Ero stupito, inebetito, incapace di ragionare: avevo il cervello completamente spento! Mentre stavo parlando con lui, Daniela è uscita dal bagno ed aveva indossato di nuovo gli abiti che aveva quando siamo entrati e, subito, Francois le è andato incontro. «Sei una femmina fantastica e mi piacerebbe ancora godere con te, ma tuo marito ha detto che avete il volo domani mattina; un vero peccato, perché una femmina come te, andrebbe scopata ancora! Se vi fa piacere, questa sera vorrei avervi a cena.» Lei è rimasta un attimo in silenzio, poi si è girata verso di me e mi ha guardato con un'aria quanto mai strana. «Penso che non sarà possibile, ma grazie lo stesso.» Gaston intanto era andato nel negozio, aveva preso alcune cose e le ha messe in una busta. «Tieni, queste sono le cose che ti avevo promesso! Ho aggiunto anche la lingerie e le scarpe e, se per questa sera cambiate idea, mi piacerebbe vedertele indosso.» Daniela ha sorriso, poi François l'ha presa per mano e, arrivati davanti alla porta d'ingresso, ha indicato un palazzo enorme, poco più avanti lungo la strada. «Noi abitiamo al terzo piano di quel palazzo e questo è il mio numero di telefono; quando sarete qui, questa sera, chiamateci che vi apriamo il portone!» Lei ha sorriso ed annuito, poi ha aperto la porta e siamo usciti. Io ero talmente sconvolto che non riuscivo nemmeno ad elaborare quello che avevo visto: ancora non credevo fosse davvero successo. Siamo tornati in albergo, senza dire una parola e, una volta giunti in camera, lei mi ha guardato e mi ha detto che andava a farsi una doccia. È entrata in bagno e, nel frattempo, ho aperto le borse che gli aveva consegnato Gaston: ho trovato un tubino nero elasticizzato, tutta la lingerie e le scarpe con il tacco alto da troia, che le aveva fatto indossare nel camerino. Pochi minuti dopo è uscita, mi ha visto con la roba in mano e così si è seduta sul letto, avvolta solo nel telo bianco da bagno «Credo che io e te dobbiamo chiarirci un po'.» L'ho guardata e, stranamente, non ero né arrabbiato, né tantomeno infastidito; ero solo curioso di sapere come mai fosse stata così disinvolta con un cazzo in bocca. «Moreno, siamo sposati da 25 anni e, detto tra noi, il sesso non è mai stato tanto travolgente. Io, però, da un po’ di tempo volevo di più e proprio non sapevo come dirtelo. Da circa sei anni, sono l'amante di Bruno, il mio datore di lavoro, che ha un cazzo grosso come quello di Gaston o di François. Lui, ogni mattina, quando arrivo in ufficio, mi fa succhiare il suo cazzo e mi riempie la gola con la sua crema; poi di giorno, quando tutti sono in pausa pranzo, lui mi incula piegata a 90 gradi sopra la scrivania. Non mi viene dentro, perché non voglio che resti alcuna traccia, così, quando è prossimo a venire, io lo prendo di nuovo in bocca e mi faccio sborrare in gola. Ovviamente, prima di venire a casa, mi lavo accuratamente i denti, perché non voglio che tu avverta qualcosa di strano. Perché lo faccio? Perché ti amo e, nello stesso tempo, non voglio rinunciare a te, ma neanche al fatto che mi piace molto esser trattata da troia. Bruno questo lo sa e solo in quei due momenti del giorno, lui mi tratta da troia, per il resto, come hai visto, non c'è nulla da eccepire. Ora sai la verità. Quando ho visto tutte quelle cose in quel negozio, mi son bagnata da morire e quando sono stata invitata a mostrarmi ad un pubblico, che non vedevo nemmeno, ho avuto quasi un orgasmo. Sono sensazioni che mi travolgono talmente tanto, cui non posso rinunciare. Come ho detto, io ti amo, ma capisco anche che ti ho tradito; per cui, se è questo che vuoi, al ritorno in Italia, andremo ciascuno per la sua strada!» Ho sentito un forte crampo allo stomaco. All'inizio pensavo che fosse dovuto allo stupore, alla rabbia di scoprire che mia moglie è una puttana di prim'ordine, ma poi, dopo aver fatto un lungo respiro, mi son reso conto che quel crampo allo stomaco era dovuto al fatto che non tolleravo che mia moglie mi avrebbe lasciato. «Ma quale divorzio?! Non creiamo più casini di quelli in cui già ci troviamo! Io non mi son mai accorto di nulla e, se oggi non fosse successo quello cui ho assistito, avrei continuato a non rendermene conto! Piuttosto, cosa vuoi fare questa sera? È chiaro che, da quanto ti hanno regalato e dall'invito a cena avanzato, vorrebbero di sicuro ripetere quello che è successo nel camerino!» Daniela mi ha abbracciato e mi ha baciato, poi ha sciolto il telo ed il suo corpo nudo mi è apparso pulito e profumato per il mio piacere, senza trattenersi dall'aprirmi i pantaloni e tirarmi fuori il cazzo durissimo. «Questa sera voglio restar da sola con te. È chiaro che, se andassimo da loro, vorrebbero scoparmi ancora molto forte, ma io, per oggi, di emozioni ne ho avute anche troppe e poi, domani mattina, abbiamo il volo presto; quindi, per me basta cosi. Poi, a casa, vedremo il da farsi.» Io ero tra lo stupito e lo sconvolto. «Sono effettivamente sorpreso da quanto mi hai appena riferito: in pratica mi hai cornificato in tutti questi anni e io non mi son mai accorto di nulla. Cosa dovrei fare adesso con te?» Mentre le parlo, ho il cazzo durissimo e lei sorride contenta. «Penso che il tuo cazzo abbia risposto anche per me! Gaston mi ha sussurrato che mi stavi guardando, mentre mi stava inculando, e così ho goduto ancora di più, pensando che finalmente avevo realizzato una cosa che avevo in mente da tempo: quella di farmi vedere da te, mentre chiavavo con un altro. Adesso scopami! Fammi godere anche tu e poi, da domani, ci inventeremo qualcosa per divertirci!» L'ho penetrata con un colpo solo. Ho sentito il mio cazzo che ballava dentro la sua fica ben dilatata e questo mi ha eccitato ancor di più; ho preso a scoparla con una vigoria animalesca e, appena lei ha iniziato a godere, io non son riuscito a resistere e son venuto quasi all'istante dentro di lei. «Troia! Sei una grandissima troia. Prendi anche la mia sborra! Son contento di aver una moglie così puttana, perché potremo condurre una vita da libertini.» Mi ha lasciato venire dentro di lei, anche se ammetto che, più di uno, forse due schizzi, non ho fatto, perché ero talmente svuotato da non avere più nulla nelle palle. Quando l'ho tirato fuori, lei lo ha leccato e pulito tutto, e poi mi ha abbracciato e baciato; per la prima volta, ho sentito il sapore della mia sborra nella sua bocca. Siamo rimasti tutta la serata insieme. Abbiamo cenato nel ristorante dell'hotel e, il giorno dopo, ci siamo imbarcati sul nostro volo, diretti a casa. Mentre eravamo seduti uno accanto all'altro, mi son girato verso di lei e le ho comunicato quale era la mia idea. Mi sta bene così! Ho scoperto che esser cornuto non mi dispiace! Mi avrebbe fatto piacere scoprirlo in modo diverso, ma, in ogni caso, va bene così! Quindi, quando rientriamo in Italia, lasciamo stare il mondo come sta! Io continuerò a non saper niente e tu continuerai a far la troia con chi ti pare, anche se mi piacerebbe vederti montata dal tuo amante! È rimasta un attimo in silenzio e poi mi ha riferito che probabilmente si poteva fare. Alla fine, lo abbiamo fatto. Dopo una ventina di giorni che eravamo tornati, abbiamo invitato Bruno a cena a casa nostra e, quando ha aperto la porta, si è trovato davanti Daniela vestita con le cose che gli avevano regalato i suoi due amanti francesi. È rimasto sbalordito, mi ha guardato ed io ho voluto metter subito le cose in chiaro. «Bruno, non esser stupito se trovi mia moglie abbigliata da troia, perché sono perfettamente consapevole che ogni mattina lei si comporta così, con te! Ammetto di esser un gran cornuto, per non essermi mai accorto di niente, ma, poiché amo questa donna e voglio vederla felice, abbiamo deciso che, poiché tu sei bravo a soddisfarla, chiavandola in ogni buco, sono a mia volta contento se potessi ammirarla mentre gode con te!» È rimasto di fatto molto stupito, ma Daniela ha subito saputo sciogliere ogni imbarazzo e, dopo una cenetta tranquilla, lei ha preso Bruno e l'ha portato in camera nostra, dove, ancora una volta, ho potuto veder mia moglie godere sotto i colpi di un cazzo di notevoli dimensioni. Inoltre, non essendovi più la necessità di nascondere alcunché, ho provato un immenso piacere quando lui le ha riempito la fica con il suo seme e, dopo averla scopata bene e a lungo, si è poi divertito a “scopare” anche me.
«Moreno, ti ringrazio, perché mi ha fatto estremamente piacere scopare tua moglie in tua presenza e, come ho visto, questo è piaciuto molto anche a lei! Come perfetto cornuto, ora dovresti venir qui e leccare la crema che ho riversato dentro tua moglie!» Stranamente non ho trovato niente da ridire sul fatto che ero un cornuto e, soprattutto, di dover eseguire l'ordine impartito dal toro che aveva appena montato quella vacca di mia moglie. È vero, sono un cornuto, ma... amo mia moglie e mi sta bene così!
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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