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Sesso con Barbara
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Racconto20 min di lettura

Sesso con Barbara

Barbara è una fotomodella ventisettenne. Stefano, trentotto anni, è un fotografo sulla cresta dell’onda. Fidanzati da tre anni, sono entrambi benestanti e vivono il loro amore negli anni ’70, quando la mentalità borghese e bigotta, ancora dominante, contrastava con il crescente desiderio di libertà che si diffondeva tra i giovani. Questo estratto dalla nostra recente raccolta di racconti “Anima porcella” è ambientato nel Novembre del 1972, nella rinomata località sciistica del Sestriere.

Monica e Manuel Drake
2 anni fa · 508 letture · 2

Con assoluta nonchalance, mentre partecipava alla conversazione con gli uomini seduti davanti, tentava di arrivare a toccarmi le parti intime.

Io non la ostacolai, sia perché ciò che stava facendo non era molto diverso da quanto avrebbe fatto nuovamente quando saremmo stati a casa sua, sia perché la sua azione, così sfacciatamente porca, mi intrigò tantissimo, tanto che slacciai un paio di bottoni della pelliccia pur di favorirla.

Entrati in casa, di cui conoscevo bene l’ubicazione degli ambienti, aiutai la mia amica a raccogliere i soprabiti e a riporli in uno stanzino. Stefano e Franco si occuparono di accendere il camino e Massimo portò i liquori con alcuni stuzzichini.

Noi ragazze ci posizionammo sul divano, i ragazzi sulle poltrone a lato.

Data la presenza di Carla e di suo marito, che non avevano mai partecipato ai nostri incontri intimi, ci volle un po’ di tempo e qualche bicchierino di Genepy per scalfire il loro evidente imbarazzo.

Al solito fu Alessia, la più esuberante di tutti, che ruppe gli indugi, con la scusa di rimarcare come fosse sexy e sfrontato il mio “non vestito”, e la strage di ammiratori che avevo mietuto al ristorante e in discoteca.

Mi fece alzare in piedi e mi invitò a fare una piccola sfilata a favore dei presenti. Mentre passavo con atteggiamento seducente davanti a tutti, lei sottolineava quanto fosse invitante il mio culetto a mandolino e quanto ritte fossero le mie tette.

“E quelle cosce, signore e signori? Vi immaginate quanta potenza possono imprimere ad una scopata? Vero, Stefano?” domandò con tono solenne, suscitando l’approvazione di tutti, in special modo quella del mio Amore che, molto divertito, non poté far altro che confermare.

“Adesso, però, mi rivolgo solo a noi signore…” proseguì guardando Carla, “Non siamo curiose di saggiare la consistenza delle fattezze della splendida Barbara?”

Scoppiai a ridere e mi venne istintivo saettare Stefano con lo sguardo, alla ricerca di un suo cenno di consenso. Lui ricambiò annuendo e, con un gesto della mano, mi invitò a rispondere alla provocazione della padrona di casa dall’irrefrenabile malizia.

“Ok, chi vuole essere la prima?” domandai, piazzandomi di fronte alle mie amiche.

“Guarda, piacerebbe a me essere la prima, ma cedo volentieri a Carla il privilegio, visto ciò che già mi hai lasciato fare quando eravamo in macchina…” mi rispose, e scoppiò in una fragorosa risata, seguita all’istante dalla mia e da quella di tutti gli altri, esilarati dalla sua piccantissima rivelazione.

Carla, mal celando la sua contentezza di toccarmi, scattò in piedi. Però, poi finse di indugiare, ma i suoi occhi scintillavano e le sue dita stavano già assaporando le mie carni.

Lanciò un’occhiata complice al marito, quindi le sue mani si appoggiarono veloci sulle mie chiappe e presero a tastarle con forza ed insistenza.

“Allora, cosa ci dici?” intervenne Alessia alla volta dell’amica.

“Mmm… Direi… Molto consistenti, al tatto…”

Gli uomini risero nuovamente e applaudirono.

“…al tatto. Ok. Ma, se ti chiedessero un giudizio più approfondito? Ad esempio, se sono profumate?” la provocò nuovamente Alessia.

“E certo che sono profumate!” esclamai con tono fintamente indignato.

“Lascia fare, Barby, lascia fare…” replicò, invitando Carla con un cenno ad abbassarsi dietro di me e verificare.

Istintivamente, protesi il culetto all’indietro e attesi la mossa di Carla.

Lei non si accontentò di avvicinare il naso ad un mio gluteo, ma si aggrappò ai miei fianchi, tuffò letteralmente il viso tra le mie chiappe ed aspirò profondamente.

“Wow!” fu la reazione degli uomini che fece guadagnare a Carla tutta la loro entusiastica approvazione per l’intraprendenza dimostrata.

Raggiante, si alzò e ringraziò con un inchino. Intanto, io stavo già bagnandomi.

“Molto bene. Ora, saranno gli ometti a dover rispondere a qualche domanda su Barbara. Ovviamente, Stefano è esonerato, perché, in tre anni, Barby se la sarà fatta in tutti i modi immaginabili e sarebbe troppo facile.” proseguì Alessia.

Stefano rispose facendo “Ok!” con le dita e con il sorriso esteso da orecchio ad orecchio. Io gli strizzai l’occhio, pensando che quanto asserito da Alessia era totalmente vero: feci l’amore con Stefano dopo nemmeno un’ora che ci conoscevamo e, da quel giorno, abbiamo fatto sesso almeno cinquecento volte, in tutti i modi e in tutte le posizioni fisicamente concepibili, senza risparmiarci parecchie trasgressioni, come quelle con Alessia e Massimo.

“Iniziamo con Franco: c’è qualcosa che vuoi chiedere a Barbara circa la sua vita sessuale?” domandò Alessia, dandosi un’aria da intervistatrice professionale.

“Ehm… Qual è la tua posizione preferita?” esordì Franco, dopo essersi schiarito la voce e aver lanciato un’occhiata a Carla, quasi volesse chiederle perdono per la sua audacia.

“Banale, banale…” intervenne Alessia che si attendeva qualcosa di più hot.

“L’amazzone, direi.” risposi senza farmi problemi.

Alessia sciolse le redini del gioco: “Max, amore, giochiamo un po’ più pesante. Avvicinati a Barbara e inginocchiati davanti a lei…”

Senza esitare, Massimo eseguì le istruzioni della sua fidanzata. Mise il viso a nemmeno venti centimetri dal mio pube ed io portai le mani sui fianchi, rimanendo ad osservarlo dall’alto.

“Ora dicci, sinceramente: cosa ti piace della passera di Barbara?”

“Tutto!” rispose prontamente, suscitando un’altra risata generale.

“Ma quanto sei prevedibile anche tu, Max! Cerca di trovare, che so, un dettaglio, un qualcosa che ti attira particolarmente e che a noi forse è sfuggito…” lo riprese Alessia con vigore.

“Beh… Se proprio devo essere sincero…” si voltò verso Stefano: “Perdonami Ste’… Ma una cosa che mi fa impazzire è questa distanza…” spiegò, aprendo il pollice e l’indice, avvicinandoli sotto il mio inguine e misurando la larghezza del mio cavallo, tra l’interno delle cosce.

“Quando gliela tocchi, ti ci riempi la mano, senza che debba aprire le gambe!” osservò con arguzia Carla.

“Ecco, brava. È proprio quello che volevo dire…” concluse Max rialzandosi.

“Grazie, caro.” gli dissi, dandogli un bacio sulla guancia.

“Dai, Barby. Sii generosa… Fai provare a Max ciò che Carla ha descritto così bene. Sempre che Stefano sia d’accordo, s’intende…”

Il mio Amore annuì divertito. Max era incredulo per l’invito rivoltogli proprio dalla sua donna, mentre io sentii corrermi un brivido lungo la schiena, per la prospettiva di essere toccata, dopo tanto tempo, da un altro uomo che non fosse il mio.

“Posso?” mi domandò quindi Max, che aveva già preparato la mano con il palmo rivolto all’insù e le dita unite. Gli sorrisi in modo rassicurante.

Calò un silenzio di tomba e gli occhi di tutti erano puntati sulla mano di Max che si spostava in direzione della mia carnosa patatina, impacchettata nel pantalone impalpabile e nel body in pizzo aderentissimo.

Mi fissava negli occhi, pregustandosi le sensazioni che avrebbe ricevuto quando si sarebbe ritrovato nel palmo la mia splendida ed invitante fica. Avvicinava la mano lentamente, perché sapeva che, dopo il primo contatto, avrebbe avuto a disposizione solo pochi istanti di piacere, prima di doverla togliere, per una questione di rispetto nei miei confronti e per non apparire “morto di figa” agli occhi degli altri e della sua fidanzata.

Appena ebbi la percezione del primo contatto, mi venne istintivo chiudere gli occhi e protendere impercettibilmente il pube in avanti, quasi a volerlo favorire nell’oscena manovra.

Provai un po’ di imbarazzo constatando che, quando la pressione delle sue dita si fece un po’ più intensa, colai una buona dose di miele. Max se ne accorse ma, molto signorilmente, non ne fece cenno e interruppe senza indugio la sua presa.

Tutti applaudirono e lui osservò: “Il paradiso, il paradiso… Questa mano non me la laverò più…”

Il gioco mi lasciò parecchio emozionata ed eccitata. Ebbi la necessità di bermi qualcosa, poi di andare da Stefano e fargli un po’ di coccole, sentendomi un po’ in colpa per l’assoluta disinvoltura con la quale mi ero prestata alle provocazioni di Alessia e ai suoi scherzi erotici.

Come se ognuno di noi avesse avuto dentro di sé una sorta di “timer”, sincronizzato con quelli di tutti gli altri, senza dovercelo comunicare a voce fummo concordi che il tempo dei giochi e degli scherzi era terminato.

Ora, per chi lo voleva, si sarebbe passati allo step successivo della nostra riunione.

Mi sedetti sulle gambe di Stefano, presi a baciarlo appassionatamente, gli slacciai alcuni bottoni della camicia e vi insinuai la mano, facendola correre sui sodi pettorali.

Lui ricambiava le mie attenzioni facendo giocare la lingua con la mia, abbracciandomi con forza e accarezzandomi le gambe e il culo.

Dando le spalle al centro dell’ambiente, potei solo immaginare che anche le altre due coppie stessero facendo, più o meno, come noi, dato che non sentivo più le loro voci, ma solo qualche sospiro e qualche schiocco di labbra.

Staccai per un attimo la bocca da quella di Stefano, mi alzai in piedi e sfilai l’abito che lasciai cadere a terra, restando solo con il body. Prima di tornare sopra al mio uomo, mi voltai velocemente ed ebbi conferma di non essermi sbagliata: Massimo e Franco erano entrambi seduti sul divano con le rispettive donne avvinghiate a loro, sebbene ancora parzialmente vestite.

Prima di andare avanti…

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