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Erotika
Gli operai mi hanno sfondata
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Racconto14 min di lettura

Gli operai mi hanno sfondata

La nostra Chris stavolta si è superata soddisfacendo meglio di una femmina 4 giovani operai che in meno di un'ora l'hanno riempita di sperma.

sesso italiano
1 anno fa · 1.8k letture · 0

Non oso immaginare, fossi nata donna invece che avere di donna solo l'aspetto estetico, cosa avrei combinato. Forse adesso averei un sacco di figli illegittimi sparsi qui e li, fatti da chissa' quanti uomini. Sicuramente, il mio bel culetto ha visto entrare dentro di se molti cazzi di ogni misura colore e dimensione. Facendo il pieno di sperma ogni santa volta, e facendo due conti, ammettendo di prendere la pillola che dicono ingrassi molto, e quindi l'avrei esclusa a priori, mi sarei fatta ingravidare parecchio immagino. Quindi e una fortuna che sia nata cosi', e che di gravidanze, possa parlare solo in fatti puramente ipotetici e fantasiosi.

Ero ancora nel mio vecchio appartamento quando mi annunciarono tramite un comunicato dell'amministratore condominiale, che avrebbero ristrutturato le facciate del palazzo e le balconate. Era una palazzina vecchia la mia, e soggetta a vari lavori annuali. L'appalto fu affidato a d una ditta con molti operai extracomunitari, e dopo aver ricoperto di rete verde e impalcature di rito le facciate del palazzo, mi trovai quotidianamente, questi ragazzotti stranieri di colore, a camminarmi su e giu' dai balconi passando spesso davanti alle finestre di casa mia.

Spesso la mattina cercavo di attirare la loro attenzione, ma non sempre riuscendoci, mi mettevo in intimo, ben truccata e cercavo di masturbarmi, o infilarmi degli oggettini tra le natiche, simulando una scopata. Aprivo le tendine delle porte finestre dei Balconi dove questi ragazzotti mulatti transitavano, e mi facevo ammirare mentre mi davo piacere. I primi giorni non ebbi molto successo, dato che transitavano dalle mie parti solo per trasportare materiale e poi sparivano subito. Fu quando dal basso, iniziarono dopo qualche giorno, a fare i lavori sul mio piano, che ebbi piu' fortuna di farmi ammirare da loro.

In pochi giorni, ero diventata una vera attrazione per gli operai che transitavano ai miei piani, e cercavo di stuzzicarli con siparietti sexy ogni volta lasciando intendere che se volevano, potevano osare entrare in casa mia. Un pomeriggio, feci il gesto di aprire una delle finestre della casa, quella del bagno precisamente, e salutai i ragazzotti che stavano calcificando il sottobalconi, lasciai la finestra aperta per invitarli ad entrare, ma purtroppo per me, nessuno lo fece, limitandosi ad ammirarmi e a farmi i complimenti in un italiano non proprio brillante.

Una mattina ebbi la classica occasione che tanto attendevo, mi ritrovai di fatto, uno di quei ragazzotti a lavorare su una scala proprio sul balcone della mia camera da letto. Un'occasione cosi' ovviamente non potevo certo lasciarmela scappare, mi feci subito notare dal ragazzo, che mi sorrise, mentre lo salutai con la mia manina dalle unghie ben smaltate di rosso, e con il mio bel completino intimo addosso, cercai di stuzzicarlo meglio che potei. Quando gli mostrai il mio bel sederino voltandomi, e osando aprire la porta finestra, il ragazzo scese dalla scala, con la sua tuta sporca di gesso, e le mani sporche mi si avvicinò, sussurrandomi un 'Ciao' in un italiano primitivo, classico di chi non conosce la nostra lingua. gli ricambiai il saluto, e gli chiesi gentilmente se poteva aiutarmi, ma il ragazzo ovviamente non capi' al volo ciò che chiedevo. Mi feci dunque capire in un altro modo, con il linguaggio universale del corpo, che di solito non ha bisogno di traduzioni.

Mi voltai mostrandogli le mie belle chiappe nude coperte solo dal filo di licra tra le natiche del perizomino nero che indossavo. Il ragazzo che stupido non era, mosse la sua manona sporca di calce essiccato, poggiandola sulle mie chiappe, mentre io già eccitata, mi strusciavo contro di lui come una gatta in calore. Cercai di trascinarlo dentro casa mia, ma il ragazzo fece resistenza, cercando di spiegarmi come poteva nel suo italiano stentato, che doveva lavorare e non poteva assentarsi, ma se gli lasciavo il numero di cellulare, potevamo magari vederci quando staccava nel pomeriggio inoltrato. Ci scambiammo cosi' i numeri di cellulare, e lasciai che il ragazzo tornasse sulla scala a fare il suo lavoro, io chiusi la porta finestra tirando la tenda, e tornai alle mie faccende di casa, attendendo con il cuore in gola l'orario per poter vedere il mulatto.

Arrivò l'ora di pranzo, ma sinceramente avevo ben poco appetito, accesi la televisione per distrarmi, e mangiai solo un panino veloce seduta sul divano, distratta con il pensiero al grosso cazzo del mulatto che mi attendeva quel pomeriggio. Saranno passati forse cinque minuti da quando mi ero seduta davanti la televisione ad assistere ai soliti telegiornali imbottiti di cretinate e baggianaggine, che udii un lieve bussare ad un vetro, il bussare non si ripetè all'istante, quindi credetti venisse da altre parti. Quando però il bussare piu' deciso si fece risentire, capii che il suono proveniva da una delle mie finestre. Mi alzai di scatto, correndo a verificare da quale finestra venisse il bussare ora continuo.

Con il completo intimo addosso e null'altro, (non mi ero affatto coperta, ne vestita quella mattina) entrai in camera da letto, e vidi una figura che bussava insistentemente alla mia porta finestra, ovviamente non lo riconobbi subito. Ma avvicinandomi e aprendo le tendine, riconobbi all'istante il ragazzo di qualche ora prima. Quello che attendevo nel pomeriggio, era li sul mio balcone che bussava per attirare la mia attenzione. Gli aprii immediatamente, e lo feci entrare in camera, lasciando la porta finestra spalancata senza richiuderla. Il ragazzo in poche ma chiare parole, mi spiegò che aveva aprofittato della pausa pranzo per farmi visita, e io non volevo fargli perdere nemmeno un minuto, anche se speravo in un incontro piu lungo, invece che una sveltina di pochi istanti.

Ad ogni modo ero piu che eccitata ad averlo li con me. Gli estrassi senza perder tempo il cazzo già bello duro dalla tuta, me lo portai alla bocca e lo imboccai seduta sulla sponda del lettone matrimoniale, mentre lui in piedi mi accarezzava i lunghi capelli con la sua mano ora pulita dalla calce di poco prima. Forse per l'eccitazione, il ragazzo mi scaricò in gola dopo qualche succhiata, un fiotto di sperma caldo e gustoso, che ingoiai senza pensarci troppo, leccandomi pure le labbra.

Fortunatamente il ragazzo non concluse li la cosa, dopo avermi riempita la bocca di sperma, volle farmi sdraiare sul lettone a pecorina, con le gambe larghe lo accontentai, presi dalla testiera del letto uno dei tanti preservativi che tenevo senza mai usarli, e anche stavolta come accadeva sempre, non lo usai. Il ragazzo si rifiutò di metterselo, e mi disse che aveva fretta. Meglio cosi', ero ben consapevole dei rischi che si corre facendo sesso occasionale non protetto, ma se vogliamo dirla tutta, me ne sono sempre fregata delle malattie veneree o delle possibili conseguenze di quei gesti che facevo senza pensarci. Mi interessava solo sentirmelo bene dentro senza altri ostacoli di mezzo. Ero splendida, truccata il giusto,con il mio bel completino in calze a rete nere autoreggenti, perizomino nero e reggiseno a coppe dure imbottite.

Ai piedi avevo degli zoccoli a zeppa alta, unghie di piedi e mani smaltate di rosso, i lunghi capelli sciolti sulla schiena. Dunque mi misi in posizione come il ragazzo voleva mi mettessi, mentre lui salendo sul lettone insieme a me mi monto' come una cagna, salendo sulla mia schiena, e puntando il cazzo duro tra le mie natiche ben allargate. Voltando la testa, notai alla porta finestra aperta, qualcuno che prima non avevo notato. C'erano altri tre ragazzotti neri, credo fossero suoi colleghi di lavoro, che in rigoroso silenzio guardavano la scena.

Per nulla spaventata dal loro improvviso arrivo, gli feci con la manina cenno di avvicinarsi, anche il loro amico sopra di me' li noto', si scambiarono qualche battuta ovviamente nella loro lingua, e subito dopo anche loro si decisero ad entrare in camera da letto con il loro compagno gia' pronto per incularmi. La cosa si stava facendo assai interessante, adesso avevo quattro bei maschi mulatti con cui potermi sfogare e non era poco, anche se sapevo avevano pochi minuti che gli restavano prima di farli tornare al loro posto di lavoro. Speravo almeno in una Gangbang da urlo. I tre nuovi arrivati non persero tempo, estrassero subito i loro bei cazzi duri da farmi succhiare, che presi avidamente in bocca due alla volta, mentre da dietro, il primo di loro finalmente mi scostò da un lato il filo di licra del perizoma che avevo tra le natiche, e tenendo dritto il suo cazzo, lo fece scivolare affondandolo dentro di me.

La sua bella e turgida cappella ha varcato il mio buchetto in un risucchio, il mio culo lo attendeva con impazienza e se lo prese tutto dentro. Ho chiuso gli occhi, e mi son lasciata andare al piacere, intanto che quello affondava del tutto il suo cazzo dentro di me. I tre davanti nel frattempo, mi tenevano occupata la bocca cercando di attutire i miei gemiti di piacere che si fecero sempre piu acuti. quello dietro mi stava stantuffando con forza, facendomi gemere sospirare e urlare con la bocca piena dei cazzi dei suoi amici che mi presero pure per i capelli facendomi muovere la testa a ritmo loro. Trattata come una Troia mi piaceva da morire, me la godevo piu che potevo, assaporandomi ogni secondo di quella bellissima Gangbang improvvisata.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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