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Soccorso stradale, sfondamento anale
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Racconto14 min di lettura

Soccorso stradale, sfondamento anale

“Allarga le gambe vacca” allargo e lui con un piede mi fa allargare di più, eseguo sino a che, “ok così dovrebbe andare bene per aprirti il culetto”

Agata Mantisi
7 mesi fa · 2k letture · 0

Adoro sentire la lingua che mi scruta e cerca di aprirmi. Lui affonda con gusto, lecca e succhia, meraviglioso. Io sono in estasi, sposto il culo verso di lui inarcando anche la schiena per offrirgli il massimo per l’ingresso. Lui apprezza e fra una lingua o una leccata ora infila un dito medio sino in fondo e sento le nocche delle dita, lo ruota e lo gira con passione.

 Poi lo toglie e riprende il gioco della lingua, leccate e forza l’ano. Bellissimo trattamento. Io gemo, più di un gatto in calore e ad ogni affondo della lingua un mio siiii prolungato approva e fa aumentare lo stimolo al mio scopatore. Si stacca ed entra con due dita “che troia che sei, vacca da monta profonda e continua. Proprio il massimo” e le due dita giocano dentro di me e perlustrano, spingono, escono, rientrano….. siii . Il gioco continua prendendomi anche l’anima e ora sono tre le dita che mi fanno guaire di piacere come cagna in calore. 

Toglie le dita, una bella leccata con tanta saliva poi si toglie e si alza. Io ansimo dal piacere che mi ha dato Si posiziona bene fra le mie gambe, mi fa aprirle ancora un pò, poi sento la cappella calda che scorre su e giù fra le culatte e si ferma all’ingresso già forzato dalle dita, ed un pochino è subito dentro. Preme e si ritira, preme ed entra un pò e si ritira. MMMM bello così dolce ad entrare. 

Non finisco il pensiero che con un colpo deciso e forte mi spalanca ed entra tutto sino a sentire le palle sbattere su di me. Un urlo, più per la sorpresa che per il male ed un salto per lo spavento. “tutto dentro troia, pronta per la monta vacca, ti sfondo, ti aleso, ti riempio.” Io sbuffo per recuperare il colpo di ingresso. “ti è piaciuto?” non rispondo e sospiro. Ride e inizia a scoparmi piano arretra sino ad avere la cappella sull’ano e poi torna dentro sino in fondo piano e dolcemente. Una goduria profonda che stimola infinite aspettative. La posizione è comoda all’inizio ma poi le gambe devo muoverle per non addormentarle, anche il torace appoggiato dopo un po’ da fastidio, il piano è duro e le ossa sentono la durezza… del tavolo… quella del cazzo va benissimo e mi pompa divinamente. 

“si dai, scopami, dai dai sbattimi, fammi tuo, voglio sentirti tutto tutto in me” lo incito e lo sprono. Lui accelera brutalmente con colpi violenti che spostano me ed il tavolino su cui poggio. Esce completamente e rientra senza aiutarsi con la mano, il buco è ben aperto e dilatato per permettere questo piacere reciproco. Ambedue ansimiamo, grugniamo, ci agitiamo per il piacere reciproco che ci stiamo dando, piacere profondo, a volte violento a volte dolce ma piacere intenso per entrambi, lui che mi scopa, mi sfonda mi sbatte ed io che gli prendo il cazzo dentro di me stringendolo e abbracciandolo in ogni movimento. Ora lo fa uscire con velocità ed il rumore che produce all’uscita sembra il tappo dello spumante quando parte, poi rientra solo con un plop leggero quasi anonimo, ma il piacere dell’ingresso è fantastico, io che lo prendo, lo invito ad avanzare lo circuisco e lui che appoggia, preme, spinge ed è tutto dento di me, è MIO. Il ritmo aumenta, i colpi sono più forti, non esce più ma sbatte con violenza infilandolo tutto e di più dentro. 

Io godo ansimo, urlo “dai forza, è bellissimo, sbattimi, sfondami, riempimi tutto e di più, ti prego non smettere è troppo bello daiiii” fra un respiro affannato e l’altro mi dice “troia, sei una vacca da monta, una vacca da cazzi, ma tanti cazzi da sfondarti e aprirti tutto quel tuo buco di culo che hai, dai che ti riempio. Si fra poco ti riempio tutto, ti inondo “Pochi altri colpi duri poi con un ultimo in cui inarca la schiena per piantarlo più in profondità, pulsa forte, si contrae, si gonfia e parte la sborrata, un’altra contrazione, si gonfia e parte un altro schizzo e prosegue sino a rallentare le contrazioni e la sborrata. Sento ogni schizzo che mi riempie, sento il caldo della sborra che invade il mio intestino, sento un piacere immenso che da quel calore pervade tutto il mio corpo provocandomi brividi lungo la schiena ed immenso piacere. 

Lui gode, grugnisce, ansima, respiro affannato come dopo una grande corsa, qualche urlo e sproloqui volgari a me destinati. Si raddrizza, si sposta verso di me. Sta fermo e recupera sia il fiato che la testa, dopo avermi goduto profondamente ed intensamente. Ripreso il controllo di tutte le sue funzioni lentamente fa uscire il cazzo tirandosi dietro un pochino di sborra che cola dall’ano lungo le chiappe, e si sposta verso il mio viso. “succhialo ora troia, sei una vacca divina, da sbatterti in ogni istante, ora leccalo e puliscilo, lecca l’ultima sborra “ Io apro la bocca e lui lo infila con decisione anche se comincia ad ammosciarsi. Lo lecco, lo pulisco, lo assaporo. 

Un misto di gusto di culo e poca sborra ma piacevole ugualmente. Il filo di sborra che colava dall’ano ora è in aumento e la fuoriuscita comincia ad essere abbondante. Finita la pulitura “ora vai a lavarti vacca” mi alzo portando una mano al culo per bloccare eventuali cadute di gocce di sborra e vado in bagno, sulla tazza a far uscire il nettare e anche altro e poi un gran lavaggio del culo. Infine sciacquo la bocca più volte sino a perdere i sapori e gli umori del cazzo e del culo. Torno da lui. “ottimo ora facciamo cena. Prepara la tavola qui ci sono i piatti, la i bicchieri, la le posate. ” Nudi entrambi preparo la tavolo e vedo di rendermi utile per preparare la cena ma a parte baciarmi e palparmi non mi lascia fare null’altro. Mentre prepara mi dice “dopo cena arrivano amici “ e “ma allora devo andare a vestirmi.” “assolutamente no, vengono per fotterti, sbatterti, sborrarti ecc. quindi non ti rivestirti” “ma … io non so se..” mi stoppa subito. “ti ho detto che se venivi su saresti stata la mia troia, la mia vacca da monta e decido io cosa, con chi e quanto usarti. Quindi stai zitto e prendi i cazzi che ti faccio arrivare. Sei una vacca da monta ricordatelo e sarai montata tutto il tempo che mi pare. CHIARO?” “scusa va bene, grazie “con voce mesta rispondo alla sua aggressione o chiarimento. Ed ecco pronta la cena “quando andrai via da qui lunedì avrai il culo spalancato e bisognoso di essere riempito di cazzo, ma tanti cazzi da cercarli e prenderli ovunque. Quindi impara ad obbedire ora e non rompere. Mangia.”
Ci sediamo ora a tavola per cenare. 

Devo dire che cucina bene e che quanto fatto è buono e molto gradevole. Mangio con gusto anche perché sono affamato dopo l’incazzatura del problema alla macchina e la decisione di essere suo e poi il sesso fatto. “buon appetito, in men che non si dica sei passato da uomo normale a schiavetto, a troia e a vacca da monta. Hai ancora da imparare e fare strada ma vedrai quanta te ne farò fare io. Lunedì mi ringrazierai profondamente ” Fra un boccone e l’altro ” si devo dartene atto. Ero spaventato, incazzato per la tua proposta quasi assurda, anche se fra me era un sogno, e partendo quasi terrorizzato da quanto non sapevo che mi aspettasse al reale accaduto, si dapprima timoroso ma mi hai fatto godere infinitamente.

” Un bicchiere di buon vino “e non hai ancora provato il meglio. Si comincia dopo cena vedrai” Finita la cena mi alzo sparecchio e mi metto a lavare i piatti. Armando si sposta dietro di me e appoggiando il suo bel cazzo duro fra le mia chiappe con una mano mi prende palle e cazzo e stringe, non forte ovviamente, e con l’altra mi avvolge e mi prende un capezzolo che stringe fra pollice ed indice facendomi un pochino di male ma molto piacere. 

“bella vacca da monta che sei… sei proprio un’affamata di cazzi” Strizza i capezzoli forte e anche l’altra mano stringe le palle ed il cazzo si erge duro nella mano. Smetto di lavare e poggio la testa all’indietro e ruoto cercando la sua bocca che vedo e Armando si sposta per raggiungerla e ci baciamo in posizione infelice per me ma con una gran voglia del suo bacio, della sua lingua delle sue labbra. 

Quando mi stacco da lui “se fai così non finirò mai di fare i piatti tesoro” Lui si stacca da me dopo una spinta di fianchi per farmi sentire bene il suo marmo fra le natiche. Posso proseguire con i piatti, finisco ed asciugo, metto via tutto. Mi sposto sul divano e mi siedo a fianco di Armando. "Ho finito la cucina, messo via, tutto in ordine" e mi rilasso. Bussano alla porta
"Ecco, mia bella vacca da monta, arrivano i miei amici... " poi, a voce alta, "avanti... è aperto, qui è TUTTO APERTO" dice Armando a voce alta, forte e decisa. “ entrano tre omaccioni, che presto scopro essere molto dotati e molto arrapati... e per due notti vengo usata molto peggio di una baldracca. Però, devo ammettere: esperienza che mi sogno ancora di notte...

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