«Amore, è un toro fantastico! Mi ha posseduto e dominato in continuazione! Puoi verificare visivamente come mi ha ridotto ogni buco ed appurare anche quanta crema hai da leccare!» Ho raccolto e leccato veramente tanta crema, molta di più di quella che gliene avevano lasciata altri maschi, prima di lui. «Amore, son felice per te che hai trovato, finalmente, un maschio che ti faccia impazzire. Io ne sono infinitamente felice, ma, nello stesso tempo, tempo che potresti innamorarti di lui ed abbandonare me, povero cornuto, da solo e per sempre.» La sua reazione è stata istantanea e decisa. «Luciano, non scherzare! Togliti dalla testa che io possa lasciare un meraviglioso cornuto come te! Ma dico: stai scherzando? Con te sono la tua regina, la troia che ti provoca tanto piacere mentre si fa sbattere da altri e poi, una volta piena, si rivolge a te, per farsi ripulire, mentre per lui sarei solo una delle tante, che lui monta e basta! No assolutamente no! E' vero che lo voglio, ma come toro, lo adoro come maschio, mi fai impazzire quando mi sfonda e son felice che mi riempie, nella prospettiva che, dopo, anche tu avrai il tuo piacere nel venire a leccarmi; per tutto questo, non commetterei mai l'errore di abbandonare un uomo come te, che mi ama, mi adora, per diventar come tante altre femmine insignificanti, come potrei diventare per lui.» Non potete immaginare quanta emozione mi abbia dato sentir quelle sue parole, per cui, tranquillizzato, ho continuato a leccare e pulire i suoi buchi, ripieni allo stremo della crema di Max. Una settimana dopo, lui ha chiesto a mia moglie di incontrarsi fuori e, per la prima volta, Valeria è uscita con il suo bull. È stata una sorpresa per me, quando, tornato a casa, ho trovato un suo biglietto con cui mi informava che sarebbe andata a cena con lui e che avrei dovuto aspettare pazientemente il suo ritorno, perché mi avrebbe fatto impazzire a modo suo. Quando, verso l’una di notte, l'ho sentita rientrare, ero psicologicamente ridotto in uno stato pietoso! Mi ero segato tutta la serata, senza mai venire, fermandomi sempre un attimo prima di sborrare, perché volevo che la mia Valeria mi trovasse così, pieno, pronto ad esplodere, nel sentire il racconto di come avesse trascorso la sera con Max. «Ciao, amore; sei sveglio?» «Ciao, sì, certo; ti stavo aspettando. Tutto bene?» «Sì, sì, vado in bagno, mi spoglio e ti raggiungo.» «Ok, dai, amore, ti aspetto.» Sotto le coperte mi son sfiorato l'uccello durissimo. Era dalle 20:00, più o meno, che ero in quello stato. Prima sul divano, con una lettura stuzzicante, e poi a letto, completamente nudo, a fantasticare. Adesso era oltre l’una di notte. Ho sentito la porta del bagno aprirsi e richiudersi. «Eccomi, amore.» Si è sfilata le mutandine nell'oscurità della camera, rischiarata dalla sola luce della luna, che filtrava dalla finestra aperta e, completamente nuda, si è infilata sotto le coperte. Mi ha poggiato una mano sul petto, mi ha baciato a stampo sulla bocca; si è fermata per un attimo, guardandomi negli occhi dicendo: “ciao amore” e, questa volta mi ha cacciato la lingua in bocca, prendendo a limonarmi. L’ho ringraziata. «Umhnmm, cazzo, come baci, amore! Mi fai impazzire!» Il suo corpo, caldo e morbido, era letteralmente spalmato sul mio. Poi, ha fatto in modo che una gamba mi sfiorasse il cazzo. Ho sentito il suo ventre caldo appoggiarsi sul fianco della mia gamba. Ho cominciato anch'io a slinguarla, mangiandole lingua e labbra. Lei era sulla mia sinistra, china su di me, io sdraiato supino. Ho alzato il braccio destro e le ho poggiato una mano dietro la nuca, per slinguarla meglio. Ho sentito la sua bocca calda sulla mia, la sua saliva che invadeva la mia bocca con un sapore di vino misto a qualcosa di salato, amaro. Un brivido è partito dal cervello ed ha raggiunto il cazzo durissimo, sotto le coperte. Mi sono staccato e l’ho guardata. «Allora? Com'è andata?» «Bene, amore! Anzi, benissimo; sei curioso?» «Non lo vedi? Secondo te, sarò curioso?»
«Non so, tesoro, dimmelo tu. Sei davvero curioso? Ummmhuumm… vediamo un po', fammi sentire… oooh… ma...ummhuunnmm…come ce l'hai duro, amore?» Ha detto cosi, mentre con la mano, scendendo dal petto lungo l'addome, è andata a tastare l'asta davvero durissima. Poi ha continuato a tenermi sulle spine. «Sei curioso, ma hai anche voglia, amore mio, ummh, senti qui, sembra voglia esplodere da un momento all’altro!» «Certo che ho voglia, è da quando sei uscita che ho voglia; non resisto più: il cazzo mi scoppia.» «Vuoi che ti faccia godere, amore? Vuoi che te lo meni un po’, e…» Ero impaziente! «Voglio che mi racconti! Dai, racconta: cosa hai fatto? Voglio sapere tutto!» Lei si divertiva a torturarmi psicologicamente. «Cos'ho fatto, io? Un aperitivo e poi a cena.» Ero ansioso da morire! «Oh, davvero? E cos'ha fatto lui? Dai, cosa avete fatto, cosa ti ha fatto lui, cosa gli hai fatto tu, dai, non resisto più!» Lei mi ha fatto letteralmente morire. «Non sei solo curioso allora, perché sei un porcello, oltre che curioso, e… vuoi sapere se sono una porcella anch'io, vero?» Giocava a suo piacimento con la mia voglia! «Sì, brava, voglio sapere se sei una troia, se stasera hai fatto la porcella. Se ti ha trattato da troia!» «E tu? Cosa vorresti amore? Vorresti che io avessi fatto la troia con Max o preferiresti di no?» Aveva proprio deciso di farmi morire. «Vorrei che…vorrei che tu avessi fatto…» Lei indugiava. «A giudicare dal tuo cazzo, si direbbe quasi che vorresti che la tua mogliettina avesse fatto la troia con Max, stasera…» «Vorrei…e…uumhuhmuu…» «Cosa, amore? Non sei geloso? Non hai paura che lui possa esser migliore di te?»
«Sì, sono geloso, certo che lo sono, ed ho paura, ma…» «Ma cosa? Hai paura, ma il pensiero che io faccia la troia con Max ti manda ai matti?» «Sì, cazzo, ho paura, ma impazzisco se penso…» «Cosa? Se pensi cosa, porcellino?» «Se penso che… sei uscita da sola con lui, io…» «uhnmmmm… è durissimo amore. Dimmi… se pensi che…?» Ero devastato dal piacere e lei si prendeva gioco di me. «Se penso che tu, stasera, abbia...fatto...» «Abbia fatto... cosa, amore? Dimmelo! Dimmi cosa ti sarebbe piaciuto che facessi.» «Che tu abbia fatto la porcella con lui... Sìì...impazzisco... sono pazzo di gelosia e questo mi fa impazzire.» «uuuhmmm…. Bravo, il mio porcello! Ti eccita sapere di aver una moglie porcella. Sei pazzo, ma il tuo cazzo è durissimo. Sei un porco, un grande porco, ed io sono una...sono una "troia", è vero che lo sai? Stasera sono stata proprio una troia con Max!» Ero al limite. «Se continui così, mi fai…» «Se... cosa? Se continuo a menartelo, sborri subito, porco? Non resisti e me la farai tutta in mano? Ma come? Sborri senza nemmeno sapere cosa abbiamo fatto io e Max?» «Fermati, cazzo, così vengo, cazzo, non ce la faccio...» A questo punto lei mi ha sconvolto. «No, non sborrare subito, amore! Adesso mi fermo un po' e ti racconto di come questa sera ho fatto la troia con Max e due suoi amici!» «Cosa? Cosa? Non ti sei fatta scopare solo da lui, ma anche da due suoi amici? Fermati! Non farmi sborrare subito, ma raccontami tutto quello che è successo!» Lei si è fermata. Me lo ha serrato forte nella mano, stringendo forte anche le palle. Il dolore ha rallentato l’orgasmo. «Ecco, sono ferma: questo mio cazzetto, perché è mio, vero? Non resiste? È troppo eccitato, poverino! Adesso ti racconto tutto, ma, se sborri prima che ho finito, riceverai una punizione! Chiaro?» Ero disposto a tutto pur di sapere.
