Vicino alla nostra scuola c’è un bar dove andiamo al mattino, prima di entrare a fare colazione, ci andiamo anche quando vogliamo fare sega, tanto qui i prof non vengono e, spesso, al pomeriggio quando abbiamo il rientro lo prolunghiamo qui, è un posto dove nessuno rompe le palle e noi siamo benvenuti; in alcuni casi ci veniamo anche per studiare tranquillamente, io quasi sempre prima di un compito in classe.
Qui ho conosciuto Fausto, lui è un po’ un tutto fare, fa un sacco di cose, ha una buonissima manualità, è un po’ più grande di me ma ha cominciato a starmi dietro appena mi ha visto la prima volta e a me è piaciuto subito.
A differenza dei mie compagni che pensano solo alle moto lui gira con un vecchio furgoncino Volkswagen che ha rimesso a nuovo camperizzato e, da quando stiamo insieme mi porta sempre a casa da scuola con quello, chiaramente non mi faccio vedere dai miei anche perché lui ha 25 anni ed io 16 e non sarebbero molto d’accordo, se poi sapessero che è su quel furgone che abbiamo fatto l’amore la prima volta e continuiamo a farlo abitualmente………….
Mi piace quando prima di fare l’amore mi spoglia e comincia a toccarmi e baciarmi dappertutto, come usa la lingua sulla mia fighetta e intorno al mio buchino del culetto e piace anche a me leccargli e succhiargli le palle ed il cazzo che non è proprio piccolino, e dopo averlo masturbato leccare e bere il suo sperma caldo e denso come mi ha insegnato a fare, mi ha anche accompagnato lui al consultorio dove mi hanno dato la pillola perché i preservativi non gli piacciono, me le tiene lui sul furgone, così non rischio che mamma me le trovi.
Quando sono in giro con lui mi cambio rispetto a come esco di casa, a lui piace quando gli altri mi guardano, quindi mi ha comprato tante cose carine che mi fanno anche sembrare più grande, porto sempre i tacchi alti quando sono con lui, quasi sempre minigonne anche davvero micro e difficilmente porto il reggiseno che invece quando esco da casa porto sempre, dice che ho un seno sodo e provocante e dei capezzoli tutti da succhiare, gli piacciono i tacchi alti perché evidenziano, dice , le mie gambe lunghe ed il culetto alto e sodo, i miei capelli biondi e lunghi ed i mie occhi grigi, completano il resto.
Siccome ancora la sera non posso uscire fino a tardi andiamo in locali che conosce lui dove possiamo divertirci anche prima della mezzanotte e dove ci vanno anche coppie più grandi di noi e a lui piace che ci guardino mentre pomiciamo, e anche qualcosa di più, su qualche divanetto e ho imparato a bere lo champagne che all’inizio non mi piaceva.
Comunque, finchè a scuola vado bene i miei non hanno nulla da ridire, mamma è un po’ curiosa, continua a chiedermi del mio ragazzo, del resto lei sa bene che alla mia età si comincia a pensare ad altro che non alle bambole, poi lei è ancora giovane, ha 33 anni mentre papà ha superato i quaranta, io le assomiglio molto, forse lei è ancora un po’ più alta di me ed ha sicuramente un seno più grande della mia terza misura, ma per il resto siamo praticamente uguali, papà quando usciamo tutti e tre insieme si pavoneggia mostrando le sue principesse.
Poi un brutto giorno mi ha beccato con lui fuori da scuola, per fortuna ero vestita come ero uscita al mattino, me la trovo davanti
- Ciao mamma, come mai qui?
- Ciao, sono venuta a parlare con i professori e ho fatto tardi per colpa di quella di matematica
- Qualcosa che non va?
- No no hanno tutti parlato bene per tua fortuna
E poi guarda interrogativamente me e Fausto
- Lui è Fausto
- Piacere signora
- Piacere, dai tesoro, andiamo a casa
- Si mamma arrivo subito
Do un bacio veloce a fausto sulle labbra e la seguo, mentre ci allontaniamo si gira un paio di volte a guardarlo
- Dì un po’ signorina, non è un po’ grande per te?
- Naaaa giusto un paio d’anni, non è carino?
- Si si certo è carino, meglio non parlarne ancora a papà
- Va bene mami.
L’avevo sfangata o almeno così credevo.
Fausto suonò al citofono
- Si chi è?
- Signora buongiorno sono Fausto ci siamo conosciuti qualche giorno fa, posso parlarle?
- Sì certo, vieni su, al terzo piano
Erano solo le nove, mamma era ancora in vestaglia, non aspettava visite a quell’ora
- Buongiorno
- Prego, entra pure, vuoi un caffè? Io devo berne ancora uno
- Si grazie, mi va proprio
Lui la segue in cucina e si siedono sugli sgabelloni del bancone, lui fa caso alle lunghe gambe che sporgono dalla vestaglia prima che mamma possa sistemarci sopra i lembi
n Allora Fausto di cosa volevi parlarmi
n Di Claudia, stiamo insieme da qualche mese e mi piace molto
n Anche tu a lei da quello che mi ha detto anche se tu mi sembri molto più grande di lei, quanti anni hai?
n 25 perché Claudia cosa le ha detto?
n Naa niente, sai che lei ne ha solo 16 vero?
n Sì ma sembra più grande della sua età
n Già sembra più grande ma non lo è
n È bellissima e le assomiglia molto
n Beh è mia figlia
n Anche lei è giovanissima
n Non proprio però tra me e te ci sono meno anni che tra lei e te
n Quindi potrei fidanzarmi con lei? Ahahah
n Non esageriamo Fausto rimaniamo seri per favore
n Sono serissimo, se l’avessi incontrata prima in un'altra occasione sicuramente le avrei fatto la corte
n Beh Fausto ma io sono una donna sposata
n Mai stato geloso io
n Ahahah stupido, capisco perché piaci a Claudia la fai ridere, sei spiritoso
n Beh non solo quello
n E cos’ altro? Non dirmi che avete già……..
n Non posso mentirle, sono venuto apposta per farmi conoscere meglio
n Spero che almeno prendiate le dovute precauzioni, la mia bambina
n Le garantisco di sì e non è poi così bambina
n Fausto meglio che di questo incontro Claudia non sappia niente
n Perché? Non abbiamo fatto niente di male
n No certo, figuriamoci, ma meglio evitare di parlarne con lei
n A meno che lei non voglia…..
n Cosa Fausto?
n Conoscermi meglio, volevo dire
n Beh ti bo conosciuto
n Io vorrei conoscerla meglio
n Fausto cosa stai dicendo?
La sua vestaglia si era aperta ancora e Fausto, come per scendere dallo sgabello le aveva appoggiato una mano sopra il ginocchio, poi era sceso del tutto dallo sgabello andandole proprio di fronte e per farlo la sua mano era risalita sulla coscia sotto la vestaglia, poi si era inginocchiato infilandoci sotto tutta la testa e poi, spostando un lembo delle mutandine con un dito ci aveva infilato la lingua
- Fausto no
Ma intanto gli teneva la testa con le mani, lui ad un certo punto si rialzò finendo di aprirle la vestaglia e le prese i capezzoli liberi da quella costrizione tra le labbra iniziando a succhiarli
- Dio, sei bellissima
Lei teneva la testa all’indietro e, intanto si trovò a ridosso di una delle sedie del tavolo e ci si sedette sopra mentre Fausto piegava la testa per seguire i suoi capezzoli
- Guarda come sono eccitato
Si aprì la cerniera dei jeans ed il suo uccello saltò fuori già mezzo rigido, lei era all’altezza giusta e se lo trovò davanti alle labbra e lo imboccò automaticamente, adesso erano le mani di Fausto sulla sua testa, poi Fausto la fece alzare e la ribaltò sul tavolo penetrandola con un unico movimento fluido e lei quando fu entrato fino in fondo emise un sospiro di soddisfazione, poi cominciò a scoparla con impegno, i suoi colpi lunghi e profondi la facevano gemere ad ogni affondo, lui continuò sicuro ed imperterrito portandola ad un primo orgasmo che lei soffocò contro la sua spalla, lui insistette prendendole in mano i seni e strizzandoli con forza mentre anche lui stava per venire accompagnando un altro dei suoi orgasmi, questa volta non trattenuto e rumoroso
- Dio, cosa abbiamo fatto?
- Quello che avevamo voglia di fare, ma perché fermarsi
Fausto continuò a baciarla mentre la portava verso la porta della camera che aveva visto aperta, finirono sul letto ancora sfatto per la notte e i vestiti sparirono, lei con le mani apprezzò il suo corpo muscoloso e poi la lingua di lui scoprì il buchino tra le sue natiche, lei si contorceva come una biscia mentre lui la leccava e ci infilava un dito prima e due dopo e poi, finalmente ci infilò la cappella seguita dal resto del suo cazzo che avanzò allargandole lo sfintere ad ogni centimetro mentre mugolava per lo sforzo di aprirsi a lui e iniziava a sentire il piacere che iniziava a crescere, quando iniziò a muoversi non potè non godere quassi subito e mentre lui pompava dentro di lei, non riuscendo a parlare continuava a pensare ancora, ancora ancora, fino a quando anche lui le inondò l’intestino con il suo sperma caldo e denso.
