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Tanto i nonni non trombano più.
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Racconto17 min di lettura

Tanto i nonni non trombano più.

Mario, questa splendida signora si chiama Laura ed afferma che noi, poveri nonni, ormai non trombiamo più....

pennabianca
1 anno fa · 1k letture · 0

«Mario, questa splendida signora si chiama Laura ed afferma che noi, poveri nonni, ormai non trombiamo più!»

Lei ha sorriso, mi ha stretto la mano e poi ha rivolto lo sguardo su di lui, che le ha detto che ero il consuocero e, mentre le offriva una tazzina di caffè, lei mi ha guardato ed ha risposto in maniera molto maliziosa.

«Ma, caro Gennaro, è la realtà! Quando uno diventa nonno è vecchio e quindi… senza offesa, signor Mario, ma… ormai dovete rassegnarvi!»

Ho guardato Gennaro e ho scherzato con lei.

«Ne è proprio così sicura? Mi sembra troppo giovane per parlarne in base ad acquisita esperienza!»

Mi ha guardato con occhi da vera maliarda e poi ha risposto in maniera un po' laconica.

«Ma…, intanto è risaputo e poi, quando ho messo al mondo mio figlio, mia suocera ha detto che ora il problema era andare a letto con il nonno! Per farla breve, mi dispiace, ma ormai…»

Ho dato un'occhiata a Gennaro ed ho visto che lui stava per dire qualcosa, così ho solo fatto un cenno con il capo e lui ha lanciato la sua proposta.

«Se ne sei così convinta… che ne dici di metterci alla prova entrambi? Visto e considerato che lui è qui con me e, come vedi, anche lui è convinto che ti stai sbagliando… proviamo a constatare dov'è la verità, in ciò che affermi tu, oppure…»

Ci ha guardato ed ha sorriso in tono ironico.

«Dai, Gennaro non voglio farti fare una brutta figura. Diciamo che, a volte, è meglio lasciare il dubbio, anziché aver la certezza! Ti ho sempre considerato una brava persona e mi dispiacerebbe se ne uscissi un po' sconfortato!»

Ho avuto la sensazione che si era resa conto di avere davanti due maschi decisi e, probabilmente, questo l'aveva in qualche modo intimorita, così ho deciso di provocarla un po' anch'io.

«Non insistere, Gennaro, che la signora non se la sente! Ha fatto solo una battuta, niente di più! È chiaro che è come quando si gioca a poker; quando uno rilancia, bisogna avere il coraggio di andare a vedere, oppure abbandonare il gioco, quando ancora si può salvare la faccia!»

Mi ha guardato, mentre finiva di bere il suo caffè, poi, mentre gettava la tazzina nell'apposito contenitore dei rifiuti, ha fatto un profondo respiro e poi ci ha risposto.

«Visto che questo signore la pensa come te ed è disposto ad accettare di fare una figuraccia, potrei anche andare a "vedere il suo rilancio" e poi vedere chi sta bleffando! Però voglio porre una condizione: io ho 38 anni ed un marito che ha la mia stessa età; a letto mi soddisfa in una maniera completa e totale, di conseguenza, dev'esser presente anche lui, perché voglio fare un confronto in tempo reale! Se ve la sentite di accettare, possiamo anche andare a fondo a questa storia!»

Io ho sorriso e le ho detto che ero disponibile in qualsiasi momento; allora lei si è girata verso Gennaro e gli ha detto che gli avrebbe fatto sapere. Se n'è andata e ci ha lasciati soli; allora, il mio consuocero mi ha guardato e mi ha chiesto cosa ne pensavo.

«È per questo che ti ho chiamato! Questa zoccola, da quando è nato nostro nipote, non fa altro che sfottere, dicendo che ormai siamo vecchi e non trombiamo più! Ho pensato che avrebbe fatto piacere anche a te, ma se questa cosa dovesse crearti dei problemi, possiamo anche lasciar perdere.»

Ho dato ancora un'occhiata alla troia che stava sculettando, mentre tornava al suo posto di lavoro e poi ho risposto a Gennaro in maniera molto semplice e chiara.

«Hai fatto benissimo! Io non ho problemi a scopare insieme ad un altro e ti assicuro che mi piacerebbe davvero far abbassare la cresta ad una "zoccola" come questa, che se non l'hai capito, ha detto che ha un marito cornuto, che vuole coinvolgere in questo gioco! Non so come sei abituato tu, ma, a me queste cose mi fanno bollire il sangue all'istante e ti assicuro che non vedo l'ora di dare una bella lezione a questa gran puttana!»

Gennaro ha sorriso, mi ha dato una pacca sulle spalle e ha detto che avrebbe organizzato tutto nel migliore dei modi. Mi chiama due giorni dopo e mi dice di tenermi libero per il giovedì prossimo. Il giorno stabilito lo incontro davanti ad un bar del centro e, mentre sorseggiamo un caffè, vediamo arrivare un ragazzo moro, sulla trentina, che viene direttamente verso di noi.

«Buonasera, tu devi essere Gennaro e tu Mario vero? Sono Claudio, il marito di Laura!»

Gli abbiamo dato una stretta di mano, offerto un caffè e, mentre lo beveva, ha dettato le condizioni.

«Mia moglie mi ha detto tutto; personalmente non mi trovo d'accordo con lei, perché sembrate due persone ancora molto valide, ma, a volte, mia moglie si impunta sulle sue convinzioni e, poiché è difficile farle cambiare idea, l'unica cosa è metterla davanti alla realtà; vi chiedo unicamente di evitare ogni tipo di violenza! Non è la prima volta che incontriamo due maschi, quindi lei sa come gestirli e ho voluto conoscervi prima, per vedere che persone siete; mi avete bene impressionato ed ho solo questa condizione da porvi.»

Ho guardato Gennaro che è rimasto in silenzio e così sono io che ho risposto a lui.

«Neanche io son nuovo a questa situazione e ti assicuro che odio la violenza sulle donne, in maniera assoluta e totale, ma, una volta che mi trovo una femmina nel letto, la tratto subito da troia, la scopo come una puttana e pretendo da lei il massimo che possa dare una sgualdrina. Probabilmente tua moglie voleva giocare con due maschi maturi ed è per questo che si è divertita a provocarci, ma sicuramente posso parlare anche a nome suo e ti assicuro che non le risparmieremo niente. Se c'è qualcosa che a tua moglie non piace, ti conviene dirlo subito, altrimenti, per quel che mi riguarda, userò il suo corpo a mio piacimento!»

Ho visto gli occhi di lui brillare; poi ci ha assicurato che sua moglie, al di là della violenza, non poneva mai limitazioni; ha aggiunto che è anche molto golosa, soprattutto di crema calda! Siamo usciti dal bar e, dopo dieci minuti, siamo entrati in casa sua e siamo stati accolti da lei, che indossava una minigonna, delle autoreggenti, tacchi alti ed una camicetta bianca, sotto cui era evidente che non aveva indossato il reggiseno. Quando ci ha visto ci ha salutato in maniera maliziosa.

«Ecco qua i miei bei nonnini! Questa sera vi dovrete impegnare molto, perché sono decisa a spremervi a dovere! Naturalmente Gennaro conto sulla tua totale discrezione, su quello che succederà qui questa sera!»

Gennaro ha sorriso in maniera alquanto bonaria; poi si è avvicinato e le ha messo una mano sul culo.

«Sta tranquilla; nessuno saprà mai niente di quanto faremo stasera, di quanto hai voglia di far la troia. Vedrai che i due nonnini sapranno soddisfare una "zoccola" come te!»

Senza aggiungere altro le ha messo una mano sulla spalla e l'ha fatta inginocchiare davanti a sé e, un attimo dopo, le ha infilato in bocca un bel cazzo grosso, sicuramente almeno quanto il mio e, forse, anche un po' più lungo. Mi sono avvicinato e lei mi ha fatto capire che dovevo tirar fuori anche il mio, mentre il cornuto, con il cellulare, cominciava a scattare foto in continuazione. Appena si è trovata anche il mio cazzo davanti alla bocca, si è girata verso il cornuto e si è messa a ridere.

«Ho l'impressione che questa sera mi divertirò alla grande! Guarda, Claudio, che bei cazzoni mi ritrovo tra le mani?! Vediamo se sono davvero tosti come dicono e, soprattutto, come spero!»

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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