Mi chiamo Daniele, ho 38 anni, di media statura, occhi scuri, capelli neri, fisico ben messo merito di anni il nuoto e sono felicemente sposato, da 12 anni, con Laura, magnifica donna di 35 anni. Lavoro come geometra in una impresa di costruzioni e, da poco tempo, il vecchio titolare è andato in pensione, lasciando ogni cosa alla gestione di suo figlio Michele. Lo conosco da tempo e sua moglie Claudia è amica di Laura, mia moglie; la loro frequenza è tale che, a volte, escono anche insieme. Michele è un uomo alto robusto, sicuramente in sovrappeso, perché munito di una bella pancia prominente e, a tavola, difficilmente si trattiene dal consumare del buon cibo; proprio questo dettaglio ha fatto emergere un altro aspetto di lui che non conoscevo: è un cuckold. È successo durante un pomeriggio a metà settimana, quando una riunione di lavoro si è protratta fino a sera e lui mi ha invitato a cena a casa sua.
«Dai, Daniele, chiamo mia moglie, l’avverto di aggiungere un posto a tavola, così ci fai l’onore di esser nostro ospite stasera.»
Ho accettato volentieri, perché sapevo che sua moglie è, tra le altre cose, un’ottima cuoca.
«Volentieri, anche perché Laura è da sua sorella e non torna prima di domani sera.»
Lui ha telefonato alla moglie ed ho sentito che hanno parlato per diversi minuti; ho visto che, mentre parlava, mi guardava e sorrideva. Così l'ho seguito con la mia vettura fino a casa sua e, sulla porta, è venuta ad aprire Claudia, una bella donna sulla quarantina, alta, capelli biondi, occhi chiari, un bel seno che riempie sicuramente una terza misura, bel ventre piatto ed un bellissimo culetto, che fa da cornice a delle cosce lunghe e ben tornite. Resto per un momento a guardarla con estremo piacere, perché vedo che, a differenza delle altre volte, quando in certe occasioni siamo andati a cena insieme tutti e quattro, questa sera mi sembra sia vestita in maniera più provocante. Indossa una gonna abbastanza corta con sopra una camicetta bianca, sotto cui si intravede il reggiseno dello stesso colore; le splendide cosce sono fasciate da calze autoreggenti, di cui si rivela il pizzo al limite della gonna e, ai piedi, calza delle décolleté con tacco alto e sottile. Ci accoglie entrambi molto calorosamente: bacia lui sulle labbra e me sulla guancia.
«Ciao, caro, bentornato. Adesso, da bravi ometti, mettetevi sul divano e aspettate che termini di preparare.»
Mi sorride con uno sguardo malizioso e, fin da subito, mi rendo conto che si sta comportando in una maniera diversa dal solito: alquanto provocante. Michele mi parla di lavoro, mentre io continuo a seguire con lo sguardo Claudia, che assume pose decisamente provocanti, tipo quella di allungarsi per prendere dei calici sul pensile della cucina, facendo risalire di parecchio sia la camicetta che la gonna e mettendo bene in mostra che indossa autoreggenti; oppure si piega a 90 gradi, per prendere qualcosa dal basso nella cucina, facendo emergere le sue magnifiche cosce in tutto il loro splendore fino al culetto; quel particolare movimento è servito anche a far vedere che indossa solo un sottile perizoma, che, nella parte posteriore, è già sparito nel solco delle chiappe. L'ho sempre considerata una donna di gran classe e questo suo strano comportamento mi sorprende un po'. Mi stupisce anche il fatto di veder lui che, pur osservando il comportamento della moglie, non fa niente per richiamarla, anzi, sembra compiaciuto che, mentre mi allunga un calice di prosecco, è sorridente nel veder sua moglie che si è piegata in avanti per appoggiare qualcosa sul tavolo, ma la sua camicetta, tenuta chiusa appena da un paio di bottoni, mi ha proposto il panorama del suo stupendo décolleté. Mi sento un po' in imbarazzo, ma vedo che loro due non lo sono per niente, anzi ridono e scherzano in maniera tranquilla; così abbandono l'avvertito senso di disagio e continuo a parlare con lui, sempre continuando a seguire la donna con lo sguardo. La cena, come era previsto, è stata deliziosa, ma soprattutto allegra, perfusa di una certa goliardia, sollecitata anche da un buonissimo vino fatto in casa dal suocero di Michele, che possiede terreni con vigneti e, già alla fine della cena, mi son reso conto che Michele era decisamente alticcio, se non sbronzo. Infatti, al momento del caffè, lui si era seduto sul divano ed ho notato che si era addormentato. Sono rimasto quanto mai sorpreso, ma Claudia si è avvicinata a me e, con gentilezza, mi ha chiesto se potessi aiutarla a metterlo a letto.
«Non dovrebbe bere, eppure, come hai visto, lo fa senza contenersi nemmeno un po', fino a questo risultato! Aiutami ti prego!»
Un po' a fatica, son riuscito, con l'aiuto di Claudia, a portarlo nella loro camera da letto; lei gli ha semplicemente tolto la cravatta e sbottonato la cintura dei pantaloni.
«È meglio lasciarlo così. Tanto dormirà fino a domani mattina!»
Siamo usciti dalla stanza e lei mi ha offerto il caffè; mentre lo sorbiva, ho letto una certa malinconia nei suoi occhi. Mi ha guardato fisso, poi si è avvicinata a me, quasi a ridosso, ed ha parlato con tono decisamente triste.
«Sai, a Michele non gli si alza più ed io sono ancora molto giovane. Abbiamo provato di tutto, andrologo, film porno, completini sexy, ma niente… sono disperata. Inoltre non può assumere il viagra a causa di problemi che ha al cuore… e, allora, pensavo che… Daniele aiutami! Ho così bisogno di…»
Subito ha incollato la sua bocca alla mia ed il suo corpo ha aderito al mio; ho sentito premere il suo ventre contro il mio pacco, che immediatamente ha risposto, gonfiandosi a dismisura. Preso un po' alla sprovvista, son rimasto immobile, ma poi ho risposto al suo bacio ed abbiamo cominciato a limonare; dopo un po', lei mi ha preso per mano e mi ha portato nella camera degli ospiti. In un attimo si è denudata e lo stesso ho fatto anch'io; così, dopo averla fatta distendere sul letto, ho preso a leccare ogni centimetro del suo corpo, fin quando son giunto alla pesca succulenta della sua figa, priva di pelo e già fradicia di umori.
«Uhuhm…Così, fammi godere! Ancora! Ora vengo!»
Son rimasto stupito dalla velocità con cui ha goduto, ma la cosa è servita a me per darmi da fare al massimo; ho iniziato a masturbarla, infilando due dita tra le pieghe della sua lumachina e, d'un tratto, si è rigirata e si è impossessata del mio membro. Ho sentito la sua bocca bollente avvolgere il mio membro, la sua lingua scorreva lungo tutta l'asta, dal basso fino ad arrivare in alto, sulla punta, per poi scendere di nuovo giù, fino alle palle, che ha preso in bocca, una per volta, godendosene il sapore per bene. Giusto il tempo di tenerlo un po' in bocca e mi ha chiesto di possederla.
«Ti voglio, cazzo. Lo voglio sentir tutto dentro di me, che mi penetra e mi sollazza.»
Mi ha spinto di lato, facendomi sdraiare supino e mi è salita sopra; dopo averlo impugnato, se lo è appoggiato tra le pieghe della vulva e si è lasciata cadere su di me, iniziando uno smorzacandela davvero sconvolgente. Ho sentito il mio membro scivolare all'interno della sua vagina, estremamente bollente ed ho provato infinito piacere nel sentire quel calore che avvolgeva il mio membro; ho chiuso per un attimo gli occhi e, dentro di me, ho materializzato il sogno cui ricorrevo da tempo: chiavarla a quel dio biondo! Ho visto i suoi magnifici seni sobbalzare davanti la mia faccia, così ho allungato le mani ed ho iniziato a stringere quelle splendide poppe e, mentre le impastavo tra le mani, con il pollice e l'indice mi divertivo a torturare i suoi capezzoli. Claudia mi stava davvero cavalcando come farebbe un'amazzone sul suo stallone. Ha raggiunto un nuovo orgasmo molto velocemente.
