Il giorno successivo, è un martedì infernale per tutti e due. Silvia, in ufficio, non riesce a combinare nulla, ha problemi con la connessione in rete, soprattutto con una delle aziende cui deve compilare le buste paga. Luca invece riceve la visita inaspettata di Franco. Quando se lo trova davanti, per un attimo si aspetta che quell’uomo, che ha ripetutamente goduto del corpo della sua donna, abbia con lui un atteggiamento strafottente e arrogante, invece, a sorpresa, si rivela essere una persona garbata, che gli parla con un tono amichevole, quasi fraterno.
I due, chiusi nell’ufficio della direttrice, si trovano a dover risolvere una seria questione.
«Purtroppo Wanda ha avuto un bruttissimo incidente, che sicuramente la terrà lontana dal lavoro per molti mesi e considerato che è quasi prossima alla pensione, dubito che vorrà ritornare in servizio. Con Marco in luna di miele, tu, caro amico, dovrai occuparti di mandare avanti insieme alla tua collega questa agenzia. Purtroppo fino alla prossima settimana non ho nessuna persona da poterti mandare in aiuto, quindi dovete contare solo sulle vostre forze».
Luca lo guarda un po’ sconcertato, prendendo atto che il lavoro prima svolto da quattro persone, dovrà svolgerlo lui e la collega, che non ha grande esperienza. Franco legge lo sconforto nei suoi occhi, lo invita a non sottovalutare la sua bravura, e il suo impegno. Aggiunge anche che ha grande stima di lui, che lo ritiene una persona veramente brava dal punto di vista professionale e che, sicuramente, non deluderà le aspettative delle persone che hanno fiducia in lui. Pronuncia queste ultime parole, con un tono alquanto convinto, e Luca ha la sensazione che quella frase nasconda in effetti un doppio senso. Alla sera ne parla con Silvia, la quale gli assicura che tutti gli amici di Dario hanno fatto un patto affinché nulla trapeli di quello che c’è stato fra lei e loro. Quindi l’affermazione di Franco era a considerarsi un complimento, un attestato di fiducia, puro e semplice. Il mattino successivo, mentre i due ragazzi fanno colazione, un'abitudine che hanno preso da tempo in un bar situato a metà strada fra i due rispettivi luoghi di lavoro, Luca è informato di tutto, sia del fatto che ha iniziato a mettere in chiaro le cose con Dario, ma soprattutto dell’appuntamento con Andrea. Chiede a Silvia se vuole il suo sostegno per andare a cena con Andrea, ma lei risponde che preferisce, se per lui non è un problema, andare da sola in quanto vuole che la questione sia risolta fra loro due, poiché è lei che ha coinvolto Andrea nella loro vita. Luca si guarda intorno e, anche se la zona dove sono non è la più elegante o importante della città, non gli dispiacerebbe trovare una casa nei dintorni. Mentre esprime questo suo desiderio, si trovano davanti alla cassa del bar, dove il titolare, un signore anziano, li guarda e chiede conferma di quanto gli è sembrato di capire.
«Vi interesserebbe davvero acquistare un appartamento in questa zona?»
I due giovani si guardano e confermano la loro intenzione, specificando che, anche se è una zona un po’ andata, con edifici che comunque necessitano di ristrutturazioni, per loro sarebbe una posizione ottimale.
«Se volete vi vendo il mio appartamento. Non sono originario di queste parti, sono venuto qui circa una quarantina di anni fa, quando ha sposato una donna di questa città, che avevo conosciuto perché in vacanza nella mia città al mare. Dopo la sua morte, avvenuta circa tre anni fa, ho deciso di vendere tutto e di ritornare nella mia casa in riva al mare. Fra tre settimane, alla fine del mese, questo bar non sarà più mio e, se posso vendere anche l’appartamento, ne sarei molto contento. Siete una coppia giovane mi sembrate anche simpatici, posso farvi un buon prezzo».
I due giovani si scambiano un’occhiata d’intesa e, dopo aver scambiato il recapito con il vecchio, nell'uscire Luca chiede dov’è ubicato l’immobile. Giovanni, il barista li accompagna fino alla porta e con la mano indica il terzo fabbricato in fondo alla via, quello vicino al parco.
«L'edificio è quello giù in fondo e, al sesto piano, c'è l’appartamento, da cui si gode una bella panoramica sul parco. Vi aspetto questa sera, venite quando avete tempo che ve lo mostro. Se la casa vi piace, riusciremo a concordare un buon prezzo, ne sono sicuro».
Con quel buon inizio, la giornata sembra scorrere via meravigliosamente e la sera, appena liberi dall’ufficio, i due ragazzi si trovano davanti all’edificio dove è situato l’appartamento e vengono ricevuti calorosamente da Giovanni. Appena entrati, si trovano davanti una bella casa, costituita da un ampio salone che affaccia su un terrazzo, non troppo grande, ma dal quale si vede tutto il parco e la città sottostante, una camera da letto matrimoniale, con annesso armadio a muro e due bagni, di cui uno situato in mezzo ad altre due camere più piccole. Una bella cucina completa la proprietà, che ha anche un box auto nel sottosuolo. Insieme concordano che tutto l'appartamento necessita di una sistemazione non indifferente, ma Giovanni gli fa una proposta che sembra abbastanza favorevole. Per tutto il tempo che la coppia è stata dentro la casa, Silvia ha notato che gli occhi di Giovanni hanno indugiato a lungo sulle sue curve generose. Silvia indossa un top giallo tenue e una minigonna nera, con dei sandali a zeppa che le fanno protendere in fuori il suo meraviglioso culo, ed ha notato che Giovanni non è rimasto insensibile alla sua sensualità.
Anche Luca ha notato quel dettaglio e questo gli ha provocato una violenta erezione, che sfoga chiedendo semplicemente di andare in bagno, lasciando Silvia da sola insieme a Giovanni, a parlare sul terrazzo.
«Il prezzo che lei chiede, mi sembra un po' eccessivo. Saremmo disposti a pagarlo in contanti, ma sarebbe il caso che ci facesse un piccolo sconto».
Giovanni la guarda con occhi carichi di desiderio e, dopo aver dato un’occhiata e verificato di essere soli, a bassa voce, fa una proposta a Silvia.
«Potrei anche concederti un discreto sconto, ma vorrei qualcosa in cambio. Tu sei una bella ragazza e, sicuramente, avrai capito che cosa desidererei avere in cambio: quanto più sarai generosa con me, tanto più lo sarebbe il mio sconto».
Luca, dopo essersi masturbato in bagno, esce silenziosamente e li osserva parlare a bassa voce molto vicini, poi, quando fa la sua comparsa, lasciano la casa, senza che Silvia abbia dato una risposta alla proposta di Giovanni. Velocemente rientra a casa ed ha giusto il tempo di fare una rapida doccia e prepararsi per andare all’appuntamento con Andrea.
Arriva appena con qualche minuto di ritardo e lui che l’attende in un parcheggio, quando la vede scendere dall’auto, rimane meravigliato dal suo abbigliamento.
Silvia indossa un tailleur leggero celeste, giacca e pantaloni con sotto una semplice T-shirt bianca. Si sarebbe aspettato un abbigliamento più sexy e provocante, in un certo senso più da puttana, mentre resta sorpreso da questo nuovo look.
Durante il percorso che li porta a quel ristorante che serve piatti sardi, dove lui abitualmente va cena con Alberto, parlano solo del matrimonio di Lucia, delle banalità inerenti a quella cerimonia e, soprattutto, del fatto che lei rivaleggiava in bellezza con la sposa.
Appena seduti, iniziano a ricevere le prime pietanze da consumare, ma Silvia sembra avere poco appetito. Andrea la guarda e si rende conto che, decisamente, c’è qualcosa di strano nel suo comportamento.
«È inutile che ci giriamo intorno. Desidererei sapere cosa è cambiato dall’ultima volta che siamo stati insieme».
Silvia solleva lo sguardo, incrocia il suo e, per la prima volta, riesce a reggere il suo sguardo penetrante e, anzi, gliene rivolge uno quasi di sfida, che stupisce Andrea. Sorseggia del vino, poi, dopo aver fatto un bel respiro, inizia ad esprimere il suo pensiero.
«Quando abbiamo iniziato il nostro gioco a tre, tu ci hai assicurato che, nel momento in cui noi avremmo deciso di smettere, eravamo liberi di farlo, quindi, vorrei dirti che quel momento è arrivato: io e Luca, vogliamo semplicemente che il nostro gioco, si concluda qui».
Andrea la guarda con un’aria stupita e, chiaramente, non si aspettava una simile dichiarazione. Dopo un attimo di esitazione e con tono un po’ incerto, chiede il motivo di quella decisione.
«Sono una persona che mantiene la parola data e, come ho detto allora, ribadisco oggi che voi siete liberi di interrompere il gioco. Però devo anche dire che sono stupito da questa vostra decisione, in quanto mi era sembrato che avevamo raggiunto una perfetta intesa e ognuno di noi aveva ricevuto il piacere cui anelava. Evidentemente c’è qualcosa che è intervenuto e mi piacerebbe conoscerne la motivazione».
Silvia lo guarda, nota il fatto che mentre parla la sua voce è diventata un po’ incerta, quasi timorosa, ed espone:
«Ammetto che, fra le tue braccia, ho provato emozioni intense e meravigliose e, nel contempo, ho regalato analoghe sensazioni all’uomo che amo. Quelle sensazioni hanno rappresentato, per lui, un piacere enorme, in quanto era ciò che egli si aspettava da me. Tu sei un uomo stupendo, un maschio ben dotato e, soprattutto, attento al piacere della donna, con cui ama giacere. Sicuramente tutto sarebbe proseguito per il verso giusto, se non si fossero verificate due cose, che hanno cambiato per sempre il mio concetto di trasgressione. Questi due fatti mi hanno evidenziato che il gioco, che stavamo facendo, ha, in qualche modo, messo a rischio la mia vita al fianco di Luca. Potrà sembrarti banale, ma io amo quel ragazzo e tutto ciò che voglio è solo stare con lui, renderlo felice in tutti i modi possibili e immaginabili. Il viaggio ad Amsterdam è stata la cosa peggiore che mi sia mai capitata e, purtroppo, tu sei stato l'artefice della partecipazione mia e di Lucia a quell’evento maledetto, che ha stravolto il mio punto di vista sul sesso trasgressivo. Inoltre Luca aveva scoperto che io lo tradivo con Dario, mettendo in seria discussione il mio rapporto con lui che, pur di non perdere il mio amore, aveva accettato qualsiasi cosa mi veniva proposta. Ho capito, quindi, il grosso rischio che stavo correndo e, soprattutto, ho capito il profondo amore che lui nutre per me e che io ricambio in maniera esclusiva e privilegiata».
