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Erotika
Claudia, Erika e le altre
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Racconto44 min di lettura

Claudia, Erika e le altre

sesso, amore, sottomissione

sandra
1 anno fa · 745 letture · 1

Lui la baciò ancora sul collo e sulla schiena, poi si rialzò e la lasciò lì’ stesa a pancia in giù sul letto coniugale.

Claudia aspettò che arrivasse il furgoncino all’uscita di scuola. Salendoci si baciarono e lui le disse che aveva avuto da fare, che però il mattino dopo era libero, se le andava di fare sega sarebbero andati insieme da qualche parte, Claudia ne fu felice e si dettero appuntamento per il mattino dopo al solito bar. Poi lui l’accompagnò a casa e ripartì

Mamma era ancora in vestaglia e stava preparando il pranzo, si vede che non era dovuta uscire.

Il mattino dopo si ritrovò con Fausto e appena salita sul furgone si cambiò mentre lui guidava, sostituì le mutandine con un perizoma, tolse il reggiseno infilandosi un vestitino corto con una bella scolatura sul davanti con dei laccetti che lasciavano intravedere il seno e dei sandalini con tacco 8 dello stesso colore del vestito, poi raggiunse Fausto sul sedile del passeggero al suo fianco

-          allora dove mi porti?

-          Devo andare da un tizio sul lago di Como dal quale devo comprare della roba però non so se mi bastano i soldi, devi aiutarmi a convincerlo a calare il prezzo

-          Beh ci proverò ma non saprei come

-          Sei bellissima, qualche moina e vedrai che forse addirittura lo dimezza

-          Ahahah magari

-          Guarda che è marocchino e un po’ stronzo comunque

Arrivati alle porte di Como, all’inizio del lago entrarono in quella che doveva essere una rimessa per le barche e scesero dal furgone avviandosi in un capannone in metallo, lì c’era il marocchino che aveva detto Fausto, era enorme e pelato, lei stette indietro di qualche passo mentre parlavano aspettando che Fausto le facesse cenno di avvicinarsi, vedeva il marocchino continuare a scuotere la testa e, ogni tanto a guardare lei, vide anche Fausto provare a dargli una busta che lui respinse, poi tutti e due si avvicinarono a lei

-          Niente da fare tesoro, niente sconti, i sa che abbiamo fatto un viaggio a vuoto, peccato perché ci tenevo proprio

Claudia vide che era proprio deluso, intanto il marocchino la guardava e ad un certo punto le mise una mano sulla spalla

-           Ehi amico tranquillo

Il marocchino le tolse la mano e poi parlò in un orecchio a Fausto e Claudia vide che Fausto scuoteva la testa ed il marocchino insisteva

-          Cosa dice Fausto? Ha cambiato idea?

-          No lascia perdere, dice che se vai con lui mi da la roba

-          In che senso

-          In che senso credi? Se ti lascio con lui per due ore quando torno possiamo andar via con la roba a metà prezzo

-          Beh se per te è importante…….

-          Guarda che vuol dire che ti vuole scopare

-          Se tu vuoi io lo faccio

-          Io non vorrei proprio, però sei tu che devi decidere

Claudia guarda Fausto e poi il marocchino che sorride sornione

-          Allora va bene dai torna prendermi tra due ore però, non ritardare per favore

Fausto se ne andò scuotendo la testa, da dietro Claudia non poteva vedere il sorriso sul suo volto e lei seguì il marocchino che la prese poi per una spalla e la spinse dentro una specie di ufficio con una branda in un angolo, anche la voce del marocchino era sgradevole come il suo  aspetto

-          Togliti tutto troia

Lei si spogliò lentamente e mentre lui la guardava vide che si leccava le labbra, poi anche lui si tolse la canottiera mostrando il petto villoso ed il ventre prominente e poi si calò scalciandoli pantaloncini e mutande, il suo cazzo emerse e Claudia ebbe un po’ di paura, le sembrava molto grosso

-          Dai vieni qui e fammi un pompino voi bianche siete brave in questo

Claudia lo prese con una mano e cominciò a segarlo e poi con un po’ di  timore cominciò ad usare la lingua e poi a prenderlo in bocca, intanto lui senza avere troppo riguardo la palpeggiava dappertutto , soprattutto il suo seno le piaceva, non si era sbagliata, era davvero grosso, faceva quasi fatica a tenerlo in bocca, poi  lui la fece piegare in avanti con le mani appoggiate alla branda e l’aveva penetrata facendole mancare il fiato, poi cominciò a scoparla tenendole un braccio intorno al ventre ed una altro al seno, sembrava un cavallo impazzito, non poteva non gemere ad ogni colpo e, nonostante questo venne due volte prima che lui finisse e scaricasse almeno mezzo litro di sperma nella sua vagina martoriata grugnendo, poi si stese sulla branda e le disse

-          Adesso puliscilo con  la lingua che poi ti scopo ancora, sei un bel fiorellino, devo dire a >Fausto di portarti ancora da me, ahahah

Lei diligentemente cominciò il suo lavoro con la lingua sollevandolo anche con una mano in modo da potergli pulire dallo sperma anche i coglioni e la parte bassa della pancia e vide che cominciava ad indurirsi di nuovo

-          Così brava si sei proprio una brava troietta, adesso vieni qui

La fece sdraiare a pancia sotto sulla branda e poi le allargò le gambe inginocchiandocisi in mezzo, le passò un braccio sotto la pancia sollevandola e poi puntò il suo uccellone al buchino tra le sue natiche e cominciò a spingere entrando centimetro dopo centimetro, si sentiva squartare e quasi ululava mentre lui entrava, non era dentro del tutto quando si fermò e Claudia pensò non andasse oltre, invece cominciò a spingere di nuovo arretrando ed avanzando ad ogni colpo fino a quando si sentì completamente piena ed i suoi coglioni sbattere contro il suo culetto sodo poi cominciò davvero a scoparla, le tremavano le gambe ad ogni affondo, era costretta a puntare le ginocchia contro il materasso, lo sentiva sbuffare e, ogni tanto le arrivava anche una sberla sul sedere, però il suo corpo orgasmava continuamente facendola singhiozzare e lui, alla fine, si lasciò andare con tutto il suo peso su di lei che si sentì schiacciare e le inondò l’intestino con la sua sborra, quando dopo un po’ si sollevò ed uscì da lei si sentì come svuotata e al tempo stesso leggera anche se non si mosse per un po’ e le bruciava il sedere

-          Vai in bagno che tra poco Fausto torna a prenderti

Lei raccolse i suoi vestiti e si infilò nel bagnetto dove si sforzò di riparare i danni soprattutto al suo culetto, poi si rivestì e quando uscì vide Fausto che dava la busta al marocchino che gli aveva dato un pacco legato con lo spago e che le andò incontro abbracciandola e potandola verso il furgoncino, lei si sedette sul sedile un po’ di traverso e per un po’ non parlarono

-          Claudia, tesoro, come stai?

-          Sopravviverò ma è meglio che mi porti a casa

-          Ce l’hai con me?

-          nooo, ce l’ho con lui che è uno stronzo come dicevi

-          ok allora va bene.

Arrivati sotto casa lei si era già ricambiata si baciarono e lui le disse che per almeno tre giorni non si sarebbero visti perché doveva lavorare con la roba che gli aveva dato il marocchino, lei non gli chiese nulla.

Il portone era aperto  e Fausto prese l’ascensore fino al terzo piano poi suonò il campanello, lei gli aprì e lui la spinse dentro baciandola

-          Fausto cosa fai qui

-          Avevo voglia di te

-          Ma vedi io devo uscire, sono già vestita e…….

Lui la fa girare e la spinge contro il tavolo in cucina le solleva il vestito da dietro e senza abbassarle lo mutande ma solo scostandole la penetra di colpo, cominciando subito ad affondare i suoi colpi dentro di lei, l’accenno di una sua reazione iniziale lascia subito lo spazio al piacere che lei sta provando ad essere scopata così, lui moltiplica i suoi sforzi ha capito che a lei piace essere presa con forza e mentre continua con una mano le strappa le mutandine facendola sobbalzare ed aumentando i suoi mugolii

-          Tranquilla, dopo ti scopo anche nel culo

Lei stavolta riesce anche  a parlare,

-          Si per favore continua

-          Ti piace essere trattata così?

-          Si si trattami come una troia

-          Sei la mia troia,

quando finisce la fa girare e le strappa il vestito che aveva indossato dal davanti, il reggiseno fa la stessa fine e poi gli mette il cazzo tra le tette e le ordina di massaggiarlo e poi di fargli un pompino, lei diligentemente esegue, poi per terra la fa mettere come una cagna e le si mette dietro penetrandola nel culo, lei si tiene alle gambe del tavolo della cucina tanto sono forti le spinte di Fausto e gode come una matta per quei colpi fino a quando anche lui non esplode dentro di lei.

La lascia lì per terra in mezzo ai suoi vestiti stracciati

-          Adesso devo andare ma torno a trovarti, tranquilla.

Lei ancora a terra pensa, ma cosa sto facendo? Però mi piace, non mi sono mai sentita così.

Due giorni dopo al mattino suona il citofono

-          Chi è ?

-          ciao sono Fausto sei libera oggi pomeriggio?

-          Si Claudia oggi è al maneggio tutto il pomeriggio

-          Si lo so, ti passo a prendere verso le due.

Alle due il citofono

-          Sono io scendi

-          Ciao, dove mi porti

-          Ho un paio di amici che voglio presentarti

Prima di andare avanti…

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