Uscita dal carcere rimasi seduta in macchina per almeno mezz’ora, io che pensavo di aver risolto tutto mi trovavo incastrata in una situazione dalla quale io e Jeff non ne saremmo potuti uscire, tornata a casa feci una lunga doccia per togliermi di dosso tutta la sporcizia di quella giornata, il mattino dopo chiamai l’avvocato per chiedere se c’erano novità per l’appello ma, tutto taceva, passai due settimane con l’ansia ed il senso di colpa, era vero che l’avevo fatto per Jeff ma…..mi era piaciuto, ripensando all’uccello di quell’uomo avevo ancora i brividi, non nascondo che mi masturbai un paio di volte pensando a quello che era successo, da lì il mio senso di colpa, ed arrivò il giorno, mi preparai come di consueto ed in macchina raggiunsi il carcere, solita procedura fino a quando entrai in cortile, Jeff era da solo ad un tavolo, corsi da lui l’abbracciai e lo baciai, era triste per quello che avevo dovuto subire e si sentiva tremendamente responsabile, mentre parlavamo arrivarono i due compari del capo che non avevo visto in cortile
- vamos garota, vamos (andiamo ragazza)
avevo già informato Jeff del cambiamento dell’accordo e, quindi non si stupì della cosa, mi alzai, lo baciai e li seguii, stessa porticina, stessa guardia, stessa cella ma non c’era il capo, i due uomini vennero chiusi nella cella con me ed io allora
- dov’è il vostro capo? Chefe
ripetei
- não está lá hoje, ele está no tribunal, ele deixou a tarefa para nós ( non c’è. È in tribunale, ci pensiamo noi a te) - tirar a roupa (togliti i vestiti)
ridacchiavano mentre lo dicevano, capii di non avere scelta e cominciai a spogliarmi, cominciarono a toccarmi senza aspettare che finissi, si tenevano il cazzo con una mano e con l’altra esploravano il mio corpo, quando terminai si spogliarono anche loro, anche i loro corpi erano muscolosi e pieni di tatuaggi ma, per fortuna, le dimensioni erano diverse, si misero di fronte a me e mi spinsero ad inginocchiarmi, questa volta, niente cuscino, porsero i loro cazzi alla mia bocca e dovetti, prendendoli in mano segarli e leccarli e succhiarli, i loro versi mi fecero capire che gradivano, non erano grandi come quello del capo, ma quando li vidi duri e gonfi ebbi un po’ di timore, mi fecero alzare e mettere sulla branda cominciando ad accarezzarmi il seno, la figa ed il culetto, intanto commentavano tra di loro, anche il fatto che il mio corpo comunque reagiva, i capezzoli mi si erano induriti e la mia fighetta cominciava a lacrimare, uno dei due si stese sul letto, a gesti mi fece capire che voleva lo cavalcassi, fece un grosso sospiro quando il suo cazzo penetrò tutto nella mia vagina, voleva che mi scopassi da sola e cominciai a muovermi, il suo amico, intanto continuava ad accarezzarmi, poi disse qualcosa a quello sotto di me che si fermò, mi prese per il collo tirandomi a se mentre l’altro puntava al mio sederino, non l’avevo mai fatto con due uomini contemporaneamente, comunque anche l’altro si accomodò, cominciarono a muoversi alternandosi, quando uno spingeva l’altro si ritraeva e così via, erano sincronizzati tra di loro, io avevo da subito avuto un primo orgasmo, non erano all’altezza del capo ma , anche loro avevano una resistenza notevole, ci volle diverso tempo prima che mi scaricassero addosso tutta la loro sborra, ci sedemmo tutti e tre sul letto, io tra di loro, si accesero una sigaretta e, intanto, continuavano a toccarmi, mi accarezzavano la figa e poi mi infilavano le loro dita in bocca peer farmele succhiare, poi vollero ancora che li segassi e sbocchinassi, ci sarebbe stato un altro round, ad un certo punto uno dei due si alzò e bussò alla porta della cella, quando si socchiuse disse qualcosa alla guardia che poi richiuse
ripresero le stesse posizioni, però quello steso sul letto volle che gli dessi la schiena e mi infilassi nel culetto il suo paletto che svettava verso l’alto, così lo sentivo veramente dentro fino in fondo, le mie chiappette sbatterono contro i suoi coglioni, l’altro mi allargò di più le gambe e si infilò di colpo nella mia figa, adesso mi sentivo davvero lacerare, forse anche per le gambe che mi venivano tenute spalancate, cominciarono il loro moto alternativo, questa volta con più violenza però, godevano a sentire i miei urletti, poi la porta della cella si aprì, la guardia spinse dentro Jeff e richiuse, uno dei due
- olha como sua esposa gosta (guarda come gode tua moglie)
jeff cadde seduto sul pavimento e le lacrime gli scesero sul viso mentre io gridavo che erano due bastardi
- sua esposa é realmente boa (è davvero brava ) e como ela gosta disso ( e come le piace )
singhiozzavo anch’io mentre loro, comunque, senza pietà godevano del mio corpo
- vamos lá mulher, diga que quer mais (dillo donna che ne vuoi di più)
e quello sopra di me mi schiaffeggiò
- vamos lá, diga isso, puta (forza dillo, puttana)
e dopo altri due schiaffi dissi, quasi lo urlai
- si si, ne voglio di più e ancora di più
- aqui está (eccolo)
finalmente mi riempirono del loro sperma ed uscirono da me lasciandomi, corsi giù dalla branda e mi inginocchiai vicino a Jeff abbracciandolo, piangevamo insieme, rimanemmo così abbracciati per un po’ fino a quando venni strattonata per i capelli e trascinata verso la branda
- Eu quero foder novamente, ainda é cedo, chupar puta
Mi costrinsero di nuovo a succhiare i loro cazzi
- você disse que queria mais (Hai detto che ne volevi ancora no?)
uno dei due già pronto mi fece mettere alla pecorina e mi penetrò di colpo e con forza da dietro, ad ogni spinta mi faceva male, lo faceva con violenza, si sentiva lo sforzo, nello spingere per andare a fondo, cominciava a farmi male la pancia, finalmente venne, questa volta dentro di me, non ebbi però il tempo di respirare, l’altro, lasciandomi così mi infilò il suo cazzo nel culetto e, con la stessa violenza dell’altro mi scopò per il tempo che rimaneva, anche lui, poi mi venne dentro riempendomi l’intestino con il suo sperma, rimasi li con la testa appoggiata al bordo della branda mentre i due si rivestivano soddisfatti, e prima di uscire dissero
- o chefe disse, em quinze dias, vir vestido sexy
jeff mi aiutò a rivestirmi ed uscimmo in cortile, mi sembrava che tutti stessero guardando me, chiaramente non era così ma la sensazione che ebbi fu quella, rimanemmo abbracciati io e Jeff per i minuti che ci restavano prima del suono della campana, poi me ne andai con le gambe che, leggermente tremavano.
