Generalmente i miei genitori prendevano un appartamento al mare per tutto il mese di Agosto, assieme a Elisa, la mia nonna materna. Elisa era una donna stupenda. Sposata giovane con mio nonno, che era deceduto quando io avevo un anno, era appena oltre la soglia dei sessanta e li portava divinamente. Alta, snella, gambe lunghe e un bel culo a mandolino che lei evidenziava con indumenti attillati e tacchi alti. Forse il seno non era il massimo, appena una seconda piena, ma con un viso armonioso e labbra sensuali. Era simpatica, allegra e solare. I primi quindici giorni li avrei passati con lei, mentre i miei genitori ci avrebbero raggiunto dopo. Quando scendevo in spiaggia con lei notavo subito, che molte delle persone, in particolare i maschi adulti, mi osservavano con un certo interesse, e non perdevano l’occasione di ammirare il mio seno, che esplodeva sotto il costume, che faceva fatica a contenerlo. Anche il mio splendido culetto era oggetto di sguardi carichi di desiderio. Ne ero consapevole, e non perdevo l’occasione per mostrarlo, con pose ingenue ma ben studiate, e questo mi faceva scaldare la micia fra le gambe. Mi eccitava esibirmi in piegamenti che evidenziavano il mio culo, e mostravano il mio seno. Si, ero già una bella esibizionista un po’ troietta. Fra quelli che sbavavano, uno dei più simpatici era il nostro vicino di ombrellone, il signor Luigi. Amico, come sua moglie Adele della nonna, erano due simpatiche persone. La signora Adele amava, fare le passeggiate, e spesso ero io che l’accompagnavo, perche mi annoiavo a stare sempre sdraiata al sole. Il secondo giorno che ero appena partita a passeggio con la signora Adele, lei poco dopo incontra una sua cara amica che la prega di seguirla per andare in un negozio di intimo per acquistare dei costumi in svendita. Lei mi guarda, io le saluto e me ne torno verso il mio ombrellone, dove vedo che la nonna si sta allontanando. Incuriosita la seguo, vedo che si inoltra fra le cabine che servono per spogliarsi e mettere i costumi. La vedo entrare dentro la nostra che è la numero sette, subito seguita dal signor Luigi. Sempre più incuriosita, giro dietro e mi abbasso fra la cabina e il muro del magazzino dei bagnini. La mattina mettendo il costume, mi è caduto il sopra, e per raccoglierlo ho notato un piccolo foro fra una delle assi di legno. Sembrava una scheggiatura del legno, ma adesso capisco che poteva anche essere utile per dare una sbirciatina dentro per vedere chi si cambia, o come in questo caso che ci si nasconde. Appena mi abbasso e sbircio dentro mi trovo la nonna inginocchiata davanti a Luigi, che gli succhiava il cazzo. Un bel cazzo grosso, ma non troppo lungo. Lei lo ingoiava con una certa facilità e lo succhiava facendolo godere. Lei gemeva di piacere con la bocca piena mentre lui la incitava farlo venire.
«Brava succhialo! Come pompi bene, vorrei scoparti, ma oggi mia moglie torna presto dalla passeggiata, vuole andare a prendere il pesce. Mi fai impazzire se mi succhi anche le palle! Ti scopo in bocca! Tieni troia! Ingoialo tutto!»
Lo vedevo spingere quel palo in gola a mia nonna che li infilava con estrema maestria e anche se aveva le lacrime agli occhi non sembrava soffrire, ma anzi si masturbava con una mano e lo succhiava sempre più forte. Ero convinta che lui sarebbe schizzato a breve quando mi sento una mano davanti alla bocca e una presa forte che mi immobilizza. Una voce mi ha sussurrato all’orecchio.
«Come ti permetti di spiare dentro le cabine! Non si fanno queste cose! Adesso ti porto dai tuoi genitori e vediamo come finisce!»
Mi solleva e mi trascina un po’ più lontano. Mi libera la bocca, lo riconosco è il nostro bagnino, anche lui amico della nonna. Rossa in viso e impaurita dalle conseguenze lo supplico.
«La supplico, non lo dica a mia nonna, sarebbe un casino, sono disposta ad accontentarla in qualche modo se non lo dice a nessuno.»
Lui si guarda in torno, nessuno ci ha visti e allora mi trascina dentro il loro magazzino. Mi fa sedere su una poltroncina, poi estrae un bel cazzo già duro e lo presenta alla mia bocca. Lo guardo estasiata, mi rendo conto che questo sarà il mio primo pompino, ma per un attimo resto immobile e lui mi sprona a succhiarlo.
«Allora che fai ci hai ripensato?»
Lo guardo e gli dico che va bene, ma non so come si fa non l’ho mai fatto. Lui sorride divertito, si siede al posto mio e mi fa inginocchiare fra le sue gambe. Mi trovo quel palo davanti alla faccia e mi sento bagnare le mutandine del costume.
«Va bene, ti insegno io come si fa. Mi stupisce che tua nonna cosi zoccola, abbia una nipote che non sa succhiare un cazzo. Allora immagina di leccare il ghiacciolo alla fragola, che ti piace tanto, quello che usi per far eccitare chi ti guarda, e segui i miei insegnamenti, diventerai la più brava succhia cazzi della spiaggia.»
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