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Segreti e porcate
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Racconto13 min di lettura

Segreti e porcate

Quando ci lascia chi amiamo è nostro dovere sistemare con rispetto ciò che resta di queste care persone... ma, a volte, non mancano sorprese veramente sconvolgenti.

pennabianca
2 anni fa · 522 letture · 0

Sono passati circa tre mesi dal terribile incidente che ha strappato i miei genitori all’affetto mio e di mio marito. Abitiamo in un appartamento in affitto ed il proprietario ci ha informato che non potrà rinnovarci il contratto, in quanto il figlio si sposa e lo vuole per sé. Per me ed Alex, la perdita dei miei genitori è stata un duro colpo. Sono sempre stati un punto di riferimento. Allegri, solari, sempre disponibili. Da più di quindici anni, avevano preso questo appartamento, posto al sesto piano di un bel palazzo degli anni sessanta. La cosa che mi è sempre piaciuta è la sua posizione: a metà della collina, che degrada dolcemente in basso verso il centro della città. Ne consegue che il meraviglioso terrazzo, posto ad occidente, è un bellissimo osservatorio, sui tetti della città sottostante. Mamma ne era fiera. Vi aveva realizzato un piccolo gazebo con fiori, comodi divani in vimini, un bellissimo barbecue, che papà usava in maniera ottimale. 

Alex ed io siamo figli unici. Lui aveva perduto da anni i suoi genitori, allora mamma e papà erano tutta la sua famiglia. Oggi, appena finito il lavoro, mi accingo a rientrare in casa. 

Appena apro il portone, incontro i nostri vicini di casa. Lei si chiama Mara, ha sessanta quattro anni, è un po’ come mia madre, piccola di statura, al massimo un metro e sessantacinque, lui invece si chiama Antonio, ma tutti lo chiamano Nino, ha sessantasei anni ben portati. Con i miei genitori erano molto amici e, quando è successo l’incidente, stavano andando a trovare loro al mare. Durante il funerale ci sono stati molto vicini, anche per loro la perdita dei miei cari è stata fonte di un grande dispiacere. Mi salutano cordialmente, si informano di come stiamo e, quando li metto al corrente che verremo a vivere in questo appartamento, si scambiano uno strano sguardo, poi mi salutano e se ne vanno. 

Apro casa ed entro. Sento odore di chiuso: non potrebbe esser diversamente. Apro tutte le finestre e comincio dalla cucina a vedere cosa tenere e cosa buttare. L’appartamento è costituito da un ingresso, cucina, salone, una camera matrimoniale con bagno privato, due camere un po’ più piccole, con un bagno molto grande, che le divide. Dopo un rapido inventario, mi rendo conto che quella casa ha tutto per esser semplicemente abitata, quindi passo ad ispezionare la camera dei miei. Dentro è tutto in perfetto ordine. Se non fosse per la polvere, potrei dire che è pronta per essere abitata. Apro il grande armadio: noto che la mamma aveva buon gusto nel vestire. Abiti molto belli appesi in perfetto ordine, nei cassetti ci sono le camicie, tutta la sua biancheria intima, molto casta. Anche la parte del babbo è perfettamente in ordine, l’unica cosa è che dovrò togliere tutta questa roba: non so cosa farne; io sono molto più alta della mamma, i suoi vestiti non mi stanno. In quanto poi ai vestiti di mio padre, Alex ha gusti un po’ più moderni. Osservo le cose e mi rendo conto che non mi sono mai soffermata ad osservare attentamente mia madre. Guardo le loro cose, mi convinco che erano una bella coppia, assolutamente normale. Certo, non che noi siamo chissà che, ma da quando stiamo insieme, io e Alex, di cosette un poco piccanti ne abbiamo fatte. Siamo sposati da tredici anni, adesso ne abbiamo io trentotto, lui uno di più. 

Avevamo io diciotto anni, lui diciannove, quando ci siamo incontrati. Ben presto abbiamo scoperto che stare insieme ci piaceva, ancora di più, però, ci piaceva scopare. Non ero vergine: era stato un ragazzo all’ultimo anno delle superiori ad aprirmi prima il culo, poi la micetta. Ad Alex la cosa non importava, anzi era contento che sapevo gustare il suo cazzone. Sì, lui è molto dotato e, quando me lo infila in culo, lo sento per bene. Lui era stato iniziato ai piaceri del sesso da una vicina di casa, una donna quasi sessantenne, che glielo succhiava, facendolo godere senza limiti e, ovviamente, a lui la cosa non dispiaceva per niente. Dal matrimonio in poi, abbiamo sperimentato il piacere delle spiagge nudiste, lo scambio di coppia, varie situazioni di esibizionismo, nelle quali io mi mostro a giovani che arrossiscono nel vedere le mie grazie esposte ai loro sguardi. Il mio armadio è ben fornito di indumenti idonei per questi giochi, invece vedere il guardaroba di mia madre, mi fa quasi ridere. 

Dopo la camera dei miei, passo in una delle due stanze più piccole. La prima è adibita a studio. Dentro ci sono un pc, molti DVD di musica, foto ed altro. Tante immagini appese alle pareti: mio padre era un vero cultore della fotografia. Ci sono le sue macchine fotografiche, tutti gli accessori per le foto. Guardo con ammirazione gli splendidi ingrandimenti di me, mia madre bellissima, Alex, mentre lui appare solo in una foto, insieme a Nino. Passo nell’altra stanza, che mamma aveva trasformato in una cabina spogliatoio, con due armadi a muro enormi. Apro il primo e non posso non notare la precisione di mamma. Appesi ci sono cappotti, giacconi, tanti altri indumenti, perfettamente conservati dentro buste di cellofan, un vero insieme di cose in perfetto ordine. Poi apro il lato più grande, quello che ha pure l’angolo: dentro altri abiti, una scarpiera e, nel punto che fa angolo, ci trovo un piccolo armadio a tre ante, chiuso. Mi stupisce la cosa: che ci fa un armadio nell’armadio? Cerco di capire come aprirlo, ma non ci sono chiavi. Cerco il mazzo di chiavi di papà, non trovo nulla che lo apra, ma noto una piccola e semplice chiave, che ho sempre creduto fosse del portone o di un altro posto. Per quanto mi sforzi, non ne cavo nulla. Guardo meglio, mi ricordo che mamma aveva fatto installare, da mio padre, una cassetta di sicurezza dentro il suo armadio. Era nascosta dietro un cassetto. La cerco, sfilo i cassetti in camera sua, la trovo. La chiave del mazzo di mio padre l’apre e dentro, oltre alle gioie, i monili d’oro dei miei genitori, ci trovo un cofanetto di madreperla con tre chiavi dentro. Vado nell’altra stanza, apro la prima anta. Non credo ai miei occhi. 

Appesi in perfetto ordine, ci sono dei vestiti che non mi aspettavo certo di trovare. Nell’ordine ci sono allineati: una divisa da cameriera sexy, uno da infermiera, minigonne di pelle nera, cortissime, due vestiti trasparentissimi, una tuta nera in latex, una tuta a rete, un vestito elasticizzato con delle trasparenze spettacolari. Un miniabito in pizzo, con nastri regolabili, un elegante mini-dress in chiffon, sexy miniabito ad effetto wetlook, un miniabito con top trasparente, un miniabito in latex per spanking e, a completare il tutto, un sexy abito in micro rete. Resto basita! Nemmeno io ho un simile armamentario! E’ tutta roba di gran classe, mica le schifezze del cinese! Tutti gli abiti, hanno la taglia di mamma. 

Dopo un momento di reale sconcerto, decido di aprire anche la seconda anta. È divisa in due parti: nella parte superiore, ci sono appese una collezione di babydoll stupendi; sotto ci sono quattro ripiani, colmi di scarpe dal tacco e forma proibitiva: nere, dorate, addirittura un paio trasparenti; poi stivali bassi, alti fino al ginocchio; bellissimi, sempre con tacchi altissimi. 

Convinta di aver visto tutto, ho aperto l’ultima anta. Anche questa parte è divisa in due. Sopra ci sono appese varie cose, di vario colore, corsetti di ogni genere. Mi ha colpito in particolare, un corsetto in latex nero a coppe aperte, con cerniera davanti, reggicalze, una guepière bianca in raso, pizzo con tanga, reggicalze ed un’altra uguale nera. Sotto, apro il primo cassetto e trovo una collezione di tanga sottilissimi, trasparenti, con aperture e perizomi bellissimi. In quello sotto, una collezione di reggiseni stupendi, di tutte le fatture, colori e grandezze, tutti di una quarta, la misura di mamma; io, al massimo, indosso una terza stretta, diciamo che in una quarta ci sto comoda. 

Credevo di aver visto tutto, ma, aprendo il terzo cassetto, ho dovuto ricredermi. Era stracolmo di sexy toys, di tutte le misure, fattezze, persino un doppio fallo a due punte. Ma la cosa che mi ha lasciato senza parole, è stato vedere che ci sono anche due strap-on: uno con una mutandina con due falli, uno all’interno, per far godere chi lo indossa, l’altro fuori, dove è possibile agganciare un fallo di diverse misure; il cassetto ne è ben fornito, compreso uno nero dalle misure proibitive anche per me. Incredula e decisamente molto sorpresa, mi son resa conto che della vita dei miei genitori non sapevo nulla. Mi sono chiesta dove e quando giocavano con quelle cose. Noi li vedevamo una volta a settimana, generalmente il giovedì, poi loro erano sempre in compagnia, ma di chi? Ma certo! Accidenti, ora capisco! Mara e Nino. Sicuramente loro devono sapere qualche cosa. Cerco di aprire l’ultimo cassetto, ma è chiuso con una chiave che non ho. 

Prima di andare avanti…

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