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A me piace esibire mia moglie. Seconda parte nuove esperienze sempre più eccitanti
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Racconto18 min di lettura

A me piace esibire mia moglie. Seconda parte nuove esperienze sempre più eccitanti

«Questo non si può fare! Sarebbe una cosa troppo oltre le nostre aspettative». La guardo e cerco di essere il più calmo possibile, anche se la richiesta ha sorpreso anche me.

pennabianca
1 anno fa · 1.2k letture · 0

Laura

Oggi ho una di quelle giornate molto intense e piene di cosa da fare, ma ho la mente occupata da altri pensieri. Mentre venivo in ufficio riflettevo su quanto avvenuto alcune sere prima. Dentro di me, ero confusa, eccitata ed un po' impaurita. Quel gioco così eccitante, a mente fredda, mi provoca una certa inquietudine. Vorrei aver tempo per riflettere, ma devo impegnarmi nel lavoro, anche perché questa sera abbiamo una cena con i soliti amici.

Sono due coppie, che incontriamo abitualmente. Le donne, Adele e Anna, le conosco da quando andavamo a scuola, siamo amiche e spesso andiamo insieme a saccheggiare qualche negozio. Per forza di cose, i nostri mariti sono diventati amici e si frequentano andando allo stadio assieme e tifano per la stessa squadra. Di noi tre, io sono quella con più classe, quella che loro amano imitare con risultati approssimativi, ma, in ogni caso, mi piace molto la loro compagnia. Un'imprevista riunione si è protratta oltre l’orario e, adesso, alle diciotto, mentre cerco di tornare a casa, mi trovo imbottigliata nel traffico della tangenziale. Chiamo Filippo e sento che lui è già a casa, pronto per uscire: devo sbrigarmi, odio essere in ritardo. Appena in casa lo bacio e corro subito in camera nostra, metto sul letto le cose da indossare e, poiché è tardi, decido al volo per un completo gonna e giacca scura, camicetta bianca, intimo bianco, collant e scarpe nere, a tacco basso. Mi faccio una doccia veloce e, quando ritorno in camera, vedo Filippo sul letto, che mi guarda con un’aria intrigante. Lascio l’accappatoio, e, nuda, faccio per indossare le mutandine, ma lui le prende in mano e mi dice di non metterle.

«Ma sei pazzo? Andiamo a cena con i nostri amici! Come faccio senza l’intimo?»

Si solleva dal letto, mi viene vicino, mi abbraccia da dietro. Lo vedo riflesso nello specchio mentre mi bacia alla base della nuca, la cosa mi provoca un lungo brivido, spingo il culo indietro, sento la sua erezione premere nel solco dei miei glutei.

«Dai... non metterle. Sarà il nostro segreto. Pensa a quanto sarà eccitante, sapere che non le indossi, mentre ti muovi fra la gente».

Lo guardo e percepisco nei suoi occhi un guizzo di lussuria che mi contagia, per cui accetto di non metterle. Mi vesto e ce ne andiamo verso il centro, dove ci aspettano i nostri amici. Una sensazione stranissima sentire il fresco salire fra le gambe e la mia micetta che si inumidisce, mentre la parte più razionale di me trema al pensiero che sarò in mezzo alla gente, senza mutandine. Per tutta la sera sono distratta. Loro parlano, ma io ho la mente sempre incollata alla sensazione che sto provando nell’essere nuda sotto. Guardo le mie amiche, che conosco da sempre e, dentro di me, mi rendo conto che invece non le conosco affatto. Chi, di loro due, potrebbe non avere l’intimo, questa sera? Che cosa so, in fondo, della loro vita sessuale? Fra noi parliamo di queste cose sempre in generale, mai nello specifico, mai una confidenza intima, e la cosa mi crea delle perplessità. Che penserebbero, se sapessero? Chi di questi nostri amici fa le stesse cose che facciamo io e Filippo? Loro si rendono conto che sono distratta ed io mi salvo, addossando la colpa al lavoro, ma sento che non è così: guardo mio marito e spesso lo vedo che mi sorride, in maniera intrigante e, quando ce ne andiamo, noto che ha una bella erezione, che cerca di nascondere, camminando dietro di me. In auto parliamo delle nostre emozioni e lui allunga una mano fra le mie cosce: sente che sono un lago. Gemo al suo tocco e, anche se non l’ho mai fatto, allungo una mano sul suo notevole pacco e lo stringo. Gemiti di piacere escono dalle nostre labbra e lui, per la prima volta, ferma l’auto in un piazzale quasi buio, apre i pantaloni offrendomi il suo meraviglio arnese da succhiare. Accetto e, in un attimo, mi ritrovo con il cazzo piantato in gola, ma poi la parte razionale di me ha il sopravvento, mi stacco da lui e lo guardo dritto in faccia.

«No, ti prego, ho paura: andiamo a casa. Dai... ti voglio, ma non qui».

Vedo che fa un sospiro, ma poi mi accontenta. Arrivati a casa, ci strappiamo i vestiti di dosso come se bruciassero, poi mi prende e mi scopa con una furia selvaggia. Godo e lo incito a scoparmi più forte, in preda ad una eccitazione che in quel momento non so spiegare. Sfinita, mi addormento, senza sapere quali sono le emozioni che ha provato mio marito. L’indomani, mentre vado al lavoro, ripenso alla sera precedente. Era stato bello sentire mio marito godere con me che ero al massimo dell’eccitazione, ma perché eravamo arrivati a fare questo gioco? Era questa la domanda che non smetteva di tormentarmi. Dove ci avrebbe portato un simile gioco? E poi, sia in chat che ieri sera, abbiamo fatto cose che mi stravolgono e mi confondono le idee. Per un attimo, ho avvertito, dentro di me, che la cosa presenta due aspetti inquietanti. Il primo è che Filippo vuole chattare con una sconosciuta e, già questo, mi fa tremare di paura. La seconda era che, a me, recitare la parte della sconosciuta, ha eccitato tantissimo, ne ero attratta e mi ha molto incuriosito. Era successo anche qualche giorno prima che mi ero prestata a recitare il ruolo della puttana. Anche quell’esperienza mi aveva eccitata e, nel contempo, impaurita, perché, in tutti questi anni, nei giochi che avevamo fatto, non eravamo mai arrivati a desiderare di essere altre persone. Questa considerazione mi ha sconvolto di più. Filippo, forse, sente il desiderio di avere una donna diversa al suo fianco? A lui una come me, forse non basta più? Mi sento in preda ad una strana sensazione, che non mi piace per niente e, soprattutto, mi convince che mio marito si sarebbe spinto sempre più oltre in quel gioco, che ormai, anche senza volerlo, aveva di fatto già valicato i normali confini di casa nostra, delle pareti della nostra camera da letto e non oso immaginare dove voglia arrivare. Questa sera, nel nostro letto, affronterò di petto la questione e metterò le cose in chiaro con lui.

Filippo

Per tutto il giorno sono impegnato nel lavoro e non ho avuto modo di parlare con mia moglie: mi piacerebbe sapere quali sono state le sue sensazioni, emozioni, ma, adesso, mentre percorro la strada verso casa, rifletto su quanto avvenuto in questi ultimi giorni.

Ieri sera poi è stato sconvolgente. Tutto è nato per caso, come spesso accade fra noi. In mattinata avevo visto una delle ragazze, che in genere ci affiancano quando dobbiamo fare delle promozioni dei nostri prodotti, che indossava una sottile minigonna e, a mio avviso, sotto non aveva l’intimo.

In quel preciso momento ho solo sorriso divertito, ma poi, mentre tornavo a casa per andare a cena con in nostri amici, mi è venuta l’idea di non far indossare l’intimo nemmeno a Laura. Vedere l’espressione scioccata sul suo volto è stato davvero eccitante e poi, lentamente, ho fatto affiorare la sua voglia di trasgressione e, per tutta la cena, è stato davvero eccitante notare quanto lei fosse distratta. A mia volta, ho osservato i miei amici, che conosco da anni e, dentro di me, mi sono chiesto se anche loro facevano giochi simili con le loro donne. E' vero, ci frequentiamo da tanto, ma non sappiamo nulla di quello che avviene nell’intimità dei nostri letti. Quando stavamo per tornare, ero così eccitato a saperla nuda sotto la gonna, che ho voluto fermarmi nel parcheggio e, quando mi ha preso il cazzo in bocca, ho quasi creduto di venire. Poi, vedendo la sua espressione di paura, ho deciso che non era il caso di rischiare. In fondo aveva ragione lei ad essere intimorita dalla situazione spiacevole che avrebbe potuto crearsi se fossimo stati visti da qualcuno che ci conosce. Giunto a casa, noto Laura un po' tesa, lei si giustifica che è per il lavoro, ma io la conosco bene e, dentro il nostro letto, insisto perché mi confessi cosa la turba. Dopo una certa esitazione, mi rivela tutte le sue paure.

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