Mi chiamo Francesca, Francy per gli amici, sono Siciliana e ho 31 anni. Questa storia che voglio raccontarvi e mi successo tempo fa è vera.
Sono mora, occhi verdi, capelli lunghi e lisci. Sono alta 170 cm per 55 kilogrammi. Insomma, sono una bella stangona sicula. Ho una formazione lirica, iniziata all’età di sedici anni. Sono laureata in Canto Jazz al Conservatorio di Messina, ma per arrivare dove sono adesso ho dovuto fare delle scelte coraggiose.
Ricordo che quando iniziai a lavorare come estetista, con il mio primo stipendio ripresi le lezioni di canto, pop però, ho conosciuto molta gente di supporto, che mi hanno aiutata tantissimo. Due anni dopo decisi di lasciare il lavoro per dedicarmi esclusivamente al canto. Un giorno mi è capitato di vedere sui social la sponsorizzazione del Maestro G. per il suo gruppo, mi sono presentata alle audizioni e mi hanno presa. Lì ho conosciuto persone meravigliose.
Purtroppo, però, quell’esperienza si è interrotta, è stato davvero un peccato. Per fortuna mi è arrivato l’invito di un provino musicale e ho accettato senza pensarci due volte. Ne parlai con il mio fidanzato. Lui mi disse che voleva accompagnarmi a tutti i costi. Gli dissi che non c’era bisogno di accompagnarmi, e dopo un periodo di polemiche mi permise di andarci da sola. Sinceramente a questi eventi ho sempre voluto andarci da sola, altrimenti non riesco ad essere a mio agio.
L’invito in questione era che una nota compagnia lirica cercava una cantante, perciò partii da Catania per raggiungere la Laguna. Li dovevo incontrare il direttore artistico, cioè l’impresario della compagnia, il dottor Adriano P.. Un avvocato con la passione per lo spettacolo. È un uomo sulla cinquantina alto, brizzolato dagli occhi di un azzurro strano quasi grigio, bel tipo limpido e scherzoso come tutti i Veneti.
Arrivata nella laguna andai nell’hotel che avevo prenotato e mi misi a riposare un po’. Quando mi svegliai mi feci una doccia e mi preparai per la serata del provino. Preparai per l’occasione reggi e mutandine nere di pizzo, e un vestino che mi arrivava fino al ginocchio. Dipinsi le unghie delle belle mani e dei miei bei piedi numero 39 con un bel smalto rosso fuoco, e mi apprestai a raggiungere l’uscita. Per fortuna il provino si teneva a solo 2 chilometri da dove alloggiavo, quindi è stato facilissimo per me raggiungerlo.
Raggiunto il teatro erano circa le 19:00 dove dovevo tenere il provino, mi accolse una segretaria al quanto anziana, così registrato i miei dati mi fece andare ad accomodare nell’anticamera. Passarono circa 15 minuti, fin quando la tipa in questione mi chiamò: «Francesca Sorbello, prego può entrare nella stanza numero 7. Mi alzai da dove ero seduta e raggiunsi la porta che la donna mi aveva appena indicato, entrai e c’erano tre persone sedute di lato di su di una scrivania.
Salutai tranquillamente: «Buonasera»
«Buonasera», mi risposero i tipi… che non mi toglievano gli occhi di dosso. «Beh, non le diciamo di presentarsi perché abbiamo visto il suo video online di presentazione più il curriculum, devo dire che ha una bella voce.
«Grazie» risposi entusiasta.
«Le chiediamo però di cantare un piccolo pezzo di Two hot Two tight.»
Feci un lungo sospiro, e acconsentii. Cantai in quel momento sentendomi libera. Mentre vedevo gli occhi di tutti e tre i giudici addosso a me, e notai anche il dottor P. di lato, che mi stava mangiando con gli occhi, squadrandomi dalla testa ai piedi.
Finito di cantare, dopo cinque secondi di silenzio, le persone presenti in quella sala, compreso il dott. P., mi fecero un lungo applauso.
«Brava, non possiamo negare che ci hai entusiasmato, mi disse il tizio al centro.»
«Grazie» le risposi, la notizia le arriverà a breve tra questi giorni, dopo che finiamo il giro dei provini»
Sorrisi leggermente, speravo solo di aver fatto buona impressione.
Salutai, ed uscii dalla stanza, in quell’attimo mi sentii chiamare. Era il Dottor P..
«Salve, signorina Francesca complimenti» mi disse, tendendomi la mano.
Io gli porsi la mia, lui ma la baciò con sensuale galanteria, mentre alzava gli occhi per scrutare i mie esclamò: Incantato di tanta bellezza soave, inoltre ha una bella voce.
«Tentai di nascondere il mio imbarazzo misto a piacere»
Sorridendo, ed esclamando un solo: «Oh grazie.»
«Prego» mi disse lui. «Com’è stato il viaggio dalla Sicilia»
«Tranquillo, tutto sommato» risposi.
«Che ne dice se stasera, ceniamo insieme?»
A quella domanda mi bloccai per un attimo, avevo promesso al mio fidanzato che dopo il provino sarei ritornata nella mia stanza d’hotel e passare una serata con lui al telefono. È stata una di quelle rare volte che non sapevo che fare. Lui era quello che faceva girare tutto là dentro, se magari non avessi accettato l’invito sicuramente si sarebbe perso tutto quello per cui ho lottato da una vita.
In quell’attimo mi suonò il telefono all’interno della mia borsa che avevo preso dallo stanzino non appena ero uscita dal provino.
«Scusi un attimo dottore…» dissi, allontanandomi e rispondendo alla chiamata.
Era il mio fidanzato.
«Pronto ciao» le dissi.
«Ciao com’è andato il provino?»
«Sembra che sia andato tutto bene, sono rimasti entusiasti» le dissi.
«Allora ora vai in hotel?» mi disse.
«Senti…» le dissi «Qui mi hanno invitato a cena con tutti gli artisti che sono venuti a fare il provino, mi sembra brutto se non accetterei… Appena arrivò in hotel ci sentiamo, così metto anche il telefono in carica che ce l’ho scarico, ti va?»
«Va bene…» mi disse lui un po’ seccato.»
Salutai e staccai il telefono. Il dottor P., era poco distante da me che aveva sentito tutto, e mi fece un corresponsabile occhiolino. Mi sentivo al quanto perplessa in quel momento, quando notai la fede nelle dita del dottore. E anche a lui in quel momento squillò il telefono, e capì che era la moglie. Anche lui inventò la solita scusa che farà tardi a casa per via del lavoro. Finito la telefonata, volli stuzzicarlo, imitandolo, perciò le feci anche io l’occhiolino.
«Cena nel ristorante in laguna» mi disse a bassa voce. «Aspettami nel retro, prendi le scale, c’è il retro del cortile che è sempre deserto, passero io a prenderti con la macchina.»
Feci come disse il dottore, presi le scale ed arrivai nel retro-cortile ad aspettarlo.
Passarono 10 minuti, e il dottore arrivò con la sua auto. Sgranai gli occhi quando constatai che si trattava di una Lamborghini Venano Roadster, che sicuramente era una delle più costose, perché avevo visto la sua pubblicità al tg nella rubrica motori insieme al mio fidanzato e costava oltre i 7,63 milioni di euro. Il mio fidanzato come auto ha una fiat palio e a confronto a quella del dott. P. non ne vale nemmeno la polvere.
Il dottore mi vede mi fa un cenno, e mi fa salire di fianco a lui.
Mi guarda con passione, e il suo occhi cade sulle mie gambe, e sui i miei piedini curati. Dicendomi che sono bellissima.
«Dove vuole che andiamo allora?» mi domanda il dottore, mentre ci allontaniamo da li.
«Non so dottore… non conosco la zona. Ci pensi lei.»
«Volentieri. Ci penso io, conosco un bel posticino.»
Sorrido, e acconsento.
«Ho letto il suo curriculum, lei è siciliana… di Catania, ma ha studiato a danza arte musica e spettacolo a Messina. Adoro la Sicilia, e le siciliane, siete calde e passionali.
