«Ciao, vedo che anche tu sei impegnata a fare la spesa».
Lei ti guarda come un naufrago che si imbatte in chi lo sta salvando.
«Ciao, Mara, scusami se ti disturbo, ma ho proprio bisogno di aiuto. Da quello che vedo nel tuo carrello, direi che tu sai esattamente dove sono sistemate le cose in questo supermercato. Devo approntare una cena per degli amici e non riesco a trovare niente di quello che cerco».
Che strano! Fino a quel giorno, fra voi due c'era sempre stato il solo scambio di qualche saluto e brevi frasi inerenti al lavoro. E ti sei risposta da sola: perché tu hai sempre evitato di aver confidenza con questa donna, che consideri di facili costumi. Ora, quella sua strana richiesta, per te quasi banale, ti dà quasi gioia. Insieme girate il supermercato. Scaffale dopo scaffale, sembra quasi che la vostra confidenza aumenti sempre più. La trovi simpatica e divertente, avverti un qualcosa che ti procura un insperato piacere.
Nei giorni a seguire, hai altre occasioni di parlare con lei e ben presto scopri che lei ha la tua stessa età, non è sposata ed è una persona simpatica, allegra e divertente, forse un po’ anticonformista, ma che ha deciso di vivere la propria vita in maniera libera e spensierata. Dopo circa due settimane, decidete di uscire insieme a fare shopping. Subito ti rendi conto di esser contagiata dalla sua voglia di vivere e, senza rinunciare a quello che abitualmente fai, cerchi di mettere un po’ di colore nel grigiore di quella che ora ti sembra, una vita piatta e tremendamente monotona. Passando da un negozio all’altro della grande città mercato, scopri che i suoi gusti in fondo sono anche i tuoi. Osservi quella donna che si muove con naturale scioltezza. Non ti va di fare paragoni fra la sua vita allegra e spensierata e la tua, priva di qualsiasi vera emozione. Sedute in un bar a gustare un cappuccino, osservi i maschi che passano. Noti che molti dei loro sguardi sono rivolti a lei che, delle due, è sicuramente quella che attira di più l’attenzione. Il suo abbigliamento non è sexy, ma decisamente sensuale. Ti rendi conto che sei tu, con la tua estrema semplicità e sobrietà, anche se indossi un completo scuro con una gonna che arriva al ginocchio e che esalta la tua splendida capigliatura bionda, a risultare quasi invisibile. Poi, quando state quasi per venire via, arrivano due splendidi maschi che salutano calorosamente Cecilia. Li hai osservati in silenzio, trovandoli decisamente belli. Uno di loro, quello con la testa completamente pelata, si gira e, fissandoti nel profondo degli occhi, avverti che ti scruta fin dentro l'anima.
«Cara Cecilia, chi è questa splendida signora in tua compagnia?»
Lei fa le presentazioni. Scopri che Augusto, il maschio che ti osserva, che ti scruta, quando ti ha stretto la mano, ti ha provocato una strana scarica di adrenalina che ora ti provoca uno strano languore nello stomaco. Senti inumidirti le mutandine e, quindi, abbassi lo sguardo nell'incapacità di sostenere il suo, che ti è arrivato fin dentro l’anima. Poche battute, dette in allegria, e subito l’atmosfera si fa serena e cordiale. Ti sembra di conoscerli da sempre e non esiti un attimo, quando loro tre ti invitano ad andare a pranzo tutti assieme. A tavola, sei proprio davanti ad Augusto, che sembra rapito dalla tua figura. Mario, l’altro commensale, continua a far ridere con le sue battute, sia te che Cecilia, e tutto il pranzo si svolge in un’atmosfera gioviale e serena. A malincuore i due maschi, dopo aver pagato il conto, sono costretti a lasciarvi andare, ma non senza aver ottenuto il fermo impegno di ritrovarsi, di nuovo tutti e quattro, a gustare una cena di pesce in un ristorante che essi frequentano con una certa costanza. Sulla via del ritorno, mentre lei guida l’auto con disinvoltura, ti vien voglia di chiedere a Cecilia chi sono i suoi amici e che cosa rappresentino per lei. Lei, dopo tante banalità, volta lo sguardo verso di te e ti osserva, per un lungo istante, in silenzio, poi, quasi ad aver letto nei tuoi pensieri, ti chiede a bruciapelo cosa ne pensi di quei due uomini. Vorresti cercare di spiegare le tante sensazioni che hai provato, ma ti spaventa questo tuo senso di genuinità, non consono al ruolo che fino ad oggi hai ricoperto, quindi farfugli un generico:
«Sembrano essere due brave persone».
Lei ti osserva e sorride. Dentro di sé ha capito tutto, anche se probabilmente non se la sente di dirtelo così di punto in bianco, ma, dopo un lungo istante, ti fa una domanda che ti lascia alquanto basita.
«Vorrei sapere, anche se non sono affari miei, da quanto tempo non ti fai una bella e salutare scopata?»
Arrossisci fino alla punta dei capelli. La guardi con aria stupita, poi, dopo un lungo e imbarazzante silenzio, chini il capo e, con un filo di voce, rispondi che è da circa un mese. Lei ti guarda con un’aria triste, carica di compassione, poi, continuando a guidare con prudenza, ti fa un’altra domanda.
«Mara, se non te ne fossi accorta, hai superato quarant’anni! Metà della tua vita se n’è quasi andata. Tu, sicuramente, sarai soddisfatta dei risultati che hai ottenuto finora, ma, dimmi sinceramente, quando è stata l’ultima volta che ti sei goduta un vero attimo tuo, di piacere, di serenità e di divertimento, solo per te?»
Volti lo sguardo verso il finestrino. Avverti dentro uno strano tumulto, senti il tuo corpo ribellarsi a quella mente, che cerca, trova e suggerisce spunti di razionalità, anche se ti rendi sempre più conto che è una battaglia persa dall'inizio. Cerchi di non rispondere e lei non insiste, anche se ha ben capito quello che tu non hai detto. Passa un’intera settimana, durante la quale, più volte, hai ripensato allo sguardo di Augusto. Le sue splendide mani, il suo fisico asciutto, i suoi occhi scuri e penetranti. Sei rimasta turbata, immaginando di sentire il suo corpo su di te. Così non ti sorprende più di tanto, quando Cecilia ti invita a cena a casa sua. Sei tesa ed emozionata; sai che, di certo, ci sarà anche Augusto. Questo ti provoca una forte eccitazione e, nello stesso tempo, una profonda angoscia e senso di colpa nei confronti di tuo marito. Ma hai bisogno di una giustificazione e vedi in lui l'uomo che, ormai, sembra sempre più impegnato nei suoi vari obblighi sociali e passatempi, dai quali tu sei esclusa. Passi l’intero pomeriggio del giorno fissato per la cena ad arrovellarti il cervello su cosa indossare per non apparire troppo scialba o bigotta, ma neanche troppo sexy o provocante. Dopo aver provato e riprovato quasi tutti i vestiti dell’armadio, decidi di fare una doccia per cercare di frenare la tua mente ed il tuo corpo alquanto inquieti e tesi. Senti l’acqua scorrere su di te e, per un lungo istante, ti appoggi al muro della doccia, chiudi gli occhi ed entrambe le mani ti accarezzano il corpo. Stringi i seni e i capezzoli con forza, mentre l’altra mano è scivolata fino in basso e, ora, spingi con decisione due dita dentro di te. Ti masturbi con calma, lentamente, ad occhi chiusi, immaginando che siano le mani di Augusto a darti il piacere che stai provando. Mordi il labbro inferiore, mentre un orgasmo intenso e profondo scuote tutto il tuo corpo. Resti immobile, mentre l’acqua continua a scorrerti addosso. Vieni scossa da quel torpore dall'improvviso squillo del cellulare che ti costringe ad uscire per rispondere: è Cecilia, che chiede fra quanto arrivi, perché ha bisogno di te per finire di preparar la cena e ti ricorda di passare in pasticceria a ritirare il dolce. Per un istante resti ancora stordita da ciò che hai provato, poi decidi rapidamente che è ora di passare all’azione. Indossi un abito leggero, senza maniche, con un leggero scollo, che mette in mostra la tua splendida terza di seno, che tieni fasciata in un completo intimo alquanto trasparente, che Cecilia ti ha regalato l’ultima volta che siete uscite assieme a far compere. Completi il tutto con un paio di sandali con zeppa, non molto alti, ma che, in ogni caso, inarcano il tuo corpo evidenziando, senza volgarità, il tuo splendido culo a mandolino. Dopo circa mezz’ora ti presenti a casa e Cecilia ti accoglie a braccia aperte.
