Roberta fu la prima a svegliarsi. Era ancora piacevolmente avvinghiata al corpo di Dago e nello stesso tempo sentiva i muscoli dolenti di quel piacere che si prova post allenamento, scoprendo l’esistenza di muscoli che non pensava di avere.
Rimase con gli occhi chiusi, inebriata dagli odori dei loro corpi, lasciando andare la mente ai ricordi delle ore appena passato. Un caleidoscopio di immagini eccitanti venne proiettato nella sua mente.
Ritrovarsi oggetto delle fantasie e del piacere di Dago e Francesca le aveva aperto la mente ad una nuova consapevolezza di sé come le droghe psichedeliche degli anni 70 aiutavano gli artisti a creare opere uniche.
Persa nei ricordi e nelle fantasie, accarezzava il corpo di Dago lentamente, sfiorandolo, lo baciava con il massimo della delicatezza, per gustarselo in quel modo, senza che si svegliasse. Le corde, le torture, le sculacciate, gli orgasmi, negati e concessi, donati. Ma anche il pompino sotto il tavolo ed il successivo sesso furioso e passionale in bagno. Cosa era successo in quelle poche ore?
Poi sentì il profumo di caffè, quel profumo che solo una moka riesce e creare riempiendo una casa. Scivolò fuori dalle braccia dell’uomo facendo attenzione a non svegliarlo. Più impegnativo fu trovare qualcosa da mettersi addosso e ritrovare la strada per uscire dal dungeon. Poi trovare la strada della cucina fu abbastanza facile.
Al tavolo, seduta a fare colazione c’era Francesca che aveva avuto tutto il tempo di ricomporsi, di fare una doccia e si era vestita con abiti comodi, da casa, ma comunque con quella eleganza che la distingueva in ogni gesto.
“Buongiorno, riposato?” Accolse Roberta con un ampio sorriso facendo poi un largo gesto con un braccio “se hai fame, vista l’ora, ho fatto preparare un brunch … ” Su un bancone erano state disposte elegantemente una selezione di torte dolci, torte salate, affettati, focacce, formaggi, succhi di frutta e vino.
Roberta non sapeva più dove guardare, non trovava parole per rispondere, ancora sotto gli effetti dei postumi di quella sbornia emotiva vissuta quella notte.
“Vieni, siediti qui vicino a me” la voce di Francesca riusciva ad essere dolce e dominante allo stesso tempo. Nemmeno il tempo di raggiungerla e qualcuno le aveva fatto trovare una fumante tazza di caffè e un assortimento di piccoli assaggi di torte varie.
“Non ho ancora capito come sia potuto succedere tutto quello che è successo questa notte …” la voce di Roberta tradiva tutta la sua incredulità “… la semplicità di come tutto sia accaduto e soprattutto …” alzò lo sguardo cercando gli occhi di Francesca che aspettavano i suoi “ … di come mi sia concessa e di quanto mi sia piaciuto …”
Francesca rise, accarezzando il viso di Roberta prima di baciarla. “Sicuramente ieri tu eri già parecchio su di giri grazie al pompino sotto il tavolo e al sesso in bagno”. Prese un pezzo di torta e imboccò Roberta. “Poi sono arrivata io e si è instaurata subito tra di noi una forte complicità, combinata con un pizzico di competizione nei confronti di Dago” le ripulì una briciola dall’angolo delle labbra, portandolo alla sua bocca, trasformando un gesto banale in qualcosa di estremamente sensuale “Certe cose accadono perché è il momento giusto, è come se ieri sera ci fosse stato il perfetto allineamento dei pianeti del piacere. “
Roberta era come ipnotizzata da quella donna, dal suo modo di fare, parlare, muoversi. Si sentiva in suo totale potere. “Ora sta a noi decidere cosa farne. Se fare che sia stata una piacevole nottata da ricordare o se … “
La frase venne interrotta con un tempismo perfetto dall’arrivo di Dago. Nudo, solo con i boxer che avevano il potere di dare il giusto taglio al fisico normale ma curato dell’uomo, aveva quel modo di muoversi plastico che riusciva sempre ad attirare l’attenzione, qualunque cosa stesse facendo.
Si fermo a pochi passi dal tavolo dove le due donne erano sedute parlando con voce lenta e particolarmente profonda “Cosa state tramando voi due?” lasciando comparire il suo sorriso sornione mentre passava dietro Francesca, accarezzandola, per poi sedersi dietro a Roberta, abbracciandola e baciandola, spostando poi lo sguardo a cercare Francesca.
“Non mi permetterei mai di agire alle tue spalle.” il tono della donna, ancora una volta, alla presenza di Dago cambiò. “Roberta mi stava confessando la sua confusione in merito a come e cosa è successo questa notte.” Gli occhi di Francesca osservavano le mani di Dago accarezzare il corpo di Roberta, invidiando sia il tocco di quella mano, che il fatto di poter toccare quella pelle. “Le stavo giusto dicendo che ora sta a noi decidere cosa fare di quanto è successo questa notte.”
Dago rimase in silenzio, afferrò la tazza di caffè che era magicamente comparsa vicino a lui e sorseggio, usando quel gesto per prendere tempo. Si leccò le labbra e guardando dritto negli occhi Francesca, chiese mormorando vicino all’orecchia di Roberta “Tu, piccola mia, cosa vorresti farne di questa notte?”
Roberta si beava tra le braccia del suo uomo, avvolta da quel calore, coccolata dallo sguardo e dalle attenzioni di Francesca. “Non mi sono mai sentita così, e non avete idea delle cose che mi avete fatto vivere. Alcune sono state l’equivalente di aprire dei chakra, vivere e sentire qualcosa di nuovo, altre, invece, farmi ricongiungere con vecchi ricordi che nel tempo avevo dimenticato.”
Prese una pausa, per raccogliere i pensieri, ascoltare le proprie sensazioni, mentre gli altri due restavano in religioso silenzio ad ascoltarla senza perdere una parola o un tono della sua voce. In uno breve spazio di tempo si era trovata a decidere in merito a una relazione, come gestirla, definirla.
Si voltò a cercare gli occhi di Dago. “Ti ricordi quella sera casa mia quando abbiamo parlato della nostra relazione? Quando ci siamo promessi di non farci ingabbiare dalle etichette ma di vivere e di raccontarci le fantasie e i desideri che ci sarebbero passati per la testa?” L’uomo annuì, tranquillo, iniziando ad intuire la direzione che avrebbe preso il discorso. “Mi piacerebbe che Francesca facesse parte della nostra coppia …“ altra pausa “… una relazione a tre dove ognuno di noi è libero di vivere l’altro, apertamente.”
Dago sollevò un sopracciglio, cercando di capire meglio il pensiero di Roberta e anche Francesca corrugò la fronte per seguire meglio il discorso. “Desidererei qualcosa che non mettesse in crisi la nostra relazione, ma che la arricchisse. Vorrei avere la possibilità di frequentare Francesca anche senza di te.” Roberta si alzò girandosi in modo da poter osservare gli altri due attori della scena. “E vorrei che anche tu e Francesca possiate essere liberi di frequentarvi, senza essere obbligati alla mia presenza.” Disse tutto questo dando per scontata la frequentazione tra lei e Dago. “Vorrei anche continuare ad esplorare questo lato di me che ho scoperto questa notte, ma non solo quello.”
La prima a prendere la parola fu Francesca. “Accidenti, e io che ero titubante a proporvi di modificare l’attività lo studio per introdurre incontri a pagamento a tema BDSM … “
Dago continuava a spostare lo sguardo tra le due donne, cogliendo quella tensione particolare che continuava ad esserci tra loro due, cercando di capire nello stesso tempo che fine avrebbe fatto lui.
La parte emozionale del suo cervello stava già stappando bottiglie di prosecco per festeggiare, mentre la parte razionale, consapevole, cercava di fargli comprendere che non sarebbe stato così facile. Era facilissimo sbilanciare un rapporto a tre, causando gelosia che facevano collassare su sé stesso quel tipo di rapporto. Eppure, esisteva un’altra parte del suo cervello che gli diceva che tra loro tre poteva funzionare.
Si girò verso Francesca, osservandola serio. “Spiegami un po’ cosa avresti in mente per il mio studio”. Aveva sottolineato il fatto che lo studio era suo, cercando di fare capire che per lui quella era anche la sua fonte di reddito.
“Ho un bel giro di persone che sarebbe interessato a vivere determinate situazioni, che vorrebbe almeno avere la possibilità di partecipare come spettatore. È un qualcosa che possiamo studiare con calma, un passo alla volta, organizzando prima degli eventi, dei munch selezionati, capire cosa la gente cerca.” Lasciò il tempo che Dago o Roberta dicessero qualcosa, sorseggiando un po’ di caffè. Poi visto che nessuno diceva nulla “Ma al momento mi interessa di più sapere cosa ne pensi dell’idea di Roberta, capire come la vedi tu.” Prese una mano di Roberta, tirandola a sé e facendola sedere sulla sua gamba, un gesto leggermente provocatorio.
