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Erotika
A mio marito piace esibirmi.
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Racconto20 min di lettura

A mio marito piace esibirmi.

Questo mettermi in mostra, seminuda, davanti ad estranei, lo eccitava così tanto che, subito dopo, mi scopava a bestia. Il suo cazzo diventava duro come la pietra.

pennabianca
12 mesi fa · 1.6k letture · 0

Mi chiamo Ivana, ho 27 anni, sono alta, bionda, occhi azzurri, un bellissimo seno di una quarta misura tonda e soda, ventre piatto in un corpo ben strutturato, cosce lunghe e snelle, che culminano in quello che mio marito chiama il mio capolavoro: un culetto a mandolino molto prominente. Sono sposata con Gianni, un bel maschio di un anno più grande di me, alto, con spalle larghe, occhi scuri e i capelli neri, un bel fisico snello e, soprattutto, tra le gambe un membro di ottime dimensioni, sia in lunghezza che in circonferenza. Stiamo insieme da 6 anni, quattro da fidanzati e due da sposati e tra noi l'intesa sessuale è stata subito la cosa che ci ha uniti in maniera indissolubile. Quando l'ho conosciuto, avevo 21 anni ed ero già parecchio "chiacchierata", perché poco dopo i 16 anni avevo scoperto il piacere di prendere in bocca un bel membro e, l'anno dopo, di sentirgli riempire il mio pancino. Mia madre, che penso sia stata una troia quanto me, si è subito resa conto che a me i cazzi piacevano e allora, grazie alla complicità di una sua amica ginecologa, mi ha fatto subito assumere la pillola, per non correre il rischio di gravidanze indesiderate. A 19 anni ho conosciuto Federico, un maschio maturo, un bel porco sulla quarantina, con un cazzo notevole, che mi ha iniziato ad una pratica che, nel tempo, è diventata la mia mania: l'esibizionismo. A lui piaceva da matti potermi mostrare in ogni occasione; all'inizio nutrivo qualche perplessità, ma quando mi son resa conto che, a mostrare il mio corpo, provocava eccitazione in chi mi guardava, mi faceva sentire orgogliosa e fiera di poter gestire a modo mio il potere della seduzione. Inoltre, quel gioco mi faceva bagnare in una maniera incredibile; mi ritrovavo così eccitata che, a volte, mi facevo scopare da lui, ovunque ci trovassimo. Addirittura, qualche volta, abbiamo anche rischiato di esser sorpresi mentre lo facevamo e lui, da gran porco, ha capito che mi piaceva molto sentirmi osservata mentre mi fotteva, così da iniziarmi a giochi più perversi, come, ad esempio, portarmi in posti dove, mentre lui mi scopava, c'erano maschi che si segavano; questa esperienza è stata per me davvero esaltante. Per quasi due anni, sono stata il suo giocattolo, la sua puttana, il suo trofeo da esibire e, quando purtroppo lui se ne è andato per motivi di lavoro, mi son sentita veramente persa. Dopo circa un mese e mezzo, quasi due, che ero sola, ho incontrato Gianni ad una festa di amici comuni e, poiché avevo molta voglia di scopare, mi son divertita a provocarlo un po' e, quando mi sono accorta che lui si eccitava moltissimo per quel mio gioco, ho capito che forse potevo aver trovato un valido sostituto del precedente. Quella stessa sera mi ha scopato in macchina, in un parcheggio sotto casa, tra un'infinità di fabbricati con il rischio di esser sorpresi e, quando gliel'ho fatto notare, lui si è messo a ridere e mi ha risposto che la cosa lo avrebbe eccitato ancor di più. Da quel momento siamo diventati inseparabili. All'inizio ero un po' indecisa a raccontargli le mie passate esperienze, ma quando ho potuto verificare che effettivamente la cosa lo mandava in estasi e, soprattutto, anche a lui sarebbe piaciuto potermi metter in mostra, allora mi son aperta in tutti i sensi ed ho capito di aver trovato in lui il valido compagno dei miei giochi. Se, prima di sposarci, a Gianni piaceva quando mi abbigliavo con abiti succinti e/o trasparenti, dopo il matrimonio volle farmi passare a un livello superiore. Ad esempio, durante la luna di miele, voleva che fingessi di dormire, mentre lui avrebbe chiamato il servizio in camera. Era una cosa sconvolgente far finta di dormire, con il corpo quasi completamente scoperto e gli occhi socchiusi, e vedere lui che si divertiva ad osservare la reazione cui erano sottoposti i ragazzi, che venivano in camera nostra a consegnare l’ordinazione e, mentre cercavano di lanciare occhiate, fingendo indifferenza. Questo mettermi in mostra, seminuda, davanti ad estranei, lo eccitava così tanto che, subito dopo, mi scopava a bestia. Il suo cazzo diventava duro come la pietra e, mentre mi sbatteva, si divertiva a dirmi che ero una troia. «Senti come è bagnata questa puttanella! Troia, ti sei eccitata a sapere che quel ragazzo, in questo momento, si starà tirando una sega per te! Sei una zoccola esibizionista! Una puttana che ama farsi guardare!» Ovviamente se la cosa eccitava lui, lascio immaginare l'effetto che faceva su di me. In questi casi, mi piaceva rispondere a tono alle sue affermazioni. «Certo che mi sono eccitata: guarda come sono bagnata, sapendo che lui mi guardava e che ora si starà facendo una sega, ma, soprattutto, mi son bagnata, pensando a questo mio cornuto, che fa di tutto per mettermi in mostra. Sei un porco ed un cornuto che gode a veder la puttana di sua moglie nuda e concupita da altri maschi: semmai ti piacerebbe anche che mi facessi chiavare.»

Ovviamente quel gioco, unito ai forti giudizi che ci scambiavamo, ci eccitava in una maniera incredibile che ci portava a godere quasi all'istante. Era sconvolgente questo nostro gioco di provocazione reciproca e, nello stesso tempo, mi rendevo conto che, a mettere in mostra il mio corpo, assumevo un grande potere di dominazione nei confronti di altri maschi. Altro luogo dove si metteva in atto quel gioco era la piscina. In genere mi induceva a togliere il reggiseno o, in alternativa, aprirlo al punto che, se qualcuno si trovava a guardarmi da dietro, potevano vedersi le mie tette, fino ai capezzoli. Naturalmente le mie tette enormi erano già oggetto di sguardi ammiccanti e, quando si presentava l’occasione di poter fare a meno della parte superiore del bikini, allora sì che il gioco lo mandava in estasi totale, perché era il momento in cui i miei capezzoli, grossi come fragole e contornati da ampie e scure areole, divenivano, come a lui piaceva definirli, "occhiali da vista" e, il tutto, esercitava e su entrambi aveva un effetto devastante. Dopo una luna di miele abbastanza ricca di emozioni, siamo ritornati alla vita di tutti giorni. Su sua specifica richiesta, ho iniziato ad indossare delle maglie attillate senza il reggiseno, così le mie tette sarebbero state in bella vista e ancor più lo sarebbero stato i capezzoli duri e ben prominenti: anche questo era motivo per me di fortissima eccitazione. Ritornata al lavoro, il mio nuovo look molto audace, non era sfuggito allo sguardo di Mauro, il mio capo, un porco di notevole fama nel nostro ambiente, che subito mi ha chiesto di trasferirmi al suo piano, con l’incarico di sua segretaria personale, con conseguente congruo aumento di stipendio. Avevamo bisogno di soldi, quindi, ho accettato la sua offerta. Naturalmente questo ha suscitato l’invidia e la reazione sdegnata delle colleghe, che mi chiamavano sgualdrina, troia e persino stronza; alcune avevano l'ardire di dirmelo in faccia. Ho riso e ho risposto loro a tono. «Se aveste avuto il mio fisico, non lo avreste fatto anche voi?» Quando ho raccontato il tutto a mio marito, senza scomporsi mi ha detto che era l'invidia a farle parlare e, a questo punto, per farle indispettire di più, era il caso che le mie gonne fossero più corte, dovevo iniziare ad indossare calze autoreggenti al posto dei collant, il che, per me, andava bene, dato che ho sempre odiato i collant. Nel mio nuovo lavoro come segretaria, spesso e volentieri, sono chiamata da Mauro nel suo ufficio e, rapidamente, sotto dettatura scrivo lettere da inviare ai clienti. Per farlo mi fa sedere davanti alla sua scrivania, su una sedia che è molto scomoda, quindi mi muovo molto e son sicura che lo fa di proposito, perché così posso mostrare le mie belle cosce belle, che lui scruta con occhi carichi di desiderio: questo mi fa bagnare tanto. All'inizio non ho detto niente di questo a mio marito, perché, da quando siamo tornati dal viaggio di nozze, ogni giorno vuole sperimentare qualche nuova idea per rendermi ancora più troia esibizionista. Dopo le gonne molto corte, i tacchi sempre più alti e le calze autoreggenti da vera troia, ora ha proposto di passare ad un livello superiore; dovrei indossare solo dei perizomi molto sottili, quasi invisibili o, meglio ancora, non indossar niente, così da poter far vedere la mia splendida patatina, parzialmente depilata, perché a lui piace che quella mia parte intima sia comunque adornata di un triangolino di peli al di sopra del clitoride, perché dice che questo lo eccita particolarmente quando me la lecca. Naturalmente mi sono uniformata a tutti, nessuno escluso, questi suoi suggerimenti, cui lui ha fatto seguire una specie di prova con i suoi amici, che sarebbero venuti a giocare a poker venerdì sera, per verificare l'effetto che faceva. Questo mi ha eccitato davvero tanto! Non son riuscita a pensare ad altro per il resto della settimana. Finalmente è arrivato venerdì, la serata del poker. Indossavo una minigonna nuova, molto corta, calze nere autoreggenti con un bel pizzo, niente slip ed un top molto leggero, quasi trasparente privo di reggiseno. In quel modo abbigliata mi sentivo troppo troia e sfacciata. La partita è iniziata alle 20:00 e, alle 23:00, i quattro amici di mio marito non avevano potuto trattenersi dall'infilare le mani sotto la gonna, giusto quel tanto per toccarmi il sedere nudo e, uno di loro, Michele, quello che mi attraeva di più, mi palpava le labbra della figa con le dita, per poi leccarle e pulirle, guardandomi fisso negli occhi mentre lo faceva. Cavolo, ero bagnata da fare schifo! Cinque ragazzi con mio marito, mi dicevano che ero di un sexy da far paura e, intanto, mi stavo godendo non solo i complimenti che mi venivano rivolti, ma, soprattutto, i loro palpeggiamenti. «Gianni sei proprio un ragazzo fortunato! Hai una moglie quanto mai sexy e davvero provocante. Poi, lasciatelo dire, ha un profumo ed un miele che ti manda in sollucchero. Chissà, forse una sera, dovremmo far giocare anche lei!» Mio marito rideva contento e mi guardava, mentre notavo quanto i loro cazzi si gonfiavano sotto la stoffa dei pantaloni; ad un certo punto, sono stata anche tentata di allungare le mani, ma, non sapendo come avrebbe potuto reagire mio marito, mi son limitata a lasciarmi toccare dappertutto, perché questa cosa mi stava mandando nell'estasi più totale. Una volta finita la partita di poker, tutti e quattro mi avevano infilato uno o più dita nello spacco della figa diverse volte, ed ero talmente eccitata che, dopo che se ne furono andati, ho afferrato mio marito, l’ho sbattuto sul divano e l’ho scopato, fino a farlo impazzire, cavalcandolo come una vera amazzone. Ero eccitatissima! Mi son divertita a provocarlo e lui mi ha scopato come se non ci fosse un domani. «Porco! Sei un maiale, porco e bastardo! Se rifai una cosa del genere, ti avverto che me li scopo tutti e quattro i tuoi amici. Sono più maiali di te; hanno avuto l'ardire di masturbarmi in continuazione con te presente! Porco maiale, fottimi, perché ho una voglia pazza di esser chiavata! Infilami il tuo cazzo dappertutto! Sì, lo voglio anche nel culo! Scopami anche il culo, cornuto!» Ovviamente era molto eccitato anche lui! Mi ha scopato senza riguardo, trattandomi da troia e, quando me lo ha messo nel culo, lo aveva così duro che pensavo sarei dovuta ricorrere al chirurgo. «Certo che ti scopo, puttana! Quasi speravo che ti lasciassi andare con loro! L'idea di vederti sbattere da quei quattro maiali peggio di me, mi eccita da matti. Sei una troia che, prima o poi, supererà anche quest'ultimo livello! Senti come ti sfondo il culo, puttana?» Dopo aver dato sfogo alla nostra sconvolgente libidine, mi ha lanciato un’ennesima provocazione. «Ti sfido ad indossare questo abbigliamento da zoccola per andare al lavoro, lunedì. Ma scommetto che ti tirerai indietro: è troppo esagerato!» L'ho guardato dritto negli occhi e mi son resa conto che non stava scherzando. «Ok, accetto la sfida! Ma sia ben chiaro che, se vinco, tu farai una cosa a mia scelta, senza discutere! Inoltre mi va di sapere cosa accade se il mio capo mi vede vestita così, da troia: come minimo me lo sbatte in bocca!» Lui mi ha guardato per un attimo in silenzio, poi la sua risposta mi ha inorgoglito non poco.

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