella bellissima femmina, sotto lo sguardo estasiato ed attento del suo uomo. Senza tanti complimenti, l'uomo stringe Silvia a sé e le appoggia una mano sul culo, cominciando a tastare quella meraviglia, mentre con l’altra mano cerca di liberare più velocemente possibile il cazzo già bello duro e gonfio che preme dentro i pantaloni. Appena ci riesce, spinge Silvia verso il basso e lei, inginocchiata davanti a quell’uomo, si trova un bel cazzo grosso, ma ancora non eccitato. Lo prende in mano e lo succhia, mentre lui continua a spogliarsi e, alla fine, lei si trova fra le mani due grosse palle, che lei con una mano accarezza, mentre con l’altra lo masturba e lo succhia fin quando lui incomincia a gemere di piacere.
«Che bocca caldissima! Come lo succhi bene! Che bocchinara! Continua non ti fermare! Ingoialo tutto troia!»
Silvia si dà da fare con estrema bravura e, ben presto, quel sesso comincia a indurirsi e a raggiungere dimensioni abbastanza ragguardevoli. L’uomo blocca la testa di Silvia e, con il movimento avanti/indietro del bacino, tenta di spingerle quel cazzo il più possibile dentro la bocca. Lei controlla bene l’intrusione e, con fare da esperta pompinara, riesce a farlo scivolare bene dentro la gola, fin quando l’uomo si ritrova con la sua faccia incollata al suo inguine.
«Accidenti! Che troia! L’ho preso tutto in gola! Che succhiacazzi! Cazzo che troia!»
Lascia che lei si muova autonomamente e, ad un tratto, Silvia si accorge che l'uomo non riesce più a controllarsi e, sicuramente, fra poco le inonderà la bocca con il suo seme; a quel punto di colpo se lo sfila dalla bocca, poi si alza in piedi e lo guarda insistentemente, mentre con la mano continua a segarlo. Lui la guarda con occhi smarriti, stupito, incredulo che tutto quel piacere sia di colpo finito.
«Che cazzo fai? Continua succhiarmi il cazzo. Voglio sborrare nella tua gola da troia!»
Silvia lo guarda, poi gira gli occhi a cercare quelli di Luca, che vede brillare di piacere, torna a guardare in faccia Giovanni e detta le sue condizioni.
«Io non ti faccio venire nella mia bocca, fin quando non abbiamo stabilito a quanto ammonta lo sconto che intendi fare sul prezzo e fin quando non abbiamo firmato il rogito. In quel momento, io ti consegnerò una specie di contratto dove mi impegno a passare una notte a scopare con te. Perciò decidi: a quanto ammonta lo sconto? E dimmi se, questo che ti ho appena fatto, è di tuo gradimento».
Giovanni resta un attimo a riflettere, poi le propone il 10% di sconto sul prezzo pattuito, alle seguenti condizioni: che lei dovrà passare tre notti insieme a lui e ad altri suoi amici, nel periodo che intercorre da questa sera alla fine del mese. Luca guarda Silvia che sta riflettendo sulla proposta e, quando lei gira lo sguardo, lui scuote il capo, per niente convinto di quello che lui propone. Silvia, dopo aver riflettuto, gli fa una controproposta.
«Voglio il 20% di sconto, quattro notti con te, di cui solo in due potranno essere presenti dei tuoi amici, in numero non più di tre, te compreso. Potrete avere il mio corpo a vostro piacimento, ma sempre sotto lo sguardo attento del mio uomo, altrimenti quello che hai appena assaggiato resterà per te un pio ricordo».
Giovanni fa rapidamente le sue valutazioni ed accetta quello che Silvia gli propone, ma aggiunge solo una piccola condizione: che la prima notte che loro due passeranno assieme dovrà essere lei da sola, senza la presenza di Luca. Luca, mentre ascoltava le parole di Giovanni, ha fatto un rapido calcolo e, quando Silvia si gira per chiedere il suo assenso, lui annuisce favorevolmente. Lo sconto rappresenta più o meno la cifra necessaria per ristrutturare l’intero appartamento, quindi considera la cosa un buon affare. Una stretta di mano fra i tre suggella l'accordo raggiunto, che sarà poi ratificato in presenza di un notaio. Dopo di che Giovanni chiede a Silvia di completare l'opera che aveva interrotto. Lei, senza nessuna difficoltà, si inginocchia davanti a lui e, forte dell’esperienza acquisita e perfezionata nella scuola olandese, gli confeziona un pompino da favola. Quando Giovanni raggiunge l’orgasmo, è come un fiume in piena che si riversa nella sua bocca, mentre lui mugola di piacere, continuando ad elogiare la sua bravura.
«Bevi, troia! Continua a succhiare! Bevilo tutto, puttana! Sei una succhiacazzi di prim'ordine! Sborro!»
Dopo aver leccato e succhiato fino all’ultima stilla di quella crema dolce che lui gli ha riversato in bocca, Silvia si solleva in piedi e girando gli occhi verso Luca, lo guarda rimanendo immobile, mentre con la lingua continua a pulire le sue labbra ancora impastate del seme che appena ricevuto in bocca.
Lui le sorride, si avvicina e l’abbraccia forte; la sua bocca si congiunge a quella della sua donna, che gli fa assaporare, per l’ennesima volta, il seme di un altro maschio che ha appena goduto fra le sue labbra.
Restano d’accordo che sarà Giovanni a comunicargli l’appuntamento con il notaio per la stesura del rogito, quindi escono e se ne vanno soddisfatti.
