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01 - Le Lesbiche Combattenti - La Prima Volta
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01 - Le Lesbiche Combattenti - La Prima Volta

La giovane e innocente Selena accetta di entrare in un esclusivo club in cui donne lesbiche si affrontano in combattimenti sessuali. Verrà sottomessa e chiavata dalla prima sfidante.

ombraerotica
1 anno fa · 4.031 parole · 18 min
994 letture

Il round era terminato, e l’arbitro, una bella donna sulla quarantina, dichiarò vincitrice una delle due ragazze che avevano combattuto.

«Allora! Quando inizia la tua amica?» chiese una voce dietro, rivolgendosi a Samantha, distraendole da ciò che succedeva sul tappeto. A parlare era il proprietario dell’arena, un giovane uomo sulla trentina. Era apparso dietro di loro, sorridente.

«N-non saprei…» dissi quasi balbettando, presa alla sprovvista e guardando l’amica, confusa.

«Se vuole può iniziare questa sera stessa. Una delle ragazze sta male e questa sera non potrà partecipare. Selena, potrebbe prendere il suo posto.»

Samantha mi guardò, era stata presa in contropiede come me.

«Se per Selena va bene…»

«Dovrei prepararmi, allenarmi un po’…» disse Selena.

«Che bisogno c’è? Se perderai avrai comunque vinto, fidati di me.» insistette l’uomo.

«V-va bene allora…» disse Selena, confusa.

«Allora vatti a preparare negli spogliatoi. Tra un’ora è il tuo turno. Samantha, accompagnala tu per favore.»

«Con chi combatterà?» chiese Samantha.

«Con Moira», rispose l’uomo.

Samantha annuì, poi mi fece strada.

«Ti ho vista fare una faccia strana, chi è Moira?»

«È un tipo focoso. Ma è una bella ragazza» rispose Samantha.

«Focoso? Che significa?»

«Che probabilmente ti divertirai», rispose Samantha facendole l’occhiolino.

Nello spogliatoio mi aiutò a vestirmi facendomi indossare un costumino a due pezzi che a malapena mi copriva il seno.

«Tutto qui?»

«Sì» rispose l’amica, sorridendole.

 

Dopo diversi minuti tornai nell’arena. Le due ragazze che lo occupavano precedentemente non c’erano più. Sul tappeto, dalla parte opposta, vidi la ragazza con cui avrei dovuto combattere. Aveva i capelli ricci e folti, sembrava una leonessa, la pelle abbronzata, e un corpo che sembrava allenato. Sodo e con le curve al posto giusto. Si riuscivano persino a intravedere gli addominali scolpiti. Più la guardavo e più mi eccitavo. La sua presenza però mi intimoriva.

Quasi non mi resi conto che era l’ora di andare sul tappeto. Fu Samantha a darmi una spintarella.

L’incontro iniziò subito dopo il fischio dell’arbitro, e Moira mi fu subito addosso.

Non ci capii molto. A un tratto mi sentii catapultata sul tappeto e caddi di schiena, l’avversaria mi puntò subito i seni e tirò via il costume di sopra, con forza. Io mi sentii che il laccio dietro mi faceva male alla schiena e urlai.

Moira allora mi fece girare e mi sciolse il laccio, ma rimase sopra di me, puntando poi al mio sedere.

Sussultai dopo una severa sculacciata, poi iniziò a tirarmi il costume di sotto. Urlai di nuovo, mi sentivo la fica divisa a metà. Mi dimenai allargando le gambe fino a che Moria non riuscì a togliermi pure la parte di sotto del bikini.

Ero completamente nuda, e con quella ragazza che stava dimostrando di essere molto più esperta di me, tenendomi al tappato con il suo culo poggiato sopra la schiena. Sentivo che iniziava a strusciarsi su di me, sfruttando una vertebra della mia colonna.

«Che stai facendo?» chiesi, era qualcosa di insano per me.

«Mi sto divertendo un po’ anche io! Novellina!» rispose Moira, sorridendo e continuando a strusciarsi su di me con più enfasi.

A un certo punto smise, non perse altro tempo e scivolò su di me, sporgendosi e leccandomi la fica da dietro.

Iniziai a gemere, la cosa mi piaceva tantissimo. Soprattutto quando si avvicinava e leccava anche il mio buco del culo.

Mi accigliai, stupita, non avevo mai provato niente di simile prima. Rimasi distesa a pancia in giù, respirando a fatica, mentre sentivo che la lingua di Moira si insinuava in tutti e due gli orifizi, a turno.

Il mio ansimare divenne più forte e cadenzato, inerme di fronte a quel piacere che non avrei mai voluto finisse.

Moira aveva dimostrato essere a conoscenza che ero una delle novizie, ed evidentemente voleva sottomettermi subito. Quindi non perse altro tempo e mi infilò due dita nella fica. Lì lanciai un altro urlo, strizzai gli occhi, iniziando ad ansimare sempre più forte. Il pubblico era in visibilio. Ma per Moira non era abbastanza. Si rivolse a coloro seduti sugli spalti, mentre con la mano destra mi sditalinava la fica, alzò in aria il medio della mano sinistra, per mostrarlo a tutti. Per poi abbassarlo dirigendolo verso il mio ano.

Non me lo aspettavo, non potevo vederlo arrivare quel dito caduto dal cielo, e lanciai un urlo così forte che preoccupò Samantha, ma non per molto. Dopo alcuni minuti iniziai a urlare tutto il mio piacere, venendo per la prima volta su quel tappeto.

Non avevo mai provato un orgasmo simile prima di quel momento, e quando smisi di ansimare, respirando regolarmente, mi accorsi che la mia sfidante l’aveva lasciata andare.

Adesso mi girava intorno facendo dei segni di vittoria. L’arbitro aveva fermato il gioco e dato un punto a Moira. Dopodiché mi diede alcuni buffetti sul sedere per intimarmi ad alzarmi e tornare al centro del tappeto.

Ebbi qualche difficoltà a mettermi in piedi, ma dopo pochi secondi ero di nuovo di fronte a Moira.

La mia rivale mi guardava con ardore. Sapeva che per lei ero una facile preda.

Quando ebbe iniziò il secondo round, Moira scattò subito in avanti afferrandomi per la vita, ero di nuovo al tappeto. Sapevo che stavo tornando a godere.

Il colpo alla schiena mi mozzò il fiato. Moira salì subito sul mio petto e poi con la propria fica sul viso. Era ancora coperta dal costume ma potevo sentire che era molto bagnata anche lei.

Moira iniziò a strusciarsi sul mio viso proprio come poco prima aveva fatto sulla mia schiena, umiliandomi ancora di fronte al pubblico e trattandomi come un semplice oggetto del suo piacere.

Chiusi gli occhi e tentai di divincolarmi mentre sentivo gli umori di Moira colarmi sul viso. Le braccia bloccate dalle sue ginocchia.

«Devi fare meglio di così se vuoi fottermi!» mi urlò Moira, prima di alzarsi e sputarmi in faccia.

Ero confusa da ciò che stava succedendo e non riuscii nemmeno a reagire in tempo. Moira mi afferrò per i capelli e mi fece girare posizionandomi come meglio preferiva. Mi sentivo una bambola nelle sue mani.

Dopo pochi secondi si ritrovo in ginocchio, bloccata dalle gambe di Moira, posta dietro di me, i capelli ancora stretti nella sua morsa, mentre sentivo che l’altra mano si muoveva verso il mio sedere, fino a trovare la fessura della fica. Sentii le dita di Moira insinuarsi di nuovo dentro di me, con estrema facilità, mentre continuava a tirarmi i capelli con forza. Ero talmente bagnata che grondavo umori sul tappeto mentre mi fotteva con le dita.

Mi sentivo completamente sopraffatta, sottomessa da una ragazza che non sconoscevo neanche, di fronte a un pubblico. Ma chiusi gli occhi, godendomi il momento e non pensando ad altro. Avevo ripreso ad ansimare, sempre con più enfasi.

«Ti sta piacendo. Non è vero?» mi chiese.

Ma io non riuscivo neanche a parlare, figuriamoci se avrei potuto ribellarmi a Moira. In quel momento era la mia dea, e non volevo affatto che si fermasse.

«Rispondi, puttana!» mi urlò all’orecchio, smettendo all’improvviso di fottermi con le dita. «Rispondi ti ho detto!»

«Sì! Sto godendo! Per favore continua!» sussurrai.

«Non ti ho sentita!»

Capii che non avrebbe ripreso se non mi fossi umiliata ulteriormente, allora urlai: «Sì! Sto godendo! Per favore continua! Fammi venire!»

«Brava porcellina!» e Moira riprese a fottermi con le sue fantastiche dita. I miei gemiti ripresero subito e dopo pochi secondi venni ancora una volta, più intensamente di prima.

Samantha mi guardava, si stava eccitando talmente tanto da desiderare di essere al mio posto, ne ero certa.

La guardai mentre insieme a Moira tornavo al centro del tappeto, ancora frastornata dall’orgasmo.

Come era prevedibile, iniziò il round e Moira mi fu di nuovo subito addosso. Questa volta non mi difesi per nulla. Mi lasciai cadere e sovrastare dal seno di Moira che mi oscurò la vista. Me le sbatté in faccia con veemenza, ridendo e umiliandomi con parole oscene che a stento riuscivo a percepire mentre il suo seno mi mozzava il fiato. Poi mi afferrò per i capelli e si avvicinò al mio viso, tutti poterono sentire ciò che mi disse.

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