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Erotika
Un uomo in più
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Racconto22 min di lettura

Un uomo in più

Un fortunato marito bisex corona il suo sogno d'amore ... promiscuo.

pennabianca
1 anno fa · 1.2k letture · 0

«Io, sorridendo, ho risposto alle sue domande riferendo quale era il tenore della nostra vita coniugale. In poche parole gli ho detto che con te mi trovavo bene e che, anche a letto, eri un maschio che riusciva a soddisfare i miei bisogni. Lui è rimasto un po’ in silenzio, poi mi ha chiesto quando era stata l’ultima volta che avessi fatto una follia, che mi fossi sentita libera di esprimere ciò che sentivo in corpo, quando, insomma, mi fossi abbandonata al puro divertimento o avessi deciso di starmene buona e tranquilla. Non ho risposto, ma ho riflettuto a lungo su questa cosa e, per il resto del viaggio, abbiamo parlato solo di lavoro. Giunti a destinazione, nel pomeriggio, abbiamo subito iniziato il corso, che si è rivelato piuttosto impegnativo. La sera, dopo aver cenato, lui mi ha proposto di fare un giro per la città. Curiosa di conoscere la vita di una metropoli, ho accettato e siamo andati in giro per locali e, in uno di questi, c’era della musica live e, così, ci siamo seduti ad un tavolo e, dopo aver sorseggiato un drink, ci siamo messi a ballare. È stato bello sentirmi stringere tra le sue braccia ed avvertivo, dentro di me, la voglia di provocarlo, così, ho spinto il mio bacino contro il suo e immediatamente ho sentito crescere la sua erezione, che premeva prorompente contro il mio ventre. Abbiamo ballato per circa un’ora, quasi ininterrottamente, sempre abbracciati, stretti l’uno all’altro e, ad un tratto, le sue labbra si sono posate sul mio collo e, in quel momento, ho capito che ero riuscita nel mio intento: non mi sono fermata lì, ho cercato di provocarlo ancor di più.»

«Daniele fermati. Alberto ti ha proibito di provocare la nuora di un suo amico. Inoltre, hai detto che per te non sono niente, quindi per cortesia, smettila.»

«Mi ha guardato dritto negli occhi ed ha capito che avevo ascoltato le parole di Alberto, così mi ha provocato ancora di più. Ha sorriso e mi ha sfidato ad andare in camera con lui, per vedere se ero capace di resistere al suo fascino. In quel momento ho sentito forte il desiderio di dimostrare a me stessa che ero in grado di potermi rapportare con un altro maschio. Infatti, fino a quel momento, avevo avuto solo mio marito come punto di riferimento, quindi per me era importante poter constatare se avessi sufficiente femminilità da riuscire a provocare un uomo, fino al punto di desiderare di scoparmi. Senza dire niente, abbiamo preso l’auto e siamo tornati in albergo. Giunti davanti alle nostre camere, la mia era proprio adiacente la sua, lui ha aperto la porta della sua camera ed io, senza nessuna esitazione, vi sono entrata. Ci siamo ritrovati in piedi davanti al letto e, ad un tratto, lui mi ha stretto a sé ed ha cercato di baciarmi. Come prima reazione ho cercato di resistere a quel bacio, spiegando che il motivo della mia presenza in quella camera, era solo per dimostrare che non avevo alcun timore ad entrare in camera con lui. Ma, nel volgere la testa per parlare, la sua bocca si è incollata alla mia e la mia resistenza ha ceduto di colpo. Le sue mani hanno preso ad accarezzarmi i fianchi e la sua mano destra è risalita lungo la mia coscia, appoggiandosi sopra le mie mutandine, che già erano umide abbastanza. Quando le nostre labbra si sono staccate, lui aveva già infilato un dito nella mia fica e lo aveva fatto ruotare in maniera veloce, strappandomi un gemito di piacere. Poi lo ha sfilato e con destrezza ha sganciato la gonna, che è subito caduta ai miei piedi, ha sollevato quella mano e, mentre mi fissava negli occhi, ha aperto gli unici due bottoni che tenevano bloccata la camicetta, così da farsi esplodere davanti al viso i miei seni fino a quel momento intrappolati nel bianco indumento. Egli ha sollevato il reggiseno ed ha liberato le mie mammelle. Dapprima le palpò con delicatezza, poi strinse leggermente tra le dita i capezzoli, facendoli indurire per poi divenir preda delle sue labbra. Ho sospirato di piacere, tenevo le mani tra i capelli di Daniele che si godeva il mio seno. Ormai non ragionavo più, così ho preso a spogliare anche lui, mentre lui faceva lo stesso con me, lasciandomi con le sole autoreggenti. Entrambi nudi, ho potuto ammirare la sua dotazione: aveva il cazzo già duro ed eretto, non troppo lungo ma scuro e largo. con una bella cappella. Ho fatto per stringerlo tra le mani, ma lui mi ha spinto sul letto e mi son trovata distesa a cosce aperte davanti alla sua faccia. Ho notato lo sguardo del maschio travolto dalla libidine, che già pregustava il piacere di una nuova conquista. Si piegò sulla mia vagina pronto a baciare quell’ostrica, che aveva una sua vitalità. Mi ha annusato, aspirando il mio odore prima di leccare e succhiare con ingordigia gli umori che già sgorgavano copiosi. Poi ha incollato le sue labbra contro quelle della mia fica e la sua lingua si concentrò sul piccolo bocciolo: la frenesia mi portò a spingere il bacino contro la sua bocca. Quelle labbra schiacciavano il mio clitoride, mentre la lingua, resa appuntita come quella di un serpente, scorreva lungo lo spacco della fica, sempre più velocemente. Sentivo il piacere fluire lungo il mio corpo e, improvvisamente, lui ha aggiunto un dito, che è penetrato, dentro di me ed ha stimolato la parte interna e alta della vagina: ho goduto. Ho inarcato il corpo e, fremendo, l’ho spinto contro la sua bocca, mentre ero scossa da sensazioni talmente forti che mi facevano vibrare di piacere. Lui ha permesso che assaporassi quell’immenso piacere, ma io mi son girata fino a trovare il suo cazzo all’altezza del viso. Lui ha rimesso la mano fra le mie cosce, mentre io me lo portavo alla bocca. Lo strusciato un po’ sul viso, poi l’ho appoggiato sulle labbra, facendomelo scivolare giù in gola. Mentre gli tenevo le grosse palle in una mano, lui, lentamente, ha iniziato a chiavarmi la bocca; spingeva il suo uccello nella mia gola, poi lo ritraeva per riaffondarlo con un ritmo costante che, gradatamente, diveniva sempre più veloce. Fino a quel momento avevo succhiato solo il cazzo di mio marito e, questa volta, per me era come un esame: sarei stata capace di soddisfare con la bocca un altro maschio, anche se mio marito mi aveva sempre definita una brava succhia cazzi? Mi eccitava moltissimo quel gioco: esser masturbata e, nello stesso tempo, poter succhiare un cazzo. Ben presto mi son resa conto che un nuovo orgasmo stava per avvicinarsi e anche lui l’ha capito, così ha rallentato il ritmo della pompa, lasciandomi leccare quella colonna di carne bollente per poi spingerlo di nuovo nella mia bocca, continuando a scoparmi la gola. Abbiamo ripetuto questo gioco più d’una volta: praticamente quando lui si accorgeva che ero prossima ad un nuovo orgasmo, rallentava o, addirittura, interrompeva ogni movimento, lasciandomi in bilico sull’orlo del piacere, senza mai farmelo raggiungere.

Ero sfinita, così l’ho supplicato di farmi godere.

«Basta, Daniele, non ce la faccio più! Fammi godere. Voglio venire, perché mi stai facendo impazzire con quelle dita che mi portano sempre vicino all’orgasmo per poi fermarsi.»

Lui ha sorriso in maniera maliziosa, poi, dopo essersi posizionato fra le mie cosce, ha afferrato il suo membro e ha cominciato a farlo scorrere su e giù, lungo lo spacco della mia fica. Lo desideravo dentro, fino in fondo, ma lui indugiava, continuava a farmi assaggiare la punta, senza mai dare un affondo diretto e totale. Alla fine l’ho supplicato.

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