Vai al contenuto
Erotika
Il bull di mia moglie.
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto18 min di lettura

Il bull di mia moglie.

quando il desiderio di corna è inarrestabile.....

pennabianca
9 mesi fa · 2.5k letture · 1

Mi chiamo Mario, ho 36 anni, sono di media statura, capelli neri, occhi scuri, fisico nella norma. Da 6 anni, sono sposato con Anna, mia coetanea, bella donna alta, mora, occhi scuri, seno di una quarta misura abbondante, fianchi leggermente morbidi ma non grassa, bel culo prominente che fa da cornice a cosce lunghe e ben tornite. Ci siamo conosciuti per puro caso, allorché sono stato ricoverato nel reparto ospedaliero dove lei lavora come infermiera, per esser operato di appendicectomia. Ricordo che ne fui un po' imbarazzato, quando venne a radere il mio inguine prima dell'intervento. Ebbe a provvedervi con una disinvoltura tale che l'imbarazzo fu solo e tutto mio. Divenimmo subito amici e iniziammo a frequentarci; lei, in quel periodo, veniva da una storia chiusa con qualche strascico, così, quando mi son proposto a rallegrare un po' la sua vita, lei ha accettato subito e, ben presto, ci siamo innamorati, pervenendo al matrimonio l'anno successivo. A 30 anni, mi son trovato una moglie che, a letto, era una vera forza della natura: aperta in ogni buco dal il precedente fidanzato, che era un porco di prima categoria; sapeva tirare pompini sontuosi e, inopinatamente, ti ingoiava anche l'anima. A mia volta, venivo da un paio di storie più che deludenti, finite perché quelle con cui avevo impattato, erano persone troppo pudiche per i miei gusti, mentre, in realtà, volevo una donna proprio come lei, disinibita, tendenzialmente troia, ma anche innamorata e complice. Fin da subito e, appena sposati, abbiamo messo in chiaro proprio questi concetti e lei si è detta più che soddisfatta per non essersi imbattuta in un soggetto geloso, bensì uno cui piacesse l'idea di poter fare la troia per il piacere di entrambi. Man mano, abbiamo preso a raccontarci un po' del nostro passato e, soprattutto, mi piaceva da matti riandare con la mente alla volta in cui aveva dovuto radermi, tenendo il mio cazzo in mano con una scioltezza assoluta. Lei mi rispondeva dicendo che si trattava semplicemente di lavoro e che il mio membro, per lei, non era altro che una qualunque altra parte del corpo. In realtà, poi, nel tempo, ha confessato una cosa che mi ha fatto eccitare molto. Mi ha raccontato che, all'inizio di quel suo lavoro, c'era un infermiere, responsabile del reparto e, spesso e volentieri, demandava sempre a lei il compito di radere le persone che dovevano esser operate. Mi ha confessato che, più di una volta, si era trovata tra le mani dei membri veramente grossi, insinuandole la voglia di aver a che fare con un superdotato. Inoltre, ha tenuto a precisare che non era stato proprio un fidanzato a iniziarla ai piaceri del sesso, ma Federico, il vecchio primario che sovraintendeva il reparto e, insieme a Pasquale, che era il caposala da cui proveniva l'incombenza di radere, spesso e volentieri se la scopavano in doppia. Questa notizia è servita a far scatenare ancor più la mia lussuria nei suoi confronti, al punto che, dopo circa tre anni che eravamo sposati, per la prima volta ho spinto mia moglie tra le braccia di un altro maschio. Avevamo conosciuto una coppia in vacanza, che ci aveva fatto capire che avrebbero gradito far lo scambio del partner; così, la sera prima della fine della vacanza, ci siam trovati, tutti e quattro allegramente insieme sopra un letto; per la prima volta ho visto Anna scopata da un altro uomo e, ammetto, che la cosa mi era piaciuta moltissimo. Per fortuna ho tra le gambe un membro di ottime dimensioni, sia in lunghezza che circonferenza, ma quello che ha in mente mia moglie è qualcosa di più grosso ancora, in quanto ha precisato che le era capitato di radere gli inguini di due cazzi di misure davvero eccezionali.

 «Per una volta, nella vita, mi piacerebbe provare! Come ti ho detto, mi hanno scopato in doppia, ma è rimasta in me la voglia di sentirne uno proprio grosso che mi sfondi tutta!»

Per circa un anno non abbiamo più ripreso questo argomento, poi, casualmente, è stata lei stessa che, in qualche modo, ha trovato il candidato giusto. Mi ha raccontato di un paziente, di nome Carlo, venuto anche lui per una appendicectomia.

«È un bel maschio sulla cinquantina, con fisico asciutto e ben strutturato, ma, soprattutto, munito di un cazzo veramente sproporzionato! Quando l'ho preso in mano per depilarlo, lui mi ha guardato ed ha fatto un mezzo sorrisetto, piuttosto ironico.

“Signora, me lo tratti con cura! Capisco che non è una cosa che possa vede tutti i giorni, però serve che si mantenga in perfetto stato!”

Io gli ho sorriso rispondendogli che, non solo era una cosa che non si vedeva di tutti i giorni, ma, comunque, sarebbe stato ancor più bello vederlo al di fuori di quel contesto ospedaliero. Lui ha risposto che se ne sarebbe potuto riparlare dopo l'operazione. Giusto ieri è passato per un saluto e, quando mi ha visto, mi ha offerto un caffè; mentre eravamo alla macchinetta, mi ha chiesto se ero sempre intenzionata a veder come si comportava il suo membro al di fuori dell'ospedale e io gli ho risposto che ne avrei parlato con te, onde ottenerne l'assenso. È rimasto un attimo stupito, poi ha sorriso e mi ha dato il suo numero di telefono, aggiungendo che dovrai esser tu a contattarlo!»

Ho visto l'espressione del viso di mia moglie mentre mi dava il numero di telefono ed ho notato che era alquanto ansiosa di sapere se lo avessi fatto.

 «Va bene, amore; adesso lo contatto e ti faccio sapere!»

Il pomeriggio dello stesso giorno, lo contatto al telefono e ci mettiamo a parlare di tutta la vicenda. Faccio qualche domanda e lui, a sua volta, me ne rivolge altre.

«Mario, ma è la prima volta che... voglio dire: con tua moglie hai già avuto qualche esperienza trasgressiva?»

Mi piace subito il suo modo garbato, gentile, ma, soprattutto, mi piace il suo modo sereno di parlare. Gli racconto la nostra esperienza dello scambio di coppia e lui mi fa subito un'altra domanda più precisa.

«Ho capito! Però, mi sembra di capire che non sei mai stato a guardare tua moglie, mentre viene chiavata da un altro?!»

Ci penso un attimo e gli rispondo che l'ho vista solo in quell'occasione in cui ha scopato con il marito di quella con cui stavo scopando a mia volta. Lui mi dice che non è nuovo a queste esperienze; più di una volta gli è capitato di scopare una donna/moglie davanti al marito e, per esperienza, mi chiede una cosa, che mi lascia alquanto perplesso.

«Non ho nessun problema a far godere tua moglie sotto i tuoi occhi, ma vorrei porre una condizione: tu devi solo guardare, perché voglio scoparla da solo, mentre tu resti lì ad ammirarla!»

Son rimasto un po' stupito da questa sua richiesta, ma, in considerazione di quanto mia moglie ci tenesse a vivere questa esperienza e avendo trovato lei stessa la persona giusta, ho deciso di accettare anche questa particolare situazione. Così ci mettiamo d'accordo per vederci un sabato sera che mia moglie è libera dal lavoro e il giorno dopo avrebbe potuto benissimo riposare. Quando ne ho parlato con lei, è rimasta un attimo titubante, perché temeva che la cosa avrebbe potuto influire negativamente sul nostro rapporto, ma, soprattutto, perché anche lei si mostrava alquanto sorpresa per il fatto che lui voleva chiavare con lei, mentre io avrei dovuto esser un semplice guardone. Ho compreso appieno le sue preoccupazioni, ma l’ho rassicurata dicendo che, in fondo, era un'esperienza che volevo vivere anch'io, in considerazione del fatto che mi era piaciuto moltissimo allorché l'avevo vista godere sotto i colpi del cazzo del marito della coppia conosciuta al mare. Ci dà appuntamento a casa sua e ci viene incontro in un bar, perché voglio conoscerlo anch'io ed esser certo che sia una persona più che discreta. Quella sera Anna proprio non stava nella pelle: era insicura su tutto! Solo per convincerla a vestire un po' sexy, ho dovuto sudare le proverbiali sette camicie. Alla fine, ha indossato una minigonna non troppo corta, fortunatamente larga, un perizoma ed un paio di scarpe dai tacchi alti. Il reggiseno dello stesso colore del perizoma ed una camicetta nera, poi siamo andati all'appuntamento. Quando me lo son trovato davanti, ho capito perché aveva suscitato l'interesse di mia moglie. Aspetto imponente, massiccio ma non grasso, capelli brizzolati, occhi neri molto profondi. Un bel maschio maturo, dallo sguardo assassino di quelli che mandano in tilt ogni tipo di donna; nel caso di mia moglie, sicuramente le ricordava quel porco del primario che, per diversi anni, se l'era scopata insieme all'altro maiale del caposala. Fatte le presentazioni, vedo che si muove con estrema disinvoltura, indice del fatto che l'esperienza non le manca. Parliamo un po' del più e del meno, poi lui si allontana, facendo in modo che io e mia moglie possiamo confrontare le nostre impressioni su di lui. Anna è tutt'un fascio di nervi! È indecisa se accettare di chiavarselo oppure andarsene, ma, a questo punto, sono io che, nonostante avverta le classiche "farfalle" allo stomaco per un misto di gelosia ed eccitazione, incito mia moglie a provare l'esperienza. Lui ritorna e sono proprio io a dirgli che va tutto bene; quindi usciamo dal bar e ci rechiamo a casa sua. Entriamo nel suo appartamento ed entrambi restiamo piacevolmente sorpresi nel vedere che è pulito e ben tenuto; lui ci offre una coppa di prosecco. Ci mettiamo comodi, ma vedo che mia moglie non riesce ad allentare la tensione e, per un attimo, io e lui, senza farlo notare ad Anna, ci guardiamo negli occhi e lui capisce la situazione; così, con la scusa di andare in bagno, ci lascia di nuovo soli. Anna mi guarda e dice che vuole andarsene.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Pagina 1 di 3 · 0%

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista