Sono veramente indispettita e contrariata; me ne torno in camera nostra e mi butto sul letto, incazzata nera. Sento la porta d'ingresso al bungalow che sbatte e, dopo esser rimasta un po' distesa sul letto, torno nel salotto ed accendo la tv. Sono furiosa e, dentro di me, decido di fargliela pagare. Guardo svogliatamente un po' di televisione, ma non trovo nulla di interessante, così, ancora abbastanza irritata, me ne torno a letto. Michele rientra più tardi ed ho l'impressione che sia ubriaco. Vorrebbe scopare con me, ma io lo rifiuto. Lui rimane un attimo a guardarmi, poi prova a prendermi con la forza e allora lo lascio fare restando passiva; sento che mi mette il membro dentro, ma si rende conto che io non reagisco e la sua rabbia monta ancor di più. «Cosa c'è che non va! Adesso non hai più voglia di scopare? Magari avresti preferito farti sbattere da quei ragazzi?» Lo guardo negli occhi con espressione furiosa e non mi trattengo dal mollargli uno schiaffo sul viso. «Togliti immediatamente da sopra di me! Mi stai trattando come una puttana, cosa che non ho mai fatto, ma se insisti con questo tuo atteggiamento, ti giuro che, alla prima occasione, ti regalo tante di quelle corna che non riuscirai ad entrare nemmeno attraverso la porta di una cattedrale.» Lo spingo di lato, mi giro e mi metto a dormire. Il giorno dopo, lui cerca di scusarsi, ma io sono decisamente arrabbiata con lui e, anziché andare al mare, mi sdraio a prendere il sole in piscina, dove c'è pochissima gente, così la giornata scorre abbastanza tranquilla. Quando andiamo a pranzo, scambio con lui solo qualche parola; vedo che mio suocero ci osserva entrambi. Il pomeriggio me ne resto nel bungalow, perché fuori fa troppo caldo e, solo nel tardo pomeriggio, scendo in spiaggia; dopo aver fatto un bel bagno, prendo il mio telo e me ne torno nel bungalow. Entro in bagno, mi faccio una doccia e, quando sto per tornare in camera, mi rendo conto di aver lasciato la porta aperta; mentre sono completamente nuda, vedo Carlo che, per un lungo istante, resta immobile a fissarmi sulla soglia della porta. Mi guarda in silenzio senza dire nulla e anch'io lo guardo ed avverto, dentro di me, una voglia incredibile di farmi sbattere da lui. Si allontana e, poco dopo, torna anche Michele; tutti e tre andiamo a cena, ma io non ho molta voglia di mangiare, così, poco dopo, me ne torno nel bungalow. Mentre Michele si alza da tavola e, insieme ad alcuni ragazzi, tra cui quelli che continuano a fissarmi, decidono di andare da qualche parte. Quando Carlo rientra, mi trova seduta sul divano a guardare la televisione e, senza dir nulla, si mette seduto accanto a me. Ad un tratto mi giro verso di lui e lo bacio in bocca, sorprendendolo. Risponde al mio bacio e, quando ci stacchiamo mi guarda.
«Paola sei sicura che è questo che vuoi? Probabilmente sei ancora furiosa per il comportamento di quello stupido di mio figlio, ma, pensaci bene: un tradimento è qualcosa che non si cancella.» Io lo guardo dritto negli occhi e poi, dopo un attimo di riflessione, gli rispondo. «Ho avuto diverse occasioni per tradire tuo figlio e mi son sempre fermata all'ultimo momento, perché gli voglio veramente bene, ma, da un po' di tempo a questa parte, mi sta sempre più trattando da puttana e questa cosa mi manda veramente ai pazzi! Lui pensa che io sia una puttanella che vada in giro a darla a destra e a manca, ma ti assicuro che non l'ho mai fatto! È vero, mi piace quando mi sento corteggiata e quando mi accorgo che suscito interesse in un altro maschio, ma la cosa finisce lì. Lui, invece, con la sua gelosia, mi sta veramente distruggendo! Immagina che io sia una troia che va in giro a scopare con chiunque e, se è questo che lui pensa di me, allora... questa volta lo voglio per davvero... Carlo, o mi scopi tu, oppure adesso esco e mi faccio sbattere dal primo che incontro.» Lui non mi risponde, si alza in piedi, mi prende per mano e, senza dir nulla, mi porta in camera sua. Chiusa la porta a chiave, mi stringe al suo petto e sento il suo membro duro che preme contro il mio ventre. In un attimo siamo entrambi nudi e, finalmente, posso ammirare da vicino quel gioiello in tutto il suo splendore. Più lungo di quello di Michele e anche molto più grosso, con una magnifica cappella, che mi ha subito fatta salire la voglia alle stelle. Mi sdraia sul letto e iniziamo a fare un 69, davvero travolgente. La sua lingua è tremenda, si insinua in ogni piega della mia ostrica e mi tortura il bottoncino, facendomi veramente impazzire di piacere. Lo ricambio, infilandomi il suo splendido cazzone il più possibile in bocca e, dopo avermi fatto raggiungere l’orgasmo un paio di volte, mi rigiro e mi sdraio, facendolo salire su di me; metto quel magnifico gioiello in mezzo alle mie tette, regalandogli una spagnola da infarto. «mhmm…che meraviglia! Paola le tue tette sono fantastiche! Ho immaginato di poter provare questo piacere fin dal primo istante che ti ho visto! Sei una tettona fantastica!»
Modestamente, la spagnola è uno dei giochi che mi riesce benissimo; mentre lo masturbo, stringendolo tra i miei seni, con la bocca vado a leccare ed a ciucciare la punta, che fa capolino da quella massa di carne che lo avvolge e, ben presto, riesco a farlo sborrare. «Oh, Paola! Mi fai sborrare! È fantastico sborrare tra le tue tette. Che meravigliosa spagnola mi stai facendo! Paola, sborro!» Mi spruzza una buona quantità di crema su viso, collo e tette e, a quel punto, lo libero dai miei seni e me lo prendo in bocca, continuando a succhiarlo. È magnifico vedere che resta ancora ben duro; poi lui scivola un po' più in basso e si posiziona tra le mie cosce; mi spinge dentro quella meravigliosa massa di carne dura, che mi dilata e mi sfonda alla grande. «Carlo, così mi fai morire! Riesci ad arrivare dove tuo figlio non è mai arrivato. Sento che mi stai aprendo tutta: continua così! Spingilo tutto dentro, fin in fondo! Oddio, vengo!» Mi sconvolge così tanto, da farmi godere all'istante. Mi pompa con forza e ad ogni affondo sento la punta del suo membro che mi dà un colpo sulla cervice; questa sensazione mi fa impazzire di piacere. Godo ripetutamente, mentre lui continua a sbattermi; sollevo le gambe e le stringo intorno ai suoi reni, mentre lui ora mi scopa selvaggiamente. «Tieni, bella porcona Prendilo tutto! Non capisco quel fesso di mio figlio che trascura una gran bella troia come te! Sei una puttana stupenda! Paola sei una meravigliosa troia, tutta da chiavare.» Sbrodolo in continuazione e, soprattutto, godo nel sentirmi dare della troia. «Sì, sono una troia! Carlo sarò la tua puttana, se lo vorrai! Carlo fammi sentire ancor più troia! Voglio esser la tua troia!» Mi fa godere ancora una volta, poi mi gira di lato, si sdraia di fianco a me e, dopo avermi sollevato una gamba, prende a scoparmi da dietro, mentre con le mani accarezza i miei seni, ancora imbrattati del suo seme: me lo spalma sopra le tette e poi mi strizza i capezzoli, mentre mi sbatte furiosamente. Ho un nuovo orgasmo devastante; poi mi giro e lo fermo. «Sei un magnifico toro da monta; desidero che sborri dentro di me. Mi è piaciuto ricevere in bocca e in faccia il tuo seme, ed ora lo voglio sentire tutto dentro il mio ventre.»
