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La donna delle pulizie e l'idraulico
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Racconto15 min di lettura

La donna delle pulizie e l'idraulico

Questa è una storia semplice, nata in un giorno qualsiasi. Marta e Marco sono due persone che si scoprono, lentamente, dietro il rumore dell’acqua e il profumo di pulito.. Tra sguardi, silenzi e mani che si sfiorano, nasce qualcosa che non ha bisogno di parole grandi...anche nelle giornate più comuni può nascere qualcosa di straordinario...

Angels Darks
11 mesi fa · 663 letture · 0

Questa è una storia semplice, nata in un giorno qualsiasi. Marta e Marco  sono due persone che si scoprono, lentamente, dietro il rumore dell’acqua e il profumo di pulito..
Tra sguardi, silenzi e mani che si sfiorano, nasce qualcosa che non ha bisogno di parole grandi...anche nelle giornate più comuni  può nascere qualcosa di straordinario...


Era un lunedì mattina come tanti, di quelli che pesano dopo un week end libero.

Tutto odorava di detersivo fresco..

Marta si muoveva pur essendo stanca... come una che conosceva a memoria ogni angolo della casa del dottore.

 Era una semplice donna delle pulizie,capelli raccolti precisa ordinata...dove passava lei sembrava la differenza .. ma la sua vera predisposizione era l'osservazione... Osservava tutto...conosceva le abitudini di tutti.. le macchie di caffè...ogni minimo dettaglio non le scappava...

 Quel lunedi, xò, la sua solita routine fu spezzata da un rumore diverso...inaspettato.. un forte gocciolio proveniente dal bagno al piano di sopra...

​salì subito e trovò la porta socchiusa e un uomo chino sotto il lavandino.. Era Marco, l'idraulico che era stato chiamato d'urgenza senza avvisarla...e che era arrivato lì prima di lei... Era un uomo,alto carnagione scura... con una maglietta da lavoro scura che si era arrotolata sulla schiena...si vedeva una schiena muscolosa e sudata .. I suoi pantaloni erano macchiati di calce ed erano un po' bassi... che si intravedeva l'elastico dei boxer scuri.

- Scusi, disse Marta , la voce un po' più bassa del solito...

- C'è bisogno di aiuto?

​Marco si alzò, i suoi occhi scuri incontrarono quelli chiari di lei...

 L'aria era piena di odore misto tra muffa e disinfettante che lei aveva usato prima...

- Ho una perdita brutta qui... rispose lui, asciugandosi la fronte con il dorso della mano.

 - Devo sostituire un raccordo.. ma è bloccato... la chiave inglese mi sta scivolando dalle mani.

​Marta si avvicinò...

 - Forse se tengo fermo questo... facendo segno un vecchio tubo

​Si inginocchiò accanto a lui... Il suo braccio sfiorava la sua spalla, la sua coscia premeva contro il suo fianco mentre si chinavano. 

Il profumo di detersivo alla lavanda si mischiò all'odore di metallo e sudore di lui...

​Marco forzava sul dado arrugginito stringendo i denti. Il suo respiro le arrivo sul collo vicino l' orecchio ...era un brivido x lei...

- Niente non ce la faccio..

Marta lo guardò, le dita ancora strette al tubo freddo.

- Aspetti, disse a bassa voce... - Forse posso...

Si avvicino e afferrò con decisione la chiave inglese che lui teneva...le mani si sfiorarono, e x un istante rimasero bloccati cosi... come se quel contatto potesse trasmettere più forza...

Marco trattenne il respiro...e disse 

- Pronta?

Lei fece cenno di si 

Ed ecco un colpo secco.... un suono fastidioso e improvviso e finalmente il metallo si mosse...l ’ acqua finí di gocciolare, loro rimasero fermi x un po accovacciati... uno di fianco all’altra... respirando nello stesso ritmo...

Poi Marta rise piano, un po’ x il sollievo, un po’ x rompere quel silenzio che si era caricato...

- Ecco, missione compiuta!!!

Marco si sollevò e le porse la mano x aiutarla a rialzarsi.

- Brava assistente...disse, con un sorriso che le illuminò il viso...

Lei si passò una mano sui capelli, cercando di ricomporsi ..

- Non è il mio mestiere, ma mi adatto...a piccolezze...

Lui la guardò ancora un momento, poi si chinò a raccogliere gli attrezzi...

- A volte, chi osserva tanto sa poi dove mettere le mani disse, senza guardarla..

Marta arrossí e non rispose...

Il suono degli attrezzi fu l’unico rumore nella stanza..

​Lui si raddrizzò, passandosi la mano sulla testa...la maglietta gli si sollevò un po’... mostrando la linea della schiena...

Marta spostò lo sguardo e disse 

- È caldo oggi...

 - Già…rispose Marco, la sua voce era più bassa del solito...

X un attimo, rimasero fermi, il rumore dell’acqua era terminato...si sentiva solo il ticchettio dell’orologio nel corridoio...

X spezzare il tanto imbarazzo disse lui 

- Se succede di nuovo, può chiamarmi direttamente...

- Lo farò, rispose lei...

E le lasciò un biglietto stropicciato, infilato accanto al secchio...

Uscì con un saluto timido chiudendo piano la porta.

Marta rimase un attimo immobile, lo straccio tra le mani...con il rumore dei suoi passi sempre più lontani

Sul biglietto c’era solo un nome e un numero. Niente di più...

Lo osservò, poi lo ripiegò x bene e lo infilò nella tasca...

Riprese a pulire, ma la mente era altrove, persa tra il rumore dell’acqua e lo sguardo di un uomo che forse solo x un istante aveva visto in lei qualcosa che nessuno notava mai...

Passarono alcuni giorni... Marta continuava a lavorare nello stesso appartamento, con le solite cose... stanze bagni corridoio cucina finestre da lucidare e pavimenti da lavare...solita routine...

Quella mattina, di nuovo, la perdita.

Un suono ritmico, Marta lo riconosce appena entrata nel bagno...

Il lavandino lo stesso...la goccia la stessa...

Guardò il tubo, il raccordo...

e con un sospiro guardò verso il telefono...

Il biglietto era ancora lì.. piegato in due, nella sua tasca.. 

Che fare? Doveva richiamarlo?

Lo tirò fuori, lo guardò di nuovo...

Marco n. 388….....

Le dita tremarono leggermente...

Non sapeva se era x il fastidio del gocciolio o x l’idea di rivederlo...

Compone il numero, ma pensò in silenzio un attimo prima di premere “chiamata”

Alla fine, cliccò ...

Tuu...tuuu..tuuu

- Pronto? la voce di lui era rauca, un po’ impastata...

- Sono io… Marta...

- Marta?

- Sì… credo che la perdita sia tornata.

Un breve silenzio, poi un respiro dall’altra parte del telefono...

- Arrivo tra mezz’oretta. Non tocchi nulla...

Chiuse la chiamata...

Marta restò a guardare il telefono, poi il lavandino...

Si passò una mano tra i capelli, cercando di sistemarsi....non capiva se era più agitata o curiosa...

Quando Marco arrivò, il suono dei suoi passi nel corridoio le fece battere il cuore più forte...

Aveva la stessa maglietta scura, un po’ umida sulla schiena, e la solita calma che dava tranquillitá...

- Non mi piace quando qualcosa perde e appoggia la cassetta degli attrezzi.

-nemmeno a me piace quando qualcosa perde rispose lei, senza sorridere del tutto.

Lui la guardò, poi chinò di nuovo la testa sotto il lavandino...

Ma questa volta Marta non si muoveva...era li accanto, in piedi, a guardarlo lavorare, con il profumo di lavanda che si mescolava all’odore del ferro ..

Marco lavorava in silenzio... concentrato... Il suono metallico della chiave che girava, il suo respiro tranquillo, e il gocciolio che pian piano si faceva più lento.... Marta lo osservava, le sue mani strette sul panno..

Prima di andare avanti…

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