Mi chiamo Marco ho 50 anni e sono sposato con Valeria da 30 anni. Abbiamo 2 splendidi figli, un maschio, Andrea, di 29 anni e la femmina, Lucia, di 27. Valeria ha la mia stessa età, è magra, bruna, occhi scuri, un bel seno che riempie una 4ª misura, un bel culo tondo e sodo, ama molto esser fine ed elegante. Da ragazza ha avuto un’educazione molto rigida e solo con me si è lasciata un po’ andare ai piaceri della vita. In effetti la nostra vita sessuale non ha grandi sconvolgimenti, perché a lei piace molto la classica scopata alla missionaria, raramente lo prende in bocca o se lo lascia infilare nel suo splendido culetto. Lavoro come dipendente di una grande azienda produttrice di energia elettrica, mentre lei, dopo aver lavorato molti anni come segretaria d’azienda, ora fa la casalinga, perché quell’azienda è finita in fallimento. Abbiamo avuto, fino ad oggi, una vita molto tranquilla, senza scossoni, ma ultimamente avverto, dentro di me, il forte desiderio di cambiare il nostro monotono modo di far sesso. Ho voglia di apportare dei cambiamenti e, soprattutto, desidero disinibire questa donna, che mi sembra, dopo la perdita del lavoro, si sia lasciata un po’ andare. Per realizzare questo mio progetto, ho deciso che, dopo tanto tempo, in occasione delle feste di Natale, di regalarle un po’ di intimo particolare. Sono andato in un negozio specifico e, con molta serenità ed oculatezza ho scelto dei capi più idonei per lei. Arrivato a casa, la notte della vigilia, una volta rimasti soli, scartammo i regali. Alla vista dell’intimo, lei si è missa a ridere e ha detto che non aveva più l’età per quelle cose. Le avevo regalato uno slip nero con i bordini di pizzo, completamente trasparente, un paio di autoreggenti e un reggicalze perfettamente coordinato, oltre ad un reggiseno sempre di colore nero, ma con del pizzo finissimo trasparente, che modellava il suo meraviglioso seno. Le ho chiesto di indossarli, ma ha risposto che era troppo tardi e siamo andati a dormire. Nel letto proseguimmo a parlare e fui richiesto come mai avessi pensato a regalarle un intimo così spinto.
«Amore, scusa, ma perché mi hai regalato queste cose tanto particolari che mi farebbero sentire a disagio ad averle addosso.»
«Te le ho regalate perché ti trovo ancora bella e sensuale e vorrei che la nostra vita sessuale avesse un po’ di pepe in più. Da quando hai lasciato il lavoro, ho come l’impressione che tu ti sia lasciata andare. Non che ti trascuri personalmente, ma ti sento spenta, come se il sesso non fosse più fra i tuoi interessi. Ho voglia di risvegliare la tua passione che, anche se non è mai stata molto intensa, ora mi manca. Mi piacerebbe che domani tu indossassi quelle cose in occasione del pranzo di Natale con tutti gli amici e parenti.»
Lei mi ha risposto che voleva pensarci. La mattina dopo ci siamo svegliati sul tardi e, fatta colazione, poiché dovevamo stare a pranzo fuori, indugiamo ancora un po’ nel letto, per poi iniziare a prepararci. Quando lo fece lei, il mio cuore prese a batter forte, ma vidi che, nel vestirsi, indossò uno slip semplice, allora la ripresi, sostenendo che non mi piaceva.
«Dai, amore, metti queste!»
Lei mi rivolge uno sguardo meravigliato e ribatte:
«Ma sei pazzo? Saremo insieme a parenti ed amici, come potrei indossare cose così spregiudicate e particolari?»
Io le rimandai uno sguardo sorridente e continuai ad insistere.
«Ma dai, tanto lo so solo io; chi dovrebbe vederti? Sarà un nostro piccolo segreto, una nostra lieve complicità.»
Fece un sospiro di autocompiacimento e, lentamente, iniziò a mettersi gli slip regalati, dopo le autoreggenti e infine, sul reggicalze, iniziò a titubare.
«Coraggio, che stai benissimo! Sei veramente stupenda!»
Lei mi accontentò e, prima che indossasse la gonna, l’ho presa per mano e l’ho portata in bagno e, dopo averla fatta sedere sullo sgabello, le ho detto di lasciarmi fare. Mi son inginocchiato fra le sue cosce e, utilizzando il mio rasoio, le ho aggiustato il pelo sotto gli slip. Ero tremendamente eccitato al solo sapere che lei indossava quell’intimo così ricercato e lei non nascondeva di esser imbarazzata. Quegli slip non nascondevano i suoi glutei che, alla sua età, erano ancora così sodi e lisci. Sopra indossò una gonna nera, con un leggero spacchetto laterale che le arrivava fino al ginocchio. Completò il tutto con un leggero filo di trucco ed un paio di scarpe con tacco non troppo alto.Arrivammo al ristorante, salutammo tutti e ci scambiammo i vari saluti; lei era seduta assieme a mia sorella e sua cognata e, mentre si rideva e scherzava, lei non si era accorta di aver leggermente divaricato le gambe e, di fronte, c’era Walter, il fratello di mio cognato, che subito puntò gli occhi su di lei. Egli è un bel maschio di 45 anni, con un certo fascino, ha sempre scherzato con mia moglie e, in più occasioni, l’ha sempre corteggiata in maniera discreta ma insistente. Io ero eccitatissimo. Era chiaro che, dal posto dove era seduto, riusciva a vedere tutto e, sicuramente, non si sarebbe lasciato sfuggire l’occasione di ammirare le sue splendide cosce. Infatti ho visto che si abbassò per raccogliere il tovagliolo e guardò in mezzo alle gambe di mia moglie, che non si era accorta di nulla.
Avrei voluto intervenire, ma il gioco mi piaceva troppo: anch’io riuscivo a vedere la trasparenza dello slip, poi lei si alzò e tutto finì li. Ero al culmine del piacere e della gelosia: mia moglie, così seria ed elegante, che veniva guardata da un altro uomo. Mi allontanai per andare in bagno. Uscito, trovai Walter che si era seduto lì vicino; feci finta di nulla, però mi accorsi che i suoi occhi non si staccavano dal corpo di mia moglie. Lei continuava ad esser ignara di tutto. Ritornai al tavolo e, nel mettermi seduto, notai che Walter si era seduto di fronte a lei. Eravamo presi a ridere e scherzare, ma notai che, più di una volta, si abbassò per allacciarsi le scarpe: mi erano chiare le sue intenzioni. Non riuscivo a credere che, l’idea che un altro uomo potesse desiderare mia moglie, mi eccitasse così tanto. Finimmo di mangiare e mia sorella ci chiese di andare a casa con altri parenti, per giocare a carte: noi accettammo. Appena arrivati, mentre salivamo le scale, finsi di aver dimenticato qualcosa in auto e, quindi, li lasciai che salivano: mia sorella davanti, poi Tania, la moglie di Walter e, davanti a lui, mia moglie. Arrivando immediatamente dietro di loro, ho percepito l’imbarazzo di mia moglie che cercava di mettersi quanto più defilata possibile, ma, nonostante ciò, era evidente che lei cercava di abbassarsi la gonna, ma le autoreggenti ed il perizoma erano anche fin troppo visibili. Quando giungemmo quasi in cima alle scale, lui si è girato verso di me e ci siamo scambiati un’occhiata, consapevoli del fatto che entrambi avevamo visto tutto quello che c’era da vedere. Nessuno di noi due disse nulla, entrammo in casa e ci mettemmo comodi. Avevo il membro durissimo: mia moglie, vestita così, mi aveva riacceso tutte le sensazioni possibili. Poi, mentre stavamo giocando, Walter si era messo seduto davanti a lei e, in più di un’occasione, ho notato che spesso si abbassava per raccogliere sempre qualcosa da terra e, in un paio di occasioni, anch’io mi son abbassato ed ho visto che sbirciava fra le cosce di mia moglie, che lei teneva divaricate sotto il tavolo. La serata finì sul tardi e, mentre si tornava a casa, io e lei, in auto, parlavamo dei fatti salienti che avevano movimentato la giornata. Giunti in camera, lei è andata in bagno a togliere il trucco: io sono entrato e le ho detto che avevo molto apprezzato per come era vestita, ma lei ha risposto che, invece, a lei era sembrato un po’ troppo esagerato. Le ho alzato la gonna e le ho passato le dita sulla vagina: ero troppo eccitato. Le ho confessato che, nel salire le scale, si era visto tutto e che, pure Walter, aveva visto tutto.
«Accidenti, che pessima figura ho fatto! Chissà cosa penserà di me?»
Il tono della sua voce era incerto ed era alquanto arrossita, ma io le ho spostato gli slip ed ho notato con stupore che era già umida. Ho iniziato a masturbarla e lei ha chiuso gli occhi; io, preso dall’eccitazione, ho ripreso a parlare, mentre proseguivo a masturbarla.
«Sicuramente Walter avrà visto tutto e mi è sembrato anche molto interessato alle tue splendide cosce, al punto che, per tutto il pomeriggio, quando eri seduta al ristorante, avevi un po’ aperto le gambe e ti si vedeva la fica tra gli slip trasparenti. È stata una cosa incredibilmente eccitante.»
Lei non ha risposto, ha continuato a tenere gli occhi chiusi, ma la sentivo ansimare, sentivo i suoi umori riempire abbondantemente le mie dita, che ora la masturbavano più vigorosamente. Mi son accorto che era particolarmente eccitata. Per il passato non avevamo mai avuto rapporti sessuali molto intensi, lei si mostrava sempre più che inibita per certe cose, ma, quella sera, stranamente, la sentivo particolarmente languida e lasciva. Le ho slacciato il vestito e, completamente nuda, con indosso solo l’intimo che le avevo regalato, ho potuto constatare che il sottile reggiseno mostrava i suoi capezzoli durissimi ed anche il suo respiro era alquanto accelerato. Continuando a masturbarla, ho ripreso a sussurrarle ciò che avevo visto.
