«Paolo, lo voglio nel culo, ma fa piano! Lo voglio, ma è la prima volta! Ti prego, fa piano!»
L'uomo ha preso a muoversi molto delicatamente, spingendo il suo membro appena dentro e poi, dopo averlo lasciato qualche istante, lo tirava fuori, aggiungeva altro lubrificante e di nuovo glielo spingeva dentro. Emilia sussultava ad ogni spinta.
«Paolo, sei troppo grosso! Mi spacchi il culo!»
L'uomo ha continuato a muoversi, ripetendo ancora il gioco del dentro fuori; ho visto che ne ha lubrificato lungo l'intera asta e non solo la punta e, con una successiva spinta, glielo ha infilato tutto dentro, fin in fondo. Emilia ha gridato per il dolore.
«Ahia, cazzo! Sei troppo grosso! Mi stai spaccando il culo!»
L'uomo è rimasto insensibile alle sue proteste e poi, dopo averle dato due belle pacche sul culo, ha preso a pomparla senza tanti riguardi.
«Troia, smettila di frignare! Ti ho detto che ti avrei sfondato il culo e te lo sfondo! Vedrai che, tra poco, piacerà anche a te!»
Si muoveva avanti e indietro molto velocemente ed ho visto che, ben presto, Emilia ha smesso di lamentarsi e, al contrario, emetteva mugolii di piacere; ora era lei che lo pregava di incularla forte, perché ne godeva ad oltranza. «Cazzo, Paolo, avevi ragione! È bellissimo! Sfondami il culo! Paolo sono una troia che vuol essere sfondata nel culo!» Mia moglie ha preso a godere come una pazza ed ho visto che, dopo non so quanti orgasmi, è crollata sul letto, mentre lui era rimasto con il cazzo ancora teso; così, l’ha rigirata e, dopo averle sollevato le gambe, glielo ha infilato tutto di nuovo nella fica. Anche in questo caso ha preso a scoparla sempre più forte e lei ha avuto altre due orgasmi; poi, rapidamente, lui si è tirato fuori e si è allungato su di lei, che ha sollevato la testa e si è infilata la punta di quel grosso cazzo tutto in bocca, iniziando a fargli un pompino sconvolgente. Ha continuato a succhiarlo un po', restando così, poi lo ha spinto di lato facendolo distendere accanto a sé; si è messa a fare su e giù con la testa succhiando quel grosso cazzo, mentre l'uomo godeva come un maiale. «Brava, troia! Succhiami bene il cazzo, perché voglio sborrare! Voglio riempirti questa tua bocca da puttana!» Emilia lo pompava, muovendo la testa su/giù sempre più velocemente, mentre con una mano gli carezzava le palle; alla fine, l'uomo ha urlato che stava sborrando. «Vacca, sto sborrando! Finalmente sto sborrando!»
Ha eruttato una ingente quantità di sperma, che mia moglie non è riuscita a contenere in bocca e gli schizzi l'hanno colpita sul viso, sui capelli, un po' ovunque. Lei, golosamente, ha raccolto tutta la sbroda e, dopo averla ingoiata, ha pulito bene quello splendido membro, che nonostante la copiosa sborrata, non presentava alcun cenno di cedimento: sembrava ancora perfettamente pronto per un altro giro. Emilia è salita sopra di lui e se lo è infilato di nuovo nella fica; ha preso a cavalcarlo, continuando a godere ancora, mentre l'uomo le schiaffeggiava i seni e le torturava i capezzoli, definendola puttana.
«Tieni, troia! Sei una gran zoccola, un'autentica maiala! Una baldracca da sfondare! Una grandissima puttana che non voglio smetter di chiavare fino all'esaurimento delle forze!»
Non so quanto ha goduto mentre lo cavalcava, poi l'uomo l’ha spinta di lato e, dopo averla fatta girare, sempre tenendola distesa su di un lato, ha sollevato una gamba e, anziché piantarglielo davanti, glielo ha infilato di nuovo tutto nel culo. Emilia all'inizio ha sussultato, poi ha cominciato a godere ancora. Gli ha scopato il culo facendola venire ancora una volta, infine è rimasto immobile ed ha cominciato a riempirle l'intestino con la sua sborra.
«Tieni, puttana, prendila tutta nel culo! Una vacca come te va riempita in ogni buco!»
Deve averle riempito un po' il culo e poi si è tirato indietro e glielo ha infilato davanti, continuando a pomparla, mentre lei godeva come una forsennata.
«Così, cazzo! Sborrami anche davanti! Sei un maiale insaziabile! Sei un porco perfetto per una troia come me!» L'ha pompata ancora un po' e poi son rimasti immobili, distesi uno accanto all'altro; si son messi a parlare tra loro. Mia moglie era letteralmente presa da lui. «Paolo, mi hai fatto impazzire! Inoltre, a sentirlo nel culo, è stato qualcosa di sconvolgente! Quel fesso di mio marito, in tutti questi anni, non mi ha mai fatto provare una simile ondata di piacere e, soprattutto, non mi ha mai aperto il culo! Comprendi quanto piacere mi son persa finora?»
L'uomo ha raccolto, con la punta del dito, un po' di sbroda che lei aveva sulla fronte, gliel'ha messa in bocca e gliel'ha fatta leccare.
«Te l'avevo detto che ne avresti goduto molto. Ho capito che dentro di te c'era una femmina che non aveva mai provato queste emozioni così forti e così son felice che ti sei lasciata convincere. Emilia, tu sei una troia meravigliosa ed io voglio scoparti ancora!» Mia moglie è rimasta un lungo istante in silenzio, poi ha detto qualcosa che mi ha sconvolto.
«Anch'io voglio scopare ancora con te e, se quel cornuto di mio marito, cercasse di impedirmelo, lo lascerei all'istante!»
L'uomo le ha dato un bacio in bocca ed ha sorriso.
«Perché dovresti lasciarlo? Basterà semplicemente fargli capire che tu hai bisogno di tutto questo e, se lui non è in grado di fartelo provare, perché non accettare il fatto che c'è qualcuno che ci riesce? Io credo che, se ti ama, non vorrà privarti delle gioie del sesso.»
L'uomo si è alzato dal letto, è tornato nel salone e vi è rimasto un po' di tempo, mentre Emilia è andata in bagno e si è data una rinfrescata. Quando è tornata sdraiata sul letto, l'uomo è entrato di nuovo in camera portando due calici di bollicine; dopo averne dato uno a mia moglie, ha appoggiato il suo sul comò; d'improvviso si è avvicinato al finestrone dietro cui ero nascosto e, con un movimento rapido, mi ha reso visibile e sorpreso con il cellulare in mano.
«Non so chi sei, ma adesso entra o ti spacco la faccia!»
Emilia che non aveva visto il mio volto, si è avvicinata e quando mi ha visto mi ha guardato più che sorpresa.
«Tuuu? Che ci fai qui? Paolo, questo che hai davanti è quel cornuto di mio marito!»
L'uomo mi ha trascinato dentro la stanza ed ha chiuso il finestrone dietro di sé. Poi mi ha guardato dritto in faccia. «Non so da quanto tempo sei lì fuori, ma ti ho visto dalla telecamera della sicurezza, e probabilmente hai visto come ho fatto godere tua moglie; quindi, ora hai due opzioni: la prima è quella di divorziare da lei e scordarti che esiste, la seconda invece è quella di accettare il fatto che tua moglie ha il diritto di godere come ha fatto con me questa sera e, quindi, tu puoi solo accettare di esser un cornuto ad oltranza e, se non ci metti il bastone fra le ruote, posso anche pensare di farti assistere a come la faccio godere, stando seduto qui, anziché a spiarci da fuori.»
Mi son girato verso mia moglie, che si è avvicinata all'uomo e lo ha abbracciato, per poi scrutarmi nelle mie reazioni.
«Io son convinta che tu non vorrai fare casini e, di conseguenza, puoi anche iniziare da ora a sederti e guardare come questo maschio mi fa impazzire.»
Lei si è di nuovo inginocchiata davanti a lui, ha preso a succhiargli il cazzo ed io mi son seduto sulla poltrona, eccitato all'inverosimile. L'uomo ha appoggiato una mano sulla testa di mia moglie, dettando il ritmo della pompa, poi si è girato verso di me.
«Lei è una magnifica fellatrice e tu, al massimo, puoi farti una sega, mentre lei me lo succhia e mi fa godere.»
Ho tirato fuori il mio membro e, solo per un attimo, ho fatto un confronto visivo con il suo ed il mio: ce l'avevo di una misura che rappresentava la metà del suo. Al di là di questo, ho capito che lui era veramente esperto e capace di far godere Emilia, come mai avrei potuto fare in vita mia. Non ho avanzato alcun problema e, in cambio, Paolo è venuto più di una volta a scopare mia moglie in casa, facendomi assistere alle loro performances; da un po' di tempo a questa parte, ho anche preso a leccare la fica di mia moglie, allorché stracolma del suo seme. Sono un cornuto, lo so, ma tutto questo non mi dispiace per niente.
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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