Come decide Clara
La folgorazione viene mentre prendo Clara in dog style sul letto davanti all’armadio; nel grande specchio, vedo un uomo inginocchiato dietro una donna accovacciata e vedo il sesso di lui che scivola nelle intimità di lei, non si capisce se in vagina o nell’ano.
So che sto penetrandola in vagina, perché sento i muscoli che mi carezzano l’uccello e quasi me lo succhiano; ma sento anche che il piacere che ricavo dalla vulva è inferiore a quello che ricavo dalla vista di lei che si fa possedere.
In un attimo mi trovo a guardare Clara che copula con un uomo davanti ai miei occhi; e il piacere che ricavo da quella vista è indicibile; eiaculo all’istante.
Lei si blocca di colpo, meravigliata; non è nelle mie abitudini del sabato sera concludere così, all’improvviso, senza avvertirla nemmeno.
Mi chiede cosa è successo e cerco di spiegarle, con qualche difficoltà, la strana emozione che mi ha colto all’idea, anzi all’immagine, anche se equivocata, che lei si faccia penetrare da un altro uomo davanti ai miei occhi.
Non è una sprovveduta, Clara, e non è neppure una falsa puritana.
“Stai dicendo che ti piacerebbe se ti facessi cornuto?”
“Si; addirittura mi piacerebbe che non lo facessi di nascosto, ma davanti a me; io potrei partecipare o solo guardare, secondo quello che deciderebbe il tuo amante. Ma ti assicuro che lo spettacolo di te che ti fai montare alla grande mi esalterebbe.”
Mi dice che non è impossibile, anche perché nel suo ufficio c’è un collega che da tempo la tampina e le chiede di fare sesso almeno una volta; volendo, potrebbe anche provare con lui.
La difficoltà sta piuttosto nell’approccio; mi fa osservare che un menage a trois con il marito guardone non si può proporre immediatamente a cuor leggero, al primo colpo.
Forse un primo incontro potrebbe essere più ‘clandestino’ per così dire.
“Ma poi, una volta a casa, mi racconteresti tutto anche nei particolari!”
“Ovvio. Anzi, se mi riuscisse di farti una telefonata mentre lo facciamo, potrei consentirti una partecipazione almeno uditiva, per così dire. Poi, si possono perfezionare i particolari per gli incontri di cuckold in grande stile. Che ne dici?”
“Dico che sono già eccitato e che ti prendo anche per la seconda volta.”
I giorni successivi, e in particolare i sabati successivi, si consumano all’insegna dell’ansia di trovare l’occasione giusta che sembra non venire mai.
Lo squillo del telefono mi sorprende e quasi mi innervosisco perché, dall’altra parte, nessuno parla; all’improvviso sento la voce di lei.
“Ma dove mi stai portando?”
La voce di uomo che risponde mi è sconosciuta; ma realizzo di colpo che Clara ha perfettamente realizzato il progetto e che sono in viva voce ad ascoltare la loro copula.
All’inizio si tratta solo di rumori confusi derivanti da maneggiamenti fra i due, evidentemente; poi la voce di lei.
“Sorbole che bel membro; tu con questo mi fai male.”
Ma il tono è vezzoso e libidinoso.
“No, vedrai che ti piacerà. Succhialo un poco e dimmi se ti fa bene … che ne dici?”
“Hmmm; ma sei sicuro che qui non entra nessuno?”
Evidentemente sono in un ambiente particolare dell’ufficio, forse un magazzino.
“In genere non viene usato; ma un minimo di rischio c’è.”
“Non mi va di rischiare il licenziamento per una copula. Quindi lascia stare il vestito dov’è e arrangiamoci come possiamo.”
“Ok. Allora girati. Da dietro è più comodo.”
Da quel momento solo colpi violenti, certamente di lui che la prende a pecorina; gemiti anche forti di lei che sembra godere molto dell’amplesso e rumori diversi non identificabili.
Sono eccitato da bestia e non sopporto di non poter vedere.
“Ecco … si … si … vengo … vengoooo!”
E’ lui che è arrivato in fondo.
Ma l’urlo di lei che si leva in contemporanea lo riconosco immediatamente ed è il segnale di una grande goduria.
Sospetto che lui dovrà correre a pulirsi i pantaloni, se lei ha spruzzato come fa in certe occasioni.
Dopo qualche attimo di silenzio, mi arriva la voce di lei.
“Hai ascoltato?”
“Si; ma devi raccontarmi tu nei particolari, perché si è sentito solo a tratti.”
“Va bene; adesso devo andare. Ciao. Ti amo.”
Appena ci troviamo a casa, la sbatto sul letto senza parlare e le chiedo di raccontarmi tutto, di descrivermi tutto; la mia eccitazione è alle stelle.
Stamattina in ufficio, lei ha cominciato a fare la smorfiosa con lui che si è immediatamente ringalluzzito ed ha cominciato a ronzarle intorno approfittando di ogni occasione per passare una mano sul sedere, per sfiorarle una tetta, per baciarla sul collo.
All’intervallo per il pranzo, l’ha invitata a seguirlo in un vecchio magazzino in disuso di cui pochi sono a conoscenza; entrati, ha chiuso la porta e l’ha bloccata con una sedia.
Intanto lei ha attivato il telefono a mio favore.
Immediatamente, lui le è saltato addosso e l’ha baciata con irresistibile voglia; le ha infilato la lingua in bocca e, dopo aver perlustrato tutto l’interno, ha avviato una battaglia di lingue con lei che ha messo in azione anche la sua ricambiandolo.
Intanto,lui le ha tirato fuori una tetta e si è piegato a succhiarle i capezzoli; ed io so quanta goduria si scateni in lei quando si sente poppare; mi ha raccontato infatti che il primo orgasmo l’ha avuto appunto mentre lui poppava i capezzoli grossi come ciliegie e durissimi per l’eccitazione.
Lei intanto gli ha aperto la patta e ha messo la mano sul suo membro ancora negli slip.
Questa fase è stata quella dei rumori confusi che ho avvertito all’inizio.
Poi lei si è resa conto che deve fare almeno una piccola cronaca a beneficio di chi è all’ascolto ed ha pronunciato la frase.
“Sorbole, che bella mazza!”
Ed effettivamente, mi ha detto, il membro che si è trovata tra le mani è bello grosso e nodoso, di quelli che dentro ti sollecitano tutti gli angoli e ti fanno godere molto.
Contemporaneamente, anche lui si è lanciato ad esplorare il corpo di lei e, giunto con una mano sullo slip, lo ha semplicemente spostato per infilarle un dito nella vulva; mi ha detto che ha raggiunto facilmente un secondo orgasmo, mentre lui le titillava il clitoride.
Mentre racconta, io ho tirato fuori il sesso e gliel’ho messo in mano perché mi masturbi; non si è fatta pregare ed ha cominciato a menarmelo; quando però il racconto è giunto al punto in cui lei mette a nudo veramente il membro e ne saggia la serica morbidezza e la feroce durezza, mi trovo ad eiaculare senza accorgermene.
“Non ci badare; tra poco si riprenderà.”
Ho detto; e il membro, effettivamente, in poco tempo mi è venuto di nuovo duro.
Lei ha fermato un poco il racconto per prenderlo in bocca, leccare gli ultimi residui di sperma rimasti e succhiarlo a lungo per farlo tornare al massimo dell’erezione.
Poi mi ha detto del disagio che avevano perché potevano essere scoperti e della decisione di fare in fretta per non correre rischi, come già avevo udito dalla telefonata.
Lui allora l’ha fatta girare, ha infilato due dita nella vulva e, trovandola ampiamente bagnata, non ha esitato a infilare immediatamente il sesso.
“Non mi ha fatto male; ma l’ho sentito bene, mentre entrava. E’ alquanto più grosso del tuo e, quando si muove, le pareti della vagina vengono come passate e ripassate da nodosità che le stimolano. Non sono in grado di dirti quante volte ho goduto né per effetto di che; infatti, mentre mi montava, mi ha anche afferrato le tette e me le stringeva, me le palpava, me le torturava. Tu sai che questa manipolazione mi fa venire molto e rapidamente.
Poi ho sentito che vibrava tutto, che si irrigidiva e che sbuffava come un toro; ho capito che stava per eiaculare; ho portato una mano alla vulva, ho strizzato un poco il grilletto e l’ho anticipato, godendo un attimo prima che lui mi scaricasse nel ventre una tempesta di sperma. Durante l’orgasmo, non ho potuto fare a meno di lanciare un forte grido che sicuramente hai sentito.”
