Ascoltandoti
Non eravamo due angioletti, io e la mia ragazza, Valentina; arrivati intorno ai trent’anni le nostre esperienze le avevamo fatte, ciascuno a suo modo e in realtà lontane tra loro.
Io, Francesco, intorno al metro e ottanta, figura solida, robusta ma non palestrata, abile nei giochi d’amore e ben dotato per l’occorrenza, avevo avuto incontri come bull di coppia; avevo chiacchierato tanto con i lui cuckold; avevo ascoltato tanti pensieri della gente; da quell’ambiente avevo derivato la maggior parte delle mie idee, in particolare la mia propensione allo scambio di coppia, alla coppia aperta, all’esibizionismo, insomma a tutte quelle pratiche del sesso che hanno un solo scopo, il piacere fisico al massimo livello possibile
Lei, Valentina, alta circa un metro e settanta, seno di terza taglia, un bellissimo lato B e gambe eleganti e forti per i molti anni di esercizio per la danza, era una ragazza molto perspicace, provocante o impostata, a seconda delle necessità; aveva fatto anche lei le sue esperienze, ma in maniera più soft, con regolari flirt e relazioni più o meno brevi; non manifestava molto interesse per le forme trasgressive di sesso, ma denotava una spiccata tendenza all’esibizionismo che, se coltivato, ne avrebbe potuto fare una grande protagonista.
Sin da quando ci eravamo fidanzati, tre anni fa, le avevo chiarito il mio punto di vista sul sesso e sulle attività sessuali; d’altronde, il nostro incontro era avvenuto in chat e per molto tempo eravamo rimasti collegati attraverso queste possibilità di rapporto, che era basato, soprattutto durante il primo anno, su videochiamate erotiche, masturbazioni telefoniche, ed accettabile sincerità.
La nostra fu fin da subito una relazione a distanza iniziata alla fine di ottobre ma punteggiata da sporadici episodi possibili nei pochi giorni nei quali riuscivamo a stare insieme; per il resto, si alimentava e proseguì poi con meccanismi sempre più arditi, dal punto di vista sessuale, ma esplicitati solo con pensieri sempre più perversi, quando eravamo costretti a stare lontani.
L’estate successiva andammo in vacanza in una località pugliese; il desiderio di fare sesso e la voglia di trasgressione uscivano da ogni poro della nostra pelle; sin da quando arrivò, io non vedevo l’ora di ammirarla provocante e spudorata dinanzi a tanti sconosciuti; facevo leva sulla sua vena di esibizionismo che già avevo ammirato nei rapporti telematici; ma i miei pensieri e i discorsi principali miravano a un incontro che prevedesse una terza persona o un’altra coppia.
In questa convinzione ero molto determinato; ma dovetti arrendermi alla realtà che Valentina invece accettava anche di parlarne, come di un’ipotesi praticabile; ma, nel concreto, evitava qualunque occasione in cui fosse possibile realizzare le cose che dicevamo; lei, evidentemente, condivideva, in teoria, questi pensieri; ma aveva qualcosa che la frenava quando si tentava di trasformarli in realtà.
La situazione era opposta quando invece la proposta era quella dell’esibizionismo; in quei 7 giorni di vacanza, non ce ne fu uno nel quale Valentina indossasse un benché minimo perizoma; tutti i momenti viaggiava senza intimo, sia nei pomeriggi dedicati al turismo, con le visite ai dintorni fino a sera; sia nelle mattinate trascorse in spiaggia, all’insegna della massima eccitazione, specialmente quando mi dedicavo a foto osé in cui Valentina mostrava orgogliosa la parte più preziosa del suo corpo allargando dolcemente e ampiamente le gambe, per fare in modo che altri , oltre me, potessero provare eccitazione nel vedere quello spettacolo pazzesco.
Quella fu la vacanza della svolta.
Tornammo alle nostre vite monotone che tentavamo di animare con rapporti telematici del tipo più azzardato; ma qualcosa era cambiato; Valentina aveva cominciato a non indossare intimo anche quando era da sola o in situazioni pubbliche; io fremevo intensamente per la voglia guardarla eccitarsi e fare sesso; fu così che iniziai a proporle spudoratamente di provocare, di incontrare qualcuno, di far sì che succedesse qualcosa con altri; chiaramente, il mio desiderio sarebbe stato vederla fare sesso completo; ma mi sarei accontentato anche di una pomiciata o di una provocazione fatta bene.
Il successivo Capodanno, a causa del lavoro, non potemmo passarlo insieme; ma quella notte fu per me sublime, nonostante le difficoltà; innanzitutto, Valentina, mentre si preparava per uscire, mi videochiamò chiedendomi consigli sull’abbigliamento; in quel periodo, le nostre idee erano molto perverse; quindi, spinsi per un abbigliamento molto sexy caratterizzato dalla totale assenza di intimo; lei non fece obiezione e alla fine indossò un vestito viola trasparente attraverso il quale, in condizioni, normali, sarebbe stato più che visibile il perizoma; nella situazione specifica, risultava chiaro il nudo in trasparenza; l’obiettivo era nasconderlo sotto al cappotto fino all’arrivo alla festa, dove poi, liberatasi del cappotto, poteva proseguire la serata come nulla fosse, con alti rischi di essere osservata da tutti, per quanto la visibilità fosse limitata dalla poca luce; tra gli amici, c’era anche un suo ex, o meglio un ragazzo con cui lei aveva avuto una lunga storia di amicizia sessuale mai trasformatosi in una vera relazione.
Durante la serata mi scrisse frequenti messaggi per tenermi aggiornato sull’evolversi della ‘sua’ serata; in più occasioni, mi scrisse che si sentiva un po’ a disagio con quell’abito addosso; ma era quasi sicura che nessuno, perlomeno tra gli amici e le amiche, ci avesse fatto molto caso; comunque, nessuno aveva azzardato commenti o giudizi.
Era notte, quasi le 3; Valentina non mi scriveva da oltre un’ora; forse provò a chiamarmi al telefono ma io non me ne resi conto perché lo avevo silenziato; così mi scrisse un messaggio in cui mi avvertiva che era ubriaca e, per di più, che molti avevano notato il suo fondoschiena nudo; dopo quel messaggio, il suo telefono rimase muto forse perché lo aveva riposto in borsa.
Alle 5 del mattino mi arrivò un’altra telefonata; era lei, notevolmente ubriaca, che cercava di dirmi qualcosa; ma si capiva pochissimo; insistetti a lungo, finché uscì su un balcone; finalmente riuscii a sentire le prime eccitanti notizie su quella notte lunghissima; mi disse che aveva flirtato con sconosciuti, ballato con amici, baciato una sua amica, cosa comune quando alzava il gomito, e che, mentre era al bancone del bar ad aspettare un cocktail, qualcuno le aveva ripetutamente palpato il sedere; mi disse che in pista era successo lo stesso; ma, dato lo stato suo, in quel momento, di ubriaca e le difficili comunicazioni col telefonino in una sala affollata e con scarsa ricezione, non mi poté dare ulteriori dettagli.
Poco dopo, però, avendo recuperato una postazione più utile per una lunga telefonata ed avendo in parte smaltito la sbronza, mi chiamò e mi raccontò nei particolari le vicende della notte, delle quali un protagonista era stato quel suo ex.
Pare che il tipo avesse rivangato pubblicamente la storia della loro ‘relazione’ e, alla fine, fosse andato a darle un bacio a stampo sulla bocca quasi per sottolineare che, volendo, si poteva ancora riprendere la vecchia abitudine; lei si schernì ricorrendo alla solita difesa, che ora aveva un fidanzato; lui naturalmente non era disposto a demordere e la tampinò a lungo favorendone anche la tendenza a vuotare calici, per cui in breve fu brilla e disinibita; a quel punto si misero a ballare; quando fu il momento dei lenti, lei lo sentì appiccicarsi addosso e, forte della conoscenza acquisita nelle copule precedenti, non ebbe difficoltà a sollecitarla nei punti giusti, favorito dall’abito di velo.
Spostandosi abilmente nelle movenze del ballo, la portò in un angolo appartato, praticamente visibile solo dalla postazione dove i loro amici erano raccolti, e si fece più ardito, carezzandole il seno e le natiche, finché trovò il varco giusto nelle pieghe del vestito e la sua mano corse ad afferrare la vulva; per un attimo, Valentina si sentì imbarazzata di fronte agli amici che seguivano eccitati la manovra; vide quasi tutti i pantaloni gonfiarsi al punto giusto, mentre lui con estrema abilità e facendo movimenti che ben conosceva, entrò con due dita nella vagina e cominciò a masturbarla in pubblico.
