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La posta: Trio anale col mio ex marito
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La posta: Trio anale col mio ex marito

Si sfiora la tragedia quando il tuo amante è il tuo ex marito, ma in certi casi può diventare il più esperto dei tuoi bull.

Giovanna Esse
2 anni fa · 3.281 parole · 15 min
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Era geloso, era discreto, quindi incapace di andare oltre le cocenti fantasie. A quel punto toccava a me lambiccarmi il cervello per cercare una soluzione che ci rendesse felici entrambi e senza eccessivi, imperdonabili, strascichi.

Una sera, dopo una delle cene del sabato passata con amici gradevoli ma scialbi, visto che era primavera, ci fermammo insieme a chiacchierare nella accogliente piazzetta del borgo di Calcata. Era tardi, la compagnia era piacevole, così decidemmo di prenotare una stanza per non affrontare il rientro fino in città.

All’alba. quasi tra la veglia e il sonno, venimmo salutati dai nostri amici che avevano fretta di rincasare. Marco ed io riposammo ancora finché, una volta svegli, iniziammo a stuzzicarci, evidentemente sollecitati dal paesaggio naturale e ci dedicammo a una bella scopata mattutina.

Stavamo sul letto nella più tradizionale delle posizioni. Io con le gambe alzate e le ginocchia piegate poggiate sui suoi avambracci gli spalancavo la vulva, nella quale Marco teneva fermo e ben piantato il suo cazzo prepotente.

Ci calmammo un po’, abbassai le gambe, e lui a me avvinghiato iniziò a raccontare le solite fantasie. Quando era veramente fuori di sé per la goduria, trovava il coraggio di chiedermi del mio passato… questo per ottenere quello strano effetto “amore-dolore” che tanto lo arrapava.

Così, ne approfittai, e iniziai a parlargli di mio marito. Sapevo che questo argomento andava affrontato con le molle, visto che, a parte l’impossibilità di andare d’accordo, comunque era stato un grande scopatore… soprattutto ero io che amavo stuzzicarlo, sapendo quanto il mio Marco “friggesse” al sentirmi esaltare le doti del mio precedente amore.

Finché, quando Marco si era lasciato andare quasi esanime sul mio corpo, e il suo pene era stato tanto offeso e vilipeso da essere quasi barzotto, pur restando a sguazzare nella mia fessa bagnatissima, io non gli diedi il colpo di grazia.

“Sai una cosa, dissi, secondo me Luca sarebbe proprio la persona adatta…

Sentii che a Marco si rizzavano le antenne, mentre una rabbia, sorda e celata, si impadroniva del suo basso ventre. Il suo cazzo si ritiro dalla mia figa, sgusciando fuori come una viscida lumachina.

“Ma cosa diavolo ti salta in mente, disse offeso e arrabbiato, fingendo fastidio e disgusto ma, in cuor mio, sapevo che era solo una reazione all’umiliazione di sentirsi paragonato a uno col cazzo più grosso, un maschio che mi aveva posseduta e sfondata per anni, a piacimento e con mia profonda soddisfazione. 

Mi finsi offesa e arrabbiata per qualche giorno. Avevo lanciato l’esca e, se conoscevo il modo di rimuginare sui pensieri di Marco, probabilmente saremmo tornati sull’argomento.

Ecco, Giovanna, questa è tutta la base della mia storia e di come a 44 anni, ho rotto ogni regola, ricostruendo il mio piacere sopito e perverso, che mi rendeva insofferente e insoddisfatta… mi piaceva il sesso ma c’era sempre una vocina che mi ricordava le scene giovanili che tanto mi facevano godere, nella solitudine della masturbazione.

“ Ciao Luca, come stai?

“ Ehi, ciao, quanto tempo… come va? Come mai mi… ?

“ Diciamo che, anche se sono passati degli anni, ogni tanto ti penso. Dopotutto siamo stati sposati, giusto?

“ Sì, sì… ovvio. Anche io non ti nascondo che ti penso, qualche volta.

“ Ah, bene… e adesso con chi stai? Ti sei risposato?

“ Ma no, assolutamente, anzi sono felicemente single e non ti nascondo che avendo lavorato molto, negli ultimi tempi… proprio niente… insomma, mi capisci, no? Niente sesso.” sorrisetto nervoso.

“Wow, non ricordo che tu resistessi tanto senza fare… insomma senza scopare… quando stavi con me eri sempre assetato… ah ah

“ Che c’entra… tu sei… speciale, lo sai.

“ Wow, grazie. Sì senza presunzione… credo di essere veramente un po’ speciale… non mi credi?

“ Oddio sì, certo che sì… anche se comincio a non capire…

“ Ehi, tesoro, non hai appena detto che sono speciale! E allora? Vuoi che te lo dimostri?

Luca, quando si tratta di sesso, è svelto a capire e subito si eccita, così lo invitai a casa accampando una scusa ma sottolineando che Marco, quasi sicuramente, non sarebbe stato in casa.

Erano 2 settimane che i rapporti con Marco si erano fatti rigidi e freddi, lui teneva il punto ma io non ero da meno; tra l’altro sapevo di battermi per una giusta causa, una causa che avrebbe portato, quasi certamente, solo piacere nella nostra coppia. Così gli telefonai:

“ Ciao caro, pensi di continuare a lungo a essere freddo con me? Lui non si aspettava quel mio intervento diretto e balbettò qualcosa, tra l’altro era in ufficio e certo non poteva rispondere a tono.

“ Allora sappi che il “bull” di cui ti piace tanto fantasticare, io l’ho trovato… ora sta a te tirare fuori le palle e capire che il nostro amore non ha niente a che vedere con i giochi di piacere che, più o meno segretamente, aneliamo.

Io non vedo l’ora di essere sottomessa, strattonata e usata da due bei maschi, lo sai… e hai capito bene! E tu sbavi da mesi, mentre mi bersagli di domande intime sui cazzi che mi hanno avuta… ora basta: la fantasia deve diventare reale.

Amore: sei andato oltre coi tuoi giochini… io ti ho seguito, ma adesso basta. Solo stuzzicarci non porterebbe altro che stanchezza nel nostro rapporto. Questa sera viene a trovarmi Luca.

“ Esatto. Perché Luca? Ok, te lo dico io perché! Perché è fidato, è corretto e sa scopare bene… tra noi non c’è più niente da anni, lo sai… Avresti preferito cominciare a cercare “l’ideale” che non sarebbe mai arrivato, oppure credi che mi sarei fatta sbattere da un “toy boy” a pagamento? La sola idea mi da il voltastomaco.

Comunque, decidi come credi… io ormai ho invitato il mio ex per un drink.

Ah, e ricorda bene questo: lui non sa che tu sai, quindi, se torni a casa, fingiti sinceramente e felicemente cornuto.

In mente mia immaginavo il povero Marco tremante e scosso… e sorrisi, mentre pensieri peccaminoso mi scaldavano la vulva.

Era ancora mattina. Corsi dall’estetista e mi feci depilare completamente, volevo tornare a quei giorni lontani in cui la mia fighetta vergine sembrava una cupoletta di panna rosea.

Per la sera indossai calzini bianchi con l’orlo, mutandina castigata da collegiale e niente reggipetto. Una camicetta corta e attillata riusciva a stento a trattenere le mie grosse tette burrose; di sotto, poi, una mini a plissé di tessuto scozzese.

Insomma ero io, la stessa di 30 anni prima, ma solo esplosiva, curvy ed estremamente più troia.

Quando Luca arrivò era un po’ a disagio, gli faceva strano essere nella casa del mio nuovo compagno, quasi un marito in realtà. Mi chiese di Marco…

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