Il suo sguardo tradiva tutta la sua eccitazione, così quando siamo arrivati a casa sua l’ho baciata di nuovo. Le ho detto di andare nella sua stanza dei giochi e di spogliarsi, ma non completamente. Volevo che indossasse ancora le mutande, le autoreggenti e le calze.
Sono andato dal mio superiore, l’ho guardato e poi mi sono avvicinato a lui per fargli espletare i suoi bisogni in un secchio. Gli ho sussurrato all’orecchio cosa avrei fatto ad Alessia di lì a poco e, infine, gli ho detto di gustarsi appieno lo spettacolo e che avrebbe fatto meglio a dare a me quella promozione. Nuovamente il mio superiore non ha fiatato e non è sembrato neppure turbato dall’idea…
Sono entrato nella loro stanza dei giochi ancora vestito, l’unica cosa che avevo tolto era la cravatta. Alessia era distesa sul letto, il suo corpo splendido e liscio in tutte le sue parti. Era trepidante di eccitazione e voleva che la penetrassi quanto prima, ma avevo altri progetti per quella sera. Le ho detto di mettersi nella posizione yoga della mezza tartaruga, con il sedere rivolto a me. Lei era pronta a obbedire a ogni mio singolo comando, chiamandomi “Signore”.
Ho preso delle manette e le ho legato mani e piedi insieme, così che non potesse uscire da quella posizione. Con una fascia di seta le ho coperto gli occhi, poi ho preso un piccolo frustino e ho iniziato a punirla per come si era comportata con me e con suo marito. Le ho schiaffeggiato il culo sodo e marmoreo finché non è diventato completamente rosso. A ogni mio schiaffo, corrispondeva un nuovo gemito di piacere di Alessia.
Mi sono spogliato lentamente, ho usato il mio cazzo duro per sentire quanto fosse bagnata. Le ho chiesto se si meritasse di essere scopata dal mio sesso, ma non avevo intenzione di accontetarla, almeno non ancora. Ho preso uno degli hitachi e ho cominciato a stimolare la sua figa calda, si stava bagnando sempre più nonostante io non la facessi mai venire completamente. Non potevo vederla ma, in un angolo della mia mente, ero certo che lei stesse sorridendo di questa situazione…
Alessia obbediva, da brava schiava del piacere, e ora si era meritata una bella scopata. Ho appoggiato la mia cappella calda e dura alle labbra della sua vagina. Lei era tutta bagnata, ho cominciato a spingere. La sua figa accoglieva il mio cazzo senza sforzo, con piacere crescente. Una volta che la mia cappella era penetrata completamente dentro di lei, ho spinto più forte facendo entrare tutta la lunghezza del mio sesso nel suo. Un urlo di piacere e dolore ha riempito la stanza, Alessia godeva come la gran troia che era. La penetravo senza sosta, con forza e ritmo crescenti quando un’idea ha fatto capolino nella mia mente. Per punirla, le ho infilato un dito nel culo tondo e lei, ansimando di piacere, è venuta squirtando sulle coperte rosso porpora del letto.
Ho continuato a farla godere finché il mio cazzo ha cominciato nuovamente a pulsare, la sua figa stringeva il mio sesso come una morsa. Non voleva abbandonare il piacere della penetrazione e io ero ben felice di continuare a darglielo. Un nuovo gemito di piacere, unito a una nuova ondata di piacere da parte di Alessia, mi ha spinto oltre il limite. Il mio sesso è esploso dentro di lei inondando la sua figa con tutta la mia sborra.
Alessia era felice di aver goduto così tanto, ma il mio piano non era ancora finito.
L’ho legata al letto con le corde, il suo corpo formava una stella e la sua figa liscia era in bella mostra. Ho legato un hitachi in modo tale che continuasse a stimolarle il clitoride donandole piacere costante. A quel punto sono andato a recuperare suo marito che aveva visto tutto e, incredibilmente, era duro. L’ho messo sulla poltrona, nudo e ancora legato e imbavagliato.
Ho slegato Alessia e le ho detto che avevo un’ulteriore sorpresa per lei. Sorridendo e anticipando il piacere, Alessia era felice di continuare questo gioco.
Le ho detto di sedersi sul dildo che avevo posizionato sulla sedia, ma in realtà la stavo facendo penetrare dal cazzo del marito. Il mio superiore ha lasciato che Alessia si sedesse su di lui, la mia sborra ancora calda colava dalla figa di lei e sporcava lui che rimaneva incredibilmente in silenzio.
Lei sembrava essersi accorta che quello non era un fallo di plastica, ma un cazzo vero. Quindi mi sono diretto verso di lei, le ho fatto colare dell’olio sul buco del culo e sono entrato piano nel suo sedere sodo e tonico. Alessia ha urlato tutto il suo piacere, riempiendo tutta l’aria della camera. Lei stessa ha cominciato a muoversi come un’ossessa mentre il mio cazzo duro trapanava il suo culo e le allargava per bene il suo orifizio.
Lei ha squirtato ancora, godendo come una cagna in calore, a quel punto le ho tolto la benda dagli occhi. Credevo di averli distrutti che tutto fosse andato perfettamente secondo i miei piani, dio quanto sono stato stupido…
Alessia si è girata verso di me, mi ha guardato con i suoi occhi grandi e mi ha baciato appassionatamente, poi ha guardato il marito e gli ha detto che lei aveva ragione, che sapeva che avevo l’attitudine per comandare e che lo avrei fatto se spinto nella giusta direzione.
Sono rimasto interdetto da quell’affermazione, ma la passione nei suoi confronti era incredibile. Io e il marito abbiamo continuato a scoparla con ancora più trasporto rispetto a prima. Lui è stato il primo a venire, ma Alessia non gli ha permesso di venire nella sua figa calda, quello era un onore che spettava al suo padrone: io.
Ci siamo rimessi sul letto e ho lasciato che lei mi cavalcasse con passione crescente. Il suo seno ballonzolava a ogni suo movimento, mentre io prendevo un dildo da infilarle nel culo e farla godere ancora come una pazza. Una nuova ondata di squirt, unita a un nuovo urlo di piacere, ha riempito ancora la stanza. Le sue gambe tremavano dal piacere, quindi l’ho girata e l’ho messa supina e ho cominciato a penetrarla sempre più forte finché non le ho sborrato nuovamente il mio seme dentro la sua calda figa.
Il piano di Alessia aveva avuto successo, io avevo ottenuto la mia promozione; inoltre, la nostra storia di libidine e lussuria non si è fermata a quella notte. Potevo chiamarla tutte le volte che volevo e farle fare qualsiasi cosa, come la brava troia sottomessa che era…
Racconto selezionato dalla redazione, scritto originariamente da: PorcAutore
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