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Erotika
Una vacanza inaspettata. prima parte.
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Una vacanza inaspettata. prima parte.

il numero vincente era 1069. Mi ha fatto ridere questo dettaglio: 10…69! Io con il mio fidanzato non ne ho MAI fatto nemmeno uno, figuriamoci farne 10!

pennabianca
1 anno fa · 3.737 parole · 17 min
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Lui mi cinge il fianco con un braccio e, insieme, ci incamminiamo verso un posto alquanto strano e, quando siamo in prossimità, mi spiega che è un centro commerciale, chiamato City, uno dei luoghi dove si può anche trasgredire. Lo guardo senza capire, ma resto in silenzio e, qualche altro centinaio di metri più avanti, ci mettiamo seduti in una specie di veranda, dove un solerte cameriere viene a prendere la nostra comanda. Lui mi chiede se mi piace la paella ed io lo guardo senza capire. «Forse ne ho sentito parlare, ma non l'ho mai assaggiata!» «Mi stai dicendo che... il tuo fidanzato non ti fa godere abbastanza?» Io quasi sorrido. Lui parla correttamente lo spagnolo e ne ordina una per cena; mentre aspettiamo l'arrivo di questo piatto, che mi ha fatto notare richiederà almeno una mezz'oretta di preparazione, sorseggiamo del buon vino e, ad un certo punto mi chiede cosa intendo io per trasgressione. «Veramente non lo so! Sono fidanzata da diversi anni con un ragazzo meraviglioso e, sicuramente ci sposeremo, ma, diciamo che a letto non mi soddisfa molto!» Lui mi guarda e vuole approfondire. «Mi stai dicendo che... il tuo fidanzato non ti fa godere abbastanza?» Io quasi sorrido. «Non saprei darti una precisa risposta a questa domanda. Lui è bravo, mi tocca, io raggiungo l'orgasmo e poi mi scopa, viene, ed è tutto finito lì.»

Lui mi ha ascoltato attentamente. «Fammi capire bene: tu godi, ma non sei soddisfatta? Insomma, cosa ti manca? Puoi parlare liberamente, senza nessun problema.» Per un attimo mi sento un po' a disagio, abbasso gli occhi, ma lui, solleva una mano e, dopo averla posta sotto il mio mento, mi guarda dritto negli occhi. «Giulia, siamo a quattro ore di volo da casa nostra, qui non ci conosce nessuno e se vuoi veramente vivere una settimana di esperienze uniche ed irripetibili, lasciati andare, abbandona ogni timidezza, sciogli ogni freno inibitore e affidati a me: ti assicuro che non te ne pentirai.» Per un attimo ho sentito un brivido lungo la schiena e, dentro di me, mi son detta che sarei stata pazza ad accettare una simile offerta, proposta da uno sconosciuto, senza contare che è uno che vive anche nella città vicino al mio paese. E se poi mi sputtana? E se poi ... oh, cazzo, al diavolo tutto! Al diavolo ogni cosa! Voglio vivere! Voglio sentirmi bene e, per questa settimana, dimenticare la Giulia, quella brava ragazza tutta casa e lavoro, che sogna un bel matrimonio con un ragazzo bravo e ... tanto coglione! Tanto coglione che le corna se le merita! «Ho deciso: Voglio scopare fino a stordirmi! Forse me ne pentirò, ma voglio accettare la tua offerta! Voglio capire veramente cosa si prova a sentirsi desiderate, a godere e, soprattutto..., cazzo, quasi non riesco a dirlo…» Lui sorride e completa la frase per me. «…a sentirti troia? È questo che mi volevi dire? Giulia, se è questo, ti assicuro, che ti farò vivere le avventure più esaltanti che tu abbia mai provato in vita tua e, veramente, quando prenderemo l'aereo per tornare, ti sentirai di esser stata per davvero una gran troia!» Ho i brividi per tutto il corpo, poi arriva la cena; questo piatto di riso con carne, pesce e tante altre cose, è qualcosa di veramente gustoso. Usciti dal ristorante, facciamo una passeggiata lungo la città e sento l'aria calda che avvolge il mio corpo e mi fa sentir bene. Parliamo di tante cose e mi rendo conto che quest'uomo ha tanta esperienza. Mi dice che vive solo ed io non sarei la prima donna che ha fatto diventar "puttana". Mi chiede del mio fidanzato e, soprattutto del fatto che mi ha mandato in un posto come questo da sola. Quando gli riferisco esattamente le sue parole e gli dico che tutto quello che vuole è che io mi diverta, nel modo in cui ritengo più piacevole e divertente, lui fa solo una considerazione, che poi è la stessa a cui sono giunta anche io. «Il tuo ragazzo vuole le corna! Vuole che la sua fidanzata, e futura moglie, sia trasformata in troia da qualcuno! Giulia, credimi, un marito così te lo devi tenere ben stretto! Se farai esattamente tutto quello che ti dirò, sia ora come fidanzata, che poi come moglie, tu potrai vivere tutte le esperienze che vorrai e lui sarà sempre più felice a vederti far la puttana con un altro!» Lo guardo un po' scettica. «Ma... non lo so. È così bravo e dolce che... non sono molto sicura, che sia questo che voglia!» Max sorride e poi mi dice che tutto andrà verificato al momento giusto, ma, in ogni caso, per ora la cosa importante è che io abbia voglia di sentirmi troia! Poi mi accompagna davanti alla porta del mio residence, e lì penso che ora mi chiederà di salire e, magari, far sesso con me; invece lui, da persona estremamente corretta, mi saluta e mi dice che mi dà appuntamento per l’indomani ad un bar, che mi indica, per far colazione insieme. All'inizio sono un po' delusa da questo, ma quando arrivo nella mia camera, giusto il tempo di sdraiarmi e crollo dal sonno. Quando mi sveglio, capisco che sarebbe stata una cosa non bella far sesso ieri, essendo noi stanchi morti. Il mattino dopo, indosso un bel costume nero e metto nella mia borsa da mare, tutto l'occorrente per una giornata in spiaggia. Puntuale, scendo e, insieme, andiamo a fare una ricca colazione, poi, ci incamminiamo in mezzo alle dune. Subito mi rendo conto che è qualcosa di veramente unico! Lui mi spiega che sono 400 ettari di sabbia, in continuo movimento e, all'interno di essa, con i dovuti modi e le persone giuste, ci si può divertire davvero tanto. Arriviamo ad un certo punto e ci fermiamo vicino a tre Palme; lui fa distendere il mio ed il suo telo e poi, quando tolgo il mio copri costume, lui, senza neanche chiedere il mio permesso, mi slaccia il reggiseno; io mi volto a guardarlo con aria alquanto stupita. Lui sorride, poi prende il mio reggiseno e lo appoggia sopra la mia borsa; dopodiché, si abbassa e mi fa togliere la parte di sotto del costume, lasciandomi completamente nuda. Mi sento un attimo in imbarazzo, ma lui mi guarda e, con tono deciso, mi fa capire che non c'è niente da temere. «Giulia, lasciati andare! Devi finalmente capire che sei una splendida femmina e adesso arriveranno dei maschi che avranno desiderio di toccare il tuo corpo, di accarezzarlo e, qualcuno, anche di possederlo, ma, sarò solo io a decidere chi e come dovrà interagire con te! Lasciati andare e non pensare a niente! Tutto quello cui devi pensare, è godere!» Mi metto un po' distesa a pancia in giù e subito lui inizia a spalmarmi la crema protettiva, precisando che lì il sole picchia sul serio. Mentre mi spalma la crema, le sue mani mi fanno un vero e proprio massaggio, che mi rilassa e, quando mi chiede di girarmi, vedo che i suoi pantaloncini sono molto gonfi davanti. Mi spalma la crema lungo tutto il corpo e poi indugia molto sui miei seni, facendo sì che i miei capezzoli si gonfino immediatamente. Mi fa allargare le cosce e, mentre mi sta spalmando la crema, sento che le sue dita si insinuano dentro la mia intimità, provocandomi subito un brivido di intenso piacere. Quando finisce l'operazione, si alza in piedi e fa cadere giù i suoi pantaloncini, mettendo in mostra una splendida verga sicuramente molto più lunga di quella del mio fidanzato e, decisamente, molto più grossa. Si sdraia supino e mi chiede di ricambiare il favore. Capisco immediatamente il gioco e mi metto a spalmare la protezione, mentre noto che il suo splendido membro sembra lievitare sempre più, ogniqualvolta che le mie mani passano sul suo corpo e, quando arrivo a quello splendido scettro di carne, è perfettamente duro; lui, senza dire niente, mi appoggia una mano sul capo e me lo spinge vicino alla sua splendida cappella, che vedo lucida e rossa. «Coraggio, Giulia, fammi sentire quanto sei brava a far bocchini!» Seppur mi sento intimidita, oltre che imbarazzata, dentro di me son felice nel sentirmi imporre di succhiargli il cazzo. Subito prendo a lavorare la cappella, oltre il resto e, mentre sono intenta a far questa "fellatio", mi rendo conto che accanto a noi si sta radunando un gruppetto di persone. Mi sollevo quasi di scatto, quando me ne rendo conto, ma lui mi mette di nuovo la mano sul capo e mi impone di continuare.

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