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Il passato segreto di una moglie
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Racconto11 min di lettura

Il passato segreto di una moglie

Monica racconta a un amica il proprio passato sessuale e quello presente con il marito.

Monica e Manuel Drake
7 mesi fa · 2k letture · 1

Dopo Kos, passarono un paio d’anni, quando ci fu un’altra occasione di interazione, con il voyeur su una spiaggia deserta della Sardegna.

Fu Manuel a stuzzicarmi. Io, un po’ perché quell’estate ero veramente assatanata, per via dell’imminenza del mio ingresso in menopausa, un po’ per provocarlo, decisi di rimettermi ancora in gioco.

In quell’occasione, non riuscì a nascondermi la sua gelosia e passò ancora un anno, prima di coinvolgermi in un nuovo gioco con un ragazzo francese in Corsica.

Lì, gli andò male: aveva organizzato una specie di competizione con questo ragazzo. Io avrei dovuto segarli contemporaneamente sul bordo della piscina. Chi dei due non avesse sborrato, avrebbe scopato con me. Il ragazzo francese perse clamorosamente, così io feci l’amore con mio marito, con il francese come spettatore.

Realizzai che non solo mi eccitava il timore di essere vista mentre facevo sesso, ma anche che mi piaceva essere osservata direttamente.

Così, in montagna, durante una vacanza di Natale, una volta a casa nostra e un paio di volte in un resort in Spagna, si presentò l’occasione di fare sesso di fronte a un’altra coppia, senza scambio, perché questo non interessa a nessuno di noi due.

Sempre in Spagna, quell’anno, Manuel mi chiese di vedermi scopare con un uomo di mia scelta. Volle essere nello stesso letto, facendo finta di dormire, perché voleva sentirmi godere a pochi centimetri da lui, percependo i sussulti e le vibrazioni da cui sarei stata attraversata durante l’amplesso.

Decisi di accontentarlo per l’ultima volta: ero consapevole che per lui sarebbe stata un’esperienza fortissima e, ritengo, sconvolgente. Gli feci giurare che non mi avrebbe mai più chiesto di farmi scopare da un altro.

Continuammo però i nostri giochi di provocazione. Manuel approfitta del mio innato esibizionismo per farmi vestire in modo sempre molto provocante, ai limiti dell’inaccettabile indecenza.

Presa dal gioco, mi lascio trascinare anche in situazioni di “leggera” interazione con altri uomini, tipo il provocare i venditori di automobili durante un test-drive. Prima iniziammo con Manuel presente, poi ci fu l’escalation, mandandomi da sola, vestita da sballo, scosciatissima. Infine, volle che mi facessi toccare, con la scusa di avere uno sconto sul prezzo dell’auto.

Arrivò quella sera che andai, con un mio ex-allievo, al lago a mangiare una pizza. Doveva essere un’uscita in gruppo ma, per una serie di circostanze, alla fine, ci andai sola con lui. Dopo la cena, in riva al lago, mi fece un sacco di complimenti, poi finì con il mettermi una mano tra le cosce e mi masturbò senza ritegno. Lo lasciai fare, poi, saliti in macchina, lo ricambiai con una super sega. Non ne ebbe abbastanza e, sulla strada del ritorno, mi chiese di fargli un “pompino di addio”, ed io cedetti nuovamente.

Al mio rientro a casa, ovviamente raccontai tutto a mio marito che fu entusiasta che lo avessi, in qualche modo, accontentato, visto che erano mesi che mi chiedeva, per una volta, di rientrare a casa “piena” di un altro uomo. Avere un rapporto sessuale completo, all’insaputa di mio marito, per me era assolutamente inaccettabile, ma così riuscii a soddisfare questa sua fantasia, senza tradirlo e senza dover avere sensi di colpa nei suoi confronti.

Ma sono innumerevoli le volte che facciamo finta di essere amanti o perfetti sconosciuti, inventandoci una marea di situazioni intriganti, dove i nostri dialoghi sono del tipo: “[…] tra i vari impegni e con mio marito sempre addosso, sono riuscita solo oggi a trovare una scusa per uscire da sola.” “Cosa ti sei inventata?” “Che uscivo con una amica.” “Vestita così?” “Eh, lo so che non l’avrà bevuta. Ma pazienza. Tanto sai che con lui non ho segreti. Per cui, appena tornerò a casa, gli dirò che ci siamo incontrati.” “Gli dirai anche che abbiamo fatto sesso?” “Certo. Anche perché gli sarebbe difficile credermi se gli dicessi che non l’abbiamo fatto, con me vestita come una prostituta d’alto bordo…” “Come pensi che reagirà?” “Vorrà che gli racconti tutto nei minimi dettagli: vorrà sapere cosa ci siamo detti, dove siamo andati prima, il posto dove ci siamo fermati, come abbiamo iniziato, dove mi hai messo le mani, come ti ho fatto venire, e via così, con i dettagli più pornografici. Alla fine, vorrà scoparmi anche lui.” “E tu lo farai scopare?” “Che domanda! Certo, è mio marito. Lo amo tantissimo e devo solo ritenermi fortunata se mi concede qualche distrazione in cambio solamente dei miei racconti e di un po’ di sesso che, comunque, piace molto anche a me.” “Sono geloso!” “Sono cazzi tuoi!”

Dopo pochi mesi dalla vacanza in Spagna, arrivò il lock-down, che ci costrinse alla clausura forzata che vivemmo molto serenamente e in piena armonia, arrivando a mettere, nero su bianco, i nostri ricordi e le nostre esperienze sessuali.

Iniziò per gioco, per eccitarci noi due. Infatti, quante volte interrompemmo la scrittura per scopare, trascinati dalle situazioni che ci tornavano alla mente. Ne vennero fuori due libri che stanno avendo un buon successo di pubblico.

Tutto quanto narrato è pura verità: alcune parti di contorno, non essenziali, sono un po’ romanzate per esigenze narrative, ma tutte le situazioni sessuali sono assolutamente reali.

Se avessimo voluto scrivere fantasie, lo avremmo fatto senza metterci in prima persona e dover poi affrontare problemi di anonimato e tutto quanto ne consegue.

Con il ritorno alla normalità, tornammo ad uscire per andare al ristorante o a ballare. Io potei riprendere a soddisfare il mio esibizionismo e Manuel a goderne a dismisura.

Ma, si sa, certe inclinazioni non possono essere cancellate da una promessa, così tornai a vedere in Manuel una certa sofferenza, derivante dal desiderio di vedermi interagire ancora con altri. Cercai di allentare la mia rigidità verso gli altri maschi e gli concessi un paio di interazioni “giocose” in altrettante serate piccanti, che però si limitarono a farmi corteggiare e a lasciarmi toccare un pochino dallo sprovveduto di turno. Ma le serate si conclusero, immancabilmente, con noi due che scopavamo come dannati in auto.

Però, sento che a mio marito ciò non basta più. Certo, fedele al suo giuramento, non mi fa alcuna pressione o richiesta, limitandosi solo a raccontarmi le sue fantasie nei nostri momenti di intimità, ma sento che c’è sofferenza in lui: ha bisogno di rivivere un’altra esperienza, nella quale mi veda scopare con un altro.

Io sono combattutissima: da un lato per via della mia repulsione per gli altri uomini, dall’altro per la mia totale devozione al mio uomo che, con ogni mia forza e possibilità, voglio vedere sempre felice, soddisfatto e appagato.

Sicuramente, se ciò sarà, dovrà essere qualcosa di non programmato, dovrà nascere spontaneo, magari durante una vacanza, come in tutti gli episodi precedenti.

Forse, solo così, riuscirò a lasciarmi andare e a fargli vivere una nuova ed emozionante trasgressione.

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Sposati da circa diciotto anni, siamo una coppia, all'apparenza, irreprensibile, con numerose relazioni sociali. Viviamo il nostro amore e la nostra grande complicità all'insegna di un sesso spinto, coinvolgente, solare, allegro e intrigante, che per noi è gioia, fantasia, curiosità. La nostra attività erotico-letteraria è presentata nel sito web https://monicamanueldrake.com

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Commenti 2

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  1. Anna

    Bellissimo racconto, complimenti!

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