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Alessia, sottomessa col marito
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Racconto10 min di lettura

Alessia, sottomessa col marito

Un complicato rapporto di lavoro si spiega pian piano, svelando il piano di Alessia, moglie troia, sottomessa Hotwife.

Agata Mantisi
2 anni fa · 1.2k letture · 0

Avevo 32 anni quando ci siamo conosciuti a una cena celebrativa dell’azienda per la quale lavoro. Lei è entrata insieme al mio superiore, una splendida creatura adornata in un lungo abito bianco, lo spacco sulla gamba destra lasciava intravedere le calze bianche autoreggenti che indossava, i suoi occhi color nocciola erano attenti, vigili e luminosi; erano gli occhi di un predatore. Il suo sorriso allegro era capace di disarmare chiunque si trovasse di fronte a lei. Una donna enigmatica, predatrice e ingannatrice al tempo stesso che, sin dal primo istante, mi ha conquistato.

I nostri sguardi curiosi continuavano a incrociarsi, un sorriso malizioso solcava il viso di entrambi ogni volta che ci guardavamo. A tavola eravamo lontani quindi potevamo conoscerci solo attraverso i nostri occhi. Terminata la cena, finalmente, siamo riusciti a presentarci. Il suo nome era Alessia.

Nonostante la presenza del mio superiore, il marito di Alessia, abbiamo iniziato a flirtare, giocavamo sulla linea sottile del tradimento in una danza dal ritmo sempre più elevato. Il gioco però è bello quando dura poco, infatti, è terminato quando ognuno di noi è tornato alla propria abitazione.

Continuavo a pensare a lei, alla sua bellezza e a quanto sembrava che potessimo trarre piacere dai nostri rispettivi corpi.

Ero ossessionato da Alessia. Volevo rivederla e farla mia, ma la mia stupida morale mi imponeva di non fare delle strane mosse nei suoi confronti.

Qualche tempo dopo, si era aperto il posto di supervisore. Ovviamente, si trattava di un bel avanzamento di carriera e non volevo lasciarmi sfuggire quella promozione. La persona preposta a prendere tale decisione era il mio superiore che aveva deciso di fare le interviste per la posizione direttamente a casa sua.

Sono entrato a casa sua, accolto da Alessia. Era avvolta in un piccolo abito nero che lasciava intravedere tutte le sue sinuose forme. Il suo sedere tondo e tonico, il suo seno prosperoso e sodo. Mi ha fatto accomodare nello studio di suo marito, pensavo che ci avrebbe lasciati soli una volta giunto suo marito ma, invece, ha partecipato anche lei al colloquio. Si divertiva a guardarmi e stuzzicarmi col suo sorriso malizioso e le sue forme.

Terminato il colloquio, ho chiesto di usare il bagno. Alessia mi ha accompagnato, ma la porta che ha aperto non dava sul bagno. Davanti ai miei occhi c’era una camera dei giochi, adornata di falli di plastica, vibratori, catene, corde, una poltrona e un letto color porpora. Lei voleva mostrarmi tutto questo mentre io, in totale imbarazzo, cercavo una via d’uscita da quella situazione. Lei si stava divertendo come non mai, diceva che nella mia futura posizione avrei dovuto mostrare tutto il mio carattere dominante e che se non fossi riuscito a farlo nella camera da letto avrei fallito miseramente.

Ora avevo capito, lei era una donna che godeva nell’essere sottomessa.

In qualche maniera sono riuscito a uscire dalla loro casa in fretta e furia, con la coda dell’occhio ho notato che Alessia e il mio superiore parlavano tra di loro. Quanto poco avevo capito di tutta la loro relazione l’avrei scoperto solo in seguito…

Nelle settimane successive, Alessia veniva spesso in ufficio. Indossava abiti sempre più succinti, il suo sguardo e il suo sorriso malizioso erano sempre rivolti a me. La mia ossessione per lei continuava a crescere con ogni nuova visita di quella ragazza dai capelli rossi. Questa mia ossessione mi ha portato a documentarmi per bene sulla stanza che avevo visto a casa del mio superiore. Volevo averla per me e solo per me.

Delle voci riguardo la promozione cominciavano a circolare in ufficio, a quanto pareva io non ero ritenuto un candidato adatto perché non mostravo sufficiente attitudine al comando.

Il fatto che non venissi preso in considerazione, nonostante fossi il candidato ideale, mi faceva ribollire di rabbia; così ho elaborato un piano per dimostrare quanto fossi in grado di comandare…

Ho monitorato i movimenti di Alessia e ho scoperto che la domenica pomeriggio lasciava sempre suo marito a casa da solo, così sono andato da lui. L’ho legato e imbavagliato a una sedia, poi mi sono diretto alla loro stanza dei giochi dove ho installato una videocamera nascosta. Davanti al mio superiore ho messo un monitor che proiettava le immagini della videocamera. Ho cercato tra le cose di Alessia gli stessi abiti che aveva indosso durante il nostro primo incontro alla cena aziendale e glieli ho messi sul letto. Le ho lasciato un biglietto con scritto solo “Mettiti questi. Ti aspetto al ristorante Taddeo alle 20:00”.

Mi sono lavato in casa loro e sono uscito in direzione del ristorante, ma uno strano pensiero si stava facendo largo nella mia mente: il mio superiore non aveva opposto la minima resistenza quando l’ho legato e gli ho detto cosa avrei fatto a sua moglie…

Alessia si è presentata puntuale al ristorante, vestita con gli abiti che avevo tirato fuori per lei. Quando ha visto me al posto di suo marito, non si è stupita anzi, sembrava molto divertita e intrigata da questo. Abbiamo parlato poco durante la cena, io ho ordinato per entrambi, dimostrando quanto fossi in grado di comandare. Gli unici discorsi che abbiamo fatto riguardavano tutto ciò che le avrei fatto dopo.

Appena finita la cena, siamo montati nella mia auto con direzione la casa di Alessia. Una volta che Alessia è entrata in macchina, l’ho baciata. Un bacio lungo, passionale, preso di forza, al quale lei non si è sottratta. Godeva nell’essere trattata così e io, ormai, l’avevo capito e sapevo come muovermi. Il ristorante non era molto distante da casa loro, ma avevo deciso di fare un giro più largo perché, una volta usciti dal parcheggio, ho abbassato la zip dei miei pantaloni e ho mostrato il mio sesso ad Alessia.

Lei l’ha guardato per un attimo, poi le sue mani si sono mosse da sole e ha cominciato a toccarmi il membro per renderlo duro. Appena il mio cazzo si è diventato eretto, le ho preso la testa e l’ho portata con le labbra sulla mia cappella. Alessia non si è fatta pregare, ha aperto la bocca e ha cominciato subito a leccare e succhiare. La sua lingua morbida esplorava l’intera lunghezza del mio sesso, il suo movimento si accompagnava perfettamente a quello della musica trasmessa dalla radio.

La sua lingua e la sua bocca si muovevano sempre più rapidamente, sentivo il cazzo pulsare nella sua bocca mentre con la mia mano esploravo il suo corpo. I suoi seni tondi e sodi erano perfetti, una fantastica coppa che potevo stringere con la mia mano. I suoi capezzoli erano diventati duri, ci ho giocato un po’ prima di spostarmi lungo il suo corpo e sentire quanto già fosse bagnata. Ero sul punto di venire, Alessia sembrava volersi staccare da me, ma sporcare il vestito non era un’opzione accettabile. Le ho tenuto la testa sul mio cazzo intimandole di ingoiare perché quella era l’unica soluzione. Lei ha felicemente obbedito al mio comando, mi ha mostrato tutta la mia sborra nella sua bocca prima di ingoiare e tornare a leccare il mio cazzo per pulirlo.

Prima di andare avanti…

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