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La zia mi spia?
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Racconto10 min di lettura

La zia mi spia?

Ciao Giovanna, ho letto tutto d’un fiato un tuo fantastico racconto, con esso nella testa e guardando le tue foto incredibili, non ho potuto fare a meno di masturbarmi, nonostante fossi ancora in ufficio. Perdona la sincera confessione. Volevo sottoporre una domanda alla tua sensibilità e alla tua e...

sesso italiano
3 anni fa · 3.7k letture · 2

Il desiderio era forte ma ero in preda a mille paure, alla fine, decidendo di continuare a fingere di essere solo, mi misi comodo, col cazzo ritto, e iniziai a farmi la sega. La sua presenza palpabile mi mandò in visibilio, quando stavo per arrivare mi inarcai, tirato verso l’alto da una forza atavica. Pochi istanti dopo il caldo lattice esplose dal mio glande, schizzando in alto per poi ricadere sulla pancia, sul petto e qualche goccia addirittura sul viso.

Non saprei dire se l’ho sentita gemere, ma una cosa è certa: quando mi calmai e raccolsi il mio sperma (come mi sembrava corretto) adoperando l’asciugamani, zia si precipitò nella stanza e senza il minimo cenno di vergogna, si prese il panno pieno di sborra e si allontanò, borbottando nuovamente qualcosa sull’esigenza di lavare la tovaglietta.

Dal giorno dopo, il nostro appuntamento segreto del mattino, si arricchì di un ulteriore, sconquassante, intimità. Infatti, quando il marito andò via, lei entrò nella penombra si avvicinò al letto indecisa… inutile dire che ormai il mio cazzo era sempre ritto, ostentando senza più pudore un estremo alza bandiera. Ovviamente non portava le calze, così, con un movimento abbastanza veloce da dimostrarmi quanto anche lei fosse impacciata e vergognosa, si chinò verso il basso e solo un attimo dopo capii cosa aveva fatto, si era tolte le mutandine. Furtiva le appoggiò sul letto e si allontanò in fretta, sempre fermandosi nell’ombra, sull’ingresso della stanza. Volevo svenire, tanto ero eccitato!

Ormai tra di noi c’era solo il silenzio, ma per il resto non c’erano altri segreti: io tenevo gli occhi aperti, lei faceva cose che non potevano certo essere considerate casuali. Io non avevo la forza né la capacità di spingermi oltre, ma di sicuro anche lei si dovette trattenere, almeno mi piace pensarlo. Istintivamente mi presi il cazzo in mano e portai le sue mutande al viso per sentirne l’odore; mi fischiavano le orecchie come una vecchia caffettiera che ribolle inarrestabile. Piano e godurioso mi feci la sega mattutina, a cui ormai non avrei mai più rinunciato. Ero convinto che le sue mutande usate me le aveva lasciate apposta e così vi eiaculai dentro, a fiotti. Erano piccole cosicché risultarono subito bagnatissime, sature di sborra.

Fu un attimo: mia zia si avvicinò in fretta, me le prese e lasciandomi con gli occhi sbarrati, se le infilò, come le avesse appena prese dal cassetto della biancheria. Lucide scie comparvero sulle sue cosce, le aveva lasciate il mio sperma, fluido e appiccicoso.

Ricordi fantastici che fanno parte delle immagini che non ho mai più dimenticato e che ho cercato di ritrovare nei miei amplessi da adulto, spalmando lo sperma sulle cosce delle mie compagne. Subito dopo la zia, bagnata del mio seme, andò nel bagno e la rividi solo molto più tardi.

Nei deliziosi giorni a seguire quasi tutti i giorni ripetemmo il nostro strano e inidentificabile amplesso; lei mi poggiava un po’ di tutto, sul lettino, e io le riempivo di liquido seminale vestagliette, calze, reggiseni, ma soprattutto mutandine: le sue fantastiche mutandine che avrei voluto annusare per tutta la vita. Per mio vanto voglio solo aggiungere che, stoicamente, sopportavo quasi ogni notte un cocente male alle palle, mi ero ripromesso di conservarmi il più possibile “pieno”, per poter riempire abbondantemente gli indumenti intimi della fantastica zietta.

Non c’è mai stato altro, non ci siamo mai toccati; ho intravisto le sue nudità ma non ne ho mai potuto godere appieno, infine, sono certo che lo facesse, ma io non l’ho mai vista masturbarsi.

E questo accadeva oltre 30 anni fa. Da allora non ci siamo mai più visti così assiduamente e nemmeno si è mai accennato, nemmeno con un gioco di sguardi, alla nostra insolita passione.

***

Circa un mese or sono mio zio ci ha lasciati.

La loro casa è in un altro paese, a qualche chilometro da me. Naturalmente ho partecipato ai funerali. Mia zia è stata molto affettuosa e ha voluto che fossi al suo fianco, davanti al corteo, da casa alla Parrocchia del paese. Più tardi, rientrati a casa con altri parenti e qualche amico di famiglia, mia zia, una volta in cucina mi ha abbracciato stretto a sé, in maniera assai confidenziale.

- Ci ricordavamo sempre di te, con la buonanima dello zio; quel periodo che sei stato qui e che facevamo sempre colazione insieme… Quanto tempo, bei ricordi. – poi, asciugati gli occhi dalle lacrime, ha aggiunto, - Adesso sono sola, spero proprio che non ti scorderai di… di… noi; spero che magari troverai un po’ di tempo per venirmi a fare visita. Frastornato ma abbastanza contento dell’invito, non credo di sbagliare se ti confesso che ho avuto la netta sensazione di intravvedere uno strano luccichio, nei suoi occhi.

Giovanna, che devo dirti? Oggi lei ha oltre 60 anni, a dir poco 20 più di me, ma nonostante questo conserva la sua figura estremamente femminile, minuta ma formosa. Sono ben sicuro, conoscendomi, che se non fosse per quei ricordi del passato, non mi soffermerei mai per trovarla attraente, anzi, assai arrapante… invece quei pensieri, da quando mi ha parlato, sono tornati e più eccitanti che mai. Non avrei mai creduto di desiderarla tanto ma non so assolutamente cosa le passa per la mente.

Che devo fare, Giovanna?

Tu sei donna e molto esperta, a quanto pare: che ne pensi? Si è dimenticata di tutto, ha richiuso in un cassetto quel ricordo, diciamo incestuoso, anche se la mia parentela di sangue era con lo zio, oppure anche lei ci ha ripensato qualche volta alle mie copiose sborrate del mattino? Se vado da lei e cerco di spingermi oltre il limite la offenderò o ritieni che lei stessa non aspetti di meglio? Sono tormentato e pieno di dubbi; di una sola cosa sono assolutamente certo: se la zia mi apre la sua porta, il suo cuore e pure le cosce, stavolta non si tratterà più di una sega, la voglio profanare in tutti i suoi buchi… e ripetutamente!

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sesso italiano

Il sesso è come qualsiasi gioco che ci diverte da piccoli, la differenza è che noi adulti più ci divertiamo e più ce ne vergogniamo.

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