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Scopata dall'infermiera lesbica del ginecologo
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Racconto17 min di lettura

Scopata dall'infermiera lesbica del ginecologo

Donna va a fare una visita ginecologo ma viene sedotta e scopata dall'infermiera lesbica e maiala

pennabianca
2 anni fa · 3.4k letture · 1

«Dai, scopala bene. Affonda bene dentro il cazzo, che così la prepari in modo che io possa sfondarla».

A quelle parole, ricevo dal cervello un brivido di paura, ma anche il forte desiderio di non volere altro. Paolo mi sbatte con forza e velocemente. Mi procura un numero continuo di orgasmi. Ad un tratto i due maschi si scambiano un cenno d’intesa e subito mi ritrovo con in bocca il cazzo che prima era dentro la fica, e l’altro si posiziona davanti a me. Sento chiaramente la cappella aprirsi un passaggio fra le grandi labbra: le pareti vaginali si dilatano a tal punto, che mi procurano un piacere, così intenso che credo di esser quasi svenuta. Dalla mia bocca escono parole che, in vita mia, non ho mai detto a chi mi scopava. In quel momento non desideravo altro. Il cazzo affonda lentamente dentro di me. Mi apre, si fa strada dentro e, quando sento il suo inguine toccare il mio, realizzo che me lo sono preso tutto. A quel punto non mi resta che esortarlo a scoparmi e sfondarmi tutta.Lui non si fa pregare. Incomincia un movimento dentro e fuori, che mi uccide ad ogni affondo. Sono sconvolta continuamente da scariche di piacere intenso, continuo, vengo a raffica, senza più nessun controllo.Poi lui mi solleva, si sposta lateralmente al lettino. Mi tiene su con le sue forti braccia e mi solleva: mi ritrovo impalata su di lui e, quando mi lascia, scivolo sul suo corpo, fino a infilarmi dentro tutta quella mazza. Ripete diverse volte la cosa ed io, ogni volta, vengo scossa da un piacere infinito. Intanto, Angela prende a trafficare sul mio culo; lo lubrifica e dopo un po’ Paolo si posiziona dietro di me. Augusto si distende un poco sul letto e io resto alzata con metà del suo cazzo dentro; sento le mani di lei tendere le mie chiappe, poi la cappella di Paolo, si fa strada nel mio culo: per un attimo resto titubante, poi esplodo incitandolo a portare a termine il suo compito.

«Bravo, mettiglielo dentro e sborraci; così lo prepari per me».

È l’ordine che riceve da Augusto. Così lui mi infila il cazzo dentro, fino a che non sento il suo corpo aderire al mio. Poi prendono a pomparmi di brutto. Sono sconvolta da innumerevoli orgasmi. Perdo la cognizione del tempo: sono sbattuta da loro con tutta la vigoria possibile. Improvvisamente sento Paolo accelerare il ritmo e poco dopo si svuota dentro me. Mi sembra di ricevere un clistere di fuoco nel culo. Raggiungo l’orgasmo nel suo stesso momento. Paolo esce dal culo. L’altro mi rigira, mi fa appoggiare le mani al lettino e prende a sbattermi da dietro, con tale forza, che quando entra, mi stacca dal pavimento. Paolo, intanto, si è posizionato dall’altro lato del lettino.«Succhia! Succhiami il cazzo! Fallo restare duro, che voglio scoparti ancora».

Detto questo, mi pianta il palo in bocca, che avrà anche sborrato, ma non mi sembra calato di molto. Sento Angela accovacciarsi sotto di me, mi lecca la fica dal basso. Andiamo avanti per un poco così, fin quando anche Paolo, ha di nuovo il cazzo perfettamente in tiro. Augusto mi solleva, si gira e si appoggia al letto, Paolo si posizione davanti, non realizzo cosa vuole fare, fino a quando non lo sento accoppiare il suo cazzo a quello dell’altro; praticamente entrambi sono pronti ad entrare in me. Cerco di dissuaderli, convinta, che non sia possibile riceverli entrambi, ma le mie proteste cadono nel vuoto. Le due cappelle si fanno subito spazio dentro di me. Sono sconvolta. Perdo sicuramente i sensi, perché quasi non mi rendo conto per quanto tempo mi scopano in due, dentro la fica. Poi sento ancora Paolo, aumentare il ritmo ed Angela che mi strizza con forza un capezzolo, fino al dolore, che mi riporta alla realtà. Scarica dentro la mia fica, ormai a secco di umori, una caldissima sborrata che la inonda. Grido pure io senza sapere dove trovo ancora la forza di gridare. Augusto mi solleva, mi ridistende sul lettino. Porta le mie gambe in alto, sulle sue spalle, e sfilato il cazzo dalla fica slargata, me lo pianta nel culo. Sento il palo sfondarmi l’ano. Con calma, molto lentamente, me lo pianta tutto dentro. Poi mi pompa con forza, con movimenti anche rotatori, che mi procurano un piacere, aggiunto a quello che già provo. Quando aumenta il ritmo per sborrare, io sono pronta a venire con lui.

«Eccomi, ti inondo il culo».

Urla, e io, di risposta, ho un nuovo orgasmo. Urliamo insieme. Lui si sfila di colpo. Sento tanta sborra colare lungo le cosce; si porta di lato e mi infila il cazzo in bocca ancora gocciolante.

«Dai, bevi, lecca tutta la sborra».

Mi incita, quand’anche non lo avesse chiesto, lo avrei fatto lo stesso; mi infilo giù per la gola quel palo che ora ha dimensioni sempre ragguardevoli, ma ne posso accogliere senz’altro di più. Resto distesa per un poco. Poi mi rivesto ed Augusto non smette a congratularsi con me.

«Sei una donna stupenda, sana come un pesce, con un apparato sessuale in perfetta forma. Complimenti! Per tutte le risposte ai vari esami che faremo, se ti va di ripassare fra otto giorni, saranno pronte».Li guardo, stremata.

«Forse è meglio dieci, o dodici, giorni».

Rispondo io, scherzando. Lui mi prende per mano, mi accompagna alla porta e, nel mentre, sento la sborra colare dentro le mutandine.

«Sono contento di averti conosciuto, sei stupenda, vieni quando vuoi».

Mi bacia sulla bocca. Esco e vado alla macchina, trascinando letteralmente le gambe e torno a casa. La sera tardi, rientra mio marito. Quando viene a letto, mi si avvicina con la chiara voglia di scopare, ma io sono a pezzi. Ho il culo in fiamme, la fica indolenzita e gonfia, la gola mi fa male: mi chiede della visita.«È stata dura. Mi hanno analizzato a fondo, in maniera molto invasiva».

Poi, per tenerlo buono, mi avvicino al suo cazzo, lo guardo con occhi diversi: sì, è vero, che non ha le notevoli dimensioni di quelli che ho preso oggi, ma, fino ad ora, mi ha fatto divertire molto, e così me lo infilo dentro la gola martoriata. Lo succhio con maestria, perché so come farlo sborrare velocemente. Infatti poco dopo, mi irrora l’ugola di dolcissimo nettare, che, in parte, allevia il mio mal di gola.

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