Mi chiamo Elena, ho 26 anni, sono alta, bionda dagli occhi azzurri, seno di una terza misura tonda e piena, ventre piatto, fianchi ben modellati ed un culetto a mandolino, che fa tanto impazzire i maschi, posto al culmine di un paio di cosce veramente da sballo. Da due anni sono sposata con Marco, mio coetaneo, bravo ragazzo moro, occhi scuri, fisico normale, che cornifico da sempre e, da circa sei mesi, ripetutamente con il mio capo. Lavoro presso una multinazionale come impiegata e, circa 8 mesi fa, nella nostra azienda, c’è stato un sostanziale ricambio di dirigenti; molto del personale è stato spostato e io mi son ritrovata ad essere la segretaria di Massimo, un bel maschio alto, sulla cinquantina, capelli brizzolati, fisico asciutto, con lo sguardo profondo, penetrante. Prima di me c'era una segretaria più anziana, che ha fatto richiesta di lavorare part time e così è stata assegnata ad un altro incarico; è così che mi sono ritrovata ad esser la sua segretaria. Nei primi tempi, mi trattava molto professionalmente ed io mi sentivo affascinata dal suo modo di fare, della sua classe, dal suo modo di parlare così deciso, dal tono autoritario, che mi ha sempre intimidito. Sono sempre stata affascinata dai maschi come lui, perché, a 18 anni, ho perso la verginità con un vicino di casa come lui, alto, imponente e molto risoluto; quando si è accorto che ero presa da lui, non ha esitato un solo attimo a presentarmi un bel membro davanti la bocca e farmelo ingoiare, senza tanti complimenti. In un primo momento mi ero trovata un po' in difficoltà, perché avevo sì fatto qualche pompino, ma erano sempre cazzi di ragazzi giovani, che dopo poche slinguate ti riempivano la bocca di crema, mentre invece questo era grosso, duro, molto resistente e, per quanto mi scopava la gola, sembrava che non avesse nessuna intenzione di venire. Dopo averlo succhiato per una ventina di minuti, mi fece inginocchiare e, quando mi ha tolto le mutandine e ha scoperto che ero vergine, prima mi ha leccato e mi ha fatto godere due volte, poi, prima mi ha messo in ginocchio sul divano, mi ha accarezzato da dietro e, quando si è reso conto che ero rilassata e molto bagnata, con un gesto rapido e deciso, me lo ha spinto tutto dentro. Per un attimo ho avvertito un po' di dolore, ma poi ho iniziato a godere e, da quel momento in poi, sentirmi presa così, da dietro, mi ha sempre fatto impazzire. Il passo successivo è stato quello di aprirmi il culetto e, su questo è stato molto più delicato e paziente, ma, alla fine, il risultato è stato lo stesso. Per due anni sono stata la sua puttana. Mi ha scopato tutte le volte che ne aveva voglia, poi mi ha fatto assumere in una azienda il cui titolare era suo amico, e così mi son trovata ad esser la puttana di due maschi maturi. Mi son resa conto che la mia indole di troia era emersa in tutta la sua inopinabile crudezza. Mi piace da pazzi sentirmi usata da maschi autoritari e porci, che mi scopano e mi riempiono di sborra in ogni buco. Quando ho conosciuto Marco, sono stata conquistata dalla sua dolcezza, dal suo modo di esser affettuoso e profondamente innamorato di me. Anche lui ha un bel membro e lo sa usar bene, quando mi scopa, godo, sono felice, mi piace, però mi manca quella sferzata alla mia indole da troia, che mi porta a godere molto allorché vengo usata, mentre invece lui è troppo dolce, troppo rispettoso di me; al contrario io, quando mi sento infilare con prepotenza un cazzo in gola o vengo penetrata duramente e trattata da vera puttana, vivo momenti in cui godo fin quasi a perdere i sensi. Ho cercato di farglielo capire a mio marito che volevo esser scopata in maniera più rude, più autoritaria, ma è troppo innamorato di me e non riesce ad esser "cattivo"; questa cosa, all'inizio, mi ha fatto sentire molto in difetto nei suoi confronti. Ne abbiamo parlato spesso lungo i due anni di fidanzamento, durante i quali, un po' alla volta, gli ho fatto capire che non sarei mai stata una moglie fedele, che non lo ero neanche come fidanzata, ma lui, con incredibile dolcezza, mi ha detto che tutto questo per lui non era importante, perché ero libera di usare e donare il mio corpo a chi volessi, mentre invece era profondamente geloso dei miei sentimenti, per cui voleva sapere se questi erano in discussione. Come si fa a non amare un ragazzo così? Due giorni prima di sposarlo, di nascosto, l'ho fatto assistere a una delle ultime monte, cui mi ha sottoposto il mio ex capo. Ero molto indecisa se fargli provare questa esperienza, perché ero quasi convinta che, una volta che si fosse veramente reso conto di quanto mi piace esser trattata da puttana, di sicuro avesse mandato a monte Il matrimonio; invece lui ha insistito e così, con un piccolo stratagemma, sono riuscita a farlo assistere a quella pazzesca scopata, cui mi ha sottoposta quel vecchio porco, mettendomi piegata a novanta sopra la scrivania, con la minigonna alzata e chiavata con vigore da dietro; quel porco, mentre mi sfondava fica e culo, mi dava delle forti sculacciate e mi definiva "puttana".
Quello che sarebbe stato mio marito, non solo ha assistito, ma ha anche registrato il tutto! Per farlo assistere a questa esperienza, avevo messo il mio cellulare in videochiamata nascosto nella mia borsa, lasciando fuori solo il piccolo occhio della telecamera e lui ha potuto vedere ogni cosa, facendone un filmato e, quando tutto si è concluso, mi ha abbracciato forte e mi ha detto: "Sposami!" E così l'ho sposato. Da quel momento, lui è sempre stato da me informato ogni volta che venivo chiavata da qualcuno e, otto mesi fa, quando son diventata la nuova segretaria di Massimo e, per circa due mesi, lui non mi ha degnato nemmeno di uno sguardo, ho visto che mio marito era piuttosto preoccupato e dispiaciuto.
«Amore, c'è forse qualche problema? Voglio dire: come mai il tuo capo non ti fa alcuna avance? Forse avrà un'amante al di fuori del lavoro?»
Ero, in parte, contenta perché mio marito si interessava alle mie mancate scopate, ma, nello stesso tempo, alquanto dispiaciuta da questa situazione. Ero contenta perché mi piaceva con quanta curiosità mio marito si aspettava che divenissi la puttana del nuovo capo, ma, allo stesso tempo, era più che dispiaciuta, perché avevo l'impressione che Massimo fosse distratto da altro; così ho seguitato a fare il mio lavoro in silenzio, pur restando sempre a sua completa disposizione. Poi le cose sono improvvisamente cambiate, quando ho capito il motivo per cui lui non si concedeva nessuna distrazione. Ho scoperto che, in quei primi due mesi, anche lui era tenuto sotto controllo da parte dei dirigenti della multinazionale; una mattina, io stessa ho stampato una mail in cui si attestava che era tutto a posto e, quando l'ho portata in ufficio, ho visto che lui mi ha guardato con occhi completamente diversi. Mi ha fatto sedere per prendere alcuni appunti e, naturalmente, io ho subito accavallato le gambe ed ho visto con quanto interesse lui mi guardava le cosce; allora ho continuato a fare la civetta, facendogli dei sorrisini da cagnetta eccitata. Era già il tardo pomeriggio, ed eravamo quasi pronti all'uscita, e lui, nel salutarmi, mi ha dato un prezioso consiglio.
