Mi chiamo Stefano e, fra pochi giorni, avrò 62 anni. Sono di media statura, ma con il corpo ben curato che non dimostra gli anni dell’età anagrafica. Mantengo molto allenato il mio fisico, facendo come minimo un’ora al giorno di nuoto. Porto i capelli molto corti per mascherare un principio di calvizie e, sessualmente parlando, ha una dotazione oltre la norma, sia in lunghezza che circonferenza. Di professione sono architetto e da 25 anni sono sposato con Anna, che ha 15 anni meno di me. Anna è una donna bellissima, che cura il suo corpo in maniera maniacale. È alta un metro e ottanta e ha una capigliatura nera e lunga davvero splendida. In effetti non ha nemmeno un capello bianco. Nei suoi meravigliosi 45 anni, lei ha sempre mantenuto il suo fisico in perfetta forma e, anche la gravidanza, non ha in nessun modo intaccato la sua bellezza. Il suo seno è una quarta, bella tonda, che sembra frutto di un lavoro di un chirurgo estetico, mentre è naturale al 100%. Il suo ventre è piatto ed ha un culo bello tondo, sodo ed alto, che sormonta due cosce stupendamente lunghe e ben affusolate. La sua bocca è ampia e le sue labbra sono carnose. La nostra storia è cominciata quando suo padre, un facoltoso imprenditore specializzato in lavori edili stradali, contattò lo studio dove io lavoravo come architetto, per chiedermi di realizzare un progetto molto particolare: voleva una magnifica villa per la sua figlia ventenne. È stato in quell’occasione che ho conosciuto Anna e il fatto di stare sempre una accanto all’altro nel progettare quella sua nuova dimora, ci ha fatto innamorare. Sono rimasto affascinato dal fatto che, nonostante fosse così giovane, aveva un carattere forte, determinato, e molto sicura di sé. Nello stesso tempo, era la donna più dolce del mondo, quando stava al mio fianco, perché anche lei era rimasta affascinata dalla mia sicurezza e, soprattutto, dal modo gentile e molto educato con cui la trattavo. Dopo poco tempo, siam finiti a letto insieme. È stata una notte di sesso sconvolgente, dove lei ha dato prova di tutta la sua esperienza. La sua bocca era qualcosa di travolgente, ingoiava il mio cazzo fino alle palle, cosa che mi ha veramente fatto impazzire di piacere e la sua fica era qualcosa di assolutamente unico: una superba fonte da dove sgorgava nettare in continuazione, aveva orgasmi a ripetizione, senza soluzione di continuità. L’unico suo neo era di aver ancora il culetto vergine, ma, dopo il primo anno di matrimonio, sono riuscito a farle apprezzare anche quel nuovo tipo di piacere. Perdere la sua verginità anale è stato un momento veramente molto bello, dove io ho dato sfoggio a tutta la mia abilità nel preparare quel foro ad esser iniziato a nuovi piaceri.
Per prima cosa, l’ho scopata fino a sfinirla e, una volta sazia e rilassata, ho iniziato a preparare il suo buchetto, lavorandolo con lingua e dita, lubrificandolo in maniera molto abbondante e così, quando le ho spinto dentro la cappella del mio cazzo, lei ha avuto solo un breve attimo di bruciore, quando ho varcato la soglia dello sfintere, per poi lasciarle il tempo di abituarsi, così da farle provare solo piacere. Ne è stata così felice che, per molto tempo, oltre ad una bella scopata, preferiva anche farsi inculare con forza e vigore. Tutto questo è proseguito fin quando non si è ritrovata incinta e, anche dopo, non ha disdegnato di concludere una bella scopata, con un orgasmo forte appagante mentre sentiva me che le inondavo il culo. I nostri anni di matrimonio sono stati sempre bellissimi. La nostra vita sessuale è stata un crescendo di emozioni e di intense scopate molto appaganti. A questo va aggiunto che ho sempre apprezzato gli sguardi che altri maschi le rivolgevano, indugiando sulle sue forme e, dentro di me, ne ero inorgoglito. Lei, però, non ha mai fatto niente per provocare situazioni di quel tipo e anch’io non afferravo bene le sensazioni che provavo nell’avvertir piacere per quell’involontario esibizionismo. La svolta avvenne circa cinque anni fa, durante il matrimonio di mio nipote. In quell’occasione Anna era semplicemente magnifica. Il suo abito era asimmetrico, con un top sagomato che le accarezzava la figura e sottolineava il punto vita, mentre le varie lunghezze del vestito davanti si aprivano liberamente sulle gambe, leggere e svolazzanti, lasciando intravedere le forme attraverso un discreto nude look. Ai piedi calzava delle décolleté nere tacco 12, legate alla caviglia con un cintino. Dopo la sposa era la donna più bella della festa. Durante il ricevimento, una simpatica orchestrina suonava per intrattenere gli ospiti e molti maschi erano venuti al nostro tavolo per invitarla a ballare. È stato quello il momento in cui, osservando mia moglie stretta fra le braccia di altri uomini, improvvisamente, mi si è aperta la mente: quella cosa mi faceva impazzire di piacere! Quello che mi mandava ai pazzi era il fatto che mi rendevo conto che molti di loro, in maniera più o meno velata, strusciavano il loro inguine gonfio, contro il ventre di mia moglie. È stata una sensazione incredibilmente forte, contrastante, ma che, nello stesso tempo, mi ha procurato una eccitazione così forte che ho dovuto faticare molto, per mascherare il grosso bozzo che avevo sul davanti dei pantaloni. Ricordo che quella sera, dentro il nostro letto, l’ho scopata in modo bestiale. Sembrava insaziabile. La sbattevo con un vigore ed una passione così forte, che quasi non mi sembrava vero. Dopo anni, mi sembrava di scopare mia moglie come nei primi tempi di matrimonio. Sembrava insaziabile. La sbattevo con un vigore ed una passione tale che quasi non mi sembrava reale. Nella mente mi folgorava l’idea di immaginarla sotto un altro maschio che la pompava con estremo ardore. Questa cosa è andata avanti per alcune sere e, poiché, come già detto, Anna è una donna intelligente, ha notato subito questo rinnovato ardore nei nostri amplessi. Dopo una ennesima scopata, in cui l’ho sentita godere bene ed a lungo, mentre eravamo abbracciati a farci le coccole, con la sua voce dolcissima mi ha esternato le sue osservazioni.
«Amore, lungi dal lamentarmi, ma, in questi ultimi giorni, sento che il nostro sesso è ritornato ad esser quello focoso, intenso, degli anni passati. Ripeto, non che mi dispiaccia, ma a cosa son dovuti questi rinnovati momenti in cui mi scopi con un ardore e vigore tanto sconvolgente? Dimmi che non è frutto di pasticche o altri aiuti chimici, di cui tanto si parla. Non voglio che tu metta a repentaglio la tua salute, per farmi godere ancor di più.»
Ero certo che, prima o poi, se ne fosse accorta e, fissandola negli occhi, non senza un minimo di imbarazzo, ho cercato le parole giuste per spiegarglielo.
«Tranquilla, amore, non faccio uso di nessun tipo di Viagra o altre sostanze simili, ma diciamo che c’è qualcosa, nel mio rapporto con te, che mi eccita oltremodo. È una cosa che non so spiegarti per bene e, soprattutto, non vorrei esser frainteso o che le mie parole ti offendessero e, in qualche modo, poter creare problemi fra noi.»
Lei si è sollevata dal letto e guardandomi fisso negli occhi, con aria un po’ impaurita, ha preteso che le spiegassi meglio.
«Ti prego, amore, non farmi stare in ansia. Noi due ci siam sempre detti tutto senza nulla nascondere, quindi, ti prego, apri il tuo cuore e dimmi cosa ti crea questo strano stato di imbarazzo e, nello stesso tempo, di forte eccitazione.»
