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Erotika
Una coppia affiatata.
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Racconto25 min di lettura

Una coppia affiatata.

Amore, che ne dici di un carsex, questo sabato?

pennabianca
1 anno fa · 605 letture · 0

«No, dai, amore, basta! Mi fai godere ancora…no. Come faccio? Mi hai ridotta ad un lago... di sicuro mi si vedrà il perizoma bagnato!» Le ho dato un’ultima leccata, poi mi son rialzato guardando verso il tizio che si era avvicinato un po', sempre accarezzando il suo voluminoso pacco. «Che problema ti fai? Se il perizoma si è bagnato, toglilo!» Le ho detto guardando sempre verso il tizio, che ora era molto vicino a noi. Lei, senza esitare, ha sollevato il bacino e, con un semplice gesto, l’ha tolto, mostrando allo sconosciuto il suo meraviglioso culo e le sue splendide cosce. Il tizio, ammirato lo spettacolo, si è avvicinato. «Scusate, state forse cercando qualche cosa?» Ci ha chiesto con modi gentili. «No, noi non stiamo cercando nulla, e lei?» Gli ho chiesto, mentre Luisa provvedeva a ricomporsi. «Dovete scusarmi se vi ho disturbato, ma, in questo parcheggio, spesso le coppie vengono per farsi ammirare durante le loro effusioni.» L’ho guardato, consapevole che aveva visto tutto, o quasi. «Non ci serve nulla: a noi va bene così.» Ho cercato di tagliare corto, non sapendo se era il caso o meno di forzare il gioco che stavo facendo con Luisa. La mia preoccupazione era che lei si bloccasse. Ce ne siamo andati, ma siamo sempre stati seguiti da lui, fin dentro il parcheggio del ristorante. Quando siamo scesi, lui si è avvicinato. «Mi scuso per l’invadenza, vorrei farvi i complimenti; siete una bella coppia ed è per questo che vorrei lasciarvi il mio cellulare, caso mai cambiaste idea.» Ci ha detto, porgendo un biglietto con un numero. L’ho guardato, mentre lei era visibilmente infastidita. «Le ho detto che non ci interessa e, quindi, per favore, ci lasci in pace.» Lui è rimasto un poco a guardarci, mentre ci allontanavamo. Dentro il ristorante, ci siamo confusi tra i parenti; Luisa, ad un certo punto, mi ha sussurrato all’orecchio che le piaceva moltissimo esser in mezzo alla folla priva di intimo. Distratto dai fatti e dai parenti, mi ero dimenticato della cosa e, immediatamente, sotto il tavolo, dove eravamo seduti, il mio cazzo ha avuto una fortissima erezione. Per tutta la serata lei ha fatto di tutto per mantenere viva la mia eccitazione. Mi faceva impazzire l’idea che lei era nuda in mezzo a parenti e amici, che non sospettavano alcunché. Fra una portata e l’altra, siamo usciti a passeggiare nell’immenso parco, che terminava sulla riva del lago. Seduti su di una panchina, le ho fatto una domanda mentre lei mi accarezzava il pacco da sopra i pantaloni.

«Cosa ti eccita di più? Esser nuda sotto tra la gente o il gioco nel parcheggio?» Lei ha riflettuto un momento. «Sapere di esser senza intimo, mi piace, specie se tu ti ecciti così; ma devo dire che saper di essere guardata mentre tu mi toccavi, ha aumentato alla grande il mio godimento.» Tornati a casa, quella sera, l’ho posseduta appoggiata alla porta di casa. Ero talmente eccitato che, dopo una sborrata colossale nella sua bocca, l’ho chiavata e le ho anche fatto il culo. Da quel giorno, son passati alcuni mesi e, nel frattempo, abbiamo fantasticato molto sui nostri giochi. Anzi, una mattina, siamo andati in una pineta in riva al mare, consapevoli che spesso vi sono delle persone, specie anziani, che vanno a spiare le coppie che fanno sesso in macchina. Lei ha voluto esser posseduta ed ha goduto talmente tanto che le grida di piacere hanno richiamato sei persone che erano nelle vicinanze, le quali si sono segate ed hanno sborrato insieme a noi. Rientro a casa e lei mi bacia e mi sussurra all’orecchio se ho letto il messaggio. Glielo confermo e lei mi chiede di organizzarmi; poi esce e va al lavoro. Il sabato sera, accompagnati i ragazzi dalla suocera, torniamo a casa; lei mi caccia fuori dalla camera e si cambia per uscire. Quando la vedo, resto di sasso. Mini gonna a portafoglio, che si apre al semplice passo, mostrando il perizoma infilato fra le chiappe e nel solco della figa; camicetta abbottonata in maniera tale da riuscire a mala pena a coprire i seni lasciati liberi dalla costrizione del reggiseno; autoreggenti con un pizzo altissimo che arriva preciso alla mini; stivaletti dal tacco dieci, truccata abbastanza pesante con un rossetto molto marcato, che le conferisce un’aria decisamente da porcella, a caccia di emozioni. Partiamo con me che già sono in tiro. Su Internet ho fatto una ricerca per sapere quali posti frequentare e dove trovare le migliori opportunità. Prendo l’autostrada in direzione Nord. Per tutto il tragitto ho cercato di metter le mani fra le sue cosce, ma lei me lo ha sempre impedito. «Aspetta, che fretta hai? La notte è ancora lunga e me la voglio godere tutta!» «Fino a che punto te la vuoi godere? Dove lo poni il limite? Ti farai toccare, vuoi succhiare qualche altro maschio? O addirittura ti farai scopare?» Le ho chiesto, cercando di capire fin dove posso spingermi. Mi guarda e mi sorride: è visibilmente tesa, ma anche decisa; credo che questa serra sarà indimenticabile. «Non lo so, vorrei che tutto avvenisse in maniera naturale. Mi fermerò quando avverto che non mi va di fare ciò che mi chiederai in quel momento.»

Mi risponde con un filo di voce, senza guardarmi; mi bacia, mentre accarezza il mio durissimo cazzo. Dopo circa una mezzora, arriviamo in un’area di sosta dove vedo parcheggiato un tir. Giro e rigiro un po', giusto per attirare l’attenzione del camionista, che sta leggendo. Mi fermo a breve distanza, accendo la luce interna e mi metto a toccar lei che, lentamente, si lascia andare. Lui scende dal mezzo e si avvicina lentamente; ha capito che abbiamo voglia di giocare; io blocco le sicure degli sportelli per star tranquillo. Comincio a sbottonare la camicia di Luisa, che freme e guarda verso l’uomo, che ora è due passi da noi. Le massaggio i seni, li mostro al tipo che gradisce, con un gesto del capo; si abbassa la parte inferiore della tuta ed estrae un cazzo quasi duro, se lo mena un poco, si avvicina al vetro, dalla parte di lei ed osserva me, che ora le ho aperto le gambe e le sto menando la fica già umida. Dice qualcosa in una lingua incomprensibile, poi appoggia il cazzo duro al vetro del finestrino, vorrebbe, a gesti, che lo abbassassi, ma lei mi dice di no. Continuo a masturbarla, mentre lei mi sega, guardando lui. Sento un lago fra le pieghe della sua figa, sta cominciando a godere. Lui si masturba con calma, sempre tenendo la cappella appoggiata al vetro, io giro Luisa verso il finestrino ed appoggio la sua bocca al vetro: è come se lei lo leccasse. Lei ne gode molto, estrae la lingua e prende a simulare la leccata. Lui continua a tenere il cazzo fermo, ci fa cenno di abbassare il vetro, ma lei non vuole; io sono eccitatissimo, sento che non resisto molto, la giro e le infilo il mio in bocca. Lei mi succhia e lecca, mentre io ora metto in mostra il suo magnifico culo, quello non può che segarsi e lo fa velocemente; sento l’orgasmo arrivare, infilo un dito da dietro nella figa bagnata di lei, che geme con la bocca piena di me. Trema, gode, io sborro urlando. Le inondo la bocca, lei ingoia e lecca tutto, poi la faccio girare verso il vetro, in tempo per ricevere sul finestrino lo schizzo dell’altro, che geme silenziosamente. Restiamo per un attimo immobili, lui ci osserva, poi si allontana, mentre io riparto verso una nuova destinazione. Luisa ride divertita, mi abbraccia forte, mi bacia. «Ti amo, sono al massimo della felicità; dai, troviamone un altro!» Si distende su di me e riprende a succhiarmi lentamente il cazzo. Impazzisco, mi riesce difficile concentrarmi sulla guida. Arrivo al casello e, mentre pago, lei non si sposta, continua imperterrita nel suo gioco: è proprio scatenata. L’addetto alla riscossione ha un colpo, mi dice qualcosa, ma io sono già lontano. Percorro una strada laterale che mi porta nel parcheggio di un grande Outlet. L’immenso parcheggio ha una parte illuminata ed un grande sterrato, quasi al buio. Nella zona buia, vi è un vero carosello di auto che girano, si rincorrono, mentre un capannello di gente circonda una vettura, al cui interno, di sicuro, stanno facendo sesso. Luisa si solleva, ha i seni di fuori, si guarda intorno, nota la mia preoccupazione, non mi piace, troppo trambusto. Sto quasi per andarmene, quando un grosso Suv prima illumina i bianchi seni di lei, poi mi affianca. Il tizio alla guida apre il finestrino e mi dice: «C’è troppa gente, qui, stasera; se vi va di divertirvi, seguitemi.» Guardo lei che mi fa un cenno d’assenso, lo seguo e, mentre usciamo dal parcheggio, anche un’altra vettura si accoda. Percorriamo un breve tratto di strada fra fabbriche chiuse, poi entriamo nel parcheggio di un distributore di benzina chiuso e, nel parcheggio dietro, c’è solo il rimorchio di un tir; lui mi indica di sistemarmi dietro. Parcheggio in modo da poter andar via a mio piacimento, mentre il Suv e la vettura si mettono un po' più distanti. Dopo qualche istante in cui tutti ci siamo scambiati occhiate interessate, loro due sono scesi e si sono messi ai due lati della vettura. Il tipo del Suv era alto, con dei lunghi capelli raccolti a coda, dell'età sulla quarantina, mentre l’altro, più giovane, era moro dai capelli corti. Resto con il motore della vettura acceso; loro restano a due passi dall'auto; è ovvio che non ci vogliono incutere paura. Con la luce di cortesia accesa, comincio a spogliare Luisa; lei freme, mi sussurra che la cosa la sta eccitando da morire. I suoi seni sono un bellissimo spettacolo; quelli, da fuori, si avvicinano senza mai interferire. Ci guardano ed ora hanno i sessi esposti alla vista: il tipo giovane ha una bella verga, non molto lunga, ma di una certa circonferenza, mentre l’altro sfodera un cazzo di grandi dimensioni, sia in lunghezza che in diametro. Luisa ne resta affascinata, lo fissa a bocca aperta ed io mi rendo conto che si sta bagnando tantissimo. Le metto una mano su di una coscia, le sfilo il perizoma fradicio. Il tipo con la coda si avvicina e mi chiede di poterlo annusare; guardo lei che mi fa un cenno d’assenso, abbasso il finestrino e glielo porgo. Lui lo prende, lo annusa, lo lecca e lo avvolge intorno al membro. Lei osserva la scena e geme, mentre inizio a far scorrere le dita sul clitoride e fra le labbra umide della sua figa bagnatissima. Ho lasciato il finestrino abbassato. Distendo il sedile e mi metto a leccare Luisa, che geme come una porcella. Gode, si agita, sento le sue mani sulla testa, mi schiaccia il viso sul suo sesso. Mi sollevo, le scopro il culo, mentre lei mi succhia, loro da fuori si segano e ammirano il suo corpo. Il tipo più anziano mi suggerisce di sedermi dietro per star più comodi. Resto un momento titubante; loro intuiscono le mie paure e si allontanano dalla vettura. Scendiamo e ci sediamo nel sedile posteriore. Lei si mette su di me: lo vuole dentro, ma io ho un’altra idea. Faccio cenno di avvicinarsi ad entrambi, poi li invito a sedersi sui sedili anteriori. Luisa resta un istante come paralizzata, essi si accomodano e girati all’indietro, si trovano i seni di lei fra le mani. Incominciamo a toccarla dappertutto, lei geme e gode senza più ritegno. La sollevo e le infilo dentro tutto il mio palo da dietro. I maschi davanti le toccano il corpo, le accarezzano e succhiano i capezzoli, lei gode, urla e loro le offrono i loro membri da segare. «Dai, bella porcona! Senti che bei cazzi ti offriamo! Stringili, che ti piace!» Luisa comincia a godere. Sconvolta, urla, ci incita, è come impazzita. Ne vuole di più ed io, per un po' la sbatto, ma voglio anch'io di più. Mi sfilo da sotto, la distendo sul sedile e le infilo il cazzo in culo da davanti, mentre gli altri ora hanno anche la possibilità di toccarla, masturbarla. Il giovane le pianta due dita dentro, mentre l’altro, aperto lo sportello dall’altro lato, le offre il suo enorme palo da succhiare. Glielo infila in gola e lei non si rifiuta di succhiarlo. La cosa mi fa godere tantissimo. Le sfondo il culo con colpi devastanti, mentre lei, con il cazzo in gola, geme e gode; anch'io sono al limite e sborro urlando. Le spingo dentro il cazzo e le inondo l’intestino. Resto per qualche istante immobile, dentro di lei, poi esco; il giovane si masturba e schizza sulle sue tette. L’altro continua ancora un po' a farsi succhiare, poi cambia posto: si mette dal mio lato, apre un preservativo, ma lei scuote il capo. «No, non mi va d'esser scopata: schizzami in faccia!» Gli dice. Lui mi guarda, poi si sega velocemente e scarica su seno e viso una quantità industriale di sborra. Restiamo tutti per un lungo momento in silenzio, poi loro se ne vanno, lasciandoci soli, senza dir una sola parola. Ci diamo una ripulita, poi si prende la via di casa. «Credevo che potesse piacerti sentir dentro quel palo?» Le dico mentre guido. Lei non mi risponde subito, poi, mi bacia e si appoggia alla mia spalla. «Sì, era decisamente molto grosso, direi un gran bel cazzo, ma io preferisco il tuo. Ad immaginare il suo, così enorme, mi divertirà di più e sarà eccitante.» Mi risponde, girando il viso verso il lato del finestrino, dove ancora è ben visibile la sbrodata del camionista.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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