Appena ci siamo sistemati, lui ci ha detto se volevamo darci una rinfrescata prima di andare a cena fuori, in un ristorante già prenotato. Paolo mi ha chiesto di mettermi molto carina e così ho indossato una gonna che mi arrivava appena sopra il ginocchio, una camicetta bianca e dei sandali a zeppa, che hanno ulteriormente inarcato il mio culetto, rendendolo ancor più provocante. Antonio ha sorriso e mi ha fatto i complimenti; durante tutta la cena è stato molto galante con me. Abbiamo parlato dapprima un po' in generale, poi siamo scesi sempre più nel dettaglio; mi ha spiegato che agli altri quattro ragazzi, piaceva molto veder le loro donne godere in primis con lui, e poi anche con altre persone, suoi amici, ma, comunque, tutte persone rispettose e molto riservate. Son rimasta un po' stupita da questa cosa, ma quando siamo tornati in villa, lui mi ha chiesto se mi andava di giocare un po'; io ho guardato Paolo e poi ho fatto un cenno d’assenso con la testa. Subito dopo lui si è avvicinato a me che ero in piedi davanti a lui, mentre Paolo era seduto sul divano, accanto a noi. Antonio mi ha abbracciato, ho sentito il suo corpo poderoso premere contro il mio e qualcosa di molto voluminoso premere contro il mio ventre. Mi ha accarezzato con delicatezza e poi, un bottone dopo l'altro, ha aperto la mia camicetta, lasciandola cadere per terra, mi ha slacciato il reggiseno ed ha ricoperto il mio seno di tanti suoi baci, oltre a svariate sue carezze. All'inizio, son rimasta immobile, quasi passiva. Ho girato lo sguardo ed ho incrociato gli occhi di Paolo, che mi ha sorriso ed ha fatto un cenno con la testa, facendomi capire che approvava. Allora ho iniziato a sbottonare la camicia di Antonio, fino a che gliel'ho tolta, lui ha sorriso. Le mie mani sono scese più in basso ed ho aperto i suoi pantaloni, facendoli cadere per terra; lui li ha scalciati via e, quando ho infilato una mano dentro le sue mutande, mi son sentita tra le dita qualcosa di veramente grosso. Intanto lui continuava a baciare i miei seni ed ho sentito bagnare la mia lumachina, che ha preso a schiumare; poi lui, delicatamente, ha appoggiato entrambe le mani sulle mie spalle e mi ha fatto accovacciare davanti a lui; mi son ritrovata con la faccia all'altezza del suo membro, appena nascosto sotto la sottile stoffa delle mutande. Lui stesso ha abbassato l'indumento e davanti alla mia faccia è comparso un membro molto più grosso di quello di Paolo e, sicuramente, anche più lungo. Sono rimasta un attimo a fissarlo, ho girato lo sguardo verso mio marito e ancora una volta mi ha fatto capire che potevo continuare; così ho spalancato la bocca ed ho sentito il suo glande farsi strada tra le mie labbra, lentamente cercare di violare la mia gola. Era grosso, enorme rispetto a qualunque altro membro avessi mai avuto tra le labbra. Mi riempiva la bocca ed ho preso a leccarlo come meglio potevo. Ho abbassato completamente l'indumento fino alle caviglie e mi son ritrovata in mano due grosse palle piene; mentre leccavo quella splendida colonna di carne viva, con la mano ho preso ad accarezzarle ed ho sentito che erano veramente gonfie e dure. Mi ha lasciato giocare per un po' con quel membro stupendo, poi mi ha sollevato, mi ha appoggiato sul divano accanto a Paolo e, dopo avermi sollevato le gambe, ha sfilato la gonna ed ha portato la sua bocca sulle mie mutandine, prendendo a leccarmi la vagina attraverso il sottile tessuto che ancora la ricopriva. È stato eccitante e, allorché lui ha sfilato l'indumento, ero già bagnata fradicia. Ha passato ripetutamente la lingua tra le pieghe della mia passera, raccogliendo il miele che emetteva, fin quando ho avuto un orgasmo così improvviso e potente da restarne stupita io stessa. Dopo di che, mi ha sollevato di peso, si è seduto e mi ha posto a cavallo su di sé; io ho afferrato quell'enorme scettro e l'ho puntato contro il mio spacco; molto lentamente ho sentito che quel palo rovente scivolava dentro di me e mi dilatava le pareti della vagina, scivolando con decisione fin in fondo. Mi son sentita veramente aprire: era una sensazione incredibile, mai provata, prima. Ero piena e, nello stesso tempo, aperta; sentivo la punta di quel membro premere contro la mia cervice; questo mi stimolava un piacere sottile, misto ad un certo strano dolore, che mi ha fatto godere all'istante. «Oh no, così mi fai venire! Non è possibile che mi... vengo! Vengo!» Mi ha fatto raggiungere un orgasmo incredibile, in maniera molto repentina. Ho girato lo sguardo verso Paolo, che mi ammirava in silenzio e, quando i nostri occhi si son incrociati, lui mi ha sorriso: a quel punto, mi son lasciata andare ed ho preso cavalcare quel membro, godendo, per la prima volta, in maniera totalmente nuova, quanto intensa. Mi ha scopato in quella posizione per oltre una ventina di minuti, durante i quali ho goduto a ripetizione. Poi mi ha posizionato sotto di sé, a gambe alzate e la testa appoggiata sulle gambe di Paolo. Me lo ha spinto di nuovo tutto dentro e, poi, si è rivolto a lui.
«Che aspetti? Tiralo fuori e mettiglielo in bocca! Paolo, tua moglie è una femmina che ha diritto a godere molto e, poiché questa sera siamo solo io e te, spetta a te aiutarmi a farla impazzire!» Paolo era così eccitato che, appena mi ha messo il proprio cazzo in bocca, ha sborrato all'istante ed io, per la prima volta, ho ingoiato la sua sbroda, trovandola abbastanza gradevole. Nonostante l'abbondante sborrata, il cazzo di mio marito è rimasto ancora duro come il ferro ed io ho continuato a succhiarlo, godendo molto di questa strana situazione in cui mi trovavo. Non sono mai stata scopata da due maschi insieme, né tantomeno avevo mai immaginato di aver il cazzo di mio marito in bocca ed un altro che mi sfondasse la patata. Antonio sembrava molto soddisfatto di questo e si è complimentato anche con lui. «Lo vedi, Paolo, che una femmina così ha bisogno di più cazzi? Lo vedi come si sta lasciando andare? Trovi che ora gode liberamente? Vedrai quando domani arriveranno i miei amici: le faremo provare tanto di quel piacere, che ne resterà stravolta.» Ho provato uno strano brivido nel sentir le sue parole, ma, nello stesso tempo, mi son bagnata ancora di più, per cui ho preso a succhiare il cazzo di mio marito, ancor più forte e, d'un tratto, Antonio mi ha chiesto dove volevo che sborrasse; mi son tolta l'uccello di Paolo dalla bocca ed ho guardato mio marito negli occhi; ho visto che gli brillavano di gioia, così ho risposto: «Vieni pure dove vuoi; mi stai scopando davanti a mio marito, quindi, credo che a lui non dispiaccia se mi vieni dentro!» Antonio ha sorriso ed ha iniziato a pomparmi ancor più forte; ad un tratto, è rimasto piantato dentro di me ed allora ho cominciato a sentire schizzi bollenti, riempirmi la vagina. Me ne ha pompata davvero tanta dentro! Poi si è tirato fuori e mi ha presentato quell'enorme membro, ancora in tutto il suo virile fulgore, davanti alla bocca, mi ha chiesto di leccarlo, mentre, subito dopo, ha chiesto a Paolo di far la stessa cosa. «Come è consuetudine di un cornuto che si rispetti, adesso devi leccare tua moglie, che è stata appena riempita da me!» Ero stupita dalle sue parole e mi sarei aspettata un deciso rifiuto da parte di Paolo; invece si è inginocchiato tra le mie cosce ed ho sentito la sua lingua che veniva a lenire il leggero bruciore provocato dalla violenta chiavata, raccogliendo il rivolo di sbroda che stava colando fuori dalla mia fighetta, ormai ridotta ad una voragine Ho leccato bene quel membro, che è rimasto perfettamente duro e, dopo una decina di minuti, siamo finiti tutti nel suo letto, dove mi ha scopato ancora una volta bene ed a lungo. Ci siamo addormentati e, all'alba, quando mi son svegliata, ero sola con mio marito. Lui mi stava guardando in silenzio e, quando gli ho chiesto perché lo faceva, la sua risposta è stata quanto mai ovvia. «Perché ti amo ed è stato bello vederti godere con lui; ho sempre saputo cosa facevano qui gli altri ed ho sempre avuto timore che tu potessi preferir lui a me.» Mi ha fatto tenerezza, così l'ho abbracciato e baciato in bocca, poi l’ho stretto forte a me. «Paolo ti amo anch'io e non ho nessuna intenzione di lasciarti, anche se ammetto che, scopare con Antonio, è stato qualcosa davvero fantastico. Non voglio metter in discussione i nostri sentimenti, perché voglio che sia ben chiaro che con lui farò solo sesso; alla luce di tanto, ti prego di non sentirti scartato da me, perché nel mio cuore c'è posto solo per te, mentre credo che, a partire da oggi, tra le mie cosce ci sarà posto anche per un bel cazzone, come quello di Antonio!» Mi ha baciato e mi ha detto che era felice; che quello che gli avevo detto era ciò che sperava; mi è salito sopra ed ha infilato il suo membro dentro di me e, devo dire, che ero ancora così aperta che a malapena l'ho sentito. Mi ha scopato velocemente ed è venuto rapidamente; ci siamo alzati e siamo andati in cucina, dove abbiamo incontrato Antonio, completamente nudo, che ha detto che potevamo restar nudi anche noi. Dopo aver fatto colazione, tutti e tre assieme, ci siamo sdraiati nudi in piscina e, mentre stavo facendo il bagno, ho visto arrivare Giulio, Fabio, Carlo, Stefano e, insieme a loro, anche le rispettive mogli. Subito si son messe tutte nude e son venute in piscina a fare il bagno con me; mi si sono strette intorno e mi hanno abbracciato felici. «Finalmente, hai provato anche tu il piacere di godere con Antonio e, adesso, vedrai quel che succederà quando arriveranno i suoi amici. Sicuramente avrà organizzato una bella festicciola con una decina o, forse, dodici maschi, tutti molto validi, che ci faranno godere all'impazzata! Ora capisci quanto è bello godere con un maschio come lui? Devi solo provare quanto gli altri sapranno farti impazzire. Antonio ha convinto i nostri mariti ad esser cornuti contenti e loro hanno apprezzato; ora sono felici quando ci vedono godere con più maschi ed era importante che anche tu provassi questa splendida emozione. Pamela, vedrai che non te ne pentirai!» Ero emozionata, anche se ancora un po' titubante, ma quando, una mezz'oretta dopo, ho visto comparire una dozzina di maschi, tutti giovani, belli e prestanti e, soprattutto, dotati di mazze veramente notevoli, allora ho capito che il sesso era qualcosa che andava vissuto senza alcun ritegno. Ci hanno accarezzate tutte e, quando hanno scoperto che il mio culetto era ancora vergine, è stato Antonio a premunirsi per aprirlo. Mi ha lubrificato bene, usando un'apposita crema e me lo ha allargato per bene, prima con un dito e poi con due, alla fine anche con tre. Mi è entrato dentro molto lentamente e, dopo qualche istante di dolore, mi son sentita anche quel foro riempito e pieno. È stata un'esperienza sconvolgente! Da quel momento, mi hanno scopato in doppia per l'intero sabato e successiva domenica; ho goduto come non mi era mai successo in vita mia. La cosa più bella è stata veder mio marito insieme ai suoi amici, allegro e contento ed è stato anche festeggiato da loro. «Paolo, benvenuto tra noi cornuti! Guarda come godono le nostre donne, con questi maschi molto dotati ed esperti!» Mio marito era veramente felice e, in un momento in cui stavo riprendendo fiato, dopo aver goduto con tre uomini che mi avevano riempito ogni buco, mi si è avvicinato, mi ha baciato e mi ha detto: «Amor mio, ti amo da pazzi e son felice a vederti godere» Gli ho sorriso e gli ho detto che anch'io ero felice di vederlo contento, assieme ai suoi amici cornuti.
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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