Messaggio chiaro per tutti : questo coso è a mio uso e consumo.
Ho capito, Gianna ha voglia di scopare, ci divertiremo più tardi, conoscendola so che mi provocherà in tutti i modi fino a ottenere lo scopo, il suo scopo.
La scura e lunga peluria che Gianna porta intorno alla figa non coperta più dal costume suscita la curiosità di Giuliana che con noncuranza liscia il pelo in filandoci le dita, sfiorandone le labbra ed il clitoride.
Gianna non disdegna una carezza femminile se fatta con delicatezza, le due sono amiche da tanto tempo e tra loro c’è sempre stata molta complicità.
Ci immergiamo in un acquario. Uno snorkeling piacevole e coinvolgente. Soprattutto per lo spettacolo che si offre ai miei occhi. Le due amiche ci precedono e i miei occhi sono catturati dal movimento sinuoso dei due corpi nel pinneggiare.
Giuliana spesso allarga le gambe offrendo agli occhi miei e a quelli del complice compagno la visione delle intimità sessuali. Non solo mostra le labbra della figa chiuse su se stesse, ma anche quel fiorellino posteriore che appare essere un fiore piuttosto aperto.
L’indifferenza di Massimo alla mia visione del culo di Giuliana mi tranquillizza, evidente che ai due questo voluto esibizionismo è appagante.
Non può essere casuale che Giuliana ogni tanto si accarezzi la figa, deve essere una provocazione studiata, ne riparlerò con Gianna.
Dopo una lunga pinneggiata torniamo al punto di partenza, restiamo sul bagnasciuga a chiacchierare, Giuliana si sdraia supina nell’acqua bassissima lasciando emergere le tette come due boe con gli enormi capezzoli a fare da richiamo. Massimo si avvicina affettuosamente alla compagna li prende tra le dita e li tira strizzandoli. Giuliana si inarca emette un spudorato gemito di piacere ed un :” ancora”. Cosa che Massimo esegue sorridendo di compiacimento per il godimento della compagna.
Con tutta tranquillità un lungo appassionato bacio pone termine alla spettacolare effusione di coppia, che viene applaudita da me e Gianna.
Gianna mi si avvicina, mi bacia sul collo, mi lecca l’orecchio, mi sussurra vogliose parole di sesso e finisce col dirmi sommessamente che il pisello di Massimo non si era mai smosso. Non ci avevo fatto caso, ma realizzo che l’osservazione era vera. E allora certi comportamenti prendono un significato diverso.
Io e Gianna rimaniamo indecisi su cosa fare e fermiamo le nostre effusioni.
Non sappiamo come comportarci, siamo in evidente difficoltà, nonostante la lunga amicizia tra le due donne, Giuliana non aveva mai accennato a un qualche problema sessuale di Massimo.
Dobbiamo superare questo momento e decidiamo di fare una passeggiata lungo la spiaggia e ritrovare quella eccitante atmosfera della mattina.
Mano nella mano, un pareo sulla spalla, romanticamente nudi ci allontaniamo per trovare un angolino per dare sfogo agli ormoni che coviamo in grembo.
Una specie di sentiero ci porta all’interno ad uno slargo tra la vegetazione rendendoci non visibili dalla spiaggia. Finalmente un angolino tutto per noi.
No, non mi da’ nessuna emozione, anzi.
Con tanta natura a disposizione, non mi infratto. Amo il sole, la sabbia e il mare, usciamo da questo verde angolo e continuiamo lungo la riva.
Lo stare abbracciato alla mia donna con una mano a stringerle il culo, riempirmi la mano di quella morbida e volottuosa carne, guardar le tette piene e morbide sobbalzare ad ogni passo, quella libertà di essere soli su un isola mi ricarica, e la voglia di giocare col corpo dell’altro ci riprende.
Gianna capisce il momento, mi prende il pisello nella mano, senza fare una sola mossa il mio cazzo comincia a prendere vita e si ingrossa. Solo allora lo stimola con un lento movimento, più una carezza che una masturbazione. Io mollo la natica e con due dita le accarezzo il solco tra i glutei, piano piano scendo in basso , le sfioro quel mio amato buchetto.
Lo sento muoversi, lei prima lo spinge in fuori, poi lo contrae, è un silenzioso richiamo. Aspetta che lo penetri, aspetta che le infili uno o due dita. Le piace quando le allargo l’ano prima di penetrarla, I rapporti anali per lei sono fortissimi, le danno dei stimoli animaleschi con orgasmi violenti che la lasciano stremata.
La mutua consapevolezza dei nostri desideri ci spinge a dare all’altro la libertà di giocare, di fare senza preclusioni tutto quello che si vuole, libertà di esprimere le proprie voglie e i propri istinti.
Siamo soli in un piccolo paradiso, i nostri amici sono lontani e sicuramente presi nelle loro faccende d’amore.
Gianna si inginocchia sul bagnasciuga e imbocca il mio pisello, iniziando un pompino memorabile. Voluttuoso, lo ricopre di saliva, tiene la cappella tra le labbra, con la mano lo stringe forte e la fa scivolare su e giù per l’asta. Quante volte lo ha succhiato e leccato, ma ora per qualche motivo lo sta violentando.
In quella natura selvaggia la sua veemenza mi eccita e il pisello si indurisce e la cappella gonfia e viola chiede solo di riempirle la bocca.
Alle prima contrazioni del cazzo, Gianna si ferma. Conosce benissimo il mio corpo. Mi spinge in acqua per farmi rilassare e riprendere fiato. Lei ha voglia di cazzo, lo vuole in figa. Vuole sentirlo dentro, vuole sentirlo sbattere in fondo alla vagina. Vuole sentirsi riempire di sborra e continuare a farsi scopare con la sborra che esce fuori, per poi riempirsi le dita, leccarle e poi baciarmi.
Focosi rituali d’amore.
E così al cospetto di una natura selvaggia ci sdraiamo sul pareo. Come se i due sessi si annusassero, il mio cazzo viene risucchiato nella sua figa. Gianna non aspettava altro, la vedo rilassarsi, socchiudere gli occhi e rallentare il respiro.
La scopo delicatamente, ma so che fra poco esploderà aggressiva sul mio sesso. Vogliosa e ormai bagnatissima , cambiamo posizione. Mi sdraio, lei si siede a calcioni sul mio viso, io le lecco la figa e le mordo le labbra slargate dopo il parto, me ne riempio la bocca le tiro, lei si infiamma, e prima di venire si siede sul pisello stragonfio. Così legati riesce solamente a muovere il bacino avanti e indietro, ripetendo i movimenti che le ho visto fare sulla barca. So che fra poco avrà un orgasmo e io la seguirò a breve, ma non dentro di lei.
Così mi sdraio su di lei, lei prende il cazzo tra le mani, lo masturba furiosamente indirizzandolo sui suoi capezzoli. Un mare di dolce sborra le riempie il petto, Gianna la spande su tutte le tette, strizza il mio pisello, lo mette in bocca per succhiarne le ultime gocce, con la mano di sperma si stringe i seni e meli porge da leccare.
Perversi rituali d’amore.
Avevamo scopato offerti allo visione della natura silenziosa, per cui l’applauso che giunge alle orecchie ci sorprende non poco.
Non ci importa della nostra intimità violata, quanto di non esserne avvisati.
Gianna si tuffa per lavarsi di dosso quanto rimane di me sulla sua pelle.
Io col pisello mezzo moscio mi giro a scoprire lo spettatore sconosciuto e dai cespugli vedo uscire Giuliana, con le due boccie ed i capezzoli che mi puntano dritto al petto.
Vi seguivo e non ho voluto interrompere, mi sono vista un porno dal vivo, ci dice.
Continuate pure io mi godo lo spettacolo. Ed io, gli spettatori pagano, e lei, non ho il portafoglio posso pagare in natura.
Il mio pisello comincia a riprendere vita, vorrei proprio far visita a quel fiorellino aperto prima che appassisca del tutto.
Segue
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