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Erotika
Adorano esser cornuti.
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Racconto19 min di lettura

Adorano esser cornuti.

Fanno di tutto per il piacere delle loro donne....

pennabianca
6 mesi fa · 1k letture · 1

Mi chiamo Pamela, ho 37 anni, sono alta, bionda, di fisico snello e ben modellato, un seno che riempie bene una terza misura, un bel culetto prominente, alto e sodo, e delle cosce lunghe e ben tornite. Sono sposata da sette anni con Paolo, che ha due anni più di me. È un bel maschio, alto, capelli neri, occhi scuri, fisico prestante. Ci siamo conosciuti nove anni fa, al matrimonio di un suo amico e, dopo due anni di fidanzamento, ci siamo sposati. Ero a quel matrimonio, in quanto fresca collega di lavoro della sposa, e lì ho scoperto che il novello sposo, oltre ad esser amico di Paolo, era anche amico di altri tre ragazzi. Li ho conosciuti tutti ed ho anche conosciuto le loro mogli, in quanto Paolo era l'unico ancora scapolo. Giulio, Fabio, Carlo e Stefano, che era lo sposo, con Paolo erano amici da una vita e, quando noi due ci siamo fidanzati, ho conosciuto anche le altre donne. È stata Michela, la sposa, a presentarmi Marina, moglie di Giulio, Luisa, moglie di Fabio, Silvia, moglie di Carlo, tre simpatiche ragazze, con cui, ben presto, son diventata amica. I nostri cinque mariti lavorano per Antonio, uno splendido maschio quarantacinquenne, alto, dall'aspetto imponente, sguardo profondo e penetrante, mani grandi, braccia forti ed un fisico tonico, molto prestante. Antonio non è sposato ed ho sentito dire che è un buon donnaiolo, anche se, per qualche tempo, ho pensato che potesse esser gay, perché non l'ho mai visto insieme ad una donna, mentre invece, spesso e volentieri, gioca a Padel insieme ai cinque ragazzi. Sono anni che lavorano con lui in un grande magazzino di distribuzione di materiali edili ed idraulici, e tra di loro c'è una profonda amicizia. Come ho detto non capivo perché non avesse una donna, ma poi, lentamente, mi son accorta che il motivo era un altro. L'ho scoperto per caso durante un weekend al mare. Antonio possiede una bella casa a poca distanza dal mare, dove ha anche una splendida piscina e, di volta in volta, invita uno o due dei suoi amici a passare il weekend da lui. Mi sembrava strano che invitasse tutti, tranne me e Paolo. Sentivo i racconti delle altre ragazze e tutte dicevano che era uno spettacolo, sia il posto che l'accoglienza e la disponibilità di Antonio a far mettere tutti a proprio agio. Però, nessuna delle mie nuove amiche, si era mai chiesta perché noi non fossimo mai stati invitati. Quest'anno, in occasione del pensionamento di uno dei dipendenti di Antonio, siamo stati invitati tutti ad una cena e, in quell'occasione, Antonio ha promosso Paolo a capo dell'ufficio contabile. Naturalmente, durante la cena, i brindisi si sono sprecati e tutti si sono complimentati con lui per il nuovo incarico. È stata in quella occasione che ho notato quanta confidenza ci fosse tra Antonio e le altre quattro mogli. Ho visto che ridevano e scherzavano con lui, anche in maniera abbastanza affettuosa, facendomi giungere alla conclusione che, tra loro, doveva esserci qualcosa di più di un semplice rapporto datore di lavoro/dipendente. Troppa confidenza, troppe moine, toccatine, battute a doppio senso ed altro che mi hanno fatto pensare che Antonio avesse un grande ascendente su di loro; quello che mi lasciava assolutamente stupita, era il fatto che i rispettivi compagni ridevano e scherzavano, senza neanche la pur minima preoccupazione sulle libertà che le loro donne si prendevano con lui o viceversa. L'unico che sembrava escluso era proprio Paolo. Anch'io mi son sentita un po' messa da parte, rispetto a loro e, poiché eravamo alla fine di giugno e le mie amiche erano già state tutte per un weekend al mare insieme ai mariti, Antonio, alla prima occasione, gli ha chiesto come mai avessero tanta confidenza, mentre io e Paolo sembravamo messi un po' in disparte. All'inizio hanno solo stretto le spalle, dicendo che poteva sembrare un'impressione, ma quando gli ho evidenziato con precisione il comportamento differente tra noi e loro, alla fine Michela mi ha fatto una domanda più che precisa. «Quanto ti diverti con Paolo?» L'ho guardata cercando di capire con esattezza cosa volesse sapere con questa domanda ed allora lei è stata molto più esplicita. «Paolo, quanto ti fa divertire a letto? È un buon amante? Ti fa godere molto, quando ti scopa?» Per un attimo, sono rimasta allibita, perché tra noi non avevamo mai fatto discorsi inerenti al sesso, anche se, qualche battuta, di tanto in tanto, ci era stata, ma non avevo mai avuto questo tipo di confidenze con loro. «Che c'entra questo? Voglio dire: mi piace, mi fa divertire, è un buon marito!» Loro si sono guardate negli occhi e Silvia, in maniera alquanto allusiva, mi ha detto una cosa che mi ha lasciato di stucco. «Anche i nostri compagni sono degli ottimi mariti, ci fanno divertire, ma... soprattutto ci lasciano godere!» Sono rimasta in silenzio, perché continuavo a non capire a cosa si riferisse; poi, Marina ha aggiunto una cosa che mi ha davvero stupito. «Il punto è che tuo marito non è ancora pronto; non ha ancora deciso di fare il grande passo!» Le ho guardate tutte in faccia e, alla fine, quasi un po' spazientita ho chiesto loro di parlar chiaro! «Sentite, ragazze, io ormai vi conosco da abbastanza tempo e vi considero anche mie amiche, quindi perché non smettete di menar il can per l'aia e mi dite chiaramente come stanno le cose?»

Si son tutte zittite e solo Michela mi ha dato un consiglio. «È meglio che ne parli con tuo marito. Non è una cosa semplice e deve esser assolutamente discussa tra di voi.» Sono rimasta veramente stupefatta ed anche un po' delusa; la sera, a cena, ho chiesto a Paolo una spiegazione su questo fatto, e lui, per un istante, mi ha guardato con occhi sbalorditi. «Ma... di che passo stai parlando? Non capisco a cosa ti riferisci! Perché non te lo sei fatto spiegare bene dalle tue amiche?» A questo punto ero davvero infastidita da tutta questa reticenza nei miei confronti, così l'ho guardato bene in faccia ed ho capito che non mi avrebbe dato alcuna spiegazione plausibile, così ho lasciato perdere. Chi invece non ha lasciato perdere è stato Antonio, che mi è venuto a cercare due giorni dopo, all'uscita dal lavoro e, quando mi ha visto mi ha salutato cordialmente e mi ha offerto un aperitivo. Ci siamo seduti al tavolino di un bar, un po' defilato rispetto al resto del locale e, all'inizio, abbiamo parlato di cose banali, poi, visto che lui era in attesa che gli facessi una certa domanda, alla fine mi son fatta coraggio. «Premetto che la mia è solo curiosità, ma… visto che, "casualmente" ti ho incontrato questa sera, ho come l'impressione che non sia stato un caso, ma una cosa voluta; perciò vorrei sapere perché mio marito dovrebbe far un certo passo e come mai tu, questa sera, sei qui?» Lui mi ha sorriso, ho notato che mi ha scrutato attentamente e poi, in maniera abbastanza simpatica, mi ha risposto. «Credimi, Pamela, non è niente di grave, anzi è solo una specie di gioco tra di noi e non so se… voglio dire: gli altri hanno deciso di divertirsi e di far divertire le proprie compagne, mentre invece tuo marito sembra alquanto restio a voler entrare in questo gioco; ora, vorrei sapere da te una certa cosa: sei soddisfatta di lui, come uomo? Non ti ha mai proposto qualcosa di diverso?» Ero decisamente incuriosita e mi son chiesta chi, al mio posto, non lo fosse stata. «No! Non mi ha mai fatto strane proposte e… voglio dire: non so cosa intendi tu per "essere soddisfatta", in quanto ritengo che mio marito sia una ben valida persona.» Lui ha sorriso e mi ha chiesto di esser più esplicita. «Pamela, parliamoci chiaro: Sono a conoscenza del fatto che a tuo marito piacerebbe… vederti divertire; ma credo che il suo timore sia dovuto al fatto che tu non hai mai espresso certi desideri e, quindi, lui si trova nella più completa indecisione se proporti un certo gioco oppure lasciar perdere! Allora, io ti chiedo: quanto ti piace il sesso che fai con lui? Ti farebbe piacere provare qualcosa di diverso? Di più intenso, forte, appagante e molto soddisfacente?»

 Mi son sentita decisamente in forte imbarazzo a rispondere a queste sue domande, così intime. «Scusa, Antonio, ma continuo a non capire… voglio dire: cosa può importare a te del mio appagamento sessuale?» Lui ha sorriso e mi ha chiesto se, cortesemente, rispondevo in maniera chiara e precisa alla sua domanda. Mossa da una vera curiosità, ho deciso di star al gioco. «Poiché insisti, ti dirò che faccio sesso con Paolo una o due volte a settimana. Penso che sia un buon amante, mi porta a un buon livello di eccitazione e poi mi soddisfa, facendomi provare un orgasmo; questo è quanto!» Mi ha ascoltato con molta attenzione e poi, dopo un attimo di riflessione, mi ha fatto una domanda ancora più precisa. «Se ho capito bene, ti fa venire e poi finisce tutto lì, vero?» Ho annuito e lui ha sorriso. «Quindi mi dici che non hai mai provato una serie di orgasmi continui, un piacere continuo che dura molto a lungo?» Naturalmente ho risposto che era una cosa che non avevo mai provato e lui allora è stato più chiaro. «È proprio questo il punto! Diciamo che il gioco che facciamo noi, mette le tue amiche al centro delle attenzioni di persone capaci di farle godere tanto ed a lungo! So che lo hai chiesto alle amiche, ma loro non te lo hanno detto; la realtà è questa. Ai loro compagni, piace veder che le mogli godano molto e, sono certo, anche a Paolo piacerebbe, ma teme un tuo rifiuto. Ti piacerebbe vivere una simile esperienza, almeno una volta?» Ammetto di esser rimasta stranita, non riuscivo nemmeno per un attimo a pensare a questa cosa, tanto mi aveva stupito. «No.… cioè, forse sì... voglio dire: non lo so. Dovrei parlarne con Paolo e… ma, sei sicuro che… voglio dire: come si fa a… mi sembra tutto così folle!» Antonio mi ha sorriso, poi mi ha detto che tutti erano concordi sul fatto che la vita scorre via veloce e, divertirsi quando se ne presenti l'occasione, era quanto di meglio potesse capitare per cui andava colta al volo. «Vieni il prossimo weekend nella mia villa al mare insieme a Paolo e poi… Pamela, ti chiedo solo di provare… potrai fermarti in qualunque momento. Ho già chiesto a Paolo ed è stato proprio lui a dirmi di venirti a trovare e parlarti, per capire se potessi esser interessata a questa cosa. Vieni, provi e, se la cosa ti piace, bene, altrimenti sarai tu a decidere.» Ho riflettuto un attimo ed ho pensato che, forse, valeva la pena provare, così gli ho detto che ero d'accordo e, quando sono tornata a casa, dentro di me c'era un subbuglio di emozioni contrastanti: da una parte ero incuriosita, ma, nello stesso tempo, mi sentivo fortemente intimidita. Avevo scoperto il sesso a 18 anni, ad opera di un mio coetaneo, con cui avevo una storia. Mi ha liberato dalla verginità in maniera abbastanza piacevole, senza forzature o ripensamenti. Dopo di lui, avevo fatto qualche scopata occasionale, ma niente di esaltante e, quando avevo conosciuto Paolo, anche con lui Il sesso non è che sia tanto sconvolgente. Ha un membro nella media ed è abbastanza piacevole tenerlo in bocca, perché non sono mai stata un'esperta fellatrice ed il suo si adatta bene alla mia cavità orale, credo che ne resti soddisfatto. Non mi è mai venuto in bocca e, dopo un po' che glielo succhio, me lo toglie e, in genere, me lo infila nella vagina, che ha preventivamente provveduto a masturbare quel tanto che basta per farla bagnare. Non ho mai fatto sesso anale e lui non me lo ha mai chiesto; per sentito dire, mi sembra che si provi anche un certo dolore a prenderlo nel culetto. Voglio dire, fino ad oggi, ho sempre pensato che il sesso che ho fatto fino a questo momento, fosse abbastanza soddisfacente; ora, invece, a cercar di capire cosa intendesse Antonio, era qualcosa che mi incuriosiva davvero tanto. Quando è tornato Paolo, mi ha guardato un attimo incerto, poi, ha abbassato lo sguardo e, per tutta la cena, non ha detto nulla, ma, quando siamo andati a letto, si è avvicinato a me ed ho sentito il suo membro duro come il ferro. Mi ha baciato, mi è salito sopra e me lo ha infilato dentro, trovandomi già abbastanza bagnata. È stata una scopata in silenzio, veloce e, quando è venuto, è rimasto sdraiato sopra di me. «Pamela, io ti amo da morire e… non sono mai stato un grande amante e… ho sempre pensato che il sesso che facevamo fosse quello corretto e… loro si divertono tanto ed io ho paura che… amore, non voglio perderti.» Per un attimo l'ho guardato e gli ho detto che proprio non capivo la sua preoccupazione, ma, in ogni caso sarei comunque sempre rimasta al suo fianco. Questa cosa mi ha un po' impensierito, ma, in ogni caso, il venerdì sera, siamo andati al mare nella casa di Antonio e, quando siamo arrivati, lui ci ha accolto molto calorosamente. Ha dato un bell'abbraccio a me ed una stretta di mano a Paolo. «Benvenuti, ragazzi… Paolo mi fa tanto piacere averti qui con tua moglie! Pamela, rilassati e goditi questo weekend!»

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