«Va bene, accetto la scommessa: se vinci tu, io farò qualsiasi cosa vorrai, a tua scelta; ma, se vinco io, anche tu dovrai sottostare ai miei voleri, senza rifiutare! Se poi il tuo capo te lo infila in bocca o ti scopa, questo è affar tuo. Sei libera di decidere e fare come vuoi! Chissà, magari ci scappa anche un bell'aumento di stipendio!» Il lunedì mattina sono uscita per andare al lavoro trenta minuti dopo di lui, per non fargli vedere cosa avrò indossato. Decido di accettare la sfida e metto un top piuttosto carino, ma la stessa minigonna e calze nere, senza mutandine; cosi il mio capo avrebbe avuto a portata di mano la mia figa semi depilata. Non appena sono arrivata alla mia scrivania, Mauro era già lì e, appena mi ha visto, mi ha convocata nel suo ufficio, dicendo che aveva delle lettere da spedire. Così ho preso penna e blocco e l'ho seguito nel suo ufficio. Ho iniziato in modo molto professionale, a scrivere le lettere sotto sua dettatura, ma quando mi son spostata sulla sedia ed ho aperto un po' le gambe, solo per un secondo, lui si è bloccato e mi ha chiesto dov’era arrivato, avendo perso il filo. Non riusciva a ricordare cosa stesse dicendo ed ha dovuto chiedermi di rileggere quello che avevo scritto. Ho fatto fatica a trattenermi dal ridere e l'espressione sul suo viso era impagabile. Poi, finita la dettatura, sono andata alla mia scrivania ed ero già fradicia. Ho scritto le lettere e gliele le ho riportate, per farle firmare; il gioco mi stava eccitando al massimo. Mentre ero lì a guardargli firmare le lettere, ero di nuovo fradicia e, mentre mettevo da parte le lettere, mi ha chiesto di passare davanti alla sua scrivania, perché, a suo dire, c'era un errore di battitura, che voleva mostrarmi. Invero non c'era nessuna necessità che mi spostassi sul lato della sua scrivania, ma lui me l'ha chiesto ed io l'ho fatto; aveva ragione: avevo battuto per errore una lettera di una parola, quindi gli ho detto che l'avrei riscritta. «Aspetti, non se ne vada; vediamo se ci sono altri errori nelle altre lettere!» Mentre ero in piedi accanto a lui, la sua mano destra è scesa prima sulla sua gamba e, lentamente, si è mossa verso di me; poi è risalita lungo la mia. Mi aspettavo tutto ciò e son rimasta in silenzio; quando mi è arrivata al sedere, mi ha accarezzato delicatamente le chiappe; la cosa mi ha eccitato ancora di più! Poi, quando la sua mano è scesa a metà della mia gamba, sapevo che avrei dovuto fermarlo, ma, a quel punto, ero troppo eccitata per farlo e poi era quello che volevo. Ha preso a strofinarmi lentamente l'interno coscia, appena sopra il pizzo delle calze, poi si è spostato lentamente verso la figa bagnatissima. A quel punto, aveva messo da parte le lettere ed era intento ad esplorare la mia figa, ravanandomi con due dita ben piantate dentro. Io ero lì ad occhi chiusi ed il mio respiro era chiaramente affannato. Mi stava strofinando le labbra della figa e poi il clitoride ed io quasi sono svenuta per l'orgasmo, che ho provato quando mi ha strizzato con le dita il bottoncino. «umhmmm…ooohh… siii!» Sono venuta sulle sue dita e, quando finalmente ho riaperto gli occhi, lui mi ha sorriso e poi ha ripreso a lavorarmi la fica con le dita. Proprio quando ero di nuovo sul punto di venire, si è fermato, si è alzato, spingendomi in avanti sulla sua poltrona ed ho sentito la sua patta aprirsi ed i suoi pantaloni calarsi. Ho fatto fatica a riprender fiato, poi, all'improvviso, mi ha spinto dentro, da dietro, il cazzo più grosso che avessi mai preso in vita mia. Grosso, molto spesso, duro e lungo. «Adesso basta, puttanella! Adesso è ora che ti faccia sentire il mio cazzo che stai provocando in maniera così sfrontata!» Ha preso a pomparmi con dei colpi secchi e duri. Mi sentivo aprire tutta! Sentivo le pareti della mia vagina che si allargavano al passaggio di quel grosso membro che mi arrivava fino in fondo e la punta sbatteva contro la cervice; ad ogni colpo era un orgasmo continuo: ne ho avuti diversi ed in rapida successione; ogni colpo di quel cazzo, che mi sbatteva dentro mentre mi teneva forte per i fianchi, mi faceva emettere umori in gran quantità. Mi sentivo di nuovo montata come quando ero il giocattolo di Federico, il maschio maturo che mi aveva iniziato all’esibizionismo. Finalmente mi son sentita di nuovo femmina e... troia! Decisamente era questo che volevo: un maschio capace di farmi impazzire a colpi di cazzo, fino al punto da farmi quasi perdere i sensi. Mi sbatteva con colpi fortissimi e continuava a dirmi che ero la sua troia. «Lo senti, puttana, come ti sfondo! Mi hai fatto tirare il cazzo fin dal primo istante che ti ho visto. Ti sei divertita finora a provocarmi, ma ora ti sfondo! Farò di te la mia puttana! Godi troia, che voglio sentirti urlare!» Io godevo! «Sì, scopami più forte! Sei un toro fantastico! Hai un cazzo meraviglioso che mi sta sfondando tutta! Dai, ancora che vengo! Porco, mi fai venire! Vengo!» Ho avuto un orgasmo pazzesco! Sentivo il mio corpo scosso da brividi di piacere che mi procuravano sensazioni bellissime; poi lui, d'un tratto, si è sfilato da me e, dopo avermi messo una mano sulla spalla, mi ha costretto a scendere dalla poltrona e inginocchiarmi davanti a lui. Mi son trovata davanti il più bel cazzo che avessi mai visto in vita mia. Bello, lungo, grosso e duro, ben ricoperto dai miei stessi umori e, quando me lo ha appoggiato alla bocca, ho capito che mi avrebbe riempito la gola di crema. Me lo ha spinto dentro per bene, ordinandomi di ingoiare tutto. Ha preso la mia testa con entrambe le mani ed ha cominciato a scoparmi la gola. «Adesso, troia, ti scopo la gola e poi ti sborro in bocca! Non voglio vederne uscire nemmeno una goccia!» Ho fatto molti pompini in vita mia, ma era la prima volta che mi trovavo con le mascelle dilatate al massimo e solo poco più della punta di un cazzo in bocca! Mi teneva la testa ferma e mi pompava spingendo il cazzo sempre più dentro, quasi a soffocarmi; poi, d'un tratto, è rimasto immobile ed ha cominciato a spruzzare la sua sbroda. «Adesso bevi, troia! Bevila tutta, puttana!» Ho avuto un orgasmo in quel preciso istante, senza neanche toccarmi! Sembrava un idrante impazzito. Ad ogni schizzo mi gonfiava le guance e mi sentivo quasi soffocare; cercavo di spingerlo via con le mie mani, ma lui non si è spostato di un millimetro: è rimasto imperterrito ben piantato dentro la mia bocca, obbligandomi ad ingoiare tutto fino all'ultima goccia. Avevo paura di morire con quel cazzo in gola, poi lui mi ha lasciato respirare quel tanto che bastava e si è tirato indietro quel tanto da lasciare la sola punta del cazzo: ce l'avevo in bocca, mentre continuava a venire. Mi spruzzava la sua crema calda in bocca e giù per la gola. Però ero felice di esser riuscita ad ingoiare quell’enorme sborrata del mio capo. Mentre deglutivo, mi son accorta che il sapore era buono, forse un po' salato e amaro, ma tutto sommato non era poi così male. Dopo averlo raccolto fino all'ultima goccia, l'ho pulito e lucidato alla perfezione; lui se lo è rimesso nei pantaloni e mi ha sorriso contento.
«Molto bene, mia cara! Di sicuro ripeteremo ancora questo gioco e perciò avrai un aumento di stipendio: lo troverai nella busta paga alla voce "incarichi speciali". Adesso torniamo al lavoro!» Mi tremavano le gambe, sia per l'emozione che per il piacere provato; mi ci è voluto qualche minuto, per tornare ad esser concentrata sul lavoro. Ero immensamente felice di esser diventata la troia di Mauro. Nel pomeriggio, Mauro mi ha chiamato di nuovo in ufficio e, appena son entrata, mi ha fatto cenno di chiudere la porta a chiave; quando mi son avvicinata alla scrivania, lui ha spostato la poltrona leggermente indietro ed ho visto il suo membro, già bello duro e pronto, fuori dai calzoni. «Piccola troia, mi hai stregato! Ho ancora voglia nella tua fica! Dai, succhialo un po', che poi te lo pianto tutto dentro!» Mi son tremate le gambe, mentre sentivo immediatamente bagnarsi la fica. Mi son inginocchiata davanti a lui ed ho preso a succhiarlo e a leccarlo, quasi fosse la cosa più normale del mondo! Lui mi ha lasciato giusto il tempo di ricoprirlo di saliva, poi, dopo che gli ho tirato i pantaloni giù fino alle caviglie, mi ha fatto salire sopra di lui e ho preso a cavalcarlo, facendomi sfondare da quel membro così grosso. Me lo sentivo sbattere fino in fondo, ad ogni colpo era una scarica di piacere che mi travolgeva. Credo che mi abbia scopato per una buona mezz'ora, facendomi perdere il conto di quante volte son venuta. Poi, di colpo, si è sollevato, mi ha sdraiato sulla scrivania, con le cosce in alto, ed ha preso a pomparmi con un ritmo veramente devastante. Mi sfondava ed i miei seni sballottavano ad ogni colpo, poi, d'improvviso, è rimasto immobile ed ho sentito che mi stava inondando la vagina. «Adesso troia, ti marchio con il mio seme! Ora sei definitivamente la mia troia! Senti quanto ti sto riempiendo?» È rimasto immobile, mi dava solo qualche colpo secco e, ad ogni affondo, schizzava bordate di sborra bollente, che mi riempivano la vagina. Quando si è sfilato, mi son inginocchiata davanti a lui e, mentre sentivo che dalla mia fica colava la sua sbroda, ho preso a leccare il suo membro, fino a pulirlo completamente. Di colpo mi ha sollevato e mi ha baciato in bocca, lasciandomi sorpresa come non mai. Era la prima volta che un maschio, cui avevo succhiato il cazzo e leccato la sborra, mi baciava in bocca. Nemmeno mio marito era mai arrivato a tanto. Quando si è staccato da me ho visto la lussuria totale nei suoi occhi. «Da questo momento sei la mia puttana! Adesso va a casa e fa leccare la figa, piena del mio seme, al tuo cornuto! Se dovesse obiettare qualcosa, fammelo sapere, che provvederò io a metterlo in riga!» Sono rimasta senza parole! Ero stordita ed eccitata da tutto il piacere che avevo provato e, soprattutto, per l'immensa lussuria che era capace di esternare questo maschio. Quando son tornata a casa quella sera, Gianni era già rientrato e, mentre entravo, mi ha afferrato la gonna e me l’ha sollevata sui fianchi, constatando che ero senza le mutandine. «Accidenti! Non pensavo che avresti avuto il coraggio di farlo! Ma l'hai fatto! Brava!» Poi si è inginocchiato per iniziare a leccarmi. Prima di lasciarglielo fare, ho stretto le cosce e l'ho guardato dritto negli occhi. «Eh no, bello mio! Se non sbaglio tra di noi c'era una scommessa! Io ho vinto! Quindi, come premio per la vittoria conseguita, voglio farti vedere quanto son diventata troia!» Lui mi ha guardato senza capire ed io gli ho detto che gli avrei spiegato tutto a tempo debito. Subito dopo ho riaperto le cosce e lui si è messo a leccarmi. Si è fermato per un attimo, un po' indeciso, poi ha sollevato lo sguardo e mi ha guardato con tutto lo stupore possibile. «Ma... Amore, mi sembra che tu… Cazzo, ma sei piena?!» L'ho guardato con aria di sfida. «Certo che sono piena! Che cosa ti aspettavi? Te l'avevo pur detto che il mio capo è un porco e quando mi ha vista così conciata, da troia, mi ha scopato prima stamattina e poi circa mezz'ora fa, prima di farmi tornare a casa. Ha tenuto a precisare che dovevo farmi leccare la fica da te! Ora puoi scegliere: o ti metti a leccare ed accetti che, da questo momento, sei il mio cornuto, oppure io mi trovo un altro maschio! Ecco, ora sai quanto sono diventata troia!» Non ho nemmeno finito di parlare, che mi stava già leccando in maniera fantastica. Ha raccolto tutta la sborra che gli colava in bocca e poi, d'un tratto, si è inginocchiato e mi ha spinto il suo membro tutto dentro. Ha preso a chiavarmi come un ossesso. «Cazzo, amore, che troia che sei! Lo sento, sai, quanto ti ha sfondata quel porco! Deve avere un cazzo molto grosso! Accidenti, sei ancora piena di sborra! Ma quanta te ne ha spruzzato dentro? Mi fa impazzire sentire il mio cazzo che sguazza nella sbroda di questo tuo toro!» Ho chiuso gli occhi ed ho pensato al cazzo di Mauro. Il movimento che faceva Gianni, era pressoché inutile, in quanto non sentivo scorrere fra le pareti della fica il suo membro, mentre la sensazione che mi dava nel sentirlo sguazzare dentro la mia fica, tra la sborra del mio amante, mi ha fatto avere un orgasmo, cui anch'egli non è stato indifferente. Dopo che è venuto dentro di me, l'ho costretto a leccarmi di nuovo e poi ho voluto che mi baciasse e, questo lo ha stupito ancora di più. Dopo siamo usciti, io sempre vestita ancora da troia e siamo andati in una pizzeria con dei tavoli all'aperto, lungo la passeggiata pedonale; mi son messa seduta con le cosce rivolte verso la strada ed ho visto più di una persona che si è accorta che ero a figa nuda. È cominciata così la mia carriera da troia personale del mio capo. Come minimo mi montava una volta al giorno e, a volte, anche due. Gianni non ha mai avanzato alcun problema al fatto che mi facevo sfondare davanti e dietro da lui! Godeva molto nel leccare i miei buchi riempiti da lui e, dopo un po' di tempo, ha anche accettato il fatto che Mauro venisse la sera a casa nostra a scoparmi davanti a lui. Siamo andati anche in vacanza insieme, io e Mauro, ed ora che è passato più di un anno, Mauro ha espresso il desiderio di avere un erede, in quanto non è mai stato sposato. Ne ho parlato con Gianni e quando ha realizzato che mi sarei fatta ingravidare da lui, si è sborrato addosso, senza toccarsi. Il mio cornuto non lo sa, ma sono già due settimane che non uso precauzioni. Spero solo che arrivi un bel maschio, come Mauro.
Ti è piaciuto?
Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
Altri racconti di pennabianca
Commenti 0
Accedi per scrivere un commento…Nessun commento ancora. Scrivi il primo.